venerdì 7 dicembre 2012

FINE DELLA SETTIMANA

La settimana che si sta avviando, finalmente, verso la sua conclusione, era partita con invitanti esordi, si sarebbe dovuta articolare in piacevoli occasioni di ritrovo familiare, avrebbe dovuto scorrere lieve e pacifica. Ma alle premesse non sono seguiti i desiderati sviluppi. Tutto bene fino a lunedì mattina, quando MR e l'amica-collega M sono state vittime di un tamponamento a catena - della quale catena fortunatamente erano il primo anello, quindi, come dire, l'hanno presa unicamente da dietro. A parte un piccolo graffio sul paraurti della macchina, lo sgradito colpo di frusta che hanno subito ha intontito leggermente M ed ha raddrizzato il torcicollo permanente di MR. "Bene, allora la prossima volta che ti incordi tutta dillo a me, ché ci penso io!"  ha argomentato la collega C al racconto di MR. I giorni successivi si sono contraddistinti per grande nervosismo a causa dell'implacabile sequela di fatti e accadimenti che hanno torturato e messo a dura prova il già precario equilibrio di MR. Il tanto agognato raduno familiare, che avrebbe dovuto sfociare in un'allegra e godibile partecipazione ad una recita di Turandot, è saltato. MR, credendoci fino in fondo, da creatura solitamente discreta, riservata, e senza troppe pretese, si è trasformata in un accanito e sfacciato martello ai danni dei vari uffici del teatro, della biglietteria, dell'ispettrice A, e dell'amico G - con cui, riottosa come non mai, ha tirato fuori la parte peggiore del martello, sulla quale preferisce soprassedere. Tutto questo tormento per non aver potuto avere i biglietti in tempo utile e a prezzi agevolati per dipendenti del teatro; scopo che non pensava fosse tanto ambizioso e impossibile da raggiungere e che ha indisposto MR mettendola faccia a faccia con il terribile proposito di infliggere il castigo, e con l'amara scelta di covare vendetta al pari di un capocosca mafioso; non potendo colpire obiettivi precisi, si è accontentata di un consolatorio "contro ignoti". Lo sfinimento ha conquistato la meta più alta un giorno fa. Un cambio di rotta improvviso, una violenta virata, una capriola degli eventi che ha svuotato MR nell'animo, e nello spirito. Si tratta di un distacco indotto, di una partenza imposta grettamente. Un addio. Ingiusto come una subdola offensiva, scorretto come un colpo sferrato alle spalle, e, per questo, comprensibilmente voluto dal diretto interessato. MR si abituerà all'idea di questa perdita perché nella vita ci si abitua a tutto, guarderà avanti perché guardare avanti è un passaggio obbligato, sarà contenta per il futuro, sicuramente più fruttuoso e sereno, della persona che con umiltà e grande dignità sta per andar via perché lo merita appieno. A volte càpita che il pensiero del passato si intrecci malinconicamente con quello del futuro e che faccia perdere temporaneamente contezza del presente che, in questa desolante fattispecie, scricchiola inesorabilmente.
PS In bocca al lupo, Maestro, e grazie di tutto!

6 commenti:

  1. Minch...ehm...acciderba, che settimana intorcinata hai avuto, cara Em Rose :-)

    E' vero, è duro accettare il distacco, quando una persona è stata parte del nostro panorama esistenziale per tanto tempo...sul posto di lavoro poi la cosa acquista sempre un sapore particolare: lì si fanno sacrifici insieme, si provano gioie insieme, si "parla la stessa lingua" più che in ogni altra situazione...ci si sta magari anche un po' sulle palle a vicenda, in certi momenti difficili...e la cosa strana alla fine, è che ci si rende conto che anche quei momenti, ci mancano...

    Bacini anti-colpo di frusta :-)

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    1. Tutto verissimo, Gilli. Siamo fatti così noi umani, ci affezioniamo, a volte ci detestiamo, e quando ci si allontana sentiamo venirci a mancare qualcosa. Un bacio.

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  2. Beh, in effetti è stata una gran brutta settimana per noi, l'unica consolazione per me è stato l'arrivo di Wolfi.
    Ho l'impressione che una nube di negatività abbia parcheggiato su Firenze perché molte persone hanno condiviso delusioni e sofferenze nella stessa settimana.

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    1. Io è te ci rifaremo alla grandissima oggi pomeriggio. ;)

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  3. Vuoi sapere quanto ti amano i mici..?
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    Eh..! Eh..!

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    1. Grazie, mago, ma è bellissima!

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