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giovedì 18 luglio 2013

QUESTIONE DI PELLE

L'attacco fulminante di orticaria, derivante dall'allergia ad un farmaco, che l'altra notte ha colpito MR ha un precedente. Anche tanti anni fa, quando il fidanzato di allora tentò di costringerla a vivere con lui, MR si riempì improvvisamente di bolle, vescicole, macule e papule. Riuscì in tempo a fuggire dalla catastrofica eventualità di una vita a due con un allergene, per sempre sotto lo stesso tetto, deturpata da un'eruzione cutanea che la investì - lasciando libere faccia e lingua - solo dai piedi fino al collo. Faccia e lingua, intatte, le furono d'aiuto per una recriminazione a viso aperto e a parlantina sciolta e violenta contro il responsabile della debordante e straripante istamina. Ma l'antico fidanzato, della cagionevolezza cutanea di MR, è colpevole fino ad un certo punto. Il vero artefice di tanta sensibilità epidermica è papà E. L'ereditarietà del quale verso la figlia (e che la figlia avrebbe preferito) non ha compreso lasciti di abilità, inclinazione, sorte amica, mazzo che dir si voglia nel gioco; né attitudine, perizia, facilità strategica, spontanea astuzia, furboneria nella vita; per non parlare del metabolismo basale che gli permette di sterminare lo sterminabile, commestibilmente parlando, senza ingrassare di un etto. No, MR dal corredo cromosomico, dal genoma di papà E, ha ereditato la fragilità della pelle. La settimana scorsa papà E è stato ricoverato d'urgenza in un istituto di dermatologia romano.
Dopo due giorni di cure intensive, ha trascorso il suo tempo facendo lunghe passeggiate dentro e fuori l'ospedale, con il suo compagno di stanza. Li hanno autorizzati ad arrivare fino al cancello, vietando loro di oltrepassarlo, anche perché l'uno indossava un pigiama di carta e l'altro si accompagnava con l'asta porta flebo, compresa la flebo. Papà E, in ospedale, dentro, ha conosciuto una donna; si tratta di una dottoressa che lo ha preso molto a ben volere e che per questo lui, a sua volta, ha preso molto a ben volere. "È una pendolare che viene da Firenze tutti i giorni... le ho parlato di te, le ho detto che vivi nella sua città e lei era contenta per questo! È proprio forte!" 
Al "È proprio forte?!?" sottolineato da una MR urticata, papà E ha risposto sulla difensiva "Che te cride ca so' ne rattuse!? (Per chi mi hai preso, per un molesto figuro?)
In cinque giorni papà E è stato nutrito come un uccellino. Aveva molta fame e per qualche istante è stato colto dalla tentazione di oltrepassare il cancello per infilare un ristorante, ma il buonsenso e l'indecoroso fastidio dovuto ad un pigiama di carta hanno prevalso. Reidratato a dovere papà E è stato dimesso. Oggi con MR ha avuto una fitta conversazione telefonica dalla quale è stato tratto liberamente questo post.

martedì 16 luglio 2013

CRONACA DI UN'ORTICARIA

"Nel prossimo post parlerò della prima esperienza di smalto rosso che ho messo sulle unghie dei piedi. Rosso Chanel (numero 475, il rosso per eccellenza, aggressivo e raffinato al contempo; un must! Red Dragon, mai fuori contesto, utilizzabile in ogni momento della giornata, per qualsiasi occasione, indossando anche il più semplice degli outfit... Anche quello da orfanella, per intenderci! Oppure, ancora meglio, Chanel Rouge Fatal, il rosso più sensuale e perfetto al mondo) nella mia fervida e altezzosa testolina. Ma in realtà  hóngsé 红色 Kiko make up (una brutta copia cinese spacciata per milanese) nelle mie tasche in fase di svuotamento. Ché fra qualche settimana, stipendi in forse, denudata di tutti i miei averi, a fare da pendant alle unghie dei piedi, avrò solo lo scarlatto del manto di Nostro Signore incoronato di spine nel pretorio; mentre il paio con il portafogli lo farà la canna alla sua destra. Insomma, una crista povera in canna!"  si era riproposta MR, volendo approfondire, mossa da impaziente fermento comunicativo, anche l'argomento 'Antiche maledizioni risalenti al tardo Impero Romano, con testi in latino e invocazioni in greco, da tirare contro O la rumena che ha ricominciato a flertrare con la leonessa, nonché contro la tracheite che ha colpito MR in piena estate'. Ecco invece che oggi pone una proroga e vi parlerà dell'orticaria che due notti fa le ha fatto visita. A voler essere precisi, qualche excursus negli argomenti 'tracheite' e 'antiche maledizioni' ci sarà giacché è a causa dell'una che la furiosa vertigine del prurito si è accesa e grazie alle altre - con qualche espediente aggiuntivo - che si è placata. Tutto si è scatenato in seguito all'assunzione di un farmaco che ha provocato una reazione allergica. In buona sostanza, MR due notti fa sembrava una malata esantematica di ritorno, una cartina geografica con tanto di puntini, petecchie, ponfi in bassorilievo di ogni dimensione... Dentro gli interni coscia l'Africa e l'Oceania, sugli arti superiori l'Europa e l'Asia, l'Italia sotto un'ascella; le capitali del mondo; mari, fiumi, laghi, corredati di vegetazione e infiorescenze delle più rare varietà. Il climax geofisico è andato gradualmente ed esponenzialmente prendendo piede (ed evidentemente non solo quello) generando un mordente formicolio, un appiccicoso solletico, passando per uno scorticante grattamento. MR, esausta, fra una maledizione e l'altra, si è messa alla ricerca di qualche rimedio aprendo internet che ha suggerito  docce fredde, creme idratanti, antibiotiche, cortisoniche, olio, e qualsiasi prodotto a base di benzodianzepine. Ha frugato nell'armadietto dei medicinali cercando ogni tipo di crema, farmacologiche e idee beauty, valide e scadute. Dopo varie docce gelate si è cosparsa il corpo di qualsiasi sorta di unguento, compreso l'ansiolitico in gocce, uno sull'altro, terminando con un latte d'asina ed una crema al Pan di stelle dell'esistenza delle quali era stata ignara fino a quel momento. Redatta e disegnata come una mappa che avrebbe fatto la gioia di Tolomeo, unta come una porno diva, avvolta in un panno di cotone, dopo qualche ora ha ripreso regolare possesso del letto, sotto il condizionatore d'aria (altro suggerimento internettiano per far rientrare l'istamina) sbocconcellando ciliegie, come un'antica romana in attesa del sonno ristoratore. Alle otto del mattino, quando quel limbo di corpulenta ferocia cutanea stava per abbandonare MR, e questa cominciava a pensare che tutte quelle sostanze sul corpo non erano poi così male, l'assopimento si è impadronito di lei. A mezzogiorno si è svegliata da un incubo come se nulla fosse successo.

sabato 15 giugno 2013

FLESSIONI

A volte succede di sentire nelle ossa uno straripante e totale controllo del proprio essere; una serena e pacata consapevolezza di poter fare agevolmente qualsiasi cosa; una lieve ma densa sensazione di compiere le scelte  in piena autonomia. A volte capita di percepire il proprio cammino libero da gravose imposizioni; la gestione personale ruggente e vincente; la sudditanza psicologica un' inutile e stupida soggezione; il senso di inadeguatezza una fatale autotirannia che si scorge tramontare verso il più lontano orizzonte. A volte accade che il brivido caldo del selfgovernment sia una piacevole e neanche troppo sudata conquista; l'avvolgente coperta dell'autarchia una bella e irrinunciabile trepidazione.
Purtroppo non è sempre così.
Purtroppo, la sicurezza di testa e di corpo, di animo e di muscoli, di spirito e di nervi, la libera coscienza, spesso sono prodotti soggetti a scadenza.
Perché, poi, ci sono giorni in cui il mondo tutto intorno sembra un posto inospitale al quale non si è preparati.
La libera coscienza di MR, negli ultimi due giorni ha subito la sua naturale flessione grazie a qualche modo inurbano di troppo da parte di chi forse ha fatto uso di ipoclorito di sodio, di acquaragia o di soda caustica al posto del detergente intimo.
Al momento, la coscienza di MR non risulta essere troppo libera.
Però è pulita; l'ha lavata con il detergente intimo. 

mercoledì 13 febbraio 2013

QUELLA FURBA DI O

L'altra sera MR ha avuto ospiti a cena.
Tali ospiti seguono - bontà loro - questo blog, pertanto sono al corrente dell'esistenza di O la rumena, la superlativa-che-meglio-non-si-potrebbe-desiderare vicina di pianerottolo di MR. Il rimestamento a turno della polenta - parte integrante del menù della serata - ha fatto da cornice a momenti di discussione lieti e gai, tristi e angoscianti, ironici e umoristici. In questo intenso e socievole mescere polenta e chiacchiere, la domanda non ha tardato ad arrivare.
"Ma O la rumena dov'è?" si sono levati in coro gli ospiti.
A MR è balzato subito in mente un pretesto per presentare ufficialmente ai suoi ospiti, fans di O la rumena ancora prima che di MR la blobber, ehm, la blogger - nella persona viva e reale - il vero motore di questo blog; colei che con la sua gloria tutto muove qui dentro.
Strappandoli con impudenza ed improntitudine alla serale intimità del desinare, MR suona alla porta dei vicini. Apre O la rumena che, masticando rumorosamente e con una crosta di pane in mano, strabuzza gli occhi di fronte ad un plotoncino di sconosciuti ed a MR.
"Buonasera, O, scusami se disturbo a quest'ora... loro sono miei amici... volevo sapere, visto che ho perso la lettera di convocazione, a che ora c'è l'assemblea condominiale venerdì prossimo..." chiede MR senza vergogna.
"Da, eu nu viene adunarii, assemblee parlare foarte, troppo, cum se espune. Nu, eo, nu." si dissocia dall'idea del raduno dell'abitato, sbocconcellando la crosta di pane, O, e chiedendo al marito "S, vino aici. La ce ora este assemblea?"
Arriva trafelato anche S.
"Scusa, S, potresti ricordarmi l'ora dell'assemblea? Ho perso il foglio di convocazione... loro sono dei miei amici." insiste MR sempre senza vergogna.
"Sì, è alle 18.00, al solito posto!" risponde questo cordialmente, di una cordialità che MR in quel momento non merita.
"Dove è pisica, gatina... stamattina a fost aici, in mezzo florelini, da. Come bela, io sunt in dragoste... namorata ei... ieri a intrat in letto mio, da, cu mine... ahahahahahah..." ridacchia compiacente O, sapendo di ingelosire MR, quasi a vendicarsi dell'irruzione fuori luogo e fuori orario di questa&company, ignara dell'adorazione che è in grado di suscitare in rete e che quelli che ha di fronte altro non sono che suoi accaniti ammiratori.
L'indomani, all'ora di pranzo, MR, febbricitante e con la laringe intasata, fa uscire la mucca e la leonessa per la quotidiana passeggiata nella serra-selva di O la rumena, nonchè per l'assunzione della giornaliera dose di marijuana.
"Amoreeee, vene aici, bela... cosa dici, ce spui, pisica... mangia florelini, bine!" esclama uscendo dall'ascensore O.
Strappandola con impudenza e improntitudine alla prandiale intimità del fagocitare l'avanzo di polenta della sera prima, suona alla porta di MR.
"Oddio! Cosa succede? La mucca e la leonessa hanno combinato qualche guaio?" si allarma MR, masticando rumorosamente polenta e salsiccia.
"Nu, totul este bine, cum se espune, cum se dice, va bine tutto. S detto che assemblea este la ora 17.30, nu 18.00. Ce ai facut, MR? Sembri pazza... ahahahahah" spiega O, ridacchiando, e felice di aver reso a MR la pariglia.
"Nu, niente, no, volevo dire, bine, va bene, tutto bene, ho solo un po' di febbre, da, sì!" ribatte confusa MR.
"Pentru febbre, deve prendere TaPIchirina, ahahahahahahha..." consiglia O soddisfatta.

Il decorso dell'influenza è a buon punto. MR non ha ancora riacquistato la naturale emissione vocale, ma la  lisi delle secrezioni va attenuandosi celermente arrecando grande sollievo alla laringe (che minchia c'è in quello sciroppo oltre alla carbocisteina? La calce, il bromuro, la colla, il nitrato d'argento?) La TaPIchirina consigliata da O la rumena ha sortito i suoi ottimi effetti: temperatura corporea nei limiti della norma.

lunedì 7 gennaio 2013

SOFFRIR SCOLPENDO

Rodrigo è uno scultore. Lo scultore della palestra. Oggi, dopo quindici giorni di stop natalizio, ricomincerà a scolpire i corpi delle sue vittime, dove per vittime sta un plotone di velleitarie silfidi. Ciò vale a dire che, appena sentirà nell'aria - perché lo sentirà - appesantimento, fiato grosso, affaticamento, il giaguaro assetato di sangue compirà la sua strage sollazzandosi con feroci tecniche di arte scultorea. Lui, Rodrigo, lo scultore, il giaguaro assetato di sangue, si affilerà gli artigli; camminerà controllando attento ogni movimento ed ogni posizione, indifferente agli affanni, tra le velleitarie silfidi sotto sforzo; urlerà di piacere senza raggiungere il punto di sazietà, deliziandosi per la messa in atto dello strazio carnale; sembrerà pensare: (E' bene che riponiate la libido in un cofanetto ben chiuso e gettiate la chiave in mare! Se siete venute qui per diventare belle e desiderabili, non ci siamo proprio! Chi volete che vi guardi e vi desideri così rammollite! Come pensate di muovere la giostra sessual-amorosa sprofondando nell'estasi degli amplessi più sfrenati con questa fiacca addosso! Chi vi vorrà con quelle facce? Chi?! Eh, ma chi!?); prenderà il distacco dal mondo e dalla realtà: "Su, su, coraggio, altri venti! Ora gli ultimi dieci sorridendo! Il sorriso è socialità e positività! SORRIDETE! E' la mente che domina la sofferenza del corpo! Fatelo per zio Rodrigo!"); trarrà godimento immediato da pretese di atti di coraggio, partecipazione sociale positiva, ambizioni parentali. Il tutto senza scalpello, perché questo in realtà lo usano le velleitarie silfidi.
Le velleitarie silfidi, si incontreranno negli spogliatoi prima e dopo il massacro.
PRIMA.
Si saluteranno e si augureranno buon anno; esamineranno, buttando un occhio di qua e uno di là, le  forme, le une delle altre, saggiandone la variegata e composita realtà post natalizia: (Madonna che panza che ha messo; in quindici giorni è di nuovo tutta cellulite; il pranzo di Natale le ha fatto scendere il culo, finalmente); dopo il distruttivo e celato confronto con terzi, ardimentose e complici affronteranno lo spinoso tema:
"Guarda che panza ho messo su!"
"Ma no, dai! Piuttosto, io, di nuovo tutta cellulite!"
"E io, 'sto culone dove lo metto?"
"Ma smettila, quale culone!"
Con serena rassegnazione, e pacificati propositi si recheranno in sala, riponendo fiducia nell'arte scultorea di Rodrigo, e nutrendo ottimismo per i risultati che ne conseguiranno; si sentiranno le amiche del giaguaro.
DOPO.
Saranno a pezzi; saranno le une  il lacrimatoio delle altre; saranno tutte spalle dolenti su cui piangere; rinnegheranno sentimenti di amicizia ed eccesso di stima per Rodrigo; abbonderanno con il vetriolo.

lunedì 31 dicembre 2012

UBRIACATEVI!

Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: è l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriachiate senza tregua.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull’erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all’onda, alla stella, all’uccello, all’orologio,
a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme,
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta,
a tutto ciò che parla, domandate che ora è;
ed il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio vi risponderanno
"E’ l’ora di ubriacarsi!"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.

C. Baudelaire

MR lo farà, e non ci andrà nemmeno piano!

sabato 22 dicembre 2012

IL TRUCCO NON C'È MA CI SI ADEGUA

Quando il centro di estetica chiama, MR vorrebbe tanto rispondere. Vorrebbe entrare in quel luogo di perdizione, lì dentro stringere un patto di fedeltà, firmandolo col sangue, e onorarlo con incessante presenza, con asfissiante frequenza, e con soffocante partecipazione. Lo vorrebbe perché un centro estetico è rilassante, perché ama farsi mettere mani esperte (ovverosia dell'estetista, anche con specializzazioni in massaggi corpo) in faccia e addosso, e perché in materia di restauro facciale-corporeo è un'autentica pigra. Pur tuttavia, devastata da conti, rette condominiali, debiti da saldare fatti dal vecchio amministratore (nel senso che si è dimesso per latrocinio e truffa ai danni dei condomini, e quindi ce n'è uno nuovo, e anche nel senso anagrafico che - augurio di Natale da parte di tutto l'abitato - quanto potrà tirare ancora avanti quel vecchio ladro!), rate del mutuo, MR è costretta a  ricacciare l'idea di massaggi viso e corpo, trucco da grand soirée, sradicamento permanente e definitivo di molesta e barbosa (appunto) peluria, e ridursi a sostare controvoglia davanti agli scaffali, nel reparto cosmetici, del supermercato, sospirando e scuotendo la testa con desolazione. Qualche giorno fa, MR, tutta protesa verso l'elevazione della pelle, quindi dello stile, dunque dello spirito, low cost, si è recata alla Coop, e si è incantata, davanti a creme e cremine, cerette, rossetti, ombretti, ciprie, fondotinta, per riguarnire le riserve ormai al limite dello svuotamento, dello strizzamento, dello storcimento, dello spremimento, dello sditamento, e dell'appuntimento, di tubetti, vasetti, e monconi di matite vari. Tutto ciò che riesce a fare, in questi ammorbanti frangenti, è osservare la stupefacente maestria dell'utenza nel campo del restauro epidermico. Mostrano tutte, tranne lei, grandi doti di pazienza e accuratezza nella scelta di quel siero tensore, di quella crema anti age, di questa maschera esfoliante, di tale idea beauty. Per un momento le sembra logico che siano ormai maturi i tempi per una sua iscrizione ad un workshop tematico sulle tecniche della decelerazione dei tessuti in caduta libera, del riempimento delle rughe, di idratazione, tensione, rigenerazione della pelle e tutte quelle cose lì, e di superare la pigrizia. Dopo molteplici inverni ed estati in cui si è sentita profondamente pacifista ed intimamente per la non violenza, decidendo di non fare la guerra all'azione del tempo, forse è giunta al punto di convincersi che non ha più l'età per avere l'età. Per andare a letto senza aver fatto uso di uno struccante efficace, non grasso e che lasci respirare la pelle; per dimenticare costantemente di comprare i dischetti di cotone che al contrario della carta igienica non graffiano; per lasciare le impurità sulla pelle del viso, notte dopo notte, ché tanto con acqua e sapone non verranno mai via; per prevedere un peeling casalingo a base di zucchero e miele che per una volta al mese rompeva, oltre al patto di non belligeranza, anche le palle, facendo tanto fresca e radiosa. Bene, è il momento di prendere in mano la situazione e rivedere il proprio ruolo: rivolgendo uno sguardo al futuro, afferra la prima cremina idratante, qualche trucco al volo, e corre diretta al mercato ortofrutticolo, convinta che le quantità industriali di frutta e verdura, che ha sempre consumato riusciranno, dovranno riuscire, a soverchiare ancora quei fottuti radicali liberi, giustiziandoli senza pietà.

martedì 30 ottobre 2012

OTTANTA, A NOVANTA GRADI

MR è geneticamente ed estremamente dissociata dal freddo. I concetti di glacialità, polarità, siberianità, le danno un forte senso di assideramento, e affronta i rigori invernali con spirito calvinista. L'inverno per MR è un complesso di fredde e rigide norme, alle quali rassegnatamente, letargicamente, e tropicalmente si adegua.
Entrata a pieno titolo nel mal d'inverno, negli ultimi due giorni ha trascorso diverse ore nella sauna della palestra. Stamattina è stata accolta da due gai omini, uno dei quali è uscito lasciando MR da sola con l'altro.
"Mi raccomando, fai il bravo!" ha vociato verso l'amico, puntando il dito contro MR.
"Io ci proverò, ma le tentazioni ci son tutte!" ha risposto quello che poi si sarebbe rivelato un satiro mandrillo, squadrando MR da cima a fondo.
"Ahahahahahahah..." ha argomentato MR.
"Sai, io a una così, queste cose le posso dire... e ti do anche del tu!"
"In che senso una così, scusi?"
"Io ho ottant'anni, e tu potresti essere mia nipote."
"Be', complimenti, lei è in splendida forma. Ma mi creda, io potrei essere anche solo sua figlia."
"Eh, per quel che mi riguarda potresti essere anche mia moglie... con quei riccioletti, ehehehe, anzi, mi vuoi sposare? Lo hai detto tu stessa che sono in forma... ahahahahahahah, tanta frutta, verdura, latte di soia, movimento, e sauna... ahahahahaha, non è mica da tutti! Allora, mi sposi? Se vuoi puoi pensarci, me lo dici la prossima volta che ci incontriamo. Ora esco... mi raccomando, comportati bene altrimenti ti sculaccio! Ahahahahah..."
MR, dopo una indecentissima proposta di matrimonio a novanta gradi centigradi da un arzillo ottantenne, pensa che la sauna a volte, anche in inverno, possa trasformarsi in una terra inospitale.

lunedì 29 ottobre 2012

BAGNO TURCO MON AMOUR

MR pensava che il bagno turco fosse l'ambiente d'elezione per il relax assoluto di mente, spirito, e corpo. Pensava fosse il posto ideale dove rintanarsi lasciando fuori stress e tensioni quotidiane. Pensava fosse il rifugio in un angolo dal sapore mediorientale dove concedersi magiche coccole. Pensava che per raggiungere tutti questi traguardi fosse necessario rimanere in silenzio. Del resto, a rinvigorire questa sua idea, fuori dal termarium che frequenta è scritto: "Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole."
Ultimamente il bagno turco è sempre molto affollato. MR, sdraiata sulla panca di marmo massiccio, ha visto sfilare nella rovente nebulosa creature dai tratti efebici, ipnotiche fanciulle, silfidi leggiadre scortate da avvenenti adoni, e altra varia umanità.

"Mi piacerebbe trascorrere una vacanza in uno di quei fantastici resort dove ti offrono l'impossibile. Alle Barbados, ad esempio."
"Alle Barbados? Ma basta spostarsi di qualche Km e li trovi anche qui."
"Sì ma qui pensi di trovare ciò che troveresti lì?"
"E cosa mai troveresti lì di diverso da qui!?"
"Già il solo fatto che le spiagge si chiamano beach... Brownes Beach, Miami Beach, Worthing Beach... vuoi mettere! E poi il golf, il surf, la possibilità di incontrare qualche velista australiano."


"Ho un cugino agli arresti domiciliari. Non che sia una cattiva persona, però spacciava droga come un pazzo. Lo hanno sbattuto in galera quattro volte, la prima aveva sedici anni. Sai cosa ha detto a sua madre? Che rifarebbe tutto, che non si è pentito, e che in carcere tutto sommato stava bene."
"E sua madre cosa ha risposto?"
"E' venuta a casa mia e lo ha raccontato in un pianto dirotto a mia madre. Ha detto che se lo scopre il padre, per tutta risposta, gli dà un accettata in testa."

"(Novità! Ho incontrato un uomo, mi piace, abbiamo una storia di sesso sfrenatissimo. Non siamo coinvolti sentimentalmente, è tutto sotto controllo. Niente cuore, solo muscoli e nervi! Te ne parlerò con più calma in un altro momento. Resta in attesa di dettagli!) E ho inviato l'sms a lui anziché alla mia amica."

"Sssssccccc... abbassa la voce! E' il conflitto inconscio ansiogeno che mi procura questo stress. Io uscirei con te, ma per ora va bene così. Vediamoci in palestra, nel bagno turco, in piscina."
"Il conflitto inconscio ansiogeno?"
"Certo, lo vedi questo? E' micosi da nevrosi, uso anche un prodotto apposito che mi ha dato il dermatologo, ma non c'entra niente... è tutta psiche."
"Quando ci rivediamo?"
"Ma che ne so! Ho i bambini che mi danno problemi in questo periodo... uno mi si avvinghia alle gambe quando rientro, e l'altro per dispetto tira il gatto per la coda. L'altra mattina ho visto una signora, tutta elettrica e con il sorriso sulle labbra, con un figliolo attaccato al collo ed uno alla caviglia entrambi urlanti... mi sono chiesta se non avesse sniffato di buonora..."
"Non vorrai cominciare a sniffare!"

MR, ultimamente, nel bagno turco ha subito il fascino delle chiacchiere, si è fatta gli affari degli altri volutamente, ha seguito con accanita attenzione il filo dei discorsi, ha atteso con trepidazione gli sviluppi delle storie delle varie Messaline che sta ancora aspettando di conoscere, ha compatito i disagi che provocano le droghe spacciate e sniffate, pur simulando un discreto e riservato disinteresse, rimanendo in uno sfrontato e rilassato silenzio. 

mercoledì 10 ottobre 2012

CON UN PO' DI IMPUDICIZIA

Naturalmente MR non smetteva di pensarci; per giorni continuava a dirsi: "Ora lo faccio! " E la spinta del desiderio la portò a decidere spudoratamente per la mattina di un giorno infrasettimanale.
Dopo un garrulo dibattimento mattutino - anzi, mattiniero, praticamente prima dell'alba - con i suoi molteplici sé interiori:
"Dai, MR, non desideri altro da mesi, e dall'ultima volta è passato davvero troppo tempo!" la incitava impaziente il sé interiore 1.
"Se non cogli il momento ora, con quello sguardo peccaminoso da triglia che ti ritrovi, non lo farai più!" commentava eccitato il sé interiore 2.
"Non farti divorare dalla tentazione, fallo e basta! Non vergognarti della tua fantasia vorticosa, non sentirti in colpa se la cosa per te ha un fascino perverso con tutto quello che ne potrebbe conseguire!" ordinava perentorio il sé interiore 3.
"Ma a quest'ora mi lanciate una tale sfida?! Ora non ho tempo, devo dormire, buonanotte!"
"Dormirai dopo, è bellissimo dormire dopo averlo fatto, non dobbiamo certo insegnartelo noi. Muoviti! Ti sta aspettando, non senti il suo richiamo? Non puoi essere così crudele con lui! E poi, tu lo vuoi, lo vuoi e lo vuoi!"
"E se poi mi vien voglia di farlo tutti i giorni perché mi sarà piaciuto troppo? Va bene, va bene, ma per ora una cosa veloce. Meglio ricominciare passo passo... non si sa mai, queste cose hanno una portata non da poco!" pigolò concupiscente e ingorda MR.
Quel giorno decise di lanciarsi nuovamente in un'avventura lussureggiante, di esplorare altri e nuovi orizzonti, di riappropiarsi di un entusiasmo giovane ma alternativo. Imbattersi ancora in lui provocò in MR un turbinio di emozioni trascinanti. Inizialmente temette - come la prima volta - fossero solo incontri occasionali, ma malgrado tutto sentì l'urgenza di liberare i mostri dell'impudicizia che da troppo tempo albergavano indisturbati nel suo intimo. MR ci riprovò, e le càpita ancora sentir montare la vergogna e il senso di colpa dentro se stessa, anche se gode dell'essere preda delle sue pulsioni più recondite, fallendo ogni tentativo di tenerle nascoste. E' spesso in bilico tra una continua e immediata impellenza di conoscerne avidamente segreti e misteri, e la pacata esigenza di curarlo senza oppressioni adottando toni caldi, lievi, sobri. Non di rado finisce con il perdersi nell'universo di lui viaggiando indecisa attraverso le più svariate identità: MR allegra, MR nel lacrimatoio, MR sgangherata, MR ponderata, MR imbottigliata, MR libera, MR schiacciata, MR angosciata. A volte teme il riaffacciarsi improvviso di qualche forma di stanchezza accompagnata a pentimento, che in passato, puntualmente e non isolatamente, arrivò. Ma lui l'ha sempre aspettata paziente, perché sapeva che MR non avrebbe retto all'astinenza e sarebbe tornata. Sono passati quattro anni dal loro primo incontro; quattro anni che hanno regalato a MR la possibilità di tracciare contorni, di stabilire confini entro i quali imparare tanto. Quattro anni di contorni e confini oltre i quali sconfinare in picchi di euforia e vertigini. Quattro anni di occasioni di confronto, di comune sentire, di scambi di opinioni, sentimenti, idee, idiomi. Quattro anni di blog.
(GRAZIE, MAINA, PER AVERMI FATTO RITROVARE LA SPINTA. GRAZIE, BLOG, PER AVERMI FATTO INCONTRARE MAINA!)

giovedì 31 maggio 2012

NIRVANA?

La via per il Nirvana è irta di ostacoli. D'altro canto MR non sente l'impellenza di un'elevazione verso una condizione/non-condizione che la ponga ad un passo dalla perfezione spirituale. Non aspira al raggiungimento di una gioia ineffabile e soprannaturale. A MR una vita libera da odio, livore, e avversione non interessa. Per MR una vita priva di cupidigia e incontaminata non sarebbe seducente. Con MR la mancanza di sogni e illusioni fa a cazzotti.
Come avrebbe potuto non desiderare che la segretaria Costanza, che si è lanciata, ululando, al suo inseguimento lungo la scalinata del super centro di benessere, bellezza e salute, non rovinasse in un ruzzolone su quelle scale, due giorni fa all'ultima visita di controllo con il Professor Fondi?  "MR, chi l'ha autorizzata ad entrare dal Professor Fondi scavalcando le altre clienti?" 
Come avrebbe potuto non maledire le clienti scavalcate che facendo pressione al Professor Fondi, bussando ripetutamente alla porta dello suo studio, lo hanno fatto confondere e agitare mentre drenava l'ultimo residuo di cisti dal naso di MR? "Professore, apra, c'ero prima io!" 
"No, io avevo l'appuntamento prima di tutte, mi faccia entrare!"
"Sto andando a reclamare dalla segretaria Costanza, apra subito, ha capito?"
Come avrebbe potuto non provare profondo malanimo verso il Professor Fondi che agitato e confuso dalle clienti scavalcate ha dato a MR una crema disarrossante, e calmante per anziani e bambini da applicare più volte al giorno dopo l'uso del pannolino? "Ecco, con questa crema è a posto, MR, potrà dire addio per sempre alle sue cisti sul naso!"

Analogamente, bassissimi sono stati i sentimenti di cui si è resa preda ieri quando un buco nero sembrava aver inghiottito il pulsante del citofono. "Cos'ha? Si sente bene?" ha chiesto un coinquilino preoccupato dall'espressione attonita di MR paralizzata davanti al portone d'ingresso. "Sct figl'puttana, t pozza piglià n'accdent all man, a te a mammta, a sordta, i a tutt gli sctrunz dlla famiglia tia!" ha bestemmiato lei tetra, all'indirizzo di un intero lignaggio, infilando un dito nel buco nero. "Glielo hanno sgarrupato, che vandali!" ha cercato di consolarla lui. "Deve essere stato uno dei miei corteggiatori over settanta!" ha spiegato lei cercando con l'aiuto di lui, insieme agitati, di estrarre il dito che non veniva fuori dal buco nero.

E' solo qualche esempio di come MR vede la vita e reagisce alle sorprese e ai trabocchetti di questa. Poi vengono nell'ordine, i sensi di colpa, le frustrazioni, i gorghi di depressione, i vortici di avvilimento, le ansie da prestazione, e l'insonnia. Ma tutto fa vita.
La via per il Nirvana è irta di ostacoli, è lunga da percorrere, e non è contemplata sulle mappe stradali di MR.                                                  

sabato 26 maggio 2012

SEGRETARIA, DOTTORESSE, PROFESSORE

PREMESSA
Nel super centro di benessere, bellezza e salute, dove a MR hanno asportato le cisti che aveva sul naso, c'è una gerarchia all'apice della quale domina incontrastata la segretaria Costanza, seguita dai diversi dottori e dottoresse, che a loro volta precedono le hostess e le infermiere sexy; alla base c'è il Professor Fondi che è pur sempre il direttore sanitario del centro.

INTRODUZIONE
L'organizzazione del super centro di benessere, bellezza e salute spesso e volentieri latita. E' come il sole che si nasconde dietro le nuvole, è come le uova spinte in fondo al frigo, è come il sangue occulto nelle feci, è come un'eclissi di luna. Tuttavia, proprio come un latitante che viene stanato, come il sole che torna a splendere, come le uova che riemergono - scadute - dal fondo del frigo, come il sangue che viene rilevato nelle feci, come la luna che esce dall'ombra, anche l'organizzazione del super centro di benessere, bellezza e salute a volte riaffiora dalle sabbie mobili.

Ieri MR è andata all'ennesima visita di controllo dal Professor Fondi. Come sempre ad attenderla c'era la segretaria Costanza.
La segretaria Costanza è l'organizzatrice, la coordinatrice, la programmatrice, la moderatrice di tutto il centro. E' bella e altera, ha il broncio di una modella, gli occhi a mandorla penetranti, e il sussiego di un mastino napoletano.
"Buongiorno, signora, mi dica!"
"Buongiorno, sono MR, ho una visita di controllo con il Professor Fondi."
"No, oggi il Professore non c'è. C'è la Dottoressa Rosati. La prego di accomodarsi in fondo al corridoio."
Dopo qualche minuto, la presunta Dottoressa Rosati sbuca da uno studio.
"Buongiorno, lei è?"
"Sono MR."
"Ah, sì, è qui per le creme!"
"Ehm, no. Veramente sono qui per una visita di controllo."
"Ma a me non risulta nessuna MR nell'elenco."
"Sono stata convocata ieri dalla segretaria Costanza per le 13.45 di oggi!"
"E' stata imbucata?"
"CONVOCATA!"
Dopo qualche minuto, la vera Dottoressa Rosati spunta dallo stesso studio.
"Buongiorno, io sono Emma, venga con me, MR!"
Emma, la vera Dottoressa Rosati, è bionda, ha gli occhi azzurri, è dolce e gentile, ha i modi e la bellezza di una principessa, e il passo elegante.
MR, seguendola, prova a camminare come lei, ma senza successo.
Emma visita MR.
"Vediamo. Aspetti, scusi se scanso questa ciocca di capelli, per altro bellissimi. Bello questo taglio, più lungo da un lato. Chi glielo ha fatto?"
"Più lungo da un lato??? Me lo ha fatto Mohammed il marocchino!!!"
Emma suggerisce a MR di continuare la cura e di usare creme idratanti e a protezione 50, e la accompagna dal Professor Fondi che, come un latitante, come il sole, come le uova, come il sangue, come la luna, come l'organizzazione del centro, appare. Un improvviso e inaspettato rendez vous tra la Segretaria Costanza, la presunta Dottoressa Rosati, Emma - la vera Dottoressa Rosati -  il Professor Fondi e MR in fondo al corridoio, crea un po' di confusione.
"Lei è qui per un controllo corpo?" chiede spaesata la presunta Dottoressa Rosati.
"No, sono qui per un controllo viso", risponde nervosa MR.
"Per un controllo ci  vuole mezzora, professor Fondi, ha altre due clienti!" ordina acida la segretaria Costanza.
"Ma no, bastano due minuti, venga, MR!" ribatte fiducioso il Professor Fondi.
"Sì, è una cosa rapida!" conferma Emma, facendo scricchiolare la sicurezza proterva della segretaria Costanza.
"Bene, come volete!" si arrende questa con la vendetta nello sguardo.
"Bene, bene, MR, va molto meglio. La voglio rivedere martedì prossimo per un piccolo drenaggio in questo punto. Sarà una questione di cinque minuti."
"Prendo un appuntamento, allora?"
"No, per carità, altrimenti glielo daranno per il prossimo novembre. Si faccia vedere qui fuori, mi bussi, veda un po' lei."
Dopo la visita di controllo, MR imbocca l'uscita ma viene bloccata dalla segretaria Costanza.
"Allora, MR, è tutto a posto?" indaga truce.
"Sì, devo tornare martedì per un drenaggio, e il professor Fondi ha detto che per CINQUE minuti apparterrà solo a me."
"Sì, ma mi chiami lunedì sera, così le do conferma!"
"Ma non può avvertirmi lei, come fa sempre?"
"No, chiami lei!" ringhia la segretaria Costanza facendo roteare fra le dita un bigliettino da visita con il numero di telefono del centro che ha cerchiato in rosso, prima di porgerlo a MR.


venerdì 27 aprile 2012

BENESSERE PER BENESTANTI

 Non sopportando più la vista di tre non meglio identificati e antiestetici corpi estranei sul naso, MR si reca dal suo medico di base per richiedere una visita specialistica dal dermatologo.
- "Buongiorno, Dottoressa N, avrei bisogno di una richiesta per una visita dermatologica."
- "Quale è il problema, MR?"
- "Mah! Ho questi tre affari sul naso che non vanno via, anzi, tendono a crescere..."
- "Fammi vedere, fammi vedere." Sospira la Dottoressa N avvicinandosi con una lente di ingrandimento al naso di MR. - "O cosa saranno mai!? Bah! Lo lasceremo stabilire allo specialista... mmmhhh, come scrivo sulla richiesta!? Vediamo un po'... SI RICHIEDE VISITA DERMATOLOGICA PER... mmmhhh, come si può dire, eeehh... ESCRESC... Oddio, MR, escrescenze si scrive con la i o senza la i?"
- "Senza la i, Dottoressa N, senza la i... "
- "... PER ESCRESCENZE SUL NASO. Ecco fatto, tieni, MR!"
- "Grazie, Dottoressa N!"
Senza perdere tempo, MR prende subito appuntamento presso l'ambulatorio della Misericordia, dove qualche giorno dopo viene visitata dalla Dottoressa P che diagnostica tre angiomi. Non essendo le asportazioni di questi mutuabili, la Dottoressa P consiglia a MR di rivolgersi ad uno specialista privato, presso qualche centro estetico. Proprio in quei giorni MR riceve da un'amica un buono omaggio per un trattamento, corpo o viso, in un super centro di benessere, bellezza, e salute.
MR approfitta dell'occasione.
- "Salve, ho un appuntamento con il Professor A!"
"Come si chiama?"
"Mi chiamo MR, ho anche questo buono omagg..."
- "Piacere, io sono S, venga, venga, che parliamo un po'." Esorta, con spiccato accento campano, ridacchiando e prendendo sotto braccio MR, una delle innumerevoli ragazze tutte in divisa da hostess e addobbate e truccate, come si conviene in un centro estetico. MR viene fatta accomodare in un salottino, S si allontana per un momento. Antistante un corridoio gremito di ragazze, innumerevoli anche queste ma vestite da infermiere sexy che accompagnano clienti, alcuni avvolti in accappatoi. L'atmosfera è mistico-contemplativa tesa ad eliminare ogni forma di stress. Torna S, che conduce MR in visita a tutto il centro. Cinque ingressi, hostess e infermiere sexy ovunque.
Nuovamente nel salottino.
- "Allora, MG, vediamo un po'..."
- "MR, mi chiamo MR!"
- "Sì, scusa, MR." Bofonchia S, pensando: ma che razza di nome è?
- "Possiamo darci del tu? Di cosa hai bisogno? Come possiamo aiutarti, MR?"
- "Vorrei farmi asportare questi tre angiomi dal naso." 
- "Ah, capisco. Prima però vorrei mostrarti un programma di sedute antiage per prevenire l'invecchiamento della pelle." Spiega S, tirando fuori un album di foto prima/dopo di clienti sotto trattamento.
S scrive su un bloc notes, mostrando a MR le diverse possibilità: venti trattamenti per 4000 euro, altrimenti quindici per 2800 euro, più uno da 150 euro in omaggio, altrimenti dieci per 1500 euro più uno da 150 euro in omaggio, più uno da 200 euro come prova, più altri cinque da 100 euro in omaggio, se MR fornirà una lista di venti persone che S possa contattare. Massaggi, extension ciglia, ricostruzione unghie, rilassamento, tonificazione, rigenerazione e la promessa di una forma perfetta.
- "MG, ti faccio dimostrare dieci anni in meno!"
- "Ok, ma ora fammi parlare con il professor A, al resto pensiamo dopo." 
S, infilando un altro dei cinque ingressi, accompagna MR al piano di sopra, dove ha lo studio il Professor A.
MR viene annunciata da una hostess, con una telefonata interna, al Professor A.
- "Buonasera, MR, si accomodi e mi dica tutto."
- "Buonasera, professor A, mi tolga questi tre angiomi dal naso, per favore!"
- "Faccia vedere, faccia vedere..." Sospira il Professor A avvicinandosi con una enorme lente di ingrandimento. - "Angiomi? Ma chi le ha detto questa sciocchezza? Questi non sono angiomi, sono cisti sebacee!! Sa cos'è una cisti sebacea???" Domanda il Professor A in tono inquisitorio.
- "Le ha avute anche Tremor sulla schiena, ma erano enormi, e una volta tolte hanno lasciato delle voragini sanguinolente!" esclama MR con espressione incredula sulla sua faccia che dista dieci centimetri da quella deforme del Professor A grazie alla enorme lente che le divide.
- "Come dice, scusi?"
- "Si, sì, so cos'è una cisti sebacea."
- "Bene, MR, allora chieda un appuntamento all'"hostess" per l'intervento. Non si deve preoccupare, è indolore e veloce."
MR da qualche mese non ha più i corpi estranei sul naso, e in più ha conosciuto una realtà nuova, un caos rilassante fatto di macchinari, creme, lettini, vasche, hostess e infermiere sexy. Unico neo, un tantino costoso.