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mercoledì 2 gennaio 2013

CON V, E, E NIPOTE UNO

Una parte delle festività natalizie edizione 2012-2013, MR l'ha trascorsa con mamma V, papà E, e nipote uno. Dopo pranzi e cene luculliani, rigorosamente ciociari - imposti da V e bene accolti da MR -, alternati a decine e decine di Km a piedi, per digerire, smaltire, e metabolizzare colesterolo, e trigliceridi abbarbicatisi all'anima - dettame di E; dopo i servizi fotografici a MR, a Tremor e a Gea - inflitti senza tregua da nipote uno; tutti e quattro, alla sera, crollavano, chi steso, chi riverso, chi accasciato, chi secco, tutti cadaveri, ognuno sul proprio giaciglio. Non li ha tenuti svegli neanche la trepidante attesa per il nuovo anno, neppure l'euforia del conto alla rovescia prima della mezzanotte. Steso il consuntivo dell'anno che stava per andarsene, durante il cenone, le iperboliche celebrazioni, per i quattro dell'Ave Maria missione "per carità non arrivate alla mezzanotte per stappare quello spumante!", i resistenti golden four, si possono così illustrare: mamma V e papà E hanno scelto di incollarsi davanti alla tv indecisi tra due film: "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere" e "Una notte da leoni". Caduta, inevitabilmente, la scelta sul secondo, non sono arrivati neanche alla fine del primo tempo, per sopraggiunta catalessi. MR e nipote uno hanno, invece, interagito via chat con una certa Saomi-Marisa (il secondo nome è quello che risulta dai suoi account, e cioè quello della nonna) - amica di nipote uno - che ha continuato senza sosta ad aggirarsi nel web, all'inseguimento di questo, su skype, messenger, facebook, twitter, e posta elettronica, tutti i giorni, per quattro giorni, prima e dopo i pasti luculliani ciociari imposti da V,  durante le maratone dettate da E, piombando anche dentro i servizi fotografici, e prima che tutti collassassero causa sonno. Saomi-Marisa frequenta la quinta elementare, è estremamente comunicativa, scrive come una studentessa universitaria tanto da suscitare l'invidia di MR. Fra le due è nata fin da subito una incoercibile competizione, ed una irrefrenabile antipatia.
"Ma quella nelle foto sarebbe tua zia?" indagava Saomi-Marisa con sufficienza.
"Sì, è un po' matta, ma ci divertiamo molto!" spiegava orgoglioso nipote uno.
"Be', effettivamente, guardandola bene non mi sembra tanto normale. Comunque, è ancora lontana dai miei livelli di pazzia!" articolava, con competitiva coscienza, la persecutrice indefessa.
"Scrivile che la zia matta dice che si vede lontano un miglio che ti sta corteggiando!" suggeriva MR, a nipote uno, in piena arcigna fase involutiva.
"Di' a tua zia che non sa di cosa parla. Io sono disperatamente innamorata di un'altra persona! E lei,  ora, credo abbia raggiunto i miei livelli di pazzia!" argomentava con uso corretto di congiuntivi, disinvolta punteggiatura, e con snelli ed essenziali elementi discorsivi, la scrivente rampante.
"Chiedile quale è la sua materia preferita a scuola. Sarà sicuramente l'italiano. E anche se non vede l'ora di tornarci dopo le vacanze, e chiedile pure come si descriverebbe!" ordinava perentoria MR a nipote uno che cominciava a scambiare la chat, ormai dirottata sulle due antagoniste, per un divertente e sbellicante match tra due streghe.
"Alla domanda numero uno ti rispondo la matematica, alla numero due no, non ho voglia di tornare a scuola, e di me posso dirti che sono solare, divertente, burlona e pazzerella." rilanciava con audacia e sicurezza quella che MR stava per definire una sgualdrinella impertinente.
"Chiedile perché scrive come una scrittrice, chiediglielo, forza!" ordinava, ormai fuori di sé MR al più divertito nipote uno della terra.
"Ti ringrazio! Ma io non credo sia proprio così. Tuttavia, la mia maestra  pensa che io sia un angelo, perché quando non mi vede faccio ciò che voglio mentre quando volge lo sguardo verso di me, mi sorprende sempre attenta e a scrivere!" replicava con soave orgoglio il sedicente angelo.
"Basta, spegni quel telefono, dalle la buonanotte. Tanto sono sicura che c'è qualcuno che scrive al suo posto, non è lei, non può essere lei.. frequenta solo la quinta elementare... è la nonna!" sbottava velenosa e maligna MR.
Fra baldanzose e forbite chat, con dispiegamenti di sintassi corrette ed efficaci, periodi, frasi, proposizioni organizzate in ardimentose espressioni linguistiche da parte di Saomi-Marisa, anche l'ultimo giorno dell'anno, MR e nipote uno, come V ed E, sono precipitati esausti in un sonno prematuro e ristoratore. Durante i fuochi di mezzanotte, MR si è svegliata ed ha pensato che Saomi-Marisa probabilmente è un mezzo genietto.

lunedì 31 dicembre 2012

UBRIACATEVI!

Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: è l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriachiate senza tregua.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull’erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all’onda, alla stella, all’uccello, all’orologio,
a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme,
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta,
a tutto ciò che parla, domandate che ora è;
ed il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio vi risponderanno
"E’ l’ora di ubriacarsi!"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.

C. Baudelaire

MR lo farà, e non ci andrà nemmeno piano!

venerdì 28 dicembre 2012

SJ

Quando MR frequentava il Conservatorio conobbe SJ.
SJ è cinese, vive a Roma da trentacinque anni, e parla come se fosse arrivata in Italia due mesi fa. Come tutti gli orientali dimostra venti anni in meno rispetto alla sua vera età anagrafica, ha capelli nerissimi, liscissimi, foltissimi, e lunghissimi, che hanno sempre acceso la irreprensibile brama e aizzato la sfrenata invidia di MR per siffatte chiome. Pur essendo una donna matura, SJ ha la freschezza e il corpo di un'adolescente, l'energia scoppiettante di un vulcano, la favella inarrestabile di una speaker per spot della Mediashopping - in lingua cinese italiano-romanizzata. Nonostante l'impegno e la tenacia che negli anni ha messo nel farsi comprendere, quando la si ascolta non si capisce niente. Le prime volte MR pensava che, a causa della propria cultura orientale, SJ tergiversasse, per così dire, nei suoi discorsi appositamente, per non cozzare troppo rapidamente e bruscamente con una società a lei sconosciuta; spesso ha creduto che scegliesse di temporeggiare nell'esprimere con immediatezza e chiarezza se stessa e i suoi pensieri, per cautelarsi da impatti troppo repentini con il prossimo; altre volte è arrivata a sostenere che fosse una accidiosa scioperata senza voglia di imparare la lingua del Paese in cui aveva deciso di vivere, rimanendo accoccolata sotto la sua vile pigrizia, confidando negli sforzi che gli interlocutori più rassicuranti avrebbero fatto per comprenderla. Niente di tutto questo: SJ è intelligente, è sempre stata dinamica, curiosa, onesta; non si ferma un attimo, corre a cavallo del suo scooter come un'amazzone, pedala, a pieni giri, in sella alla sua bici, composta come Coppi e imperiosa come Bartali, salta, sfreccia, impenna, come una giumenta, da un capo all'altro di Roma, e il suo cinese italiano-romanizzato è sempre con lei. In definitiva, non è come inizialmente aveva creduto MR: "Questa furba di cinese se ne fotte di studiarsi l'italiano, e lascia che siano gli altri a sforzarsi di capire lei!" 
Non è affatto così. SJ, per quello che concerne la lingua italiana è tosta, è dura, è - e questo ha imparato a dirlo, come tante parolacce - de coccio. SJ non dimentica mai di telefonare a MR in occasione delle feste comandate, per farle gli auguri.
Tre giorni fa:
"Plllrrronto! Piccolina, auguli! Che st'affa' ... Ttttu me devi veni' a trova'!"
"Ciao, SJ, auguri, come stai? Come trascorrerai il Natale?"
"In cccioo', piccolina, asssolito, non sanno, stronzo commmme te devo di'... Stai a capi'?"
"Sì, certo, SJ! E il resto? Tutto bene?"
"Te volevo chiama' aaaa casa, poi pensato 'piccolina non stare casa, 'a chiamo cerrlurlarle'... mangiare poco, me raccomanda, dopo ce ssssta aaaa chi, non so perlché, eh? Nun è inclredibile, stronzi, semple ugale!"
"Eh, lo so, lo so, SJ... "
"Ora piccolina te devo lascia'... saluta mamma, papà, nipoti, fratello... io non dire, ma mai se non c'è. Ce sta, sempre solito, stronza anche quella, io so, ma piccolina, auguri, Buon Natale! Vie' a Roma! Tanti baci. Cia, cia."

domenica 23 dicembre 2012

MA PROPRIO A TUTTI

Buon Natale!
A tutti.
Anche a quel fascista della guardia della Coop, con velleità da vigile urbano (disonesto) che stamattina ha redarguito, pesantemente e ferocemente, un extracomunitario parcheggiato con il suo carretto di bagattelle sul suolo pubblico (ultimo lembo di strisce pedonali) davanti al supermercato.
Anche ai proprietari delle macchine (suv), che secondo quel fascista della guardia della Coop, contrariamente all'extracomunitario con il suo carretto di bagattelle, potevano, anzi, dovevano parcheggiare i loro bolidi sul suolo pubblico (un bel pezzo di strisce pedonali, e parte della pista ciclabile) davanti al supermercato.
Soprattutto a quell'extracomunitario, che ha ringraziato, inchinandosi, MR perché è intervenuta per difenderlo, facendosi una grande e sana litigata di antevigilia di Natale con quel fascista della guardia della Coop.
Quel fascista della guardia della Coop, molto probabilmente, della vita non saprà mai cosa si sta perdendo.
Auguri sinceri! Ma proprio a tutti!