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domenica 7 aprile 2013

SCRITTURA RANDOM

Da un po' di tempo a questa parte MR non è qui.
No, non qui sul blob da dove manca - fortunati voi - solo da qualche giorno; non è qui e neanche solo da un po' di tempo. 
MR, sembra sia dove dovrebbe essere ma in realtà non è così. 
Ricoperta da un velo, non sempre invisibile, di sfinimento mentale ed umorale - causa significativo, ragguardevole, incalcolabile, pregevole periodo di merda - ora cade in sonni ecatombali, ora decide di farsi inghiottire dai viaggi immaginari della lettura, ora si immerge nella visione di film prevalentemente di genere horror-thriller-giallo-noir-paranormale-pazzia, ora affoga le preoccupazioni in rendez-vous con amici e leccornie di ogni ordine e grado, ora scrive.
Illusioni leggere e spensierate a fare da contorno alla amara quotidianità.
Oggi per contorno ha scelto di tornare a voi qui, sul blob.
Malgrado il sonno incoercibile, malgrado la corsa al parco che incombe, malgrado non sappia proprio cosa scrivere.
Scrivere, anche non sapendo bene cosa, però, è salvifico, liberatorio ed efficace.
Elimina, anche solo temporaneamente, anche per un illusorio attimo, da stress, ansie e manie di persecuzione. Nei prossimi post, MR raccoglierà le idee e ritrovata l'ispirazione, non mancherà di trattare dei benefici del sonno assassino, dell'animo avventuriero che la spedisce selvaggiamente da un capo all'altro del mondo via lettura, delle anomalie con le quali folleggia davanti ad uno schermo, della giacobina che è in sé e che non riesce a trattenere davanti alle tavole imbandite.
Oggi, invece, scriverà random.
Tempo fa, MR lesse di un certo Paul Wilson, guru australiano del relax, secondo il quale, nel giro di soli tredici minuti (il tempo necessario per preparare e bere una tazza di tè) si può trovare la serenità. Senza doversi necessariamente astrarre, alienare, o appartare che dir si voglia, dalla vita quotidiana, attraverso un semplice metodo di meditazione, è possibile il raggiungimento di uno stato di benessere fisico e mentale. Rapidamente, efficacemente, neanche in eremitaggio, tutti i giorni, in ogni dove, in qualsiasi momento. Il Sig. Wilson tratta il tutto in un libro intitolato LA QUIETE. Non adatto ad un pubblico dall'anima caparbia - al quale appartiene MR - e con leggere tare relative alla riflessione profonda finalizzata alla ricerca della verità e della calma - che la riguardano molto da vicino - MR decretò che non fosse roba per lei. Lesse tutto ciò nella sala d'attesa di uno studio foniatrico, dove si recò per una visita di controllo, dopo una mattinata senza aver profferito verbo, dopo una navigazione su internet a colpi di immagini e foto di corde vocali di dubbia natura, con noduli, polipi, granulomi, paralisi, edemi, tanto per rassicurare il suo sistema nervoso. Immaginò la dottoressa che doveva visitarla mostruosa, insensibile, scorbutica, nevrotica, stronza.
(No, non ce la faccio ad affrontarla, sarebbe un'impresa al di sopra dell mie possibilità, non me la sento, mi dirà cose bruttissime sulle mie corde vocali, non posso permettermelo, non ora, non oggi. Ho anche parcheggiato male, mi faranno la multa, me ne vado.)
"Sig. MR , buonasera, prego si accomodi!" esordì la foniatra con fare gentile, e sguardo al di sopra degli occhiali.
"(Oddiooo!!!) Buonasera, grazie!"
"Oh! Cantante lirica! Soprano?"
"No, mezzosoprano!" rispose MR traboccante d'orgoglio e d'ansia.
"Ah, no, perché la vedevo tutta dritta e magrina, mi dica tutto!"
"E' un'eterna sfida, ma ci difendiamo anche noi mezzosoprani. Ho la tracheite, catarro, tosse, comincio a soffrire di ansia depressiva, e il dentista mi ha consigliato di mettere il bite per sei mesi perché digrigno i denti. Mi sono ingozzata di aerosol al cortisone, ma non sono guarita, che cosa ho?"
"Capisco." sussurrò placida con lo sguardo al di sopra degli occhiali.
"(Allora se capisce mi dica qualcosa di buono almeno lei!) Che cosa ho?"
"Calma! Il cortisone per aerosol non ci piace, ed inoltre fa venire la candida."
"In bocca?"
"Esatto, in bocca! Soffre di qualche forma allergica?"
"Sì, orticaria da stress, da nichel, da forfora del gatto, da uomini. E poi di rinite allergica e vasomotoria!"
"Capisco! Venga MR sediamoci qui e tranquillizziamoci."
"Qui!? Vicino agli strumenti rivelatori?"
"Apriamo la bocca, tiriamo fuori la lingua, diciamo eeeee!"
"Eeeeeeeeeeeeeeeee!"
"Siamo ancora congestionate, le do una curetta per sfiammare, ed uno spray per la rinite. Tra una settimana saremo guarite!"
"E le mie corde? Come stanno le mie corde?"
"Bene, benone! Sono lunghe e sottili, si adducono e si tendono bene, non vi è alcun tipo di anomalia."
"Allora non ho polipi, noduli, paralisi!" esultò, MR, fiera di aver trovato provvidenzialmente nella foniatra  un'alleata.
"Ma no, cosa dice?"
"Allora siamo salve, stiamo bene, dottoressa?"
"Buona serata! E per due tre giorni non cantiamoci su!" fece affabile con lo sguardo al di sopra degli occhiali.
In un'epoca declinante come quella che stiamo vivendo, tenere alta la guardia dello stress dà sapore alla vita, altro che ricerca della quiete!

Due inverni fa.
"Pronto, parlo con MR? Sono il tecnico dei riscaldamenti del condominio. L'ufficio mi ha riferito che ha chiamato... i suoi termosifoni hanno qualche problema?
"Ah! Buongiorno! Sì! Devono essersi formate delle bolle d'aria all'interno, da due giorni non si scaldano più uniformemente, si sente il gorgoglio dell'acqua, e non essendoci la valvola di sfiato credo occorra l'intervento di una mano esperta. Viene ora? Qui si gela!"
"No, ora no! Ho altre chiamate. Lei ha qualcosa con cui scaldarsi momentaneamente? Non so, una stufa elettrica, un caldobagno, una borsa d'acqua calda, un plaid!?"
"Sì, ho i condizionatori d'aria con la pompa di calore, e il forno elettrico."
"Benone! Credo potrò venire domani. Preferisce mattina o pomeriggio?"
"Nel pomeriggio parto per la trasferta a Piombino. C'è il concerto al Metropolitan, in programma due messe, una di Schubert e l'altra di Puccini, la partenza è fissata per le 16.30... roba da perdere l'autocontrollo!"
"Come?"
"Mattina, preferisco la mattina! A che ora viene?"
"Vengo alle otto."

Sempre due inverni fa.
MR è una creatura sommamente estiva; MR ha un'istintiva e naturale avversione per la brutta stagione ed il suo avanzare; MR per questo si stressa; MR se si stressa commette gaffe di ogni genere; MR in inverno è un'eccellente gaffeur; MR in un giorno di quell'inverno sfornò una gaffe di pregio;
MR chiese, incautamente e pubblicamente, ad una truccatrice del teatro se fosse incinta.
MR si è sentì un'idiota integrale quando la truccatrice del teatro rispose di no.
MR  cercò di convincere se stessa che fu tutta colpa dello stress.

L'anno scorso, in pizzeria con gli amici dopo le vacanze estive.
"Come è andata la caccia quest'estate?"
"Bene, ho conosciuto un gommista."
"Mh, ed era romantico?"
"Sì, pensa che mi ha regalato due copertoni a tasselli larghi e resistenti alle forature."
"Vado al bagno, scusatemi!"
"Minchia! E' andata via la luce!"
"Come hai fatto in bagno senza luce?"
"Ho ricevuto un sms proprio nel bel mezzo del buio, e, illuminandosi, il display ha centrato insieme ad altro il water!"
"Mammamia, questi cellulari, anche se non avessi ricevuto l'sms sarebbe stato illuminante. Neanche un compromesso!"
"Un compromesso è tale o non lo è, che ne pensi MR?"
"Sì, certo, si discute, si concede, si concorda. Capillarmente. Leggerei alcune obbligatorietà come estenuanti; poi c'è un senso, il senso... quello nobile della faccenda."
"MR, parla come t'ha fatto mammeta!"
"E' che sto allenando la mia dialettica. Scrivo, e allora... "
"Scriviii? E che scrivi?"
"Ehm... , no, niente... "

In una delle innumerevoli chat con V:
"Caio! Alloar, cosa manig oiggi?"
"MR, ma che sei chattslessica? Confessa, chi ti scrive i testi del blog?" 

domenica 9 dicembre 2012

INVERNO

L'inverno ha il potere di bradipizzare il ritmo circadiano di MR, segnando un soddisfacente traguardo, quello del letargo, che questa riesce a conciliare, senza alcun ostacolo, con la vita di tutti i giorni - lavoro compreso. A parte qualche scossone, si può serenamente ritenere che il letargo di MR stia procedendo a gonfie vele.
Tra queste gonfie vele, senza impedimenti ed intoppi di sorta, continua anche la forsennata stesura del diario di bordo, o blog che dir si voglia, a bordo della caverna dotata di tutti i confort: termosifoni al massimo della resa termica; un numero imprecisato di piumoni e coperte per il letto o, all'occorrenza, da indossare; borse dell'acqua calda in gomma vulcanizzata modello "Scaldami-Coccolami", in peluche elettrica, e high-tech ultima generazione sparse su tutta la superficie dell'habitat, ottima idea regalo di qualche Natale fa di mamma V.
Nei lunghi mesi di quiescenza, dunque, MR si impegna a riemergere dal torpore, restituendo accelerazione ai propri processi vitali per: recarsi al lavoro; alimentarsi, generalmente in maniera equilibrata, eccezionalmente - durante le festività natalizie - facendo uso di sostanze psicotrope e dopanti, conosciute volgarmente come "montagne di pandori, panettoni e torroni"; affogare in piscina, in palestra, e nella sauna, l'inverno del suo scontento, ed eventualmente l'accumulo delle calorie. A volte, la quiescenza abbandona MR ad ore improbabili, per esempio alle tre di notte, frangente dovuto alla sua nefanda e perversa tendenza al rimuginio ansioso puntellato dai casi della vita che purtroppo hanno sempre il loro motivo di esistere. È in quei momenti che, da donna d'azione quale è, mette immediatamente in allerta l'ipertensione, incrementando la frequenza cardiaca, fissando, a seconda dei casi, il soffitto o lo schermo del pc. Sono quelli i momenti in cui MR vorrebbe sprofondare nel letargo puro ed uscirne in primavera. Il mese più mefitico, crudele e fetente, è gennaio - con il Natale appena alle spalle, che regala a MR un indubbio ed euforico gradimento per certi suoi precipui aspetti, vedi la montagna di pandori, panettoni e torroni di cui sopra - rigido, e spietato nei suoi rigori climatici. Dal primo giorno gennaio si impone con l'urgenza  del buonismo, con il delirante tormentone dei buoni propositi, trasforma MR in un implacabile assillo sul tema sensibile del  freddo. Argomenti che la inducono alla ricerca  feroce di una via di fuga, che immancabilmente ritrova nel suo letargo nell'attesa spasmodica del tepore primaverile. L'inverno ha il potere di far sentire MR un po' malinconica, di una malinconia sconclusionata, irrazionale e senza aspettative. La letargica e intirizzita MR, di solito in questo periodo dell'anno si sente un po' così. Un po' contorta, un po' sospesa, un po' caotica, un po' dormiente; un po' invernale.

mercoledì 28 novembre 2012

CRONACA PRELAVORATIVA CON ANNESSI E CONNESSI

Martedì pomeriggio, su Firenze scoppia una bomba d'acqua. Continua a piovere torrenzialmente fino a sera. MR deve uscire per recarsi al lavoro, non prima di essersi sbronzata con un pacco di cornetti mignon al cioccolato. "Sono la mia cena!"  millanta spudoratamente a se stessa, pensando che, questione di istanti e, la ricotta che ha adocchiato in frigo entrerà, spalmata, su una fetta di pane nelle sue voraci fauci.
MR guarda l'ora. È tardi.
Decide di vestirsi. Abito da concerto, calzettoni norvegesi sopra i collant, stivali (le scarpine tacco dodici scamosciate con bordini in vernice nere da bambolona deficiente le porterà con sé in una busta e le calzerà in teatro per non farle bagnare). Cerca disperatamente i calzettoni norvegesi, li trova ammucchiati in mezzo al letto, li prende, vede una zanzara, la insegue fino ad una parete della cucina, l'ammazza premendole contro i calzettoni norvegesi che, dopo la soppressione del molesto insetto, poggia vicino al portapane. Si vestirà dopo aver mangiato. Mentre affetta il pane, Gea punta la ricotta, la lecca. MR urla belluinamente, quella ricotta è sua, solo sua; come per Mimì la cuffietta, come per Demi Moore il vaso d'argilla, come per Marguerite Gautier le camelie. MR, sotto lo sguardo torvo della belva che esige condivisione, cede e le mette un po' della sua ricotta sul coperchio della confezione. Il coperchio cade dal tavolo, cade, fottutamente e per colpa di una stupidissima legge di Murphy, al contrario, spiaccicando, rovinosamente, la ricotta sul pavimento. MR, preda di una incauta fretta, vittima di un famelico sconforto, soprassiede guardando Gea che lecca il pavimento e addentando la fetta di pane e ricotta. Si imbratta il muso, si pulisce, sul tovagliolo c'è sangue. Sulla ricotta pure. È l'implacabile herpes. MR non si lascia impressionare, è sangue del suo sangue, mangia pane e ricotta con scaglie di herpes. Riprende a vestirsi, sul giubbotto infila il tunicone impermeabile da scooter, che manco gli Etruschi, gli Osci, i Romani, Cesare, i consoli, i generali, Padre Pio, i Ku Klus  Klan, e che dopo sei anni di scooteraggio feroce, sotto acqua, vento, e neve, si è decisa a comprare. Esce di casa buttando un occhio all'ombrello, "Lo prendo, non lo prendo, ma no, ho il tunicone, il casco, sono imbottita e chiusa come un salame". MR,   implasticata, sottovuoto, guarda, sfidandolo, il cielo gonfio di pioggia "Piovi, ora! Manda giù il diluvio, ché qui Noè si è attrezzata adeguatamente!"  Per qualche chilometro neanche una goccia d'acqua, strade semiasciutte, degli allagamenti e delle esondazioni paventate dai media locali neppure un rigagnolo. Noè in scooter risulta quasi fuori contesto. Dopo una insignificante tregua, solo qualche centinaio di metri prima del parcheggio, l'esiziale inondazione divina decide nuovamente, con l'ostinazione di un mulo, di punire la civiltà, l'inciviltà, gli scooteristi rampanti, la Firenze che rientra a casa e quella che esce a cena, l'elettorato che ha votato alle primarie e quello che non crede più nel PD,  il pubblico della Turandot e MR che, abbandonato il piglio sicuro di Noè, procede all'allagaggio verso il teatro in una inefficace quanto grottesca versione Yuri Gagarin, dentro un sacco di plastica stretto in vita, e con il casco ancora in testa, e, sempre in testa, la visione netta dell'ombrello che da casa fa il gesto dell'ombrello. All'orizzonte l'ingresso che dà su un ampio spiazzo che quasi quasi non ha nulla da invidiare a Places des Quinconces, sul quale si staglia quella parte di pubblico di Turandot graziata dall'inondazione divina. MR, vessata, fradicia, sulla Places, sotto centinaia di occhi - per usare un'espressione elegante - curiosi, asciutti e al riparo, e - per usare un'espressione meno elegante - stronzi fottuti, anziché camminare zoppica, con il vestito da concerto appiccicato alle gambe come una cozza patella al suo scoglio. Per facilitarsi la passeggiata, tenta il sollevamento di un lembo, emerge lo stivale sinistro con il calzettone norvegese che fuoriesce diserotizzante. Nella sua mente prendono forma propositi suicidari. MR, fa il suo fradicio ingresso, si dirige verso i camerini, esce dalla tunica, dal casco, dagli stivali, dai calzettoni norvegesi, calza le scarpine tacco dodici, scamosciate con bordino in vernice nere da bambolona deficiente, sotto il vestito da torcere, lo torce e inizia a lavorare.

lunedì 15 ottobre 2012

CLEOPATRA

MR oggi ha salutato l'arrivo di Cleopatra pensando bene che avrebbe portato uno sventurato giorno - e chissà se solo uno - di cielo nero, e abbondanti piogge. Tuttavia si è reinventata, fingendo somma indifferenza e sovrano distacco nel ritrovarsi completamente fradicia, schiacciata da ettolitri di acqua.
"Non sono più quella di una volta!" ha mentito fiera a se stessa.
Appena rientrata, dopo una giornata a mollo, si è detta:
"MR, sei esattamente sempre tu. L'estate è finita. Odierai i giorni che verranno perché freddi, umidi e grigi; avrai nel cassetto l'impossibile sogno di un'estate eterna. Quel cassetto che, fra le altre cose e l'impossibile sogno, contiene cosmetici scaduti, una confezione di Tibet snow, acquistata ad Abu Dhabi, ormai incrostata, bugiardini ingialliti, piastrine antizanzare usate, fazzolettini di carta a brandelli, mollettoni senza denti con capelli attaccati, e tre arachidi secche, potresti una volta per tutte ripulirlo. Magari approfittando dell'inverno del tuo scontento. MR, concentrati, non farti distrarre dalle perturbazioni, non preoccuparti eccessivamente dei rigori invernali, non essere insopportabile, non rompere, ripulisci anche il bauletto della moto."