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venerdì 12 ottobre 2012

RIPOSO FORZOSO

Da quattro giorni MR è a riposo forzoso, detto anche CIG.
A parte l'afflizione morale alla quale questa sigla induce e trascina, il riposo forzoso si sta caratterizzando per:

- stranezze e fissazioni che ciclicamente ritornano; come i mostri dell'ossessione, e delle possessioni. Un tempo erano il ricamo, l'uncinetto e le maglie lavorate ai ferri; hanno perseguitato MR per reiterati cicli, per poi abbandonarla (definitivamente?), e restituirle la serenità del superamento della dipendenza da filo. Seguirono lo studio e l'ascolto dissennati e feroci di musica e canto lirico. I cicli erano continuativi, e ritardarono l'abbandono che non è mai stato definitivo. Ancora oggi si ripropomgono a fasi alterne. Hanno però lasciato, anche se con una leggera proroga, quello spazio e quella libertà, tanto agognate da una sopraffatta MR, di sentirsi libera e giovane, praticamente adolescente, così trascurate a tempo debito. Questo spiega la sua attuale "freschezza" interiore. Ultimamente si è riaffacciato l'abuso di lettura. Il più regolare e sano dei cicli (ehm), è stato rinvigorito dalla messa in svendita di libri presso una famosa libreria di Firenze. MR ha comprato una dozzina di libri, negli ultimi tre giorni ne ha iniziati cinque e ne ha terminati due; la cosa si sta trasformando in irregolare e insana.

- osservazione divertita delle esasperate espansività di Tremor e Gea che contemplano:
attività ludico-ricreativa nelle lettiere al silicio (dalle sembianze di sale grosso da cucina con scaglie di sali da bagno azzurro oceano), ultima novità della casa;
riposo (non forzoso) tra i dodici libri comprati da MR, sulla tastiera del pc, sullo sterno di MR;
tenace e libero cazzeggio sulle rampe delle scale del condominio, sulla balaustra e sui davanzali delle finestre al settimo piano:
simulazione (poiché entrambi sterilizzati) di rapporti sessuali.

Se si aggiungono allenamenti in piscina e in palestra, qualche imprevisto a tarda ora, e un po' di svago impegnativo, il consuntivo registra un riposo forzoso con allegri sbilanci e entusiasti disavanzi che MR teme rimarranno senza recupero.

domenica 10 giugno 2012

GLI EFFETTI DELLA CAPRIOLA

E' una storica, eterna, e inguaribile timida. Possiede, tuttavia, le anime nascoste della disinvolta, della splendida, e della spigliata. Qualche volta queste vengono fuori prepotentemente, poiché, chissà grazie a quale misterioso motivo, crede di essere degagé dentro. Nondimeno, spesso, è preferibile che restino silenziose, giacché impietosi agguati di gaffes potrebbero lasciare il segno.
MR è iscritta ad un centro fitness dove, oltre alla palestra, frequenta corsi di nuoto.
La scorsa lezione era sulla capriola, virata, o capovolta che dir si voglia.
L'istruttore suggerisce a MR di non provarla subito a bordo vasca ma al centro della piscina, onde evitare mazzate con le gambe sul cemento.
MR, dapprima un po' goffa e imbarazzata, passa subito a volteggiare, effettuando rotazioni di bacino, avvitamenti con la testa tra le braccia, fluttuazioni circolari, mulinando disinvolta e libera a centro vasca dietro le indicazioni e sotto lo sguardo attento dell'istruttore.
"Brava, MR, non pensavo capissi così in fretta come si fa la capriola. La prossima volta si passa a bordo vasca!" esclama soddisfatto.
Piena di sé e di acqua nell'apparato respiratorio, MR decide di premiarsi concedendosi un po' di relax nella sauna e nel bagno turco che sono nell'ala opposta del centro alla quale si accede passando per la reception.
Le sue anime nascoste cominciano a farsi strada verso l'esterno. Escono rumorose, intraprendenti, irrefrenabili.
MR, felice e impaziente, sciolta e sicura, spedita e tronfia, non indossa neanche l'accappatoio, e corre leggera e svelta verso il termario, dove si vede già distesa, ad occhi chiusi, a fantasticare sul suo successo del giorno. Con la sua capriola in mano e l'accappatoio sotto il braccio, infila la chiave nel blocchetto del tornello che non vuole scorrere. MR insiste, gira la chiave, la estrae e la infila nuovamente con ostinazione. Non vede l'avviso stampato ad un palmo dagli occhi, proprio accanto al tornello. Lei vede solo il suo turbinare felice, è assorta in quell'arrotolarsi e srotolarsi disinvolto, è tutt'uno con quelle capriole che le danno sicurezza, slancio vitale, e padronanza di sé  Ha il mento in fuori, il naso rivolto verso l'alto, lo sguardo volitivo e risoluto che non si posa sull'avviso se non quando viene distolta dalla receptionist in un via vai di clienti, accompagnatori, bambini, istruttori, e segretarie:
"Ehi, senti! Ascolta, ce l'ho con te! Non puoi entrare. Tu, in costume da bagno... oggi il termario è chiuso per manutenzione. E' scritto lì, non lo vedi?"