Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Famiglia. Mostra tutti i post

giovedì 18 luglio 2013

QUESTIONE DI PELLE

L'attacco fulminante di orticaria, derivante dall'allergia ad un farmaco, che l'altra notte ha colpito MR ha un precedente. Anche tanti anni fa, quando il fidanzato di allora tentò di costringerla a vivere con lui, MR si riempì improvvisamente di bolle, vescicole, macule e papule. Riuscì in tempo a fuggire dalla catastrofica eventualità di una vita a due con un allergene, per sempre sotto lo stesso tetto, deturpata da un'eruzione cutanea che la investì - lasciando libere faccia e lingua - solo dai piedi fino al collo. Faccia e lingua, intatte, le furono d'aiuto per una recriminazione a viso aperto e a parlantina sciolta e violenta contro il responsabile della debordante e straripante istamina. Ma l'antico fidanzato, della cagionevolezza cutanea di MR, è colpevole fino ad un certo punto. Il vero artefice di tanta sensibilità epidermica è papà E. L'ereditarietà del quale verso la figlia (e che la figlia avrebbe preferito) non ha compreso lasciti di abilità, inclinazione, sorte amica, mazzo che dir si voglia nel gioco; né attitudine, perizia, facilità strategica, spontanea astuzia, furboneria nella vita; per non parlare del metabolismo basale che gli permette di sterminare lo sterminabile, commestibilmente parlando, senza ingrassare di un etto. No, MR dal corredo cromosomico, dal genoma di papà E, ha ereditato la fragilità della pelle. La settimana scorsa papà E è stato ricoverato d'urgenza in un istituto di dermatologia romano.
Dopo due giorni di cure intensive, ha trascorso il suo tempo facendo lunghe passeggiate dentro e fuori l'ospedale, con il suo compagno di stanza. Li hanno autorizzati ad arrivare fino al cancello, vietando loro di oltrepassarlo, anche perché l'uno indossava un pigiama di carta e l'altro si accompagnava con l'asta porta flebo, compresa la flebo. Papà E, in ospedale, dentro, ha conosciuto una donna; si tratta di una dottoressa che lo ha preso molto a ben volere e che per questo lui, a sua volta, ha preso molto a ben volere. "È una pendolare che viene da Firenze tutti i giorni... le ho parlato di te, le ho detto che vivi nella sua città e lei era contenta per questo! È proprio forte!" 
Al "È proprio forte?!?" sottolineato da una MR urticata, papà E ha risposto sulla difensiva "Che te cride ca so' ne rattuse!? (Per chi mi hai preso, per un molesto figuro?)
In cinque giorni papà E è stato nutrito come un uccellino. Aveva molta fame e per qualche istante è stato colto dalla tentazione di oltrepassare il cancello per infilare un ristorante, ma il buonsenso e l'indecoroso fastidio dovuto ad un pigiama di carta hanno prevalso. Reidratato a dovere papà E è stato dimesso. Oggi con MR ha avuto una fitta conversazione telefonica dalla quale è stato tratto liberamente questo post.

martedì 2 aprile 2013

DIVERSITA'

Nonostante il millantare spudorato delle previsioni meteo che ogni sera davano bello per il giorno seguente, è piovuto quasi sempre. Nonostante sia piovuto quasi sempre, V ed E non si sono fatti trovare impreparati. Specie in quelle parentesi di variabilità, ma non solo, si sono armati di ombrello, impermeabile, forza di carattere e fisica, e - soprattutto con quest'ultima - hanno trascinato di peso la svogliata e poltrona figlia MR fuori dal letto prima e dalla casa dopo. D'altronde, faceva parte degli accordi presi per telefono qualche giorno prima e fa parte del patrimonio genetico di V ed E, totalmente dissimile da quello di MR. Avrebbero trascorso le feste pasquali con la propria figlia a patto che questa non cedesse alle lusinghe del riposo ad oltranza - patti chiari, amicizia lunga, fatti unilateralmente.
"A volte mi chiedo come riesca a vedere me stessa in tutte le cose che fai. Siamo così diverse!" ha lamentato V sovente in questi giorni, ricredendosi sulla trasmissione dei suoi caratteri ereditari alla figlia.
"Chi non ascolta e non segue i consigli dei genitori nella vita si troverà sempre male!"  ha vaticinato E in questi giorni - proseguendo nella ormai quarantennale tradizione - cercando di imporre a MR orari, ritmi, linee guida di marcata fattura personale, e nel tentativo di riesumare in questa il genoma smarrito. 
Pur tuttavia, in tutta questa delusa diversità, MR, V ed  E sono riusciti a trovare un equilibrio e dei fermi punti di incontro, dovuti probabilmente anche ad una manovra di basso profilo morale messa in atto da MR e che non le è costata nessun sacrificio. 
Questa è riuscita a barattare, senza che V ed E se ne accorgessero, l'apprezzamento esagerato per le specialità culinarie ciociare trasferite a Firenze direttamente dal suolo patrio, con qualche pennica post prandiale. Mentre i due genitori, colmi di soddisfazione per aver reso felice una figlia che ormai riconoscono solo attraverso le cose in fondo più sane, tipo divorare una pigna intera (dolce pasquale ciociaro) e roba di questo genere, erano in pieno scartavetramento di palle... sempre post prandiale. Del resto, a MR era dovuto, visto che si era arresa al giro dei centri commerciali, si era consegnata al Volo della Colombina e allo Scoppio del Carro ed aveva obbedito ad almeno uno dei tanti richiami della corsa brucia calorie. Ma a Pasquetta V ed E non hanno retto, e dopo il pranzo sono stati colti dal sacro fuoco dei ricercatori di asparagi lui e di cicorie lei. Sentendosi appartenere ad una specie illuminata, hanno infranto l'equilibrio che era stato raggiunto, hanno preso la propria figlia in preda al capriccio della contestatrice noiosa e incompresa, l'hanno buttata con forza giù dal letto. Questa ha incrociato le braccia e si è seduta su una poltrona con il grugno ingestibile. Loro hanno tentato di impartirle qualche lezione su come gestirlo. MR, con sguardo indignato, ha pensato che qualcosa nella sua manovra di basso profilo morale non aveva funzionato. V ed E hanno temuto che si sarebbe sdraiata a terra preda delle convulsioni. 
Il pomeriggio, abbondantemente assolato, si è concluso con una chilometrica passeggiata in collina. MR ed E si sono messi alla ricerca di asparagi ma non ne hanno trovato neanche uno; in compenso, V ha riempito una busta di cicorie.

giovedì 28 marzo 2013

PER QUANTO POSSIBILE, BUONA PASQUA!

Ieri sera, in ascensore, al rientro dal lavoro.
"Salve D, come va?"
"Ciao MR, bene, grazie!"
"Brrrrrr, che freddo fa. Siamo a Pasqua ma sembra Natale... "
"Sì, ma pare che per le feste non pioverà!"
"Wow, benone!"
"Hai progetti per questa Pasqua?"
"No, niente di che. Verranno a trovarmi i miei genitori."
"Fantastico! ... ... No?!!??"
"Ehm?!!? Sì, sì, certo che sì!"
V ed E, genitori di MR, come lo scorso anno, verranno a trovare la propria figlia. Proprio come lo scorso anno, quando questa aveva progettato una Pasqua nel pieno rispetto della propria pigrizia, pensando di  svegliarsi al mattino molto tardi, di fare colazione, di guardare fuori per essere incentivata dal tempo incerto (così prevedette allora il meteo) a tornare più certa che mai a dormire, di improvvisare pranzo e cena, magari sostituendoli con pasti tipo uovo di cioccolata o colomba, di essere fuori dalla portata di folle e calche turistiche che invadono Firenze e nelle quali loro, V ed E, si sentono come se fossero al centro del mondo, di evitare sostanzialmente cambi repentini di ritmi, stravolgimenti delle coordinate della propria quotidianità, cambiamenti del proprio percorso.
E invece, ancor più quest'anno, V ed E, che ritengono non stia bene lasciare MR in balia di se stessa e delle incognite psicologiche che - causa crisi professionale -  in queste ultime settimane la perseguitano, con ambizioni da irriducibili chaperon la accompagneranno vigili per dare un senso più alto alla sua Pasqua.
V, con energia volitiva e brillante dinamismo, amministrerà con pugno di ferro pranzi e cene luculliani, previ vettovagliamenti; sarà impossibile da tenere a freno nelle sue belle e imprevedibili pensate, tipo rigorosa organizzazione di uscite, passeggiate nei parchi, pomeriggi da trascorrere all'Ikea - sottoponendosi a resse disumane e a giri sfibranti per trovare un parcheggio - e nei mercatini rionali, visite dei borghi toscani, delle Badie e delle Certose.
E, buono e mite, più paziente di Giobbe, avallerà solerte e puntuale tutte le iniziative di V; sarà impossibile da tenere a freno nel suo incessante camminare, impervio podista dai lusinghieri tempi di percorrenza, con qualsiasi fenomeno climatico e variazione atmosferica, ovunque e sempre, in Toscana e a Pasqua.
MR, ormai non più abituata all'iperbolico puzzle genitoriale, affronterà i giorni in questione con buona volontà, condiscendente accettazione, facendo come se nulla fosse, e con grande fiducia nelle proprie risorse fisiche e mentali.
V ed E concentreranno il tutto in soli tre giorni, perché lo struggimento per il paese lontano, e il forte richiamo della patria avranno la meglio sul sapore agrodolce dell'esilio, seppur verso la figlia. Perché V sarà sopraffatta dalla bruciante nostalgia per i nipotini ed E, improvvisamente privo del bagliore nello sguardo che gli suscitano boschi, sorgenti d'acqua, sapori genuini, mura ciclopiche della terra ciociara, non potrebbe mai rinunciare alla sagra della frittella.
Un mattino si sveglieranno e, gettando ansiosi un'occhiata all'orologio, decreteranno:
"MR, è stato bellissimo, ti vogliamo bene, arrivederci e grazie!"
Questa, attiverà la metabolizzazione della mappazza ipercalorica e, spossata, infilerà il letto.
Buona Pasqua a voi tutti!

sabato 5 gennaio 2013

A LETTO CON NIPOTE UNO

Ovviamente, MR ha dormito per quattro notti con nipote uno.
Quattro notti con un uomo dentro il letto, come non capitava da secoli.
Quattro notti con un uomo, che seppur piccolo - ma neanche tanto - continua con la sua bellezza a mietere vittime femmine a destra, a manca e a Firenze: 
"Sei venuto a trovare la zia? Che bello che sei! Ho una nipote di sette anni che devo farti conoscere, e una che sta per arrivare... nascerà la settimana prossima! Come ti chiami?" 
"Nipote uno."
"Hai anche un bellissimo nome! Potrai scegliere una delle mie nipoti... impazziranno per te!" 
Quattro notti con un uomo che manda in cortocircuito gli impulsi nervo-erotici di donne come Saomi-Marisa (vedi post precedente).
Quell'uomo, dai capelli lunghi, setosi, biondo cenere, che rievocano epoche romantiche di sentimentali dame avvinghiate alle chiome estese e corpose di languidi cavalieri; che richiamano alla mente Sansone e quella gatta morta di Dalila impigliata ai di lui chilometrici ciuffi ed all'invidia per questi. Quell'uomo, dal fascino seduttivo che manco Robert Pattinson dopo i trascorsi da succhiasangue nella madre di tutte le saghe, la tritapalle Twilight, che gli hanno fruttato e conferito l'attestato di gran seduttore, tanto da spedirlo dritto dritto nel più recente Bel Ami; che manco William Bradley Pitt, ormai asceso alle vette di testimonial di un profumo, anzi, del profumo, che quando si sente puzza di Chanel N°5, si pensa a lui come quando si sente quella di Angel si pensa a Le Loir dans la théière, a Laurent Duchêne, a Ladurée, a Debauve et Gallais, a  Au panetier, e a tutte le migliori pâtisserie di Paris. Quell'uomo, bello, attraente, seducente, mentre SUA ZIA MR gli dormiva accanto, beatamente come un neonato dopo la poppata, ha fatto cose che solo un uomo con le su esposte premesse poteva fare; impietoso, pieno di sé, sicuro del suo fascino, ha infierito su MR, approfittando di lei, con atti riprovevoli.
Il servizio fotografico completo comprende foto di MR mentre dorme con la bocca dischiusa, mentre da questa spunta beffardo un rigagnolo di bava, in piena fase REM con labbro leporino versione Bianconiglio e con naso arricciato e fronte aggrottata versione ET, poco prima di svegliarsi con broncio tendente al lacrimosa. MR, che quando dorme, con ogni evidenza, non ha quelli che si possono propriamente definire l'incanto e la grazia della bella addormentata nel bosco, medita vendetta.

mercoledì 2 gennaio 2013

CON V, E, E NIPOTE UNO

Una parte delle festività natalizie edizione 2012-2013, MR l'ha trascorsa con mamma V, papà E, e nipote uno. Dopo pranzi e cene luculliani, rigorosamente ciociari - imposti da V e bene accolti da MR -, alternati a decine e decine di Km a piedi, per digerire, smaltire, e metabolizzare colesterolo, e trigliceridi abbarbicatisi all'anima - dettame di E; dopo i servizi fotografici a MR, a Tremor e a Gea - inflitti senza tregua da nipote uno; tutti e quattro, alla sera, crollavano, chi steso, chi riverso, chi accasciato, chi secco, tutti cadaveri, ognuno sul proprio giaciglio. Non li ha tenuti svegli neanche la trepidante attesa per il nuovo anno, neppure l'euforia del conto alla rovescia prima della mezzanotte. Steso il consuntivo dell'anno che stava per andarsene, durante il cenone, le iperboliche celebrazioni, per i quattro dell'Ave Maria missione "per carità non arrivate alla mezzanotte per stappare quello spumante!", i resistenti golden four, si possono così illustrare: mamma V e papà E hanno scelto di incollarsi davanti alla tv indecisi tra due film: "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere" e "Una notte da leoni". Caduta, inevitabilmente, la scelta sul secondo, non sono arrivati neanche alla fine del primo tempo, per sopraggiunta catalessi. MR e nipote uno hanno, invece, interagito via chat con una certa Saomi-Marisa (il secondo nome è quello che risulta dai suoi account, e cioè quello della nonna) - amica di nipote uno - che ha continuato senza sosta ad aggirarsi nel web, all'inseguimento di questo, su skype, messenger, facebook, twitter, e posta elettronica, tutti i giorni, per quattro giorni, prima e dopo i pasti luculliani ciociari imposti da V,  durante le maratone dettate da E, piombando anche dentro i servizi fotografici, e prima che tutti collassassero causa sonno. Saomi-Marisa frequenta la quinta elementare, è estremamente comunicativa, scrive come una studentessa universitaria tanto da suscitare l'invidia di MR. Fra le due è nata fin da subito una incoercibile competizione, ed una irrefrenabile antipatia.
"Ma quella nelle foto sarebbe tua zia?" indagava Saomi-Marisa con sufficienza.
"Sì, è un po' matta, ma ci divertiamo molto!" spiegava orgoglioso nipote uno.
"Be', effettivamente, guardandola bene non mi sembra tanto normale. Comunque, è ancora lontana dai miei livelli di pazzia!" articolava, con competitiva coscienza, la persecutrice indefessa.
"Scrivile che la zia matta dice che si vede lontano un miglio che ti sta corteggiando!" suggeriva MR, a nipote uno, in piena arcigna fase involutiva.
"Di' a tua zia che non sa di cosa parla. Io sono disperatamente innamorata di un'altra persona! E lei,  ora, credo abbia raggiunto i miei livelli di pazzia!" argomentava con uso corretto di congiuntivi, disinvolta punteggiatura, e con snelli ed essenziali elementi discorsivi, la scrivente rampante.
"Chiedile quale è la sua materia preferita a scuola. Sarà sicuramente l'italiano. E anche se non vede l'ora di tornarci dopo le vacanze, e chiedile pure come si descriverebbe!" ordinava perentoria MR a nipote uno che cominciava a scambiare la chat, ormai dirottata sulle due antagoniste, per un divertente e sbellicante match tra due streghe.
"Alla domanda numero uno ti rispondo la matematica, alla numero due no, non ho voglia di tornare a scuola, e di me posso dirti che sono solare, divertente, burlona e pazzerella." rilanciava con audacia e sicurezza quella che MR stava per definire una sgualdrinella impertinente.
"Chiedile perché scrive come una scrittrice, chiediglielo, forza!" ordinava, ormai fuori di sé MR al più divertito nipote uno della terra.
"Ti ringrazio! Ma io non credo sia proprio così. Tuttavia, la mia maestra  pensa che io sia un angelo, perché quando non mi vede faccio ciò che voglio mentre quando volge lo sguardo verso di me, mi sorprende sempre attenta e a scrivere!" replicava con soave orgoglio il sedicente angelo.
"Basta, spegni quel telefono, dalle la buonanotte. Tanto sono sicura che c'è qualcuno che scrive al suo posto, non è lei, non può essere lei.. frequenta solo la quinta elementare... è la nonna!" sbottava velenosa e maligna MR.
Fra baldanzose e forbite chat, con dispiegamenti di sintassi corrette ed efficaci, periodi, frasi, proposizioni organizzate in ardimentose espressioni linguistiche da parte di Saomi-Marisa, anche l'ultimo giorno dell'anno, MR e nipote uno, come V ed E, sono precipitati esausti in un sonno prematuro e ristoratore. Durante i fuochi di mezzanotte, MR si è svegliata ed ha pensato che Saomi-Marisa probabilmente è un mezzo genietto.

domenica 16 dicembre 2012

DOMENICA MATTINA PRESTO

Stamattina l'attività fisico-cerebrale di MR avrebbe voluto farsi dominare dall'ambiente a lei più congeniale: il letto. Ma corpo e cervello, alla domenica mattina solitamente dimissionari, hanno dribblato il risveglio lento e indugiante. Quello della riorganizzazione muscolare dolce, e dello sblocco mentale lieve; quello che prevede il rito dello stiracchiamento, delle leggendarie gobba e sella a quattro zampe che rilassano la colonna vertebrale, sciolgono le giunture irrigidite, e ridestano lo spirito; quello che se improvvisamente diventa brusco - ad esempio grazie a quella bandita di Gea - è sicuro, ti funesterà l'intera domenica. Per uno strano ed imperscrutabile motivo, pervasa da un'incotenibile nostalgia di quando, tanti, ormai troppi, anni fa, si tuffava eroicamente nel mondo mattiniero, e assisteva allo spettacolo dell'aurora più o meno fiammeggiante, MR, con triplo salto carpiato scende giù dal letto, si dirige a passi energici in cucina, addenta un biscotto, si sbrodola una tazza di latte bollente addosso. Entra nella doccia, non canta vista l'ora. Esce dalla doccia, si lava i denti, si veste alla come capita, il trucco da cui dipende la sua stessa esistenza per oggi salta. Avverte di aver riaperto un'edificante parentesi - il risveglio mattiniero, per giunta, in pieno periodo di letargo - e di essercisi infilata dentro; di fronte alle lenzuola da lavare, non si lascia certo sedurre dall'invitante trasporto a rientrarci sotto; le tre lavatrici che aspettano da giorni, più il bucato a mano dei delicati che aspettano da mesi, in men che non si dica sgombrano il presidio di indumenti e biancheria su tutta la metratura quadrata dell'appartamento. Di metratura in metratura, MR, più sveglia che mai demolisce in pochi minuti i metri cubi di altra biancheria e di altri indumenti - quelli da stirare, che tanto chissenefrega di queste pieghe sul lenzuolo, i jeans e gli asciugamani non si stirano, le maglie si fa veloce. Dopo aver passato l'aspirapolvere, MR, riscopre il riaffiorare della catarsi grazie a Rio azzurro bum bum  al profumo di pesco fiorito, che fa brillare, levigandoli, i pavimenti di tutta la casa. MR piena di orgoglio ci scivola su in ginocchio in un'improbabile quanto eccepibile imitazione Travoltiana, coadiuvata dalle due bestie di casa che hanno apprezzato sdrucciolare e slittare insieme all'umana. Dopo la performance del terzetto da Febbre del sabato sera, MR riemerge dal suolo e riacquista la prospettiva realistica. Esce di casa, si dirige alla pompa di benzina, c'è la coda. Non è chiaro se il proprietario della Lancia Delta mozzafiato, modello anni novanta, con un adesivo raffigurante il giglio di Firenze viola a poppa, una bandierina della Fiorentina a prua, e una coccarda viola sull'albero maestro (l'antenna dell'autoradio) si trovi lì per continuare a straparlare e strepitare o se si vuole togliere dai piedi alla svelta. Temi della discussione, tra lo skipper dell'asfalto proprietario della Lancia, pilota dell'Air Force con giubbino bomber grigio-verde metallizzato e pantaloni mimetici, lanciatore di coriandoli e di fumogeni della curva sud, potenziale e spericolato rallysta della tamarrissima Delta integrale, con tamarrissimo marsupio adagiato sui "gioielli di famiglia" e berretto viola con visiera ben piantato sulla testa dalla chioma leonina, e il ragazzo della pompa di benzina, sono: il calcio, la squadra viola, la salute e la manutenzione della lancia, l'ultimo modello del bomber, la nuova fantasia mimetica dei pantaloni. Il ragazzo della pompa di benzina si divide tra il versatile e prorompente (più rompente che pro) ciarlatore e MR, che, finalmente, dopo un quarto d'ora di attesa, rientra. Per un momento si proietta indietro nel tempo, ripensando alle domeniche di qualche tempo fa, a casa in Ciociaria, all'insegna del calcio "menefreghisticamente" e involontariamente imposto da papà E e dal fratello M juventini; e all'insegna delle pulizie generali e dei pranzi luculliani. Le viene voglia di fare una telefonata alla sua famiglia. Uno squillo e mamma V capisce che deve richiamare MR perché le è terminato il credito. A questo proposito le tornano in mente anche gli sms di S: "Aò, che me chiami, nun c'ho credito? Te amo!" (Buongiorno! Mi devi scusare, MR, ma devo parlarti e sono improvvisamente rimasta senza credito telefonico. Potresti chiamarmi, per favore? Ti voglo bene!) 

mercoledì 22 agosto 2012

QUALCHE ACCETTABILE PERO'

Qualche giorno prima di partire per le vacanze in Calabria, dove l'aspettava la famiglia al completo, MR ha telefonato.
"Pronto?!"
"Papà, mi passi la mamma?"
"Non c'è, è dalla vicina D a giocare a Scarabeo."
"A giocare a Scarabeo?"
"Sì. E' importante?"
"Abbastanza, ma posso dire anche a te, poi tu comunicherai ufficialmente a tutti."
"Comunicare ufficialmente a tutti cosa?"
"Che io vengo al mare per una vacanza tutta riposo e relax, che non voglio incombenze importanti, che ho finito di lavorare versando in uno stato comatoso, che non posso esporre la mia psiche a forti apprensioni, visto che ho recentemente subito uno shock emotivo, e che potete fare tutto ciò che volete purché mi coinvolgiate il giusto."
"Ok, ho capito: relax totale; niente affaticamento casalingo; stato comatoso da lavoro; niente scossoni; shock emotivo; coinvolgimento moderato. Ho preso qualche appunto. Ma non ti preoccupare, una mano per uno e non serve che nessuno si affatichi troppo. Qui è tutta allegria e riposo, mare e sole, Olimpiadi e Soap Opera, al massimo qualche partita di Scarabeo, e iphone, pc, qualche fumetto Manga, e figurine dei Pokemon sparsi ovunque. Ognuno di noi vuole sentirsi libero e leggero, come è giusto che sia in vacanza; nessuno è un peso o un ostacolo per nessuno. Vieni, ti aspettiamo."
"Grazie, papà, saluta tutti!"
MR non può negare di aver dedicato la maggior parte del suo tempo in vacanza al riposo.
Ma ci sono dei però.
I però di mamma V.
Quando mamma V decideva che ci si doveva muovere come un piccolo plotone - di solito alle prime ore dell'alba - anche MR non aveva altra scelta che obbedire.
"Chi viene domani dal parrucchiere?" interrogava seria.
"Io!" affermava M.
"Anch'io!" si associava R.
"Fa', un po' vedere? Sì, anch'io ne avrei bisogno!" concludeva MR, passandosi una mano tra i cavatappi inamidati dal mare, guardandosi nello specchio.
"Bene, allora dobbiamo essere lì prestissimo, alle 7.30, per essere le prime. Quindi, sveglia alle 6.00!"

"Chi ha bisogno di andare in farmacia? Si potrebbe fare domattina, ma presto, perché c'è sempre coda." organizzava con un che di infermieristico.
"Noi, abbiamo da prendere diverse cose!" si agitavano M e R.
"Io, devo assolutamente venire anch'io! A che ora ci alziamo, alle 5.30 o tanto vale cercarne una che fa il turno di notte!? O meglio ancora, si potrebbe andare alle 13.15 quando sono tutti a pranzo e non c'è folla!" spiegava perfidamente compensativa MR.
Alle 13.15 da tre anni a questa parte, mamma V si ferma. Il silenzio pervade l'area più prossima al suo essere, nessuno può permettersi di invadere il suo spazio vitale. Alle 13.15 c'è la sua Soap Opera, detta "il romanzo", e mamma V blocca tutto. Arresta i ritmi, cessa di essere l'iperattiva, la sollecita, la spedita, la mattiniera. Diserta il plotone, si adagia su una poltrona e non esiste per nessuno.
Quindi, alla infelice ironia di MR ha risposto pensando: (Vediamo. Come posso punire la mia spiritosa figlia per questa battuta? Ci sono!) "Tra due giorni, per te, MR, sveglia presto, ho da fare la lavatrice delle lenzuola, e prima la faccio prima si asciugano!" ha esclamato vittoriosa.

I però dei nipoti.
Per nipote R questa è stata l'estate dei fumetti Manga.
"Guarda, zia, ci sono anche delle donne nude." "Zia, ne ho disegnati alcuni anch'io, scegline uno, dai, su, quale ti piace?" "Vai di nuovo in Giappone? Sai cosa significa, vero? Sai cosa devi portarmi da laggiù!" "Si leggono al contrario, dai, leggiamoli insieme!" "Zia, mi leggi un Manga prima di andare a letto?"
 Per nipote A, per nipote R, per l'amico S e per il fratello C dell'amico S è stata l'estate delle figurine dei Pokemon.
"Zia quale ti piace di più?" "Devo scambiarle con S e C, tu quale sceglieresti tra Dewgong e Flaaffy?" "Kyurem nero o Kyurem bianco?" "Bulbasaur, è una meraviglia!"

I però di papà E.
Se per mamma V "il romanzo" rappresentava una questione di vita o di morte, per papà E le Olimpiadi erano la fiducia in un mondo migliore, la convinzione che il bene sia destinato a prevalere, il sommo contenitore della gioia. Papà E, dal mattino alla sera, era in balìa di una forza superiore, era schiavo dei podii, succube dei record, vittima di inni nazionali. Papà E era le Olimpiadi.
"MR, sparecchiami questa tavola, ché devo mettermi comodo. E non distrarmi!" chiedeva ansioso alla stanca figlia.
"Padre, non rinnegare gli accordi della telefonata. Avevi detto una mano per uno. Io sto andando ad innaffiare il basilico sul balcone, al resto ci pensa qualcun altro!" rilanciava MR.

MR ha trascorso delle vacanze molto rilassanti, e nonostante qualche però ne sente molta nostalgia.

domenica 19 agosto 2012

UNO SCORCIO DI VACANZA

Anche questa estate, tra una percentuale e l'altra sui crolli delle partenze degli italiani per le vacanze, tra un grido d'allarme sul giro d'affari dei mesi estivi nel settore vacanziero e una stretta dei cordoni della borsa, insomma, tra tutti i numeri della crisi, MR è riuscita a scollinare. Ha fatto parte di quei sei italiani su dieci che ce l'hanno fatta a salire su un mezzo che li portasse fuori dalla routine, che li distraesse dalla non sempre allegra quotidianità, che li allontanasse temporaneamente dall'impoverimento collettivo che sta avanzando come il deserto. Retrocedendo di grado, rispetto al viaggio in Norvegia e Finlandia dell'anno scorso, si è imbarcata su un pullman alle 22.00 di una rovente sera fiorentina, per scendere l'indomani mattina alle 8.00 in Calabria, dove l'aspettava la sua famiglia al completo. Il pullman Gran Turismo, sold out, ha trasmesso da uno schermo sedici pollici, a discrezione del controllore, e a volume per duri d'orecchio, Herbie - il super Maggiolino, e Nothing Hill. Perentorio e con tono minaccioso, sul finire del primo film, si è rivolto ad una sbigottita utenza, che non ha avuto il tempo di rispondere, la possibilità di ammutinarsi, i mezzi - telecomandi, scarpe ancora troppo presto per togliersi dai piedi, bombe molotov - per insorgergli contro, imponendo: "Stha per finire lu super Maggiolino, ne guhardihamo natru? Okkkhei, mo lu mettimu!"  Dopo le prime tre ore di irreversibile visione sfonda timpani dei due film, e le successive sette ore comprensive di due soste, di una coda a causa del rimorchio di un tir di traverso sull'autostrada, di un' attenta analisi etnica da parte di MR del risveglio della sua vicina di posto che ha ringraziato Dio - non prima di aver sbadigliato e disteso tutti e quattro gli arti - pregando per il viaggio andato a buon fine, stringendole la mano, e coinvolgendola nella sentita prece, MR è giunta a destinazione. Pensando che i grandi misteri dell'universo, su cui è impossibile far luce, sono molti di più di quanto si possa immaginare, ha iniziato la sua vacanza circondata dall'affetto vivace dei suoi cari. Due dei quali, i più piccoli, suoi nipoti, l'hanno costretta a vivere dieci giorni dentro più dimensioni, su più altezze, a diverse quote, stratificandosi come solo i bambini riescono a fare. "Il bagno al mare bisogna farlo tutti insieme, zia, forza... ora, subito" ; "Dobbiamo fare la piramide a quattro"; "Zia, non dormire sempre"; "Prestami l'ipad..." ; "La forchetta bella oggi tocca a me, dammela"; "Cerchiamo di catturare quella medusa". Il resto del tempo MR lo ha trascorso praticando jogging con suo fratello M, quasi tutte le mattine alle 8.00. Conseguenza della stratificazione è stato un inevitabile appiattimento, che l'ha costretta ad andare a letto quattro sere su dieci alle 20.00, anche perché in Calabria imbrunisce prima. Una delle ultime sere è uscita ed ha subìto la sorte di incontrare F il bagnino, coinquilino presentatole da mamma V, che mangia pizza tutte le sere, e che il giorno dopo, mentre lei era riversa su qualche poltrona, divano, letto, o roba del genere, ben appiattita, l'ha cercata disperatamente, e, fortunatamente per lui, invano.