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venerdì 25 gennaio 2013

"IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI"

Perché il titolo di questo blog è Oceani Capovolti?
Un abbondantemente assolato pomeriggio di giugno di qualche anno fa, MR, pensando di partire per una vacanza da sola, si disse: "In fondo si tratta soltanto di osare, di vincere qualche resistenza!"
Quel pomeriggio, invogliata da quell'irruente sole, che le infondeva energia, dal quale assorbiva luce, del quale sfruttava il calore, prima di trasformarsi in un pannello solare, entrò in un'agenzia di viaggi e turismo.
"Buongiorno, prego, mi dica!" la incoraggiò la gioviale, ma laconica, consulente di viaggio.
"Ehm, salve! Ahmmm... Vorrei  fare un viaggio (certo, mica sono venuta qui per comprare due etti di capicollo!), però non ho idea di dove andare. Mi piacerebbe tipo un luogo lontano, dove i raggi del sole siano ancor più luminosi, e più gialli di questo sole di oggi; ah, e anche più stagliati nell'azzurro di un altro cielo, se è possibile!" (Che quando MR parte, parte davvero; cioè, diventa anche poetica e romantica!)
"Caldo! Mare? Un'isola? Italia? Estero?" fece la consulente come per lanciare un sondaggio. 
"Un'isola, eh, sì, estero, eh... con tour!" ribatté MR con slancio argomentativo in modalità Sì/No/Non so.
"Cipro?" sintetizzò la sondaggista.
"Cipro!" accordò decisa MR.
Partì alle cinque del mattino di due mesi dopo, curiosa, ansiosa, verso un'esperienza inedita.
Prese un taxi per l'aeroporto; lento, anche se non c'era traffico; lento, ai limiti della legalità; ulteriormente lento in prossimità dei semafori verdi fino a far scattare il rosso e il tassametro, figlio di un cane!
Si imbarcò su un volo per Vienna.
Atterrò.
Poi su un altro per Larnaca.
Riatterrò.                                                                                                                                        
Fece nuove conoscenze, tra queste la scoppiettante guida C.                                                          
Con queste girò tutta l'isola, visitò numerosi siti archeologici, chiese bizantine, villaggi, città e musei.
Tutti insieme, andarono spesso al mare, si distesero, come salme alla morgue, sotto i raggi del sole ancor più luminosi e più gialli di quel sole italiano di due mesi prima, e anche più stagliati nell'azzurro cielo di Cipro. Talmente luminosi, gialli e stagliati che, attraversando in pullman dolci altipiani, languide e dorate colline, brulle pianure, non incontrarono neanche un albero, neppure una balla di fieno, manco una capra al pascolo. Fu in uno di quegli spostamenti in pullman che MR, strappata al suo pomeridiano sonno assassino, dalla scoppiettante guida C seduta alle sue spalle, sentì per la prima volta quelle due parole. C stava spiegando la teoria degli oceani capovolti alla sua vicina di posto. MR si accoccolò nuovamente appiccicando la faccia al finestrino, e, pensando che "oceani capovolti" le suonava così lieve, talmente fascinoso, e allo stesso tempo impetuoso,  che ci avrebbe intitolato un film, o un libro, ci avrebbe chiamato un eventuale figlio, o un gatto; MR riprese sonno. Qualche mese dopo aprì questo blog.
"Il sonno della ragione genera mostri".

PS MR non ha mai saputo cosa andasse predicando la scoppiettante guida C in merito alla teoria degli oceani capovolti. Si dimenticò di chiederle lumi in merito, e in rete non ve n'è traccia.

venerdì 2 novembre 2012

UN RICORDO

Bastava che percorresse per pochi metri la strada che divideva la sua casa dalla collina, e MR raggiungeva il punto più ampio dell'argine perfettamente centrato da un susino all'ombra del quale si sdraiava, da piccola, durante la bella stagione. Capitolava, sotto quella chioma folta e verdissima, e leggeva la vita attraverso l'ordito imbalsamato dei rami e le movenze sinuose e isteriche delle foglie. Profili, linee, cuori, sfere, sagomature azzurro cielo tra il verde a iosa, fornivano a MR l'illusione di poter interpretare l'andamento delle situazioni. E la portava via con se quell'illusione, stretta al petto, fino a sera. Durante la notte si tramutava in speranza, e MR vedeva il susino avvolto dall'oscurità, vedeva le stelle incastonate nelle sue foglie a dare speranze a chi forse, più grande di lei, poteva sdraiarvicisi sotto al buio. MR non arrivò in tempo; quando avrebbe potuto guardare le trine nere e brillanti, quando avrebbe potuto sdraiarvicisi sotto al buio, per poter fare la contabilità dell'anima, per ricomporre un più maturo mosaico dei pensieri, il susino non c'era più. MR qualche volta ci pensa; con un'improvvisa quanto disincantata nostalgia e con la necessaria prudenza per non scendere sotto certe delicate soglie.

lunedì 15 ottobre 2012

CLEOPATRA

MR oggi ha salutato l'arrivo di Cleopatra pensando bene che avrebbe portato uno sventurato giorno - e chissà se solo uno - di cielo nero, e abbondanti piogge. Tuttavia si è reinventata, fingendo somma indifferenza e sovrano distacco nel ritrovarsi completamente fradicia, schiacciata da ettolitri di acqua.
"Non sono più quella di una volta!" ha mentito fiera a se stessa.
Appena rientrata, dopo una giornata a mollo, si è detta:
"MR, sei esattamente sempre tu. L'estate è finita. Odierai i giorni che verranno perché freddi, umidi e grigi; avrai nel cassetto l'impossibile sogno di un'estate eterna. Quel cassetto che, fra le altre cose e l'impossibile sogno, contiene cosmetici scaduti, una confezione di Tibet snow, acquistata ad Abu Dhabi, ormai incrostata, bugiardini ingialliti, piastrine antizanzare usate, fazzolettini di carta a brandelli, mollettoni senza denti con capelli attaccati, e tre arachidi secche, potresti una volta per tutte ripulirlo. Magari approfittando dell'inverno del tuo scontento. MR, concentrati, non farti distrarre dalle perturbazioni, non preoccuparti eccessivamente dei rigori invernali, non essere insopportabile, non rompere, ripulisci anche il bauletto della moto."


mercoledì 19 settembre 2012

SEI GIORNI DI FINE ESTATE

Gli ultimi sei giorni sono stati l'epilogo abbacinante di un'estate lungamente e fortemente battuta dal sole. MR ne ha trascorsi tre in trasferta di lavoro, due dormendo, e uno riprendendo la quotidianità. E' partita venerdì scorso con ventitré colleghi cantanti, una manciata di strumentisti - tra i quali alcuni pifferai magici -, un maestro del coro, e un'ispettrice. Sono saliti tutti sulla stessa carrozza di un Frecciarossa carichi di trolley, spartiti, ipad/pod, i/smartphone, e una parrucca, diretti a Torino e successivamente a Milano, per partecipare con due concerti al festival musicale Mito. Si sono, tuttavia, esibiti - ancor prima che nelle chiese, con i Mottetti di Giovanni e Andrea Gabrieli -, sul treno, complice la parrucca, motteggiando ilari, incoraggiati dagli altri passeggeri, coinvolgendo anche il Capotreno. A Torino - essendo il festival sponsorizzato da una famosa cioccolateria -  sono stati offerti loro cioccolatini al gianduia, che hanno potenziato l'entusiasmo, motivato una  narco-condivisione, nonché favorito una stupefacente comunicazione. Chi più, chi meno, tutti hanno abusato di cioccolata, trovandone ovunque (nella sacrestia-camerino della chiesa), ai piedi di Crocifissi e di statue della Madonna, accanto a reliquiari, sotto tabernacoli ed edicole sacre. L'esperienza dolcificante si è protratta oltre i limiti della decenza, dopo il bellissimo concerto, nella sede dello sponsor. Lì, è stata definita, dalla proprietaria, "esperienza altamente sensoriale". MR e i suoi colleghi hanno incrementato l'abuso senza ciglio battere. A Milano la persecuzione dei cioccolatini sponsorizzatori è continuata, anche se in forma più lieve. Hanno invece avuto la meglio il risotto alla milanese, e l'ossobuco, pur non essendo state disdegnate mega fritture di pesce, lasagne, ravioli, e parmigiane di melanzane. MR durante la prova acustica prima del concerto è stata preda di una lancinante fitta sul lato destro dell'addome: "Cosa c'è qui, il fegato, per caso?" ha chiesto preoccupata alla vicina C. La conclusione della serata è sfociata, ad un'ora improbabile, nel primo McDonald's che MR e alcuni colleghi hanno incrociato sulla strada del rientro in Hotel, perché un Big Mac con patatine psicotrope e coca cola ghiacciata, in piena notte, a dispetto delle fitte sul lato destro dell'addome, ci stanno sempre magnificamente. Domenica, il gruppo è ripartito con soddisfazione per Firenze. MR appena giunta a casa ha colto l'occasione per una irrinunciabile dormita, durata quarantotto ore, interrotta solo da risvegli per cibarsi, in stato di rimbambimento totale, di sola frutta e acqua. Ieri, riposata e disintossicata, è tornata a lavorare.  Oggi grigio, stancante già di primo mattino; tradotto: MR deve inventarsi qualcosa per sopravvivere, MR  dovrà andare avanti a furia di puntelli, MR deve darsi da fare. Ha solo due giorni; i due giorni che mancano alla fine dell'estate.

domenica 9 settembre 2012

UNA DOMENICA BESTIALE

Domenica mattina, cielo terso, sole deciso.
Le bestie di casa sembrano apprezzare, e ravvivate dalla lotta mattutina, prendono l'una la direzione del balcone, l'altro quella del tavolo.
L'una conversa per qualche minuto con la dirimpettaia O la rumena:
"Pisica, micia, micia, come se fatto grande... pis, pis, pisica!" squittisce O piena di gioia come sempre alla vista di Gea.
"..."
"Oooohhh, ce spui!? Cosa dici?! Beeella, vieni, vieni aici!"  la incita desiderosa di acchiapparla.
"..."
"Nooo, nu esce, gattino! Pisica, cadea, cadere! Oooohhh, vieni aici!" esclama allarmata e combattuta tra il senso di responsabilità e la irrefrenabile voglia di agguantarla.

L'altro, sul tavolo, con l'agilità di un ippopotamo, si butta di peso ora su una copia de Il Sole 24ore, ora sul bucato appena raccolto, ora sul pc, rotolandosi a destra e a sinistra come si farebbe con una braciola.

MR è ancorata fortemente alle ultime ore di questa estate esuberantemente anticiclonica. Come se potesse trattenerla, si assicura di non perderne neanche un pezzetto. Ne fa buon uso contro i veleni della vita. Si cambierà tre volte anche oggi,  per godere ancora un po' di tutto l'abbigliamento succinto e leggero.

Gea probabilmente ha detto ad O "Io vado!" , ed è rientrata saltellante pronta a percorrere dieci chilometri in quarantacinque metri quadri nelle prossime calde ore.

Tremor è attaccato come un'appendice al braccio di MR, sonnolentemente sopraffatto dal ticchettio della tastiera del pc, con l'aria convinta di chi ha deciso che gli appartieni, che sei una sua irrevocabile scelta, insomma, una pizza. 

MR si è già cambiata una volta, e ha davanti a sé una domenica bestiale. 

mercoledì 22 agosto 2012

QUALCHE ACCETTABILE PERO'

Qualche giorno prima di partire per le vacanze in Calabria, dove l'aspettava la famiglia al completo, MR ha telefonato.
"Pronto?!"
"Papà, mi passi la mamma?"
"Non c'è, è dalla vicina D a giocare a Scarabeo."
"A giocare a Scarabeo?"
"Sì. E' importante?"
"Abbastanza, ma posso dire anche a te, poi tu comunicherai ufficialmente a tutti."
"Comunicare ufficialmente a tutti cosa?"
"Che io vengo al mare per una vacanza tutta riposo e relax, che non voglio incombenze importanti, che ho finito di lavorare versando in uno stato comatoso, che non posso esporre la mia psiche a forti apprensioni, visto che ho recentemente subito uno shock emotivo, e che potete fare tutto ciò che volete purché mi coinvolgiate il giusto."
"Ok, ho capito: relax totale; niente affaticamento casalingo; stato comatoso da lavoro; niente scossoni; shock emotivo; coinvolgimento moderato. Ho preso qualche appunto. Ma non ti preoccupare, una mano per uno e non serve che nessuno si affatichi troppo. Qui è tutta allegria e riposo, mare e sole, Olimpiadi e Soap Opera, al massimo qualche partita di Scarabeo, e iphone, pc, qualche fumetto Manga, e figurine dei Pokemon sparsi ovunque. Ognuno di noi vuole sentirsi libero e leggero, come è giusto che sia in vacanza; nessuno è un peso o un ostacolo per nessuno. Vieni, ti aspettiamo."
"Grazie, papà, saluta tutti!"
MR non può negare di aver dedicato la maggior parte del suo tempo in vacanza al riposo.
Ma ci sono dei però.
I però di mamma V.
Quando mamma V decideva che ci si doveva muovere come un piccolo plotone - di solito alle prime ore dell'alba - anche MR non aveva altra scelta che obbedire.
"Chi viene domani dal parrucchiere?" interrogava seria.
"Io!" affermava M.
"Anch'io!" si associava R.
"Fa', un po' vedere? Sì, anch'io ne avrei bisogno!" concludeva MR, passandosi una mano tra i cavatappi inamidati dal mare, guardandosi nello specchio.
"Bene, allora dobbiamo essere lì prestissimo, alle 7.30, per essere le prime. Quindi, sveglia alle 6.00!"

"Chi ha bisogno di andare in farmacia? Si potrebbe fare domattina, ma presto, perché c'è sempre coda." organizzava con un che di infermieristico.
"Noi, abbiamo da prendere diverse cose!" si agitavano M e R.
"Io, devo assolutamente venire anch'io! A che ora ci alziamo, alle 5.30 o tanto vale cercarne una che fa il turno di notte!? O meglio ancora, si potrebbe andare alle 13.15 quando sono tutti a pranzo e non c'è folla!" spiegava perfidamente compensativa MR.
Alle 13.15 da tre anni a questa parte, mamma V si ferma. Il silenzio pervade l'area più prossima al suo essere, nessuno può permettersi di invadere il suo spazio vitale. Alle 13.15 c'è la sua Soap Opera, detta "il romanzo", e mamma V blocca tutto. Arresta i ritmi, cessa di essere l'iperattiva, la sollecita, la spedita, la mattiniera. Diserta il plotone, si adagia su una poltrona e non esiste per nessuno.
Quindi, alla infelice ironia di MR ha risposto pensando: (Vediamo. Come posso punire la mia spiritosa figlia per questa battuta? Ci sono!) "Tra due giorni, per te, MR, sveglia presto, ho da fare la lavatrice delle lenzuola, e prima la faccio prima si asciugano!" ha esclamato vittoriosa.

I però dei nipoti.
Per nipote R questa è stata l'estate dei fumetti Manga.
"Guarda, zia, ci sono anche delle donne nude." "Zia, ne ho disegnati alcuni anch'io, scegline uno, dai, su, quale ti piace?" "Vai di nuovo in Giappone? Sai cosa significa, vero? Sai cosa devi portarmi da laggiù!" "Si leggono al contrario, dai, leggiamoli insieme!" "Zia, mi leggi un Manga prima di andare a letto?"
 Per nipote A, per nipote R, per l'amico S e per il fratello C dell'amico S è stata l'estate delle figurine dei Pokemon.
"Zia quale ti piace di più?" "Devo scambiarle con S e C, tu quale sceglieresti tra Dewgong e Flaaffy?" "Kyurem nero o Kyurem bianco?" "Bulbasaur, è una meraviglia!"

I però di papà E.
Se per mamma V "il romanzo" rappresentava una questione di vita o di morte, per papà E le Olimpiadi erano la fiducia in un mondo migliore, la convinzione che il bene sia destinato a prevalere, il sommo contenitore della gioia. Papà E, dal mattino alla sera, era in balìa di una forza superiore, era schiavo dei podii, succube dei record, vittima di inni nazionali. Papà E era le Olimpiadi.
"MR, sparecchiami questa tavola, ché devo mettermi comodo. E non distrarmi!" chiedeva ansioso alla stanca figlia.
"Padre, non rinnegare gli accordi della telefonata. Avevi detto una mano per uno. Io sto andando ad innaffiare il basilico sul balcone, al resto ci pensa qualcun altro!" rilanciava MR.

MR ha trascorso delle vacanze molto rilassanti, e nonostante qualche però ne sente molta nostalgia.

martedì 21 agosto 2012

CONSIGLI

"Pronto, MR?! Ciao, sono C, ho bisogno di un consiglio sull'amore da te."
"Da meee?! Sei sicura di aver composto il numero giusto? O ti diverti ad infierire su una povera vittima?"
"No, dai, MR, sto dicendo sul serio... "
"Be', allora regola numero uno, se è vedovo facci qualche pensiero, altrimenti lascia perdere tutto e goditi la tua libertà di donna single senza obblighi imposti, viviti i piaceri del tuo status da privilegiata senza dover condividere ogni cosa, assapora la condizione invidiata da molti di ... "
"Vedovo? Perché vedovo?"
"Perché tra quelli appartenenti alla nostra fascia d'età, e dintorni, sono gli unici che non danno problemi. Si sono ritrovati da soli senza che nessuno lo abbia deciso per loro. Insomma, non sono fanatici dell'autonomia affettiva, e non soffrono della sindrome della limitazione o riduzione della libertà personale. Però, se così fosse, accertati che sia rimasto vedovo da poco, altrimenti sarà già diventato come gli altri. Attenta anche che non sia over settanta, è un po' presto per darsi all'antiquariato."
"Mmmhh, non credo sia vedovo, è bellissimo, e giovane. Dai vieni a casa mia così ti illustro per bene la situazione."
"A casa tua? E a fare che, a ribadirti il concetto?"
"Lui abita di fronte a me. I nostri balconi sono confinanti!"
"Oggesù!" 

Sul balcone, a casa di C.

"Ecco, abita proprio qui, ma io l'ho conosciuto dal parrucchiere, e lui mi ha fatto notare che siamo dirimpettai. Poi stamattina l'ho incontrato ai cassonetti dei rifiuti. Ha parcheggiato la sua BMW, mi ha salutato gentilmente, ha buttato i suoi sacchetti dell'immondizia, mi ha aiutato a buttare i miei, e mi ha offerto un passaggio al supermercato, perché aveva notato il mio trolley."
"Mmmh, che incontro destinico!"
"Sì, solo che io non ho accettato, gli ho detto che preferivo fare quattro passi a piedi... in verità ero un po' in imbarazzo. E poi sua madre mi è antipatica, e poi... "
"Ah, vive con sua madre, mmmhh? E poi?"
"E poi, dal parrucchiere si stava facendo le manicure o addirittura la ricostruzione delle unghie. Non vorrei fosse gay, o bisex."
"Ma dai, oggi i saloni di bellezza sono pieni zeppi di uomini che si fanno fare di tutto. Magari è un uomo d'affari che tiene alla cura delle sue mani. E se fosse gay puoi sempre spupazzartelo da amico. Piuttosto, se continuerai a stendere i panni in questa maniera non hai speranze."
"Perché, cosa hanno che non va i miei panni stesi?"
"Sono tutti storti, e queste macchie? Candeggia, candeggia... tu hai bisogno di candeggiare, C. Uno che ti offre un passaggio con una BMW, ai cassonetti dei rifiuti, a queste cose ci bada... fidati."
"Dici?"
"Ma certo, è ovvio! Basta guardare il suo bucato, acceca ed è teso come stoccafissi!"
"Allora, che ne pensi? Se tu vedessi come è carino! Devo creare un incontro tra i balconi..."
"Mah, se proprio vuoi buttarti, buttati. Invece di goderti la tua libertà, comincia a goderti qualche lettura mollemente adagiata su una sdraio qui fuori, infilati un paio di guanti e fai giardinaggio un po' più spesso del solito. Se poi non basterà a creare l'incontro, potrai sempre passare il tempo a mostrarti interessata alle sue magliette stese. Prima o poi, vedrai che uscirà dalla tana."
"Sì, e attaccherò bottone! Grazie, MR, mi sei stata molto utile!"
MR è convinta che C le abbia chiesto suggerimenti su questa faccenda d'amore solo perché siamo in agosto, la città è vuota, e non sapeva a chi rivolgersi.

lunedì 9 luglio 2012

NELL'HAMMAM

Non contenta di essere passata per l'arsura di Scipione e le fiamme di Caronte, felicemente inabissata, da ieri e per qualche giorno ancora, negli ardori di Minosse, pronta ad accogliere le lingue di fuoco di Lucifero, MR stamattina ha fatto una puntatina al bagno turco. Proprio all'ingresso dell'hammam c'è scritto: PER EDUCAZIONE, NON INFILARE LA TESTA, LE BRACCIA, NE' LE GAMBE NELLA VASCA DELLA FONTANA. La fontana e la vasca sono al centro dell'hammam. Dall'una - un tubo in ferro alto due metri, ricurvo all'apice - esce acqua fresca a getto continuo che si tuffa nell'altra - una sorta di enorme secchio, sempre in ferro, con mestoloni e caraffe appese ai bordi - colmandola e traboccando. Tutt'intorno una panca in marmo massiccio senza soluzione di continuità. MR stamattina, dopo una bella nuotata in piscina, è scesa nel termario, è entrata nella saletta allagata, pregna di vapori a settanta gradi centigradi, e di aromi agli olii essenziali.  Si è guardata intorno, e ha notato che nella rovente nebulosa era da sola. Si è seduta, ha iniziato ad inspirare profondamente ed a rilassarsi, quando qualcun altro ha deciso di beneficiare di un bagno di calore con umidità al cento per cento. Un uomo, per la precisione, con costume nero, tatuato fino agli occhi, naso e bocca da barbagianni. Non potendo demolire le disposizioni riportate all'ingresso dell'hammam, ha riempito ripetutamente d'acqua una caraffa presa dal bordo della vasca,  l'ha svuotata con forza su se stesso prima e sul marmo e sul muro dopo, ha messo un asciugamani tra la sua schiena e la parete, si è voltato verso MR , ha esclamato "Sa, i funghi!", e si è addormentato. La vasca, grazie a fungofobico, da traboccante è diventata semivuota, e nonostante la pressione furiosa della fontana stentava a riempirsi. MR ha cominciato a detestare fungofobico. Lo ha guardato torva e arcigna, ha desiderato buttargli acqua gelata addosso mentre dormiva. Ha avuto una crisi di intolleranza che la stava spingendo a fare la spia al personale del termario.  Ha infine ripiegato sul pensiero di un'aggiunta alle disposizioni: NON RIBELLARSI IN FORMA ALTERNATIVA ALLE REGOLE, ovvero non peccare di negligenza e indisciplina gettando, con atti anarchico-vandalici, tutta o quasi, l'acqua della vasca su se stessi e dappertutto. Se MR avesse avuto con sé una penna lo avrebbe anarchico-vandalicamente scritto a mano sulle disposizioni.

venerdì 29 giugno 2012

GEA E IL CALDO. LA PASSIONE CONTINUA

Come era prevedibile, Caronte l'infernale piace a Gea ancor più di Scipione l'africano. A dimostrarlo, in primis, le forze a tremila. Un'anta scorrevole dell'armadio su tre, aperta in un nano secondo, è ormai robetta che appartiene al passato. Oggi, con quaranta gradi, la casa che sta per esplodere, i condizionatori che stanno per implodere, Gea registra tempi da record nell'apertura di tre ante su tre. Inutile ogni tentativo da parte di MR di richiuderle. Guardaroba, scatoloni, ripostiglio bene in vista, ventiquattro ore al giorno, umana e bestia si muovono studiandosi reciprocamente. L'una, preoccupata dalle impensabili conseguenze del caldo sull'altra, la segue ovunque con passo felpato, e fare circospetto, per controllarne eventuali colpi di testa. L'altra, forte e dispotica, la sfida penetrandola con lo sguardo tondo e furbo, e, inavvertitamente, con un salto all'indietro a quattro zampe sul muro che le conferisce uno scatto veloce, e uno slancio travolgente e generoso, si sottrae felice alla sua attenzione. Il verso della bestia gaudente non è più da felino ma da pennuto; non è più da gatto ma da gallina. Le ciotole colme di qualsiasi genere alimentare, dalla mortadella al cocomero, dalla pappa al pomodoro alle cozze, dall'insalata di farro al mais, vengono svuotate istantaneamente. La gatlina chiocciando e schiamazzando, reclama, per dissetarsi, tè alla pesca. Dell'acqua non sa che farsene, salvo ribaltare il contenitore pieno e crearsi un laghetto-pozzanghera nel quale trascinare Tremor boccheggiante che apprezza il pensiero e ci si rotola dentro. Tremor viene altresì trascinato sotto il letto, dentro i cassettoni, e sfidato a duello; pensiero, questo, che invece non apprezza e che gli provoca un rumoroso affanno. Della bestia felina femmina MR e Tremor stanno perdendo traccia. Nella casa che sta per esplodere, con i condizionatori d'aria che stanno per implodere, si aggira una spavalda e festosa creatura a metà tra una gallina e un gatto, una velocista e una recordista, una molestatrice compiacente e una provocatrice minacciosa. MR e Tremor sono esterrefatti.

giovedì 21 giugno 2012

LA SCOPERTA DELL'ARIA CONDIZIONATA

Grazie a Scipione l'africano Gea ha scoperto l'aria condizionata. Al sollevamento delle alette del condizionatore, lo stravagante animale, che sta trascorrendo la prima estate della sua giovane vita, ha sgranato gli occhi tondi da Hello Kitty e ha tentato una coraggiosa scalata del muro. Si è sentita un'eroica rocciatrice, scambiando il sensore intelligente - che rileva gli spostamenti dei presenti nella stanza, mettendo in movimento i deflettori al fine di regolare il consumo energetico - per una succulenta preda. Ha circuito il display, vocalizzando sollecita. E' stata catapultata all'indietro dallo spostamento d'aria. E' piombata a terra sconfitta, e risucchiata dalla forza di gravità. Sempre protagonista, come un animale da rodeo si è concessa i suoi otto secondi di gloria al fine di disarcionare il gelido getto d'aria, caricando, sgroppando, sfogando la sua euforia e scatenando la sua ribellione. Dopo essere tornata per qualche momento al massacro quotidiano di cuccioli di mosca, moscerini, zanzare, e dopo aver manifestato il suo disappunto prendendosela con il mocio, è corsa furente sul balcone. Con una rincorsa che è partita dal vaso del gelsomino appena innaffiato, dove ha affondato dieci centimetri di zampe, è rientrata in casa. Ha slittato sul pavimento, incurante del cencio appena passato da MR, lasciando enormi impronte di terriccio. Si è diretta decisa verso il sensore intelligente ed il display, li ha scrutati seria,  ha miagolato loro contro, ha incrociato Tremor sulla traiettoria del getto d'aria, lo ha morso su un orecchio. Terminato l'attacco acuto di protagonismo sempre ben supportato da sfrenata curiosità, si è scelta un angolo da dove poter studiare il non identificato oggetto. MR ha dovuto constatare ancora una volta che Gea è più furba di Tremor. Lei, pur non avendo ancora compreso di cosa effettivamente si tratti ha immediatamente capito che è più salutare stargli a distanza di sicurezza. Lui, pur conoscendolo da anni, si sdraia per ore sotto una folata di aria glaciale starnutendo, salvo ricorrere al surriscaldato modem del pc sul quale si abbandona anche con i quaranta gradi di Scipione l'africano.