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martedì 28 maggio 2013

INSUFFICIENZE

S è la più giovane delle sei ragazze ospiti nella casa famiglia dove MR si reca ogni lunedì pomeriggio. S ama raccontare barzellette, è bionda, ha gli occhi verdi, il piglio deciso e tagliente, una scattante intelligenza, la velocità di ragionamento di un matematico, e la vivacità spavalda di un felino.
Ieri il felino era molto nervoso.
"Va tutto bene, S?"
"No, non va bene niente! Siamo alla fine dell'anno scolastico ed io non riesco a liberarmi di due gravi insufficienze! Oggi, TI AVVERTO, abbiamo da studiare La digestione, L'apparato respiratorio, Il sistema circolatorio, Il sistema muscolare, Lo scheletro!" snocciola S con impositiva, dispettosa e compiaciuta esigenza di condivisione.
"Ho capito. E quale è, oltre a Scienze, l'altra materia da recuperare?" 
"Arte! La prof mi odia! Mi ha fatto ridisegnare ancora lo Sposalizio della Vergine di Raffaello... ecco, guarda tu stessa, non è bello? A me sembra sia venuto bene, ma a lei non piace... perché mi odia!" ruggisce impetuosa la belva, mostrando a MR una personale rivisitazione dell'opera raffaelliana raffigurante, in luogo di Maria, Giuseppe, il sacerdote, e gli invitati, un groviglio di creature mostruose dedite ad un sinistro  rendez-vous su una spianata verde acido, a fare da sfondo un'astronave al posto del Tempio.
"ALIENANTeehm, carino, molto carino... forse, vanno sistemate due cosette, ma non è male!"
"Grazie, MR. Ora però mettiamoci a studiare Scienze! Sai, quella prof mi innervosisce, è tremenda, fa paura a tutti, è il terrore della scuola!"
"Forse non riesce a farsi comprendere... forse vuole che vi applichiate di più." azzarda MR.
"Senti che caciara fanno su... aspetta che vado a dir loro di smetterla, ché non riesco a concentrarmi!" cerca di evadere S, sempre più elettrizzata, con il pretesto di un'accorata implorazione all'indirizzo delle altre ragazze.
"S, coraggio, io non sento tutta questa caciara... cerchiamo di studiare!"
Suonano alla porta, S schizza come una freccia. 
"Vado io!"
"S, tu non vai da nessuna parte! Basta perdere tempo! Sei ad un passo dalla fine della scuola, interrogazioni e verifiche sono ormai quasi un ricordo, stai per tirare il fatidico sospiro di sollievo, la strada delle vacanze si sta aprendo davanti a te. Ora STUDIAMO!" suggerisce MR perentoria.
S è un'adolescente bella e decisa, non portata per il disegno ma un rapace in matematica, con un'insufficienza in Scienze che oggi recupererà. S ieri era molto nervosa; qualche volta succede. Nonostante i colloqui con lo psicanalista di orientamento lacaniano, nonostante le barzellette, probabilmente per nostalgia della famiglia, sicuramente per il coraggio che la sua giovane vita richiede.          

domenica 7 aprile 2013

SCRITTURA RANDOM

Da un po' di tempo a questa parte MR non è qui.
No, non qui sul blob da dove manca - fortunati voi - solo da qualche giorno; non è qui e neanche solo da un po' di tempo. 
MR, sembra sia dove dovrebbe essere ma in realtà non è così. 
Ricoperta da un velo, non sempre invisibile, di sfinimento mentale ed umorale - causa significativo, ragguardevole, incalcolabile, pregevole periodo di merda - ora cade in sonni ecatombali, ora decide di farsi inghiottire dai viaggi immaginari della lettura, ora si immerge nella visione di film prevalentemente di genere horror-thriller-giallo-noir-paranormale-pazzia, ora affoga le preoccupazioni in rendez-vous con amici e leccornie di ogni ordine e grado, ora scrive.
Illusioni leggere e spensierate a fare da contorno alla amara quotidianità.
Oggi per contorno ha scelto di tornare a voi qui, sul blob.
Malgrado il sonno incoercibile, malgrado la corsa al parco che incombe, malgrado non sappia proprio cosa scrivere.
Scrivere, anche non sapendo bene cosa, però, è salvifico, liberatorio ed efficace.
Elimina, anche solo temporaneamente, anche per un illusorio attimo, da stress, ansie e manie di persecuzione. Nei prossimi post, MR raccoglierà le idee e ritrovata l'ispirazione, non mancherà di trattare dei benefici del sonno assassino, dell'animo avventuriero che la spedisce selvaggiamente da un capo all'altro del mondo via lettura, delle anomalie con le quali folleggia davanti ad uno schermo, della giacobina che è in sé e che non riesce a trattenere davanti alle tavole imbandite.
Oggi, invece, scriverà random.
Tempo fa, MR lesse di un certo Paul Wilson, guru australiano del relax, secondo il quale, nel giro di soli tredici minuti (il tempo necessario per preparare e bere una tazza di tè) si può trovare la serenità. Senza doversi necessariamente astrarre, alienare, o appartare che dir si voglia, dalla vita quotidiana, attraverso un semplice metodo di meditazione, è possibile il raggiungimento di uno stato di benessere fisico e mentale. Rapidamente, efficacemente, neanche in eremitaggio, tutti i giorni, in ogni dove, in qualsiasi momento. Il Sig. Wilson tratta il tutto in un libro intitolato LA QUIETE. Non adatto ad un pubblico dall'anima caparbia - al quale appartiene MR - e con leggere tare relative alla riflessione profonda finalizzata alla ricerca della verità e della calma - che la riguardano molto da vicino - MR decretò che non fosse roba per lei. Lesse tutto ciò nella sala d'attesa di uno studio foniatrico, dove si recò per una visita di controllo, dopo una mattinata senza aver profferito verbo, dopo una navigazione su internet a colpi di immagini e foto di corde vocali di dubbia natura, con noduli, polipi, granulomi, paralisi, edemi, tanto per rassicurare il suo sistema nervoso. Immaginò la dottoressa che doveva visitarla mostruosa, insensibile, scorbutica, nevrotica, stronza.
(No, non ce la faccio ad affrontarla, sarebbe un'impresa al di sopra dell mie possibilità, non me la sento, mi dirà cose bruttissime sulle mie corde vocali, non posso permettermelo, non ora, non oggi. Ho anche parcheggiato male, mi faranno la multa, me ne vado.)
"Sig. MR , buonasera, prego si accomodi!" esordì la foniatra con fare gentile, e sguardo al di sopra degli occhiali.
"(Oddiooo!!!) Buonasera, grazie!"
"Oh! Cantante lirica! Soprano?"
"No, mezzosoprano!" rispose MR traboccante d'orgoglio e d'ansia.
"Ah, no, perché la vedevo tutta dritta e magrina, mi dica tutto!"
"E' un'eterna sfida, ma ci difendiamo anche noi mezzosoprani. Ho la tracheite, catarro, tosse, comincio a soffrire di ansia depressiva, e il dentista mi ha consigliato di mettere il bite per sei mesi perché digrigno i denti. Mi sono ingozzata di aerosol al cortisone, ma non sono guarita, che cosa ho?"
"Capisco." sussurrò placida con lo sguardo al di sopra degli occhiali.
"(Allora se capisce mi dica qualcosa di buono almeno lei!) Che cosa ho?"
"Calma! Il cortisone per aerosol non ci piace, ed inoltre fa venire la candida."
"In bocca?"
"Esatto, in bocca! Soffre di qualche forma allergica?"
"Sì, orticaria da stress, da nichel, da forfora del gatto, da uomini. E poi di rinite allergica e vasomotoria!"
"Capisco! Venga MR sediamoci qui e tranquillizziamoci."
"Qui!? Vicino agli strumenti rivelatori?"
"Apriamo la bocca, tiriamo fuori la lingua, diciamo eeeee!"
"Eeeeeeeeeeeeeeeee!"
"Siamo ancora congestionate, le do una curetta per sfiammare, ed uno spray per la rinite. Tra una settimana saremo guarite!"
"E le mie corde? Come stanno le mie corde?"
"Bene, benone! Sono lunghe e sottili, si adducono e si tendono bene, non vi è alcun tipo di anomalia."
"Allora non ho polipi, noduli, paralisi!" esultò, MR, fiera di aver trovato provvidenzialmente nella foniatra  un'alleata.
"Ma no, cosa dice?"
"Allora siamo salve, stiamo bene, dottoressa?"
"Buona serata! E per due tre giorni non cantiamoci su!" fece affabile con lo sguardo al di sopra degli occhiali.
In un'epoca declinante come quella che stiamo vivendo, tenere alta la guardia dello stress dà sapore alla vita, altro che ricerca della quiete!

Due inverni fa.
"Pronto, parlo con MR? Sono il tecnico dei riscaldamenti del condominio. L'ufficio mi ha riferito che ha chiamato... i suoi termosifoni hanno qualche problema?
"Ah! Buongiorno! Sì! Devono essersi formate delle bolle d'aria all'interno, da due giorni non si scaldano più uniformemente, si sente il gorgoglio dell'acqua, e non essendoci la valvola di sfiato credo occorra l'intervento di una mano esperta. Viene ora? Qui si gela!"
"No, ora no! Ho altre chiamate. Lei ha qualcosa con cui scaldarsi momentaneamente? Non so, una stufa elettrica, un caldobagno, una borsa d'acqua calda, un plaid!?"
"Sì, ho i condizionatori d'aria con la pompa di calore, e il forno elettrico."
"Benone! Credo potrò venire domani. Preferisce mattina o pomeriggio?"
"Nel pomeriggio parto per la trasferta a Piombino. C'è il concerto al Metropolitan, in programma due messe, una di Schubert e l'altra di Puccini, la partenza è fissata per le 16.30... roba da perdere l'autocontrollo!"
"Come?"
"Mattina, preferisco la mattina! A che ora viene?"
"Vengo alle otto."

Sempre due inverni fa.
MR è una creatura sommamente estiva; MR ha un'istintiva e naturale avversione per la brutta stagione ed il suo avanzare; MR per questo si stressa; MR se si stressa commette gaffe di ogni genere; MR in inverno è un'eccellente gaffeur; MR in un giorno di quell'inverno sfornò una gaffe di pregio;
MR chiese, incautamente e pubblicamente, ad una truccatrice del teatro se fosse incinta.
MR si è sentì un'idiota integrale quando la truccatrice del teatro rispose di no.
MR  cercò di convincere se stessa che fu tutta colpa dello stress.

L'anno scorso, in pizzeria con gli amici dopo le vacanze estive.
"Come è andata la caccia quest'estate?"
"Bene, ho conosciuto un gommista."
"Mh, ed era romantico?"
"Sì, pensa che mi ha regalato due copertoni a tasselli larghi e resistenti alle forature."
"Vado al bagno, scusatemi!"
"Minchia! E' andata via la luce!"
"Come hai fatto in bagno senza luce?"
"Ho ricevuto un sms proprio nel bel mezzo del buio, e, illuminandosi, il display ha centrato insieme ad altro il water!"
"Mammamia, questi cellulari, anche se non avessi ricevuto l'sms sarebbe stato illuminante. Neanche un compromesso!"
"Un compromesso è tale o non lo è, che ne pensi MR?"
"Sì, certo, si discute, si concede, si concorda. Capillarmente. Leggerei alcune obbligatorietà come estenuanti; poi c'è un senso, il senso... quello nobile della faccenda."
"MR, parla come t'ha fatto mammeta!"
"E' che sto allenando la mia dialettica. Scrivo, e allora... "
"Scriviii? E che scrivi?"
"Ehm... , no, niente... "

In una delle innumerevoli chat con V:
"Caio! Alloar, cosa manig oiggi?"
"MR, ma che sei chattslessica? Confessa, chi ti scrive i testi del blog?" 

martedì 12 febbraio 2013

NON LE VIENE MANCO UN TITOLO

Due anni, si è fatto attendere due anni ma è tornato.
Il malanno di stagione che per un soprannaturale motivo, nel lontano 2011 aveva voltato le spalle a MR dopo una mostruosa influenza, ha colpito di nuovo. 
La succitata mostruosa influenza fu una roba che iniziò con un banale mal di gola e degenerò in broncoquasipolmonite, che durò tre mesi - come sempre succede a MR, nonostante il vaccino -, e le fece invocare perfino San Biagio Martire, protettore della gola. Questo, per tutta risposta, le si palesò in un delirante e febbrile sonno, mentre faceva skateboarding sulle strade di San Francisco e la salutava gaio con la manina, dandole la netta impressione che per la guarigione non se ne sarebbe fatto niente. Allora MR cercò freneticamente su internet altri Santi a cui votarsi, ma non trovò nulla di interessante, a parte alcune terribili e agghiaccianti notizie, tipo che un certo San Bonaventura, riesumato, fu ritrovato con la lingua intatta, e che il conterraneo ciociaro San Tommaso d'Aquino viene invocato contro le tentazioni carnali (per questo tipo di invocazioni si cambi Santo subito; non un ciociaro, per carità di Dio!)
Dunque, oggi MR sta nuovamente male.
Per la precisione:
al posto della laringe ha un tubo di scappamento;
anziché svuotare il reparto psicofarmaci della farmacia, si è portata a casa l'intero scaffale di medicinali per il trattamento delle affezioni respiratorie. L'aumento dell'espettorato, che può osservarsi fin dai primi giorni e che dimostra la lisi (che minchia è la lisi?! Poi MR va a vedere) delle secrezioni patologiche, si attenua rapidamente. E' scritto sulle tavole delle indicazioni, cioè sui bugiardini, cioè su quei malefici fogli illustrativi nei quali, prima dell'uso, leggere attentamente le avvertenze, tenere fuori dalla portata dei bambini (in queste due ultime frasi aumentare la velocità di lettura e cimentarsi in uno sfrenato scioglilingua, ché nella vita aiuta sempre); 
pertanto, il tubo di scappamento sta iniziando a sbuffare come un rinoceronte. MR attende con impazienza l'attenuazione del fenomeno, alzando il tiro e scongiurando, per una pronta guarigione, anziché i Santi, la Madonna di Montserrat;
la calda, suadente, bronzea voce di contralto ha ceduto il posto ad un'emissione profonda che manco Cesare Siepi, con slittate cinguettanti verso il candore della emanazione sonora ante muta vocale;
la tigre Tremor ("No, ma quale trigre, è più un puma!", "Macché puma, io direi una mucca! E' proprio una mucca, non si scappa!"), che in un sentito e partecipato confronto tra amici di MR, è stata declassata, per deformazione di mole e indolenza, ad inferiore razza animale, e la leonessa Gea sono accoccolati felici da ore sotto le coperte, abbarbicati, consolatorii, ai fianchi di MR tra slinguettamenti, morsichetti, e grattini vari;
lo scaffale di medicinali per il trattamento delle affezioni respiratorie, che MR si è portato a casa dalla farmacia, evidentemente, può indurre sonnolenza. MR sta crollando dal sonno, tra la mucca e la leonessa, ma non può chiudere senza lasciarvi il risultato della ricerca del termine LISI.
Dicesi LISI: 
Biologia, dissoluzione di cellule o microrganismi patogeni.
Medicina, disgregazione di tessuti dovuta a necrosi, putrefazione o fermentazione.
Medicina, abbassamento lento e graduale della febbre.

lunedì 28 gennaio 2013

AMOUR

MR ci ha riprovato, e questa volta ci è riuscita.
Insieme ad A si è recata al cinema, ed è arrivata in orario. Non solo; oltre ad essere stata puntualissima ha scelto anche un filmone. Un porno d'autore, Amour di M. Haneke, Palma d'Oro a Cannes 2012 e cinque nomination agli Oscar 2013. Assolutamente sconsigliato ai maggiori di cinquant'anni, e tutto incentrato sull'oscenità del traboccante e ineluttabile dolore della malattia (porno in questo senso, che avevate capito?) che irrompe arrogante e aguzzina quando una vita è già ad un passo dal suo atto finale, MR ed A si sono avventurati in un'esperienza che pensavano potesse far bene al loro animo; che potesse essere propedeutica alla convivenza con una possibile dentiera, e fornire loro preliminari su come affrontare serenamente i futuri e marcati cali della vista. Insomma, istruttiva, contrariamente a quanto espresso da un passante poco prima che iniziasse lo spettacolo:
"Questo cinema è già brutto di suo, se poi vai anche a vedere un film del genere, da tirarsi martellate sulle palle ogni due secondi, ti butti dalla finestra!"
Il cinema in questione è una piccola sala non di ultima generazione dove generalmente proiettano film d'essai, che a MR piace molto; il passante in questione, con ogni evidenza, è un uomo dalla profondità interiore di una pozzanghera (MR ha rivisto e corretto questo giudizio alla fine dello spettacolo... anche prima... facciamo alla fine del primo tempo). Dunque, inizialmente MR ed A pensavano, ottimisti, fattivi, e propositivi, che la visione del film avrebbe prodotto benefici alla loro futura cresc... ehm, al loro cammino in direzione del tramonto, e al conseguente stile di vita. Hanno, invece, sospettato - già in coda alla biglietteria, dove, l'età media dell'utenza, nonostante l'aria di chi si sente ancora in partita nella spinosa faccenda dell'amore, era settant'anni, con qualche picco di sopravvissuti alla fame, ai combattimenti ed ai bombardamenti dell'ultima guerra - che forse non sarebbe stato esattamente così. Infatti, sbattuti "cinicamente" da Haneke nella dura, crudele, e spietata realtà della devastazione che si accanisce sulla vita dell'uomo quando non ha più niente in cui credere, quando la speranza è ormai un trascorso e non più una prospettiva, quando dentro un corpo, solcato da grinze e increspature, la gioventù urla inascoltata e l'anima è fatta a fette dal malessere, MR ed A si sono sentiti investire da sentimenti lugubri e deprimenti.
Alla fine di un film dalla leggerezza di un titano, decisamente contro la prevenzione del suicidio, a favore dell'eutanasia, si sono scambiati suggerimenti sugli ormai risoluti e determinati propositi suicidari futuri, hanno anche convenuto entrambi su una eventuale stesura del testamento biologico, ed hanno osservato un imbarazzato pubblico in età avanzata che usciva ed uno sognante che entrava per lo spettacolo successivo.

domenica 30 dicembre 2012

BUON 2013

"Il tempo non ha nessuna divisione visibile che ne segni il passaggio, non una tempesta con tuoni, né squilli di tromba che annuncino l’inizio di un nuovo mese o un nuovo anno. Persino quando inizia un nuovo secolo siamo solo noi mortali che suoniamo le campane e spariamo in aria con le pistole." (Thomas Mann)
Pur tuttavia, la mortale MR nell'invisibile passaggio al 2012 le trombe squillare le sentì, eccome!
Quelle del concerto in teatro dove si trovò per lavorare. Durante quegli squilli, rivolse anche un pensierino preoccupato alla bisestilità, che finalmente sta per andare a farsi fottere, e che tanto ha contraddistinto questo lungo lasso di tempo scisso in dodici, diviso in cinquantadue, suddiviso in trecentosessantasei parti.
Ad ognuna di queste parti, oggi, MR dice grazie.
Nonostante i sorrisi siano stati spesso battuti dalle lacrime. Nonostante il desiderio di ricevere lo stesso rispetto, che lei aveva regalato con gioia,  sia stato ripetutamente disatteso. Nonostante le porte che si sono chiuse. Nonostante i portoni che non si sono mai aperti (MR ormai ha abbandonato l'idea di un insulso e moderno infisso per confidare in un ponte levatoio, con tanto di ruscelletto e castello). Nonostante abbia creduto di coltivare sinceri confronti, onesti dialoghi, profonde e costruttive emozioni, accorgendosi che troppo spesso era solo frutto della sua immaginazione (anche MR comincia a pensare di essere un po' cogliona). Nonostante i sacrifici spesi insieme alla sua seconda famiglia, per la sua seconda famiglia - il suo mondo del lavoro - siano tristemente e angosciosamente falliti. Nonostante alcune persone a lei care, volenti o nolenti, per propria o altrui decisione, se ne siano andate.
Ad ognuna di queste parti, oggi, MR dice grazie.
Per averle donato l'audacia di chi ha "pianto", e la trasparenza di chi ha sorriso insieme a lei. Per averle fatto incontrare portatori di bellezza e nobiltà d'animo. Per averle regalato la magia e la ricchezza di nuove amicizie. Per averla fatta continuare a contare sull'abbraccio avvolgente e rassicurante degli amici di sempre. Per averle fatto raggiungere la soddisfazione di riuscire finalmente a spezzare il fiato nei 1500 m stile libero, senza fermarsi mai. Per averle portato Gea, e per aver continuato a renderla preda irriducibile dell'amore incondizionato di Tremor (con Gea, MR deve ancora lavorare molto per mettere fine alle perverse distrazioni che la bestia si concede con O la rumena, ma per il nuovo anno, rispetto a questa delicata faccenda, vede già il ripristino dell'ordine e della morale; la road map prevede: perentorietà, fermezza e inflessibilità). Per averle dato ancora la forza di tollerare, di sognare, e di sperare. Per averle offerto l'ardire di scansare l'improduttività, la mediocrità, la sterilità. Per averle affidato la capacità di incantarsi sotto la costellazione di Orione, ed aver lasciato che tutto il cielo stellato le riempisse l'animo di ammirazione, accostandola umilmente a quanto dichiarato da uno stupefacente Kant. Per averle concesso ancora l'opportunità di lasciarsi  sorprendere, ammaliare, e stregare dalla vita.
Buon 2013 a tutti!

sabato 22 dicembre 2012

IL TRUCCO NON C'È MA CI SI ADEGUA

Quando il centro di estetica chiama, MR vorrebbe tanto rispondere. Vorrebbe entrare in quel luogo di perdizione, lì dentro stringere un patto di fedeltà, firmandolo col sangue, e onorarlo con incessante presenza, con asfissiante frequenza, e con soffocante partecipazione. Lo vorrebbe perché un centro estetico è rilassante, perché ama farsi mettere mani esperte (ovverosia dell'estetista, anche con specializzazioni in massaggi corpo) in faccia e addosso, e perché in materia di restauro facciale-corporeo è un'autentica pigra. Pur tuttavia, devastata da conti, rette condominiali, debiti da saldare fatti dal vecchio amministratore (nel senso che si è dimesso per latrocinio e truffa ai danni dei condomini, e quindi ce n'è uno nuovo, e anche nel senso anagrafico che - augurio di Natale da parte di tutto l'abitato - quanto potrà tirare ancora avanti quel vecchio ladro!), rate del mutuo, MR è costretta a  ricacciare l'idea di massaggi viso e corpo, trucco da grand soirée, sradicamento permanente e definitivo di molesta e barbosa (appunto) peluria, e ridursi a sostare controvoglia davanti agli scaffali, nel reparto cosmetici, del supermercato, sospirando e scuotendo la testa con desolazione. Qualche giorno fa, MR, tutta protesa verso l'elevazione della pelle, quindi dello stile, dunque dello spirito, low cost, si è recata alla Coop, e si è incantata, davanti a creme e cremine, cerette, rossetti, ombretti, ciprie, fondotinta, per riguarnire le riserve ormai al limite dello svuotamento, dello strizzamento, dello storcimento, dello spremimento, dello sditamento, e dell'appuntimento, di tubetti, vasetti, e monconi di matite vari. Tutto ciò che riesce a fare, in questi ammorbanti frangenti, è osservare la stupefacente maestria dell'utenza nel campo del restauro epidermico. Mostrano tutte, tranne lei, grandi doti di pazienza e accuratezza nella scelta di quel siero tensore, di quella crema anti age, di questa maschera esfoliante, di tale idea beauty. Per un momento le sembra logico che siano ormai maturi i tempi per una sua iscrizione ad un workshop tematico sulle tecniche della decelerazione dei tessuti in caduta libera, del riempimento delle rughe, di idratazione, tensione, rigenerazione della pelle e tutte quelle cose lì, e di superare la pigrizia. Dopo molteplici inverni ed estati in cui si è sentita profondamente pacifista ed intimamente per la non violenza, decidendo di non fare la guerra all'azione del tempo, forse è giunta al punto di convincersi che non ha più l'età per avere l'età. Per andare a letto senza aver fatto uso di uno struccante efficace, non grasso e che lasci respirare la pelle; per dimenticare costantemente di comprare i dischetti di cotone che al contrario della carta igienica non graffiano; per lasciare le impurità sulla pelle del viso, notte dopo notte, ché tanto con acqua e sapone non verranno mai via; per prevedere un peeling casalingo a base di zucchero e miele che per una volta al mese rompeva, oltre al patto di non belligeranza, anche le palle, facendo tanto fresca e radiosa. Bene, è il momento di prendere in mano la situazione e rivedere il proprio ruolo: rivolgendo uno sguardo al futuro, afferra la prima cremina idratante, qualche trucco al volo, e corre diretta al mercato ortofrutticolo, convinta che le quantità industriali di frutta e verdura, che ha sempre consumato riusciranno, dovranno riuscire, a soverchiare ancora quei fottuti radicali liberi, giustiziandoli senza pietà.

mercoledì 19 dicembre 2012

L'AVETE FATTA?

Negli avvisi che campeggiano da quattro giorni su tutte le pareti del condominio, sulle porte dall'ascensore, sulle vetrate del portone principale, fronte retro così da poterli leggere da dentro e da fuori, è scritto che - causa disincrostazioni e sostituzione tubature - oggi dalle 8.30 fino alle 16.00 è tassativamente vietato uscire dalla propria abitazione e soprattutto lasciare incustodito il wc, il quale non va categoricamente scaricato, per rischio travaso che va, eventualmente, immediatamente comunicato. Non è invece scritto che, lui, bello, alto, occhi verdi, modi gentili (che si capisce che non è un principe ma un operaio addetto allo spurgo solo perché non indossa il mantello e la corona), alle 8.30 esatte avrebbe suonato a tutte le porte del palazzo; sarebbe stato ammirato nella sua bellezza da tutte le femmine dello stesso; avrebbe risposto agli sguardi ammaliati di queste con un inquietante espressione interrogativa stampata sull'angelico volto: "L'avete fatta?"; avrebbe chiesto una bottiglia di plastica e uno straccio da inserire nel wc inutilizzabile fino alle 16.00; si sarebbe trattenuto qualche minuto in più in casa di MR, facendo godere delle inebrianti sue attenzioni, a suon di carezze, abbracci, e paroline dolci in falsetto, Gea più deviata e maiala che mai, scatenando l'invidia sanguinaria dell'altra bestia e dell'umana; se ne sarebbe andato lasciando MR alle prese con una serie di domande esistenziali di portata abnorme, messe subito a tacere dalla bottiglia di plastica avvolta nello straccio, inserita nel wc che funzioneranno fino alle 16.00 come un efficace deterrente.

domenica 16 dicembre 2012

DOMENICA MATTINA PRESTO

Stamattina l'attività fisico-cerebrale di MR avrebbe voluto farsi dominare dall'ambiente a lei più congeniale: il letto. Ma corpo e cervello, alla domenica mattina solitamente dimissionari, hanno dribblato il risveglio lento e indugiante. Quello della riorganizzazione muscolare dolce, e dello sblocco mentale lieve; quello che prevede il rito dello stiracchiamento, delle leggendarie gobba e sella a quattro zampe che rilassano la colonna vertebrale, sciolgono le giunture irrigidite, e ridestano lo spirito; quello che se improvvisamente diventa brusco - ad esempio grazie a quella bandita di Gea - è sicuro, ti funesterà l'intera domenica. Per uno strano ed imperscrutabile motivo, pervasa da un'incotenibile nostalgia di quando, tanti, ormai troppi, anni fa, si tuffava eroicamente nel mondo mattiniero, e assisteva allo spettacolo dell'aurora più o meno fiammeggiante, MR, con triplo salto carpiato scende giù dal letto, si dirige a passi energici in cucina, addenta un biscotto, si sbrodola una tazza di latte bollente addosso. Entra nella doccia, non canta vista l'ora. Esce dalla doccia, si lava i denti, si veste alla come capita, il trucco da cui dipende la sua stessa esistenza per oggi salta. Avverte di aver riaperto un'edificante parentesi - il risveglio mattiniero, per giunta, in pieno periodo di letargo - e di essercisi infilata dentro; di fronte alle lenzuola da lavare, non si lascia certo sedurre dall'invitante trasporto a rientrarci sotto; le tre lavatrici che aspettano da giorni, più il bucato a mano dei delicati che aspettano da mesi, in men che non si dica sgombrano il presidio di indumenti e biancheria su tutta la metratura quadrata dell'appartamento. Di metratura in metratura, MR, più sveglia che mai demolisce in pochi minuti i metri cubi di altra biancheria e di altri indumenti - quelli da stirare, che tanto chissenefrega di queste pieghe sul lenzuolo, i jeans e gli asciugamani non si stirano, le maglie si fa veloce. Dopo aver passato l'aspirapolvere, MR, riscopre il riaffiorare della catarsi grazie a Rio azzurro bum bum  al profumo di pesco fiorito, che fa brillare, levigandoli, i pavimenti di tutta la casa. MR piena di orgoglio ci scivola su in ginocchio in un'improbabile quanto eccepibile imitazione Travoltiana, coadiuvata dalle due bestie di casa che hanno apprezzato sdrucciolare e slittare insieme all'umana. Dopo la performance del terzetto da Febbre del sabato sera, MR riemerge dal suolo e riacquista la prospettiva realistica. Esce di casa, si dirige alla pompa di benzina, c'è la coda. Non è chiaro se il proprietario della Lancia Delta mozzafiato, modello anni novanta, con un adesivo raffigurante il giglio di Firenze viola a poppa, una bandierina della Fiorentina a prua, e una coccarda viola sull'albero maestro (l'antenna dell'autoradio) si trovi lì per continuare a straparlare e strepitare o se si vuole togliere dai piedi alla svelta. Temi della discussione, tra lo skipper dell'asfalto proprietario della Lancia, pilota dell'Air Force con giubbino bomber grigio-verde metallizzato e pantaloni mimetici, lanciatore di coriandoli e di fumogeni della curva sud, potenziale e spericolato rallysta della tamarrissima Delta integrale, con tamarrissimo marsupio adagiato sui "gioielli di famiglia" e berretto viola con visiera ben piantato sulla testa dalla chioma leonina, e il ragazzo della pompa di benzina, sono: il calcio, la squadra viola, la salute e la manutenzione della lancia, l'ultimo modello del bomber, la nuova fantasia mimetica dei pantaloni. Il ragazzo della pompa di benzina si divide tra il versatile e prorompente (più rompente che pro) ciarlatore e MR, che, finalmente, dopo un quarto d'ora di attesa, rientra. Per un momento si proietta indietro nel tempo, ripensando alle domeniche di qualche tempo fa, a casa in Ciociaria, all'insegna del calcio "menefreghisticamente" e involontariamente imposto da papà E e dal fratello M juventini; e all'insegna delle pulizie generali e dei pranzi luculliani. Le viene voglia di fare una telefonata alla sua famiglia. Uno squillo e mamma V capisce che deve richiamare MR perché le è terminato il credito. A questo proposito le tornano in mente anche gli sms di S: ", che me chiami, nun c'ho credito? Te amo!" (Buongiorno! Mi devi scusare, MR, ma devo parlarti e sono improvvisamente rimasta senza credito telefonico. Potresti chiamarmi, per favore? Ti voglo bene!) 

domenica 9 dicembre 2012

INVERNO

L'inverno ha il potere di bradipizzare il ritmo circadiano di MR, segnando un soddisfacente traguardo, quello del letargo, che questa riesce a conciliare, senza alcun ostacolo, con la vita di tutti i giorni - lavoro compreso. A parte qualche scossone, si può serenamente ritenere che il letargo di MR stia procedendo a gonfie vele.
Tra queste gonfie vele, senza impedimenti ed intoppi di sorta, continua anche la forsennata stesura del diario di bordo, o blog che dir si voglia, a bordo della caverna dotata di tutti i confort: termosifoni al massimo della resa termica; un numero imprecisato di piumoni e coperte per il letto o, all'occorrenza, da indossare; borse dell'acqua calda in gomma vulcanizzata modello "Scaldami-Coccolami", in peluche elettrica, e high-tech ultima generazione sparse su tutta la superficie dell'habitat, ottima idea regalo di qualche Natale fa di mamma V.
Nei lunghi mesi di quiescenza, dunque, MR si impegna a riemergere dal torpore, restituendo accelerazione ai propri processi vitali per: recarsi al lavoro; alimentarsi, generalmente in maniera equilibrata, eccezionalmente - durante le festività natalizie - facendo uso di sostanze psicotrope e dopanti, conosciute volgarmente come "montagne di pandori, panettoni e torroni"; affogare in piscina, in palestra, e nella sauna, l'inverno del suo scontento, ed eventualmente l'accumulo delle calorie. A volte, la quiescenza abbandona MR ad ore improbabili, per esempio alle tre di notte, frangente dovuto alla sua nefanda e perversa tendenza al rimuginio ansioso puntellato dai casi della vita che purtroppo hanno sempre il loro motivo di esistere. È in quei momenti che, da donna d'azione quale è, mette immediatamente in allerta l'ipertensione, incrementando la frequenza cardiaca, fissando, a seconda dei casi, il soffitto o lo schermo del pc. Sono quelli i momenti in cui MR vorrebbe sprofondare nel letargo puro ed uscirne in primavera. Il mese più mefitico, crudele e fetente, è gennaio - con il Natale appena alle spalle, che regala a MR un indubbio ed euforico gradimento per certi suoi precipui aspetti, vedi la montagna di pandori, panettoni e torroni di cui sopra - rigido, e spietato nei suoi rigori climatici. Dal primo giorno gennaio si impone con l'urgenza  del buonismo, con il delirante tormentone dei buoni propositi, trasforma MR in un implacabile assillo sul tema sensibile del  freddo. Argomenti che la inducono alla ricerca  feroce di una via di fuga, che immancabilmente ritrova nel suo letargo nell'attesa spasmodica del tepore primaverile. L'inverno ha il potere di far sentire MR un po' malinconica, di una malinconia sconclusionata, irrazionale e senza aspettative. La letargica e intirizzita MR, di solito in questo periodo dell'anno si sente un po' così. Un po' contorta, un po' sospesa, un po' caotica, un po' dormiente; un po' invernale.

venerdì 7 dicembre 2012

FINE DELLA SETTIMANA

La settimana che si sta avviando, finalmente, verso la sua conclusione, era partita con invitanti esordi, si sarebbe dovuta articolare in piacevoli occasioni di ritrovo familiare, avrebbe dovuto scorrere lieve e pacifica. Ma alle premesse non sono seguiti i desiderati sviluppi. Tutto bene fino a lunedì mattina, quando MR e l'amica-collega M sono state vittime di un tamponamento a catena - della quale catena fortunatamente erano il primo anello, quindi, come dire, l'hanno presa unicamente da dietro. A parte un piccolo graffio sul paraurti della macchina, lo sgradito colpo di frusta che hanno subito ha intontito leggermente M ed ha raddrizzato il torcicollo permanente di MR. "Bene, allora la prossima volta che ti incordi tutta dillo a me, ché ci penso io!"  ha argomentato la collega C al racconto di MR. I giorni successivi si sono contraddistinti per grande nervosismo a causa dell'implacabile sequela di fatti e accadimenti che hanno torturato e messo a dura prova il già precario equilibrio di MR. Il tanto agognato raduno familiare, che avrebbe dovuto sfociare in un'allegra e godibile partecipazione ad una recita di Turandot, è saltato. MR, credendoci fino in fondo, da creatura solitamente discreta, riservata, e senza troppe pretese, si è trasformata in un accanito e sfacciato martello ai danni dei vari uffici del teatro, della biglietteria, dell'ispettrice A, e dell'amico G - con cui, riottosa come non mai, ha tirato fuori la parte peggiore del martello, sulla quale preferisce soprassedere. Tutto questo tormento per non aver potuto avere i biglietti in tempo utile e a prezzi agevolati per dipendenti del teatro; scopo che non pensava fosse tanto ambizioso e impossibile da raggiungere e che ha indisposto MR mettendola faccia a faccia con il terribile proposito di infliggere il castigo, e con l'amara scelta di covare vendetta al pari di un capocosca mafioso; non potendo colpire obiettivi precisi, si è accontentata di un consolatorio "contro ignoti". Lo sfinimento ha conquistato la meta più alta un giorno fa. Un cambio di rotta improvviso, una violenta virata, una capriola degli eventi che ha svuotato MR nell'animo, e nello spirito. Si tratta di un distacco indotto, di una partenza imposta grettamente. Un addio. Ingiusto come una subdola offensiva, scorretto come un colpo sferrato alle spalle, e, per questo, comprensibilmente voluto dal diretto interessato. MR si abituerà all'idea di questa perdita perché nella vita ci si abitua a tutto, guarderà avanti perché guardare avanti è un passaggio obbligato, sarà contenta per il futuro, sicuramente più fruttuoso e sereno, della persona che con umiltà e grande dignità sta per andar via perché lo merita appieno. A volte càpita che il pensiero del passato si intrecci malinconicamente con quello del futuro e che faccia perdere temporaneamente contezza del presente che, in questa desolante fattispecie, scricchiola inesorabilmente.
PS In bocca al lupo, Maestro, e grazie di tutto!

sabato 24 novembre 2012

TRASGRESSIONE

MR non sa trasgredire; quindi, non trasgredisce quasi mai. Non lo fa per principio, per precauzione, per l'impettita e inflessibile educazione ricevuta, per pusillanimità, per senso di colpa. Non essendo, dunque, un talento, quando le capita di trasgredire - perché principi, precauzioni, educazione, pusillanimità, e senso di colpa, succede che nella vita scricchiolino, cedendo - l'insuccesso (associato ad una buona dose di sfiga) è pressoché assicurato.
Venerdì sera, al rientro a casa da una lunga giornata di lavoro.
MR è in scooter, stanca, insofferente al traffico.
Quando MR è in scooter, stanca e insofferente al traffico, c'è un divieto di accesso che accorcia le distanze, la fa arrivare prima a casa, demolisce in un istante integrità e rettitudine, e sgretola del tutto la sua più o meno irremovibile incorruttibilità. Diventando bersaglio facile per una trasgressione, tutto sommato, da poco, MR, con audacia, baldanza, e attenzione, infila il divieto di accesso. Ieri sera, MR ha incontrato l'insuccesso. Era alla guida di una macchina catorcio, l'ha stretta - quasi investendola - addosso alla fila di auto parcheggiate bloccandola, ha aperto il finestrino, MR gli ha urlato contro un'invettiva che le è morta sulle labbra quando ha visto che l'insuccesso indossava una divisa della polizia. E' sceso dal catorcio, non della polizia ma privato, ha guardato negli occhi di MR intimidendola, ricoprendola di reprimende, gridandole che se non fosse passato lui in quell'istante lei avrebbe fatto come cazzo voleva, e non rassegnandosi a questo inaccettabile fatto. Lui fuori dalla grazia di Dio, lei paralizzata dall'ansia; lui furente e incapace di sopportare la negligenza di lei, lei annichilita dalla esasperazione di lui. MR cerca un approdo, un faro che illumini la sua mente, un salvagente nell'imminente naufragio. Riesce a farfugliare appena un "Ma, sa, veramente, stavo... ero... scusi... non aammmhgghnnnhgh".
L'insuccesso, spossato e sfiancato, rientra nel catorcio, con uno scatto d'orgoglio e la promessa dell'invio del verbale a casa. 
MR inquieta, spaventata, con il senso di colpa alle stelle, si rimette sulla strada, ancora per un piccolo tratto in senso vietato, tremando come un coniglio, e piangendo come una fontana.

PS Ecco come sono addestrati i poliziotti: a terrorizzare, a sottoporre a soprusi psicologici, quando non si arriva direttamente ai manganelli. Peccato non aver avuto prontezza di spirito. 

giovedì 15 novembre 2012

ATTENDO, ATTENDO

La vita è la storia delle attese di ognuno. Poco importa cosa si  attende, quasi niente si presenta mai in perfetto orario; c'è sempre uno sfalsamento (quando c'è; altrimenti si è atteso invano) per cui le cose succedono o prima del previsto o dopo. E quando il dopo è troppo vicino al mai, si cerca disperatamente di allacciarsi le cinture di sicurezza, di fare in modo che la pioggia torrenziale non si trasformi in un nubifragio... insomma - scegliete voi la metafora che preferite - di credere che ogni cosa accada al momento giusto, e perché arrivi bisogna ancora aspettare. Altrimenti, oltre a non esserci gusto, non ci sarebbe nemmeno storia. Ed il tempo, nell'effettuare la sua scansione, riempie le attese di incanti e disincanti, di parole e di silenzi. Di ignoto, e di sospiri. E di "aspetta!; un momento!; pazienta!; calma!"
Gli habitat dell'uomo sono sale d'attesa con annesso un decalogo del perfetto attendista, che è consigliabile rispettare al fine di evitare derive distruttive. L'ordine delle norme è sparso e ognuno può stilare e cucirsi addosso una graduatoria secondo i propri criteri. MR, in genere, si attiene all'ordine e alle regole seguenti:
1) Perché l'attesa non diventi ossessiva cerca di spostare la concentrazione su altro; ad esempio organizza un viaggio, anche solo fantastico-mentale, dove puoi decidere tu se qualche volta fermarti ad aspettare, e dove hai il vantaggio di spostarti oltre che nello spazio anche nel tempo. Se senti di essere ancora nervosa, pensa che la vita nel mondo parallelo in cui ti sei catapultata è meravigliosa; abbonda con i "lieto fine".
2)  L'abitacolo di un autotreno - posto guida - non fa per te, quindi smettila di imprecare e dire parolacce contro quel bastardo che ti ha dato della zoccola perché lo avevi insultato visto che ti impediva il passaggio con la sua macchina parcheggiata, per altro, in divieto di sosta, e che hai dovuto attendere (troppo) perché venisse a spostarla. Esprimi la rabbia rifiutandoti di arrabbiarti.
3) Si sbrocca più facilmente quando si attende qualcosa di bello. Ricordati che Violetta ne La traviata del buon Peppino, attende, attende, né a lei giungon mai, e poi quando arrivano, Alfredo e Giorgio Germont, muore; certo, era tisica, ma si era anche agitata troppo. Quindi, le altalene ormonali lasciale dondolare lievi e tranquille.
4) L'ansia da attesa - bella o brutta che sia - può destabilizzare l'equilibrio che regola i rapporti con i tuoi parenti e amici. Pensa che sono il tuo approdo, e non scontrarti con loro. Dopotutto, appena li chiami indossano il costume da Speedy Gonzales e corrono da te, anche se non hanno proprio l'appeal di un narcotico che ti inghiottisce nell'abisso della fuga - sonno profondo o nutella che sia -.  Considera che il tremore che ti invade è un'esperienza che stai provando dal vivo, e non è solo roba da film.
5) Quando le attese si consumano nelle sale degli ambulatori, per esempio prima degli esami del sangue, non fare come la vecchina che ieri, per un'ora e mezza, si è trasformata in un'angosciante stalker ai danni della segretaria della sala d'attesa, aggredendola e molestandola impaziente. Il sangue ribolle e i risultati delle analisi si potrebbero alterare.
6)  L'attesa prima di un colloquio, di un esame o più personalmente di un'audizione può compromettere seriamente la salute psichica e fisica; si passa dalle sudate a freddo alla nausea, dalle gambe molli ai cazzotti nello stomaco, dalla voglia di mammà alle scissioni del proprio io. Dunque, l'occasione di familiarizzare con le diverse creature, una più mostruosa dell'altra, che albergano dentro di te.
7) Nell'attesa degli esiti si potrebbe tendere a mostrare una faticosa calma apparente; optare per qualche capriccio mentalmente eccitante, del tipo abbandonarsi a pensieri lascivi e peccaminosi, potrebbe rendere l'attesa meno pesante.
Piccola nota in calce:
se gli esiti sono negativi, quando sbatti la testa nel muro attenta a non rompertela, potrai goderti meglio l'alternativo ingozzamento di cioccolatini senza dolore al capo. Se, invece, gli esiti sono positivi non pretendere il miracolo del sonno con troppa adrenalina in circolo; piuttosto organizzati per passare la nottata, magari preparando una parmigiana di melanzane per una settimana e fare le grandi pulizie di primavera (non importa che sia novembre).
8) Se stai attendendo da tempo il principe azzurro - o l'anima gemella - e pensi di averlo trovato, solo che è sempre impegnato con moglie e figli, o alla ricerca di tante, troppe, regine da affastellare nel castello, e ciò comporta lunghe ed estenuanti attese, considera che forse sei affetta da daltonismo e che il tuo principe è quell'altro, quello verde. L'attesa - in merito a questo punto -, comunque, si può evitare, specialmente se sai ballare e viaggiare da sola, se pensi che le code per il bagno non fanno per te, e che stare in fila in quelli pubblici sia più che sufficiente, insomma, se ti basti.
9) Se da tre settimane hai su un modem non idoneo, venti mega in luogo dei tuoi sette di sempre, con tutto ciò che infruttuosamente ne consegue...
Piccola note in calce:
punto 9 non pervenuto.
10) - Buongiorno, sono Alessia; come posso aiutarla?
- Buongiorno, volevo chiederle un'informazione in merito...
- Attenda in linea, per favore...
-Wow! Che bella musica!!!

giovedì 8 novembre 2012

E' SEMPRE COLPA DI

Se per un figlio ribelle la colpa è sempre del padre, e per una figlia dalla difficoltosa adolescenza sempre della madre, vita natural durante, se per un detrattore di Berlusconi la colpa è sempre di Berlusconi, se per la soap opera Beautiful la colpa è sempre di Brooke, se per la adsl sulla linea telefonica di MR la colpa è sempre del modem, se per il calcio la colpa è sempre della Juventus, quando si vive con uno o più gatti la colpa è sempre imputabile a loro.
"Dove diavolo sono le cuffiette del mio Ipod?!"
"Chi ha sfilacciato l'orlo del tappeto persiano?"
"Chi ha rovesciato la terra fuori dai vasi lungo le scale del condominio?"
"Dov'è il mio orologio da polso?"
"Dove è finito il mio solitario?"
"Chi ha impiastrato di farina la tastiera del mio pc?"
"Dove è sparito il mio avanzo di pollo arrosto di ieri sera?"
"Che fine hanno fatto gli ultimi due tampax che erano rimasti nella scatola?"
"Dove sono i tappi dei sanitari?"
"Chi ha scoreggiato?"
"Dov'è finita la mia micrococcinella portafortuna?"

MR si pone quesiti esistenziali di questa portata quasi tutti i giorni, guardando dritto nelle palle degli occhi le sue due bestie, ed intimando loro che con queste cose non si scherza.
I loro sguardi, panzanamente interrogativi, fraudolentemente smarriti, immoralmente e falsamente innocenti, non lasciano trasparire tracce di responsabilità, e non fanno emergere indizi sulla propria colpevolezza.
A MR non resta che fare mente locale. Dalla propria mente locale, questa volta, MR ha arguito che:
le cuffiette dell'Ipod erano nelle tasche del giubbino da footing; che il piccolo nodo sfatto lungo l'orlo del tappeto persiano si sta aprendo, sfilacciandosi, a furia di spazzolarlo; che la terra fuori dai vasi l'ha fatta cadere O la rumena mentre faceva giardinaggio sulle scale: "Plantelor jacinto... cum se dice, fiorellino cresc... lalele, tulipane. Apoi pulire terra, da, eo... io... me..." per tornare a pulire dopo quattro ore; che l'orologio da polso lo regalò a mamma V perché, pur volendoci riprovare,  MR non lo sopporta; che il solitario era sprofondato nel cassetto dei sogni insieme al sogno di un'estate eterna, ai bugiardini ingialliti, alle piastrine di zanzare usate, ai fazzolettini sbrindellati, ai mollettoni senza denti con i capelli attaccati, e alle tre arachidi secche; che sulla tastiera del pc c'è un dito di polvere; che l'avanzo di pollo che la sera prima aveva condiviso con Gea, la quale aveva molto gradito, era in fondo al frigo occultato da un gigantesco cavolfiore; che gli ultimi due tampax non erano sotto la lavatrice insieme alle palline magiche, e ai campanellini del coniglietto di cioccolato della Lindt - nascondiglio interdetto a MR, che, causa la sua parsimonia ed economia nello spostare il pesante elettrodomestico, raramente è sottoposto a verifiche - ma nella borsa; che i tappi dei sanitari erano ad asciugare, dopo averli scrostati con l'anticalcare, sui termosifoni; che se la lettiera non si pulisce ad ogni pestilenziale defecazione, quando si rientra in casa non c'è deodorante per l'ambiente al bouquet di rose inglesi e ortensie che tenga; che la micrococcinella portafortuna era sotto la base del paralume perché da lì agisce indisturbata.

martedì 6 novembre 2012

DIPENDENZA

Per quattro giorni MR è rimasta senza adsl.
Per quattro giorni MR è stata vittima di violente crisi di astinenza.
Per quattro giorni MR ha sottoposto se stessa ad assilli inusitati.
Perché la dipendenza da internet è peggio di qualsiasi vassallaggio, è più pervicace dell'assuefazione all'alcool, è più accanita della sottomissione al sesso sfrenato e bollente, è più tenace del vincolo con le droghe. E' invincibile, irrefrenabile, affascinante, inarrestabile, e convulsa. E' più forte dei legami affettivi, dei videogiochi, della nutella, dello shopping, del parrucchiere, dell'amore per i gatti, dei pettegolezzi.
In preda allo smarrimento di se stessa, in quattro giorni MR ha telefonato decine di volte al gestore telefonico costringendo, con protervia, i vari operatori a sollecitare la riparazione della linea, anche nei giorni del ponte dei Santi; si è recata compulsivamente al supermercato dove, tra le altre cose, ha acquistato senza riuscire a dominarsi ogni articolo in sconto ad un euro, tre volte, in tre volte diverse: tre bagno doccia, ultra idratante-carezza delicata da mille ml, tre pacchi di biscotti per la colazione da settecentocinquanta g, tre barattoli di miele, tre pacchi di tonno, tre flaconi di detersivo liquido proteggi tessuti con balsamo per lavatrice, tre deodoranti per la casa al bouquet di rose inglesi e ortensie; ha riscoperto il sacro e retrogrado fuoco della massaia che è sempre in sé preparandosi infinite minestre di zucca e zuppe di farro e cavolo nero, bonificando ogni angolo della casa con aspirapolvere, ramazza e cencio, facendo lavatrici di lenzuola, bucato vario, e cuccia e giochi di Tremor e Gea. E' andata ad allenarsi al parco sotto la pioggia contravvenendo alla decisione presa il giorno prima che l'avrebbe dovuta far incontrare con alcuni colleghi nel caso non fosse piovuto: 
"Vai a correre domani?"
"Nooo, se piove, col cavolo che ci vado!"
"E se non piove ci vai?"
"Sì!"
"Ma non si può andare lo stesso anche se piove?!"
"No!"
"Ok, allora ci vediamo domani alle 11, se non piove!"
Dopo la corsa, inzuppata fino agli occhi, ha goduto di una doccia ustionante che le ha messo in evidenza un feroce mal di schiena; si è allarmata, si è sdraiata, si è addormentata; ha ricevuto una bolletta dell'acqua sgangherata, si è imbestialita; il giorno di ponte, in cui gli uffici erano chiusi, si è alzata prestissimo per andare a reclamare presso l'impresa stessa, si è avvilita; ci è tornata ieri, c'era D, venticinque anni, bionda, flemmatica, con una spiegazione identica per ogni protestatore, MR l'avrebbe percossa e picchiata. 
Stamattina come per incanto è tornata la connessione. MR è di nuovo una tossica a pieno regime.

venerdì 2 novembre 2012

UN RICORDO

Bastava che percorresse per pochi metri la strada che divideva la sua casa dalla collina, e MR raggiungeva il punto più ampio dell'argine perfettamente centrato da un susino all'ombra del quale si sdraiava, da piccola, durante la bella stagione. Capitolava, sotto quella chioma folta e verdissima, e leggeva la vita attraverso l'ordito imbalsamato dei rami e le movenze sinuose e isteriche delle foglie. Profili, linee, cuori, sfere, sagomature azzurro cielo tra il verde a iosa, fornivano a MR l'illusione di poter interpretare l'andamento delle situazioni. E la portava via con se quell'illusione, stretta al petto, fino a sera. Durante la notte si tramutava in speranza, e MR vedeva il susino avvolto dall'oscurità, vedeva le stelle incastonate nelle sue foglie a dare speranze a chi forse, più grande di lei, poteva sdraiarvicisi sotto al buio. MR non arrivò in tempo; quando avrebbe potuto guardare le trine nere e brillanti, quando avrebbe potuto sdraiarvicisi sotto al buio, per poter fare la contabilità dell'anima, per ricomporre un più maturo mosaico dei pensieri, il susino non c'era più. MR qualche volta ci pensa; con un'improvvisa quanto disincantata nostalgia e con la necessaria prudenza per non scendere sotto certe delicate soglie.

lunedì 29 ottobre 2012

BAGNO TURCO MON AMOUR

MR pensava che il bagno turco fosse l'ambiente d'elezione per il relax assoluto di mente, spirito, e corpo. Pensava fosse il posto ideale dove rintanarsi lasciando fuori stress e tensioni quotidiane. Pensava fosse il rifugio in un angolo dal sapore mediorientale dove concedersi magiche coccole. Pensava che per raggiungere tutti questi traguardi fosse necessario rimanere in silenzio. Del resto, a rinvigorire questa sua idea, fuori dal termarium che frequenta è scritto: "Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole."
Ultimamente il bagno turco è sempre molto affollato. MR, sdraiata sulla panca di marmo massiccio, ha visto sfilare nella rovente nebulosa creature dai tratti efebici, ipnotiche fanciulle, silfidi leggiadre scortate da avvenenti adoni, e altra varia umanità.

"Mi piacerebbe trascorrere una vacanza in uno di quei fantastici resort dove ti offrono l'impossibile. Alle Barbados, ad esempio."
"Alle Barbados? Ma basta spostarsi di qualche Km e li trovi anche qui."
"Sì ma qui pensi di trovare ciò che troveresti lì?"
"E cosa mai troveresti lì di diverso da qui!?"
"Già il solo fatto che le spiagge si chiamano beach... Brownes Beach, Miami Beach, Worthing Beach... vuoi mettere! E poi il golf, il surf, la possibilità di incontrare qualche velista australiano."


"Ho un cugino agli arresti domiciliari. Non che sia una cattiva persona, però spacciava droga come un pazzo. Lo hanno sbattuto in galera quattro volte, la prima aveva sedici anni. Sai cosa ha detto a sua madre? Che rifarebbe tutto, che non si è pentito, e che in carcere tutto sommato stava bene."
"E sua madre cosa ha risposto?"
"E' venuta a casa mia e lo ha raccontato in un pianto dirotto a mia madre. Ha detto che se lo scopre il padre, per tutta risposta, gli dà un accettata in testa."

"(Novità! Ho incontrato un uomo, mi piace, abbiamo una storia di sesso sfrenatissimo. Non siamo coinvolti sentimentalmente, è tutto sotto controllo. Niente cuore, solo muscoli e nervi! Te ne parlerò con più calma in un altro momento. Resta in attesa di dettagli!) E ho inviato l'sms a lui anziché alla mia amica."

"Sssssccccc... abbassa la voce! E' il conflitto inconscio ansiogeno che mi procura questo stress. Io uscirei con te, ma per ora va bene così. Vediamoci in palestra, nel bagno turco, in piscina."
"Il conflitto inconscio ansiogeno?"
"Certo, lo vedi questo? E' micosi da nevrosi, uso anche un prodotto apposito che mi ha dato il dermatologo, ma non c'entra niente... è tutta psiche."
"Quando ci rivediamo?"
"Ma che ne so! Ho i bambini che mi danno problemi in questo periodo... uno mi si avvinghia alle gambe quando rientro, e l'altro per dispetto tira il gatto per la coda. L'altra mattina ho visto una signora, tutta elettrica e con il sorriso sulle labbra, con un figliolo attaccato al collo ed uno alla caviglia entrambi urlanti... mi sono chiesta se non avesse sniffato di buonora..."
"Non vorrai cominciare a sniffare!"

MR, ultimamente, nel bagno turco ha subito il fascino delle chiacchiere, si è fatta gli affari degli altri volutamente, ha seguito con accanita attenzione il filo dei discorsi, ha atteso con trepidazione gli sviluppi delle storie delle varie Messaline che sta ancora aspettando di conoscere, ha compatito i disagi che provocano le droghe spacciate e sniffate, pur simulando un discreto e riservato disinteresse, rimanendo in uno sfrontato e rilassato silenzio. 

giovedì 18 ottobre 2012

QUANDO SI RIMANE CHIUSI FUORI

MR è timida, pensa di essere permalosa, ha il vago sospetto di soffrire di inadeguatezza, ritiene probabile di essere vittima di una leggera forma di paranoia e perdita di identità, si illude spesso che tutto questo non sia vero.
Il pomeriggio di un anno fa, di ritorno dalla visita veterinaria (il paziente era Tremor), pensava al suo status socio-condominiale. Pensava che, da quando il suo ex vicino M il maori era uscito di scena, si sentiva una donna più leggera, disinvolta, e completamente inserita nella scala condominiale. Pensava felice alla positiva opinione che i coinquilini avevano di lei, e si compiaceva di essere riuscita a dare al vicinato un'impressione di persona equilibrata. Ci pensava in ascensore; ci pensava entrando in casa mentre poggiava la borsa comprensiva di chiavi e telefonino sul tavolo; ci pensava mentre andava a recuperare Tremor al quale aveva preferito far fare sette piani a zampe; ci pensava mentre la porta si chiudeva alle sue spalle lasciandola insieme al gatto fuori di casa.
MR entra in panico, ha le palpitazioni, i sudori freddi, le si paralizzano gli arti inferiori, le vanno in  ipercinesia sconnessa e scomposta gli arti superiori. Deve chiedere aiuto a qualcuno, non ha il telefono, M il maori non c'è più. Desolata riacquista l'uso delle gambe, sale e scende le scale  battendo i pugni sulle porte degli appartamenti più prossimi al suo - complice l'ipercinesia sconnessa e scomposta degli arti superiori. Nessuno dei suoi corteggiatori over settanta è in casa, e quelli under settanta non esistono. Le aprono S e la sua compagna O la rumena:
- Aiutatemi, ho combinato un guaio! Io e Tremor siamo rimasti chiusi fuori di casa!
urla MR sbracciando come un vigile.
- Prego!?
chiede S mentre O la rumena ridacchia bonaria e biascica qualcosa nella sua lingua.
- La porta si è chiusa, non sono stata io, chiamiamo i pompieri, anzi no, fatemi uscire dalla vostra finestra, attraverso l'inferriata posso arrivare al mio balcone...
delira MR, violando il domicilio dei due, facendosi largo fra loro e dirigendosi verso la finestra.
- Ferma, MR, cosa fa!? Si spiaccicherà al suolo!
grida S cercando di trattenere MR che è già a cavalcioni sul davanzale.
- Mi lasci, sono solo tre metri da percorrere, l'inferriata è resistente e non soffro di vertigini, mi sono già arrampicata durante una crociera sul muro di scalata, e poi, mal che vada, i salti nel vuoto sono una mia specialità!
continua MR ormai convinta di essere spiderwoman, ed incitata da O che continua a ridacchiare e a dare consigli in lingua rumena su come arrampicarsi sull'inferriata.
- Da, face piano, i fiorellini... ha crescuto, mette piede aicì!
- Torni dentro, la prego, ho chiamato i pompieri, sono arrabbiati con lei per quello che sta facendo... stanno arrivando!
incalza S sconsolato.
Nel frattempo rientra V, uno dei corteggiatori over settantanta di MR (per qualche tempo non proverà più per lei quell'amore escludente del resto del mondo per il quale si è annullato); rientra G, un estimatore dell'eleganza e delle buone maniere di MR (in seguito rivedrà al ribasso la sua stima per lei); rientra la famiglia P entusiasta sostenitrice dei gorgheggi di MR (in seguito non andrà più in visibilio durante il rito quotidiano dei vocalizzi), completa di cane, estimatore nonché potenziale estintore di Tremor. Tutti molto preoccupati per il gran baccano si approssimano all'uscio di S che intanto è riuscito a far desistere MR dal tentativo di suicidio. La quale convintasi che la soluzione migliore sia proprio quella di far intervenire i pompieri, comunque non contenta, dà dimostrazione ai coinquilini della sua abilità motoria e della sua capacità di tenersi in equilibrio scavalcando la ringhiera delle scale e arrampicandosi esternamente a questa a sette piani d'altezza:
- Ecco, vedete? Avrei potuto farcela anche da sola...
esclama MR impermalosita, e ormai priva di ogni senso logico e analitico.
- Da, da!
annuisce ridacchiando O la rumena.
MR recupera un'apparenza di normalità solo all'arrivo dei pompieri che accoglie in strada.
- E' lei MR?
chiede un facente parte del più bel quartetto di salvatori della patria e di MR che questa abbia mai visto, affascinanti e dalle sembianze degli dei nella loro divisa verde con fosforescenze.
- Sì, sono io. Prego, per di qua!
esclama MR, consolandosi di essere soccorsa dal Gotha dei vigli del fuoco. The golden four dell'Olimpo antincendio ed emergenze tirano fuori MR dal pantano del caos emotivo strisciando un foglio di plastica tipo radiografia tra la porta e lo stipite.
MR dalla mattina successiva sta ancora cercando di dimostrare ai suoi vicini che certi atteggiamenti disturbati che la riguardano sono solo transitori e dovuti a disorientamenti e perdite di identità temporanei.

lunedì 15 ottobre 2012

CLEOPATRA

MR oggi ha salutato l'arrivo di Cleopatra pensando bene che avrebbe portato uno sventurato giorno - e chissà se solo uno - di cielo nero, e abbondanti piogge. Tuttavia si è reinventata, fingendo somma indifferenza e sovrano distacco nel ritrovarsi completamente fradicia, schiacciata da ettolitri di acqua.
"Non sono più quella di una volta!" ha mentito fiera a se stessa.
Appena rientrata, dopo una giornata a mollo, si è detta:
"MR, sei esattamente sempre tu. L'estate è finita. Odierai i giorni che verranno perché freddi, umidi e grigi; avrai nel cassetto l'impossibile sogno di un'estate eterna. Quel cassetto che, fra le altre cose e l'impossibile sogno, contiene cosmetici scaduti, una confezione di Tibet snow, acquistata ad Abu Dhabi, ormai incrostata, bugiardini ingialliti, piastrine antizanzare usate, fazzolettini di carta a brandelli, mollettoni senza denti con capelli attaccati, e tre arachidi secche, potresti una volta per tutte ripulirlo. Magari approfittando dell'inverno del tuo scontento. MR, concentrati, non farti distrarre dalle perturbazioni, non preoccuparti eccessivamente dei rigori invernali, non essere insopportabile, non rompere, ripulisci anche il bauletto della moto."


venerdì 12 ottobre 2012

RIPOSO FORZOSO

Da quattro giorni MR è a riposo forzoso, detto anche CIG.
A parte l'afflizione morale alla quale questa sigla induce e trascina, il riposo forzoso si sta caratterizzando per:

- stranezze e fissazioni che ciclicamente ritornano; come i mostri dell'ossessione, e delle possessioni. Un tempo erano il ricamo, l'uncinetto e le maglie lavorate ai ferri; hanno perseguitato MR per reiterati cicli, per poi abbandonarla (definitivamente?), e restituirle la serenità del superamento della dipendenza da filo. Seguirono lo studio e l'ascolto dissennati e feroci di musica e canto lirico. I cicli erano continuativi, e ritardarono l'abbandono che non è mai stato definitivo. Ancora oggi si ripropomgono a fasi alterne. Hanno però lasciato, anche se con una leggera proroga, quello spazio e quella libertà, tanto agognate da una sopraffatta MR, di sentirsi libera e giovane, praticamente adolescente, così trascurate a tempo debito. Questo spiega la sua attuale "freschezza" interiore. Ultimamente si è riaffacciato l'abuso di lettura. Il più regolare e sano dei cicli (ehm), è stato rinvigorito dalla messa in svendita di libri presso una famosa libreria di Firenze. MR ha comprato una dozzina di libri, negli ultimi tre giorni ne ha iniziati cinque e ne ha terminati due; la cosa si sta trasformando in irregolare e insana.

- osservazione divertita delle esasperate espansività di Tremor e Gea che contemplano:
attività ludico-ricreativa nelle lettiere al silicio (dalle sembianze di sale grosso da cucina con scaglie di sali da bagno azzurro oceano), ultima novità della casa;
riposo (non forzoso) tra i dodici libri comprati da MR, sulla tastiera del pc, sullo sterno di MR;
tenace e libero cazzeggio sulle rampe delle scale del condominio, sulla balaustra e sui davanzali delle finestre al settimo piano:
simulazione (poiché entrambi sterilizzati) di rapporti sessuali.

Se si aggiungono allenamenti in piscina e in palestra, qualche imprevisto a tarda ora, e un po' di svago impegnativo, il consuntivo registra un riposo forzoso con allegri sbilanci e entusiasti disavanzi che MR teme rimarranno senza recupero.

mercoledì 10 ottobre 2012

CON UN PO' DI IMPUDICIZIA

Naturalmente MR non smetteva di pensarci; per giorni continuava a dirsi: "Ora lo faccio! " E la spinta del desiderio la portò a decidere spudoratamente per la mattina di un giorno infrasettimanale.
Dopo un garrulo dibattimento mattutino - anzi, mattiniero, praticamente prima dell'alba - con i suoi molteplici sé interiori:
"Dai, MR, non desideri altro da mesi, e dall'ultima volta è passato davvero troppo tempo!" la incitava impaziente il sé interiore 1.
"Se non cogli il momento ora, con quello sguardo peccaminoso da triglia che ti ritrovi, non lo farai più!" commentava eccitato il sé interiore 2.
"Non farti divorare dalla tentazione, fallo e basta! Non vergognarti della tua fantasia vorticosa, non sentirti in colpa se la cosa per te ha un fascino perverso con tutto quello che ne potrebbe conseguire!" ordinava perentorio il sé interiore 3.
"Ma a quest'ora mi lanciate una tale sfida?! Ora non ho tempo, devo dormire, buonanotte!"
"Dormirai dopo, è bellissimo dormire dopo averlo fatto, non dobbiamo certo insegnartelo noi. Muoviti! Ti sta aspettando, non senti il suo richiamo? Non puoi essere così crudele con lui! E poi, tu lo vuoi, lo vuoi e lo vuoi!"
"E se poi mi vien voglia di farlo tutti i giorni perché mi sarà piaciuto troppo? Va bene, va bene, ma per ora una cosa veloce. Meglio ricominciare passo passo... non si sa mai, queste cose hanno una portata non da poco!" pigolò concupiscente e ingorda MR.
Quel giorno decise di lanciarsi nuovamente in un'avventura lussureggiante, di esplorare altri e nuovi orizzonti, di riappropiarsi di un entusiasmo giovane ma alternativo. Imbattersi ancora in lui provocò in MR un turbinio di emozioni trascinanti. Inizialmente temette - come la prima volta - fossero solo incontri occasionali, ma malgrado tutto sentì l'urgenza di liberare i mostri dell'impudicizia che da troppo tempo albergavano indisturbati nel suo intimo. MR ci riprovò, e le càpita ancora sentir montare la vergogna e il senso di colpa dentro se stessa, anche se gode dell'essere preda delle sue pulsioni più recondite, fallendo ogni tentativo di tenerle nascoste. E' spesso in bilico tra una continua e immediata impellenza di conoscerne avidamente segreti e misteri, e la pacata esigenza di curarlo senza oppressioni adottando toni caldi, lievi, sobri. Non di rado finisce con il perdersi nell'universo di lui viaggiando indecisa attraverso le più svariate identità: MR allegra, MR nel lacrimatoio, MR sgangherata, MR ponderata, MR imbottigliata, MR libera, MR schiacciata, MR angosciata. A volte teme il riaffacciarsi improvviso di qualche forma di stanchezza accompagnata a pentimento, che in passato, puntualmente e non isolatamente, arrivò. Ma lui l'ha sempre aspettata paziente, perché sapeva che MR non avrebbe retto all'astinenza e sarebbe tornata. Sono passati quattro anni dal loro primo incontro; quattro anni che hanno regalato a MR la possibilità di tracciare contorni, di stabilire confini entro i quali imparare tanto. Quattro anni di contorni e confini oltre i quali sconfinare in picchi di euforia e vertigini. Quattro anni di occasioni di confronto, di comune sentire, di scambi di opinioni, sentimenti, idee, idiomi. Quattro anni di blog.
(GRAZIE, MAINA, PER AVERMI FATTO RITROVARE LA SPINTA. GRAZIE, BLOG, PER AVERMI FATTO INCONTRARE MAINA!)