martedì 8 maggio 2012

DI CAPELLI

MR ha sempre avuto chiome folte e ribelli. I fitti ricci che spuntavano sulla sua testa da bambina, le valsero il soprannome di Frasca, le libertine molle che costringeva in una rigogliosa coda di cavallo alle scuole medie, quello di Boccoletto. Malgrado ciò a MR i suoi capelli piacevano molto. Ma tra un cespuglio indomabile oggi, e una criniera indisciplinata domani, le piacevano di più le lisce, docili e ordinate capigliature della zia A e della cugina T. MR ne subiva fortemente il fascino e spesso le due parenti erano costrette a sottoporsi ad estenuanti prove di resistenza sotto i suoi pettini e le sue spazzole. MR acconciava, inanellava,  ravviava come una parrucchiera provetta. Fino a quando, sfiancate, le due parenti insorsero, protestarono e si opposero alle torture inflitte da MR alla quale non restò che rassegnarsi, raccogliere i suoi arnesi del mestiere e, con grande senso di colpa, battere in ritirata. MR, afferrata da un'indicibile nostalgia per le setose e levigate chiome, ripiegò sui propri capelli. Davanti allo specchio armeggiava con forchettone, piastra, e ferro infierendo sul cespuglio che non voleva saperne di diventare liscio. Allora MR si recò dal parrucchiere certa che sarebbe riuscita nel suo intento con il tiraggio a caldo.
"Ogni riccio un capriccio!" esclamò senza mezzi termini la parrucchiera osservando che il cespuglio era rimasto indomato anche dopo il suo intervento.
MR, desolata, accettò definitivamente la natura fortemente tortuosa che aveva sulla testa, imparando sempre più ad apprezzarla anche in virtù dei complimenti che riceveva. Le sue volute anarchiche crescevano in tutte le direzioni, conferendole un aspetto selvaggio e leonino, gitano e insolito, ruvido ed esotico. Per molti erano il logo di MR. Per MR erano un punto di forza. Non le avrebbe tagliate a costo di morire.

Ieri MR è andata dal parrucchiere per tagliare i capelli. Nell'ultimo anno ci è andata cinque volte, per procedere per gradi ed evitare così crisi di alienazione e di identità, cambiandone uno ogni volta, perchè inevitabilmente con i parrucchieri sviluppa rapporti burrascosi. La prima è andata da C, il quale le ha detto che ha i capelli afro, come sua moglie e che non si possono tagliare ma solo spuntare per non creare geometrie inefficaci. La seconda è andata da G il napoletano, che le ha detto che il suo non è un vero riccio e che le ha tolto quattro centimetri qua e quattro là per familiarizzare con una lunghezza sotto il collo. La terza è andata da M il brasiliano, che con i tagli ricci ci sa fare e che le ha scoperto il collo. La quarta è andata da F, che le ha dato finalmente un taglio netto. La quinta è andata da M il marocchino, per tagliare il centimetro ricresciuto. Nessuno di questi in futuro vorrà rivederla, causa forte tensione creatasi nell'interazione tra cliente e operatore: "Da questa parte sono più lunghi", "Ma no, MR, sono uguali, guarda te li misuro con il pettine", "Con il pettine?! Prendi il centimetro e ti dimostro che ho ragione".
"A destra sono più lunghi, tagliali uguali", "Ma no, MR, sono uguali, guarda! E' solo che a destra hai la testa più piatta... sicuramente dormi sul lato destro", "Sì, ma tu raddrizzali."
"Taglia un po', poi vediamo come stanno e se non mi piacciono ricominciamo da capo", "Certo, MR, certo", "Sono tornata perché qui non vanno bene, vedi... sono più lunghi", "Sì, vieni MR, accomodati, vediamo cosa si può fare."
Affaticata e in fuga dai suoi acconciatori, MR è sempre riuscita a superare l'impasse, mostrando fiera al mondo il suo rivoluzionato look.
" Hai fatto bene a tagliarli, MR, ti donano  molto così corti", si è levato unanime il coro di propugnatori del capello corto.
"Era tanto che ti dicevo che avresti dovuto tagliarli. Non mi ascolti mai!" ha sentenziato imperiosa V la mamma di MR, che da sempre caldeggia la causa del capello lungo.
Nell'ultimo anno MR non sa cosa sia successo. Sa per certo che tagliare i capelli non le ha creato turbamento come pensava. Proprio come quando, tanto tempo fa, si accorse dei suoi ricci indomiti.

8 commenti:

  1. nella vita, si sa, è meglio cambiare che restare sempre uguali perchè la vita poi ha un altro sapore.

    RispondiElimina
  2. tu mari fosti una delle prime anni fa a suggerirmi di tagliare i capelli... :)

    RispondiElimina
  3. I cambiamenti di testa sono sempre auspicabili.

    RispondiElimina
  4. sì, dentro la testa soprattutto ;)

    RispondiElimina
  5. se hai finalmente deciso di sfoltire.... non arrestarti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la corsa sembra inarrestabile per ora ;)

      Elimina
  6. Vedrò presto l'effetto, ne son curioso e intimidito...

    RispondiElimina
  7. Stefanio? anche io sono molto curiosa e intimidita :O

    RispondiElimina