giovedì 28 marzo 2013

PER QUANTO POSSIBILE, BUONA PASQUA!

Ieri sera, in ascensore, al rientro dal lavoro.
"Salve D, come va?"
"Ciao MR, bene, grazie!"
"Brrrrrr, che freddo fa. Siamo a Pasqua ma sembra Natale... "
"Sì, ma pare che per le feste non pioverà!"
"Wow, benone!"
"Hai progetti per questa Pasqua?"
"No, niente di che. Verranno a trovarmi i miei genitori."
"Fantastico! ... ... No?!!??"
"Ehm?!!? Sì, sì, certo che sì!"
V ed E, genitori di MR, come lo scorso anno, verranno a trovare la propria figlia. Proprio come lo scorso anno, quando questa aveva progettato una Pasqua nel pieno rispetto della propria pigrizia, pensando di  svegliarsi al mattino molto tardi, di fare colazione, di guardare fuori per essere incentivata dal tempo incerto (così prevedette allora il meteo) a tornare più certa che mai a dormire, di improvvisare pranzo e cena, magari sostituendoli con pasti tipo uovo di cioccolata o colomba, di essere fuori dalla portata di folle e calche turistiche che invadono Firenze e nelle quali loro, V ed E, si sentono come se fossero al centro del mondo, di evitare sostanzialmente cambi repentini di ritmi, stravolgimenti delle coordinate della propria quotidianità, cambiamenti del proprio percorso.
E invece, ancor più quest'anno, V ed E, che ritengono non stia bene lasciare MR in balia di se stessa e delle incognite psicologiche che - causa crisi professionale -  in queste ultime settimane la perseguitano, con ambizioni da irriducibili chaperon la accompagneranno vigili per dare un senso più alto alla sua Pasqua.
V, con energia volitiva e brillante dinamismo, amministrerà con pugno di ferro pranzi e cene luculliani, previ vettovagliamenti; sarà impossibile da tenere a freno nelle sue belle e imprevedibili pensate, tipo rigorosa organizzazione di uscite, passeggiate nei parchi, pomeriggi da trascorrere all'Ikea - sottoponendosi a resse disumane e a giri sfibranti per trovare un parcheggio - e nei mercatini rionali, visite dei borghi toscani, delle Badie e delle Certose.
E, buono e mite, più paziente di Giobbe, avallerà solerte e puntuale tutte le iniziative di V; sarà impossibile da tenere a freno nel suo incessante camminare, impervio podista dai lusinghieri tempi di percorrenza, con qualsiasi fenomeno climatico e variazione atmosferica, ovunque e sempre, in Toscana e a Pasqua.
MR, ormai non più abituata all'iperbolico puzzle genitoriale, affronterà i giorni in questione con buona volontà, condiscendente accettazione, facendo come se nulla fosse, e con grande fiducia nelle proprie risorse fisiche e mentali.
V ed E concentreranno il tutto in soli tre giorni, perché lo struggimento per il paese lontano, e il forte richiamo della patria avranno la meglio sul sapore agrodolce dell'esilio, seppur verso la figlia. Perché V sarà sopraffatta dalla bruciante nostalgia per i nipotini ed E, improvvisamente privo del bagliore nello sguardo che gli suscitano boschi, sorgenti d'acqua, sapori genuini, mura ciclopiche della terra ciociara, non potrebbe mai rinunciare alla sagra della frittella.
Un mattino si sveglieranno e, gettando ansiosi un'occhiata all'orologio, decreteranno:
"MR, è stato bellissimo, ti vogliamo bene, arrivederci e grazie!"
Questa, attiverà la metabolizzazione della mappazza ipercalorica e, spossata, infilerà il letto.
Buona Pasqua a voi tutti!

12 commenti:

  1. Ciao Mr come ti capisco, anch'io rifuggo volentieri i pranzi parentali obbligati, le feste, forse perche' mi sono abituata a star da sola a fare quello che voglio e quando voglio, alla fine divento insofferente agli eventi, perlomeno a quelli troppo stressanti e che, come i rotoloni regina, non finiscono mai.))
    grazie del racconto simpaticissimo, baci rosa Buona Pasqua anche a te.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te, rosa. Sono d'accordo dalla prima all'ultima parola. In quelle circostanze ho brevissima autonomia... Giusto quella di ingurgitare il mondo, vista la buona forchetta che sono, e poi potrei tranquillamente tagliare la corda. Brava, eh?

      Elimina
  2. Buona Pasqua a te, cara EmRose...sempre per quanto possibile, ovvio...che forti mamma V e papà E :-) è sempre molto bello il modo in cui persone, mici e cose :-) gravitanti attorno al tuo affetto, diventano poi nei tuoi racconti dei personaggi di storie vere ed immaginate nel tempo stesso :-)...e mi piace molto anche la polarità campagna-città che sempre serbi nel tuo animo...insomma, EmRose, ogni volta è una gioia leggerti :-)

    Bacini pasqualini :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Gilli, e auguri di una serena Pasqua anche a te. Sei sempre molto puntuale con le tue analisi, e sapere che ti divertì mi fa estremamente piacere, oltre ad invogliarmi a continuare a scrivere. A presto, e baci colombuovosi. ;)

      Elimina
  3. grazie! buona Pasqua anche a te

    RispondiElimina
  4. Beh...qualche bel carciofo fritto a Pasqua ci vuole!
    E anche una fetta di pastiera napoletana.
    Buona Pasqua, tesorina!

    RispondiElimina
  5. Uuuuuuuhhhhh, carciofi, pastiera, e chi più ne ha più ne metta... Il gioco vale fuor d'ogni dubbio la candela. Buona Pasqua anche a te, cara. Baci.

    RispondiElimina
  6. Beh, l'idea di ingurgitare il mondo non è per niente male.

    Buona Pasqua, serena, con gioia ed anche con un attimo di respiro, familiari permettendo.

    RispondiElimina
  7. Grazie, arthur, buona Pasqua anche a te.

    RispondiElimina