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domenica 10 novembre 2013

PERDONATELA

In chat con V.
"Ho mangiato quattordici Ferrero Rocher, ora che mi succede?"
"Come minimo passerai la nottata in bagno..."
"Cioè?"
"Ma come quattordici Ferrero Rocher!?"
"Sì, ne avevo una scatola da sedici. Ieri ne ho mangiati due e stasera, doppmla proca, gli altri quattordici..."
"Doppmla proca... aspetta che cerco un dizionario."
"Ahahaha, scusa, dopo la prova... ne avevo troppa voglia!"
"Bene, allora domani autofustigazione e cinquanta chilometri di corsa..."
"Erano lì e sono andati uno via l'altro, come i duecentocinquanta grammi di noccioline dell'altra sera. Ho letto su internet che uno ha settantacinque calorie."
"Be', siamo verso le mille."
"Sono tante?"
"Per una donna è il fabbisogno giornaliero; per te che, oddio, proprio donna non sei, corri, fai cinquanta flessioni al giorno, nuoti, fai la staffetta, la pertica, il salto in lungo e quello con l'asta, sono poche."
"Allora ho fatto bene a mangiare anche un piatto di spaghetti con le coe e una banana!?"
"Con le coe?"
"Ahahahahh, con le cozze... Oddio sono poiegata uin due dal ridere e mi sta sentendo tutto il vicinato!"
"Poiegata uin... mah! Non ti capisco, sei italiana?"
"Oddio, mentre rido la mucca mi si butta addosso... pensa che ce l'abbia con lei..."
"Scrivi come una filippina!"


Din don.
"Sì, chi è?!"
"Siamo G e M!"
"Buongiorno, G e M!"
"MR, noi volevamo salutarti, stiamo andando via. Abbiamo preso in affitto un altro appartamento."
"... ... ... !?!"
"MR, ti senti bene?"
"Eh? Sì, ve ne andate? Voglio dire, andate via? Ma torna lui? I mean, il maori?"
"MR, non sappiamo niente... ciao, è stato un piacere averti come vicina. Buona vita!"
"Eh? Ah, ok... addio!"


MR è con la mucca e la leonessa sul pianerottolo di casa. Suona alla porta di S e di O la rumena. Il suo sguardo è rivolto verso le calzature di ogni forgia, genere e aroma del maori, depositate come si faceva durante il Mesozoico nell'ingresso (di proprietà comune di MR e del maori), (MR, non guardare, MR non annusare! MR, non sclerare!) Lo sguardo è altresì rivolto verso pennelli, contenitori di vernice, trabattello, scartavetratrice rotante, il tutto sempre adagiato nell'ingresso comune (che pulisce MR) (MR, alza lo sguardo, MR, turati il naso! MR, togliti dalla manica della maglia quel coltello da macellaio!) Si aprono improvvisamente le porte dell'ascensore. Ne escono un toscano, una rumena, un maori ed una yankee.
"MR, ce faci? Cosa fare cu pisici... gattini, amoooreeee, veni la mama..."
"Ciao MR, stavi cercando noi?!"
"Sì, ciao S, ciao O."
Il maori e la yankee rincasano facendosi largo tra il vasto assortimento di scarpe e materiale per pareti (MR, non ti voltare...)
"Ecco, vedete, quei du... (NON TI VOLTARE!)"
"Va tutto bene, MR?"
"MR, sembri pazza!"
"Niente, niente, volevo solo chiedervi se sapete se quei due restano per sempre o se sono qui solo temporaneamente... guardate da voi, vi pare possibile? Il mio ingresso, nella migliore delle ipotesi diventerebbe una scarpiera. Quando ho imbiancato casa io i pennelli e le vernici li avevo in bagno, sul balcone e dentro il letto... mai avrei osato intralciare il passo ai miei vicini."
"Da, da, nu se face questo... amoooreee, mi am fatto fotografii al pisica giallo... aspettare, prendo... mi ti faccio vedea..."
"Non sappiamo nulla, MR, non ci hanno detto se restano o se riaffittano. Ma credo che ora che si è sposato si sarà calmato un po'..."
"Non mi pare, S, non mi pare! E' inutile anche che io dica loro qualsiasi cosa!"
La leonessa raffreddata starnutisce rumorosamente.
"CCCiuà, CCCiuà... ahahahahah, amoooreee, hai freddore... ecco fotografii, guardare bela... ahahahah..."
"E quando gliele hai fatte queste foto?"
"Quando este uscita.. gli è sempre qua, ahahahha... sci ii place florellini, da, profumo... è crescut codino, da, a coada mare, grande!"


Sono passati più di tre mesi dall'ultima volta che MR ha scritto su questo blog e in uno degli ultimi post diceva: "MR da cinque anni ha questo blog. Solo che, di tanto in tanto si eclissa, sciopera, finisce sotto un camion, si sfracella (uh, che inelegante espressione "si sfracella"! Meglio "va ad infrangersi")... va ad infrangersi a trecento all'ora contro qualche cazzo di muro, accantonando la sua amata creatura. Si trascina per intere settimane refrattaria a dimensione e contesto weblog. Si distrae dalla sua passione per la scrittura, preoccupata unicamente di tutto ciò che si va consumando fuori da questo posto e soprattutto dentro la sua vita professionale - ai massimi storici della criticità -, esita fiacca al richiamo del raccontarsi. Pur conoscendo il rischio che mancanza di impegno e incostanza possono arrecare alla sua amata creatura, MR ultimamente ricade spesso nella stessa trappola, nella medesima trama. Esula, si discosta dallo sfrenato desiderio di affacciarsi a questa finestra, su questo mondo un po' parallelo e un po' no..."
In questo lasso di tempo, un po' più lungo del solito, MR ci ha riprovato.
Ma, resa opaca ed insoddisfacente causa irrequietezza, disordine professionale e quindi esistenziale, contenuti dimessi, forma sciatta, l'hanno sviata e distolta. Oggi, però, senza pietà per se stessa e con un po' di ruggine e sfacciataggine, ha avuto l'indecenza di tornare a voi.
Perdonatela.    

giovedì 25 luglio 2013

LETTO INDEMONIATO

MR dorme da sette anni su un letto matrimoniale dal materasso anatomico ad alta traspirabilità e dalla rete a doghe larghe in multistrato di faggio. Comodo e confortevole, fin da subito conquistò le sue attenzioni. Non ci mise molto ad essere travolta dalla scintilla della passione dirompente, che scoccò per il nuovo e accogliente talamo nel momento esatto in cui vi ci si sdraiò sopra. Tante, da allora, sono le soddisfazioni che questo riserva a momenti di letargia, a sonni ecatombali e a dormite assassine. Eletto a proprio giaciglio anche dalla mucca e dalla leonessa, ventiquattro ore al giorno, vede giochi, mazzate, capriole, salti e acrobazie di due bestie allegre e gioiose che spesso si accoccolano felici, per ore, abbarbicate ai fianchi di MR fra slinguettamenti, morsichetti e grattini vari. Per il raggiungimento dell'apoteosi gioca un ruolo determinante la condivisione di colazioni e merende fra bestie e umana, a base di biscotti, tutti insieme appassionatamente nell'alcova. Ma per due notti sono successi fatti strani. Per due notti MR, la mucca e la leonessa hanno avvertito, tutte le volte che si sdraiavano e ad ogni movimento, anche minimo - l'allungamento di una gamba, il girarsi e rigirarsi, il leccarsi il pelo - strani rumori. Provenienti con ogni certezza dal letto, i tre molestati nel sonno, non riuscivano a precisarne la causa. Ora sembrava una sorta di sciabordio tutt'intorno al telaio della rete, poi un movimento sussultorio impazzito delle doghe, ancora un cigolare ritmato e lussurioso che non avrebbe lasciato spazio a dubbi, per un istante i tre si sono sentiti come Linda Blair nel suo letto. Stanotte, convenuto che ci fosse qualcosa di irregolare, di comune accordo, hanno deciso di effettuare un controllo. Alle 3.00 MR ha sollevato il materasso anatomico ad alta traspirabilità poggiandolo ad una parete. Ha controllato le doghe una per una, spostandole, sollevandole, percuotendole con perizia e maestria, come farebbe un percussionista con il proprio strumento; prima al centro, poi sui bordi, con la mano a coppa, battendo il palmo aperto, appoggiando l'orecchio. Ha picchiato sui margini del telaio, spostato i piedi della rete. Niente! Nessun rumore! Ormai persuasa della sua subdola presenza, ha invocato Satana per un esorcismo. Ma essendo sprovvista di croce e acqua santa è scesa a patti con lui: "Esci da questo letto, vade retro! Sono disposta a mangiare i croccantini dei gatti e cose del genere!" La mucca e la leonessa, elettrizzate, davano il loro utile contributo, guardando diritto negli occhi una farneticante MR e infiladosi negli spazi fra una doga e l'altra. Gea è riuscita agilmente a passarvi, Tremor, che ha da perdere ancora qualche chilo ed è in quella fase di mezzo in cui non è più obeso ma non ha raggiunto neanche il peso forma, ci è rimasto incastrato. Dopo aver attuato la meticolosa verifica e il conseguente patto-esorcismo, alle 3.30, la signora anziana del piano di sotto convinta che la casa di MR sia abitata da figuri insani e perversi dediti a strane - per usare un eufemismo - pratiche notturne ha vociato squarciando il silenzio della notte: "Oh, bellini, che vu l'abbozza-e! Bada lìe, che casino e vu 'ffate!? Icché vu tramenate?! Sbuffate e vu parete ibbrindellone!"
MR, colpita per un attimo da paralisi fulminante, si è subito riavuta pensando che la figlia della suddetta signora tutte le sere e tutte le mattine, sfoga selvaggiamente nonché rumorosamente le sue insoddisfazioni sulle saracinesche delle finestre del proprio appartamento (nell'angolo più remoto e nascosto di Machu Picchu dovrebbe andare a sfogarsi!) e rimettendo il materasso sulla rete ha rilanciato con un mormorio fra sé e sé: "Oh che ti 'heti! Icché tu bubi?! E un fare l'uggiosa! Te e la tu figliola!"
Risdraiatisi, i tre, non hanno avvertito più nessun molesto e strano rumore, e colti da sonno incoercibile sono crollati cadaveri.   

giovedì 11 luglio 2013

INCOSTANTE PRESENZA

MR da cinque anni ha questo blog. Solo che, di tanto in tanto si eclissa, sciopera, finisce sotto un camion, si sfracella (uh, che inelegante espressione "si sfracella"! Meglio "va ad infrangersi")... va ad infrangersi a trecento all'ora contro qualche cazzo di muro, accantonando la sua amata creatura. Si trascina per intere settimane refrattaria a dimensione e contesto weblog. Si distrae dalla sua passione per la scrittura, preoccupata unicamente di tutto ciò che si va consumando fuori da questo posto e soprattutto dentro la sua vita professionale - ai massimi storici della criticità -, esita fiacca al richiamo del raccontarsi. Pur conoscendo il rischio che mancanza di impegno e incostanza possono arrecare alla sua amata creatura, MR ultimamente ricade spesso nella stessa trappola, nella medesima trama. Esula, si discosta dallo sfrenato desiderio di affacciarsi a questa finestra, su questo mondo un po' parallelo e un po' no. Oggi, però, con un improvviso quanto entusiastico slancio - ormai in questo atteggiamento sono riconoscibili tutti i sintomi del disturbo bipolare - vi riporterà brevemente un aggiornamento delle ultime ore. Con la speranza che le distanze fra un post e l'altro, in futuro, possano accorciarsi è felice di comunicarvi che la mucca e la leonessa non hanno più la dissenteria. Inoltre, la prima, come da obbligo del veterinario Hulk, è dimagrita (prova ne è stata che ha ritrovato se stessa e le sue dimensioni feline - ma ormai resta "la mucca" - nelle pareti di una scatola di scarpe dove ci sta giusta giusta) passando dai croccantini Obesity a quelli Intestinal; la seconda, anch'essa sotto cura Intestinal, è più pazza di sempre. Fiera del raggiungimento dell'unico risultato degno di nota, in questo angosciante periodo, MR stamattina ha postato una foto su Facebook delle due bestie. Lo status recitava: "Non c'è che dire: lui è dimagrito e lei è sempre la solita pazza". Al quale status il commento di un amicone è stato: "Perché parli di me e di te e metti foto di gatti?"  
Della prima esperienza di smalto sulle unghie dei piedi, delle maledizioni antiche risalenti al tardo Impero Romano, con testi in latino e invocazioni in greco (MR non ha trovato niente di efficace ed eloquente in altre lingue né tanto meno in rumeno)  contro O la rumena che ha ricominciato a flertrare con la leonessa, della tracheite che ha colpito MR in piena estate e che sta facendo delle suddette maledizioni la sua cifra stilistica, e di molto altro alla prossima volta.

lunedì 10 giugno 2013

SETTE GIORNI DI...

La scorsa settimana MR è passata tutti i giorni dal veterinario Hulk, affinché questo ficcasse un dito in bocca alla leonessa per spingerle giù nella gola la compressa e infilasse un paio di aghi sul sedere della mucca. Perché, ad ognuno la sua maestria e MR relativamente alla somministrazione forzosa di antiemetici, antinfiammatori, e antibiotici contro la diarrea non ha proprio stoffa.
Per una settimana (compreso ieri, domenica), al termine del volontariato, dopo le prove del Macbeth, prima dell'appuntamento con F, paziente come Giobbe, temendo Dio e fuggendo il male, sfoderato il trolley della spesa,  montatici e smontatici su due trasportini per un totale di quattordici volte e di venti chili lordi, MR è riuscita nella titanica impresa di recarsi a piedi dal gigante verde.
Ma per dovere di cronaca, qui di seguito qualche dettaglio sul corollario alla singolare costante che ha caratterizzato la settimana appena trascorsa.  
Lunedì, al termine del volontariato.
MR, accolta dalla Madre Generale o Superiora, dalla psicanalista di orientamento lacaniano, dall'assistente sociale, da Suor S e da alcune delle ragazze, tutte riunite all'ingresso della casa famiglia, annuncia che non si potrà trattenere fino alla solita ora perché deve portare i gatti dal veterinario.
"Sì, certo, mi ricordo di te... ci siamo incrociate circa tre mesi fa!" esclama la psicanalista dopo aver indagato sull'età, le patologie, i perché e i percome della leonessa e della mucca, tutta protesa verso l'allargamento dei propri orizzonti terapeutico-analitici, progettando incursioni nella psiche della fauna.
"E quanto costa curare un gatto? Ah, no, due, ne deve far curare due! Ma non può darli via?" suggerisce schifata la Madre Generale o Superiora, dopo una approfondita esposizione di MR su forma e consistenza di feci e vomito con i quali si sta confrontando da tre settimane.
Da martedì a sabato.
Le prove del Macbeth stanno mettendo a dura prova la lavatrice di MR, che con una frequenza di due lavaggi al giorno a 60° ridona splendore agli indumenti con i quali si rotola, si spalma, striscia, per esigenze scenico-registiche, sul palcoscenico - pulendolo da cima a fondo. Le stesse esigenze scenico-registiche le stanno insegnando a farsi di crack, a scaldarsi la dose e a tirare strisce di cocaina con conseguenze coreografiche in cui, insieme alle altre streghe, canta mentre si dimena con il bacino e assume sul volto l'espressione estatica di Santa Rita da Cascia in adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo.
Sabato.
Sul pianerottolo di casa, in attesa dell'ascensore, trolley alla mano, MR si imbatte in O la rumena.
"Dooove andare!? Ce faci!? C'è pisica... gattino, da! Ahahahahahaha, Unde vai? Fare spesa cu gattini... ahahahahahah sunt frumoase sci draga, andare, MR, andare, da."
MR viene colta dalla tentazione di buttarsi nella tromba delle scale ma, viste le ridotte dimensioni - rimarrebbe incastrata - ci ripensa, infila l'ascensore e si lascia alle spalle O la rumena e il tentativo di suicidio.
Domenica.
MR ha appuntamento con F. Arriva con quasi un'ora di ritardo poiché sorpresa e bloccata dalla pioggia, trolley alla mano, mentre si reca da Hulk. F minaccia telefonicamente MR di farle pagare un primo estroso scotto per la pesante attesa. Mette in atto la minaccia indugiando intorno al Battistero di San Giovanni senza lasciarsi trovare. Spezzati gli indugi i due si recano a pranzo in un ristorante dove i camerieri sbagliano nel prendere l'ordine, sbagliano le porzioni, sbagliano dolce; a loro discolpa l'intensa utenza e una patina di rincoglionimento che li ricopre. F e MR per compensazione arrivano con un'ora di anticipo al dibattito-incontro di Paolo Sorrentino a Palazzo Vecchio. La compensazione comporta un inaspettato quanto esaltante vis-à-vis, "dietro le quinte", con il regista che con F condivide la terra d'origine, dunque, una certa napoletanità e la posa per una foto (scattata da MR come pagamento del secondo scotto). Vis-à-vis, ma reiterato, anche con Ezio Mauro che dopo aver incrociato gli sguardi di F e MR a Palazzo Vecchio, in Piazza della Signoria e alla stazione di Santa Maria Novella, sentendosi perseguitato, medita sull'eventualità di contattare la Digos. La napoletanità di cui sopra trova la sua massima espressione quando F e MR, dalle quinte, scavalcano la fila di un paio di centinaia di persone entrando fra i primi nel Salone dei Cinquecento, dove sta per fare il suo ingresso Paolo Sorrentino. F esorta MR a non confondere il concetto di flessibilità - che le spiega scrupolosamente - con  quello di napoletanità; MR dopo una lauta consumazione a base di dolci, gelati e succhi di frutta con F in un bar, approfittando della distrazione del cassiere, viene solleticata dall'idea della fuga senza saldare il conto. F mostra soddisfazione per l'assimilazione del concetto di flessibilità da parte di MR ma questa volta la esorta a non esagerare e va a pagare.
La settimana si conclude con una scarica liquidissima della leonessa che fino a qualche giorno prima sembrava sulla strada della guarigione.

mercoledì 5 giugno 2013

CRONACA DI UNA CURA PER LA DISSENTERIA (COME UN BAGNO NELLE FOGNE DEL SUD DEL MONDO)

Da una settimana la mucca ha un'acuta gastroenterite. Dopo aver spalato merda e vomito per tre giorni e tre notti; dopo aver trascorso i tempi morti, il tempo libero, e quello ante e post lavorativo a cercare inutilmente di somministrarle medicine per una cura, ricompattante feci liquide e molli, impossibile anche solo da pensare; dopo essere stata ricoperta di sputacchi e di liquami mefitici vari ad ogni tentativo di infilarle in gola compresse, farmaci in pasta, e perfino acqua semplice, MR, con le mani martoriate da morsi e graffi, impregnata di una puzza ché pareva uscita, dopo una nuotata, da una fogna del sud del mondo, decide di portare Tremor dal veterinario. Anzi, da un metro e novantacinque centimetri di veterinario, con un enorme e prominente grembo, ovvero trippa, imballata nella divisa verde, avvolgente al limite del drappeggio; perché Hulk a una misura in più, a una taglia calibrata, a un tessuto elasticizzato, a qualcosa di più comodo non ci pensa proprio. Perché quel grembo enorme e prominente, ovvero quella trippa, se la accarezza, orgoglioso, di continuo come se fosse uno dei tanti pazienti che, entrando nel suo studio, si sentono frignare, piagnucolare, latrare e miagolare, tutti irrimediabilmente incazzati neri. Perché il sospetto che Hulk - il quale ritiene che internet non serva a niente (sicuramente non ad una ricerca sulle malattie del gatto nella quale MR ha confessato di essersi buttata) se non alla visione di film porno - sia un tipo di veterinario davvero disturbato c'è tutto.
Pur tuttavia, la mucca, inizialmente nervosissima, si abbandona inerme alle tastazioni del gigante verde, acquistando fiducia in quelle collaudate carezze che un secondo prima erano passate per la sua diletta pancia.
"Questo gatto è obeso e la colpa è sua! Deve mangiare di meno. Le dà cento? Bene, tolga venti! E non si faccia prendere dal core di mamma, semmai un bel calcio in culo ogni volta che vuole mangiare... vedrà come impara. In caso contrario, tempo un mese, due al massimo, e le crepa. Decida lei se cominciare ad organizzargli fin da ora il funerale. Intanto gli dia queste compresse per sei giorni!"
Dopo la secca e dura diagnosi, da parte di un gigante dal carezzevole fair play al contatto con gli animali ma spietato come un caterpillar MR, viene colta da un delirante, sconclusionato, irrefrenabile senso di colpa, oltre che dalla sindrome dell'inadeguatezza e della valutazione lacrimosa.
Intanto, nei giorni successivi la dissenteria colpisce anche la leonessa.
MR, con ospiti in casa, in una casa trasformatasi nell'antro dei diarroici, maleodorante dalle lettiere ai guanti per le stoviglie appena comprati, anche questi dalla inconfondibile puzza di Spiramicina e Metronidazolo, in modalità donna multitasking, accartoccia la sindrome della vittima inadeguata e lacrimosa e la getta nel bidone "raccolta feci e vomito di gatto". Si divide fra il lavoro, le amiche ospiti, la puzza incalcolabile e la somministrazione di farmaci. Ma l'insuccesso la perseguita, gli sputacchi si moltiplicano, la diarrea dilaga. Ad attenderla al varco, tre giorni fa, Hulk, il gigante verde.
"Non prendono le medicine perché sono bastardi o perché lei non è capace di dargliele?!"
"Ecco i bastardi, ecco le compresse... ci provi lei!"
Insospettabilmente la leonessa afferrata con decisione e manualità professionali ingoia una lauta porzione di compressa.
"Visto?, Semplice! Ora tocca a lui... Ahhh, aaaiahhhh, tzssss, buonooooo! Ha paura, vede? tutti i gatti hanno paura delle medicine!" esclama Hulk, dimenando la sua pancia stretta nella divisa verde, saltellando pesantemente ad ogni morso e graffio della mucca che sputa ad un metro di distanza la medicina. Da tre giorni MR porta le bestie dal veterinario il quale in un momento di resa ha optato per un trattamento e una terapia pungenti ma meno eroici. Iniezioni per tutti, per sei giorni.
"Come stanno? Si comincia a vedere qualche stronzetto nella lettiera?"

lunedì 3 giugno 2013

WEEK-END

A, I, L e MR hanno frequentato insieme la scuola superiore. All'incirca un mese fa, in una chat collettiva  su FB, le tre ex compagne di classe, ignare della aleggiante presenza di MR via etere celeste e spirituale, così si organizzavano:
"Allora partiamo il 31 di maggio e restiamo fino a domenica 2 giugno. Che ne dite? Va bene per tutte?"
"Sì, è perfetto!"
"Va bene anche per me!"
"Allora dobbiamo avvertirla e prendere subito i biglietti in offerta del treno!"
"MR ha posto in casa per ospitarci, che voi sappiate?"
"Dobbiamo anche chiederle come è messa con gli orari di lavoro..."
"Sì, dai,  fantastico... le faremo una bella sorpresa!"
Divertitasi molto, alle spalle delle sue tre amiche-ex compagne di classe, sazia e più pentita di un casalese, dopo aver mangiato dalla chat della conoscenza del bene e del male, denudatasi dell'Avir, MR si è inserita nella conversazione, confessando di averle seguite per filo e per segno.
Niente sorpresa: MR aveva appreso davanti alla chat, avida come Eva davanti alla mela, ogni particolare dei progetti vacanzieri di A, I e L.
"Bimbe! Scusate se mi intrometto, ma forse voi non vi siete accorte che nella conversazione avete compreso inavvertitamente anche me. So tutto, mi sono divertita tantissimo nel seguirvi e sarò felicissima di ospitarvi a casa mia. Per quel che concerne la sistemazione, dovremo dormire insieme. Ho il mio letto matrimoniale ed un divano letto, a due piazze, in soggiorno. Vivo con una mucca e una leoness ehm, con due gatti. Qualche allergica?"
"No, no, io adoro i gatti e sarò felice di conoscere i tuoi!"
"Tranquilla niente allergie!"
"Chiedi ai tuoi gatti, magari, se sono allergici a tre pazze! Dovresti preoccuparti per loro, non certo per noi!"
"Bene, sono contenta che la prendiate così... Una è curiosissima, quindi, ve la ritroverete dentro il letto, l'altro è più garbato. Insomma, saremo una bella squadra, e trascorreremo tre bellissimi giorni!"
Giorno uno.
MR,  la mucca Tremor e la leonessa Gea, accolgono  felici A, I e L.
"Che belli!, Uuuuhhhh, come è grosso lui,  non sembra neanche un gatto! E lei, come è vivace..." si levano in coro le tre ospiti notando che il grasso eccessivo della bestia ormai di specie bovina, si è imposto sulle belle e originarie forme feline e osservando attonite l'incontenibile ed incoercibile pazza allegria di lei.
"Già, lui è obeso e deve dimagrire assolutamente per ordine del veterinario, lei è una folle scatenata... entrambi, da qualche giorno, hanno la dissenteria..." spiega MR un po' preoccupata per la salute delle due bestie e per l'incalzante rarefazione dell'aria a favore di una soddisfacente percentuale di gas a saturare l'ambiente.
Le quattro amiche-ex compagne di classe trascorrono piacevoli ore insieme, pranzando, uscendo, aggiornandosi su ogni cosa, tornando nella casa a gas, cenando e restando in piedi fino a tarda notte per un pigiama-party che crea una piccola e preziosa parentesi rubata alle attenzioni che MR di solito a quell'ora riserva alle due bestie; un momento di pazza e adolescenziale socialità della quale si ricorderà con delizia e un po’ di struggimento. Al tutto, ma con particolare interesse al sopravvenuto crollo per stanchezza, assistono rapiti i due felidi. Una volta a letto, la mucca si adagia, come di consueto, accanto, anzi, addosso a MR; la leonessa punta A ed I. Curiosa e impaziente abbandona la soave grazia, la magnetica eleganza, e l'altezzosa maestosità  per rotolarsi mugugnante, chiocciante (MR spiegherà successivamente alle amiche che Gea è una gatta dal verso della gallina... una gatlina), e pazzamente graffiante, sotto il divano letto; sbuca ai lati dei cuscini; salta sulle due ospiti distese. Terminato il suo, tutto sommato breve e discreto, turno di rompiballe, le abbandona esauste al loro destino notturno e crolla a sua volta su una sedia.
Giorno due.
Le quattro amiche escono dall'infernale antro diarroico e animalesco, e si organizzano per passare fuori l'intera giornata. MR, lavorando al mattino, raggiunge A, I e L all'ora di pranzo in un ristorante, dove si trattengono fino alle 16.30 complice la disponibilità di un indefesso cameriere che presta la sua gentilezza per fotografarle e ubriacarle di chiacchiere, vin santo e amaro artigianale della casa. Lievemente alticce proseguono irriducibili per la loro strada fino a tarda sera. Rincasano, promuovono una serata frizzi e lazzi che MR, cotta, stenta a sostenere. Ad un'ora improbabile, dopo un veloce e piuttosto deprimente confronto fra la sua resistenza e quella delle tre ospiti, MR desiste e si riversa cadavere sul proprio giaciglio seguita dalla mucca e di lì a poco da L. A notte fonda sente strani rumori provenire dalla stanza dove crede dormano A ed I, che invece vegliano preoccupate sullo spettacolo indegno offerto dalla leonessa la quale passa all'attacco.
Giorno tre.
MR e L (e Tremor) si svegliano presto. Restano a letto e parlano di lavoro, sentendosi l'una tremendamente artista e l'altra indissolubilmente esercente; parlano di figli, sentendosi l'una madre di una mucca e di una leonessa e l'altra di due splendide ragazze; parlano di vacanze, di gusti, di trattamenti di bellezza, di parucchiere, di nuoto e di altre migliaia di cose. A, I e Gea dormono ancora un po'. Il loro risveglio è sofferto.
Del resto, il sonno è sopraggiunto, agitato, alle prime ore dell'alba. La leonessa, dando il meglio di sé, ha mostrato le sue abili doti di saltatrice in lungo e in alto. Con slanci travolgenti e generosi dal muro verso il divano letto, con scatti veloci e arrampicate su sedie e mobili, si è esibita allegra e folle di gioia, ponendo il divieto di dormire alle due ospiti perché assistessero ai saggi della sua indole di pagliaccia. Queste, a loro volta, spaventate da un oscuro agire felino, hanno scambiato una commedia per una tragedia. Hanno visto nello sguardo tondo e furbo della leonessa la difesa forte, nervosa e dispotica del suo territorio, decidendo di dormire lasciando accesa la luce. Nel pomeriggio, A, I e L sono ripartite e a MR è rimasto il sapore dolce, tenero e spensierato di un piacevole week-end che ha condiviso con la mucca e la leonessa ancora in piena dissenteria.
P.S. Della quale vi parlerà più dettagliatamente nel prossimo post intitolato COME UN BAGNO NELLE FOGNE DEL SUD DEL MONDO.

sabato 2 marzo 2013

HAPPENING

Da quando, un paio di settimane fa, la tigre Tremor è stata declassata a mucca da un manipolo di cinici esseri, MR ha applicato una regola serale a spezzare un insostenibile andazzo. Il manipolo di cinici esseri - sedicenti amici di MR (la quale sta meditando di cambiare amici) - hanno decretato a ragione (ma sempre cinici esseri restano) che il grasso eccessivo, e l'inattività della bestia ormai di specie bovina, si è imposto sulle belle forme feline di un tempo rimuovendole. Dunque, per riportare le cose alla normalità, MR ha introdotto un movimentato rito serale. Si tratta di un happening a tre. Il programma prevede discesa dal settimo piano al piano terra in ascensore della mucca, che disapprova con ferocia, e di MR, e risalita a piedi, per smaltimento calorie dell'una e stramazzamento al suolo (ai gradini) dell'altra. Il controllo divertito e curioso dell'assistente - la leonessa Gea - che preferisce scendere e salire, riscendere e risalire all'infinito a zampe, con inspiegabile spirito da cooperante indefessa (ad agevolarla le coltivazioni di marjiuana sulle rampe; spirito spiegato!) costituisce la vera anima dell'happening.
A parte l'infilarsi della mucca, lungo il tragitto di risalita, nell'appartamento di qualche vicino - illudendosi di essere arrivata al settimo piano - che apre la porta per controllare chi schiamuggisce sulle scale; a parte lo sbandamento che questo provoca a MR; a parte l'isteria e lo sconforto di entrambi, e i salti in alto di incoercibile e pazza allegria della leonessa che precedono il rito; a parte il rischio molto elevato che O la rumena si accorga dell'happening e che con volontario protagonismo invada l'intimità del folle terzetto, sentendosene insostituibile parte integrante; a parte la difficoltà di spiegare il concetto di intimità che si consuma su una scala condominiale; tutto procede con regolare ritmo e costante cadenza, con qualche trauma, ma niente di esageratamente preoccupante, e con l'auspicio del ritorno al peso forma della mucca.

mercoledì 13 febbraio 2013

QUELLA FURBA DI O

L'altra sera MR ha avuto ospiti a cena.
Tali ospiti seguono - bontà loro - questo blog, pertanto sono al corrente dell'esistenza di O la rumena, la superlativa-che-meglio-non-si-potrebbe-desiderare vicina di pianerottolo di MR. Il rimestamento a turno della polenta - parte integrante del menù della serata - ha fatto da cornice a momenti di discussione lieti e gai, tristi e angoscianti, ironici e umoristici. In questo intenso e socievole mescere polenta e chiacchiere, la domanda non ha tardato ad arrivare.
"Ma O la rumena dov'è?" si sono levati in coro gli ospiti.
A MR è balzato subito in mente un pretesto per presentare ufficialmente ai suoi ospiti, fans di O la rumena ancora prima che di MR la blobber, ehm, la blogger - nella persona viva e reale - il vero motore di questo blog; colei che con la sua gloria tutto muove qui dentro.
Strappandoli con impudenza ed improntitudine alla serale intimità del desinare, MR suona alla porta dei vicini. Apre O la rumena che, masticando rumorosamente e con una crosta di pane in mano, strabuzza gli occhi di fronte ad un plotoncino di sconosciuti ed a MR.
"Buonasera, O, scusami se disturbo a quest'ora... loro sono miei amici... volevo sapere, visto che ho perso la lettera di convocazione, a che ora c'è l'assemblea condominiale venerdì prossimo..." chiede MR senza vergogna.
"Da, eu nu viene adunarii, assemblee parlare foarte, troppo, cum se espune. Nu, eo, nu." si dissocia dall'idea del raduno dell'abitato, sbocconcellando la crosta di pane, O, e chiedendo al marito "S, vino aici. La ce ora este assemblea?"
Arriva trafelato anche S.
"Scusa, S, potresti ricordarmi l'ora dell'assemblea? Ho perso il foglio di convocazione... loro sono dei miei amici." insiste MR sempre senza vergogna.
"Sì, è alle 18.00, al solito posto!" risponde questo cordialmente, di una cordialità che MR in quel momento non merita.
"Dove è pisica, gatina... stamattina a fost aici, in mezzo florelini, da. Come bela, io sunt in dragoste... namorata ei... ieri a intrat in letto mio, da, cu mine... ahahahahahah..." ridacchia compiacente O, sapendo di ingelosire MR, quasi a vendicarsi dell'irruzione fuori luogo e fuori orario di questa&company, ignara dell'adorazione che è in grado di suscitare in rete e che quelli che ha di fronte altro non sono che suoi accaniti ammiratori.
L'indomani, all'ora di pranzo, MR, febbricitante e con la laringe intasata, fa uscire la mucca e la leonessa per la quotidiana passeggiata nella serra-selva di O la rumena, nonchè per l'assunzione della giornaliera dose di marijuana.
"Amoreeee, vene aici, bela... cosa dici, ce spui, pisica... mangia florelini, bine!" esclama uscendo dall'ascensore O.
Strappandola con impudenza e improntitudine alla prandiale intimità del fagocitare l'avanzo di polenta della sera prima, suona alla porta di MR.
"Oddio! Cosa succede? La mucca e la leonessa hanno combinato qualche guaio?" si allarma MR, masticando rumorosamente polenta e salsiccia.
"Nu, totul este bine, cum se espune, cum se dice, va bine tutto. S detto che assemblea este la ora 17.30, nu 18.00. Ce ai facut, MR? Sembri pazza... ahahahahah" spiega O, ridacchiando, e felice di aver reso a MR la pariglia.
"Nu, niente, no, volevo dire, bine, va bene, tutto bene, ho solo un po' di febbre, da, sì!" ribatte confusa MR.
"Pentru febbre, deve prendere TaPIchirina, ahahahahahahha..." consiglia O soddisfatta.

Il decorso dell'influenza è a buon punto. MR non ha ancora riacquistato la naturale emissione vocale, ma la  lisi delle secrezioni va attenuandosi celermente arrecando grande sollievo alla laringe (che minchia c'è in quello sciroppo oltre alla carbocisteina? La calce, il bromuro, la colla, il nitrato d'argento?) La TaPIchirina consigliata da O la rumena ha sortito i suoi ottimi effetti: temperatura corporea nei limiti della norma.

martedì 12 febbraio 2013

NON LE VIENE MANCO UN TITOLO

Due anni, si è fatto attendere due anni ma è tornato.
Il malanno di stagione che per un soprannaturale motivo, nel lontano 2011 aveva voltato le spalle a MR dopo una mostruosa influenza, ha colpito di nuovo. 
La succitata mostruosa influenza fu una roba che iniziò con un banale mal di gola e degenerò in broncoquasipolmonite, che durò tre mesi - come sempre succede a MR, nonostante il vaccino -, e le fece invocare perfino San Biagio Martire, protettore della gola. Questo, per tutta risposta, le si palesò in un delirante e febbrile sonno, mentre faceva skateboarding sulle strade di San Francisco e la salutava gaio con la manina, dandole la netta impressione che per la guarigione non se ne sarebbe fatto niente. Allora MR cercò freneticamente su internet altri Santi a cui votarsi, ma non trovò nulla di interessante, a parte alcune terribili e agghiaccianti notizie, tipo che un certo San Bonaventura, riesumato, fu ritrovato con la lingua intatta, e che il conterraneo ciociaro San Tommaso d'Aquino viene invocato contro le tentazioni carnali (per questo tipo di invocazioni si cambi Santo subito; non un ciociaro, per carità di Dio!)
Dunque, oggi MR sta nuovamente male.
Per la precisione:
al posto della laringe ha un tubo di scappamento;
anziché svuotare il reparto psicofarmaci della farmacia, si è portata a casa l'intero scaffale di medicinali per il trattamento delle affezioni respiratorie. L'aumento dell'espettorato, che può osservarsi fin dai primi giorni e che dimostra la lisi (che minchia è la lisi?! Poi MR va a vedere) delle secrezioni patologiche, si attenua rapidamente. E' scritto sulle tavole delle indicazioni, cioè sui bugiardini, cioè su quei malefici fogli illustrativi nei quali, prima dell'uso, leggere attentamente le avvertenze, tenere fuori dalla portata dei bambini (in queste due ultime frasi aumentare la velocità di lettura e cimentarsi in uno sfrenato scioglilingua, ché nella vita aiuta sempre); 
pertanto, il tubo di scappamento sta iniziando a sbuffare come un rinoceronte. MR attende con impazienza l'attenuazione del fenomeno, alzando il tiro e scongiurando, per una pronta guarigione, anziché i Santi, la Madonna di Montserrat;
la calda, suadente, bronzea voce di contralto ha ceduto il posto ad un'emissione profonda che manco Cesare Siepi, con slittate cinguettanti verso il candore della emanazione sonora ante muta vocale;
la tigre Tremor ("No, ma quale trigre, è più un puma!", "Macché puma, io direi una mucca! E' proprio una mucca, non si scappa!"), che in un sentito e partecipato confronto tra amici di MR, è stata declassata, per deformazione di mole e indolenza, ad inferiore razza animale, e la leonessa Gea sono accoccolati felici da ore sotto le coperte, abbarbicati, consolatorii, ai fianchi di MR tra slinguettamenti, morsichetti, e grattini vari;
lo scaffale di medicinali per il trattamento delle affezioni respiratorie, che MR si è portato a casa dalla farmacia, evidentemente, può indurre sonnolenza. MR sta crollando dal sonno, tra la mucca e la leonessa, ma non può chiudere senza lasciarvi il risultato della ricerca del termine LISI.
Dicesi LISI: 
Biologia, dissoluzione di cellule o microrganismi patogeni.
Medicina, disgregazione di tessuti dovuta a necrosi, putrefazione o fermentazione.
Medicina, abbassamento lento e graduale della febbre.

venerdì 8 febbraio 2013

CORSO DI RIQUALIFICAZIONE

Quando circa un mese e mezzo fa, MR, insieme ad un gruppo di suoi colleghi in CIG, si recò presso un ente di formazione per essere orientata ed indirizzata su eventuali corsi di riqualificazione (prassi obbligatoria), si aspettava che la Tipa incaricata al colloquio, che qui chiameremo T, fra la svariata serie di possibilità, suggerisse percorsi formativi che attenessero all'ambito professionale di provenienza. MR pensava che T avrebbe indirizzato le donne a corsi per imparare a disegnare un fiore sul tamburo, come Rosina, a tela e a seta a ricamar in casa e fuori come Mimì, ad insegnar il canto ai passeggeri, come Musetta (che poi, MR non ha mai capito come si possa insegnare il canto ai passeggeri; una full immersion? Un corso accelerato? Una sveltina?), e gli uomini a formarsi per pinger quel guerrier sulla facciata, come Marcello, o direttamente per factotum, come Figaro. (A MR, a questo punto, scappa una  piccola digressione, dettata da un moto di ammirazione. Il  fatto che il factotum sia Figaro, un appartenente alla categoria degli uomini, la dice lunga su come questi siano naturalmente predisposti a fare qualsiasi cosa. Tutto scaturisce dalla loro congenita attitudine alla varietà. Gli uomini sono programmati factotum dalla nascita, e tali si sentono. Fanno tutto con tutto. Prendono in mano un trapano?! Oltre a forarci  i muri (a tratti ricordano Rambo) riescono a farci anche una simultanea dall'armeno, a giocarci in  borsa, a ritirarci i soldi al bancomat, a farci il pane, e a ricamarci al telaio a punto erba. In buona sostanza, in ogni uomo ci sono un Figaro ed un Rambo con un trapano in mano. Davvero mirabile! Chapeau! Chiusa digressione.) Invece T, in estatica autocelebrazione, ha parlato per tre ore di normative speciali, legge 223, attuazione di direttive, bla bla bla (martellamento sulle zone erogene) e di corsi di lingua inglese e di informatica. A questi ultimi MR si è rifiutata anche solo di pensarci; preferisce continuare ad essere autodidatta, poiché ha i suoi tempi di apprendimento (lunghi), non tollererebbe le insidie della condivisione (la timidezza vincerebbe anche sul migliore dei propositi), e l'onta dell'ultima della classe. Ma ad ogni modo, l'evenienza corsi, per ora, sembra essere sfumata. MR, però un pensiero al futuro e ad una nuova disciplina formativa lo ha rivolto. Non si sa mai, con i tempi che corrono, potrebbe sempre tornare utile. Ha pensato che si potrebbe reinventare, se proprio non cantando in tutti i cessi, almeno pulendoli. Ma poi le è venuta in mente la serra di O la rumena - avete presente? -  per una riqualificazione e una formazione che T se la sogna. Nel senso che, MR ha il sospetto che la leonessa Gea e la tigre Tremor siano attratti dalla selva poiché in questa si nascondono coltivazioni illegali di marijuana (MR ha visto i felidi masticare foglie, non penserete mica che sia tanto in malafede da fare illazioni così pesanti a casaccio!); ovviamente O la rumena ha messo le mani avanti spiegando che si sta dedicando anche alla piantagione di erbe officinali, così da giustificare il ruminare dei due felidi: " Uuuuuhhhh, mesteca plante medicinale! Da, sunt bune, sci de a face bine... Cum se espune... fare bene bene!" E qui è svelato il motivo dell'eccitata partecipazione di Gea al giardinaggio con O, nonché il vitale slancio affettivo verso questa, e il sonno incoercibile e agitato di Tremor. Ora, il piano è questo. MR vorrebbe chiedere ad O la rumena di introdurla nel mondo della "botanica". L'obiettivo è quello di apprenderne ogni rudimento al fine di sviluppare una riqualificazione nuova ed alternativa per un futuro professionale sicuro. L'affare prevede uno scambio: l'omertà di MR con la spartizione degli incassi del traffico di sostanze stupefacenti tra le due. O la rumena avanzerà di certo pretese più ambiziose, chiedendo a MR di sacrificare un altro po' dell'amore di Gea all'altare delle sue attenzioni. Insomma, dovranno spartirsi anche la leonessa. MR pensa che sia uno sporco affare, ma pur sempre un affare.

mercoledì 16 gennaio 2013

PARLANO!

Domenica pomeriggio a casa di amici. Di fronte a tre vassoi di madeleine al cioccolato, alla mandorla e ai fiori d'arancio, si discetta, tutti insieme appassionatamente, su vino, opera, prossime elezioni, iperventilazione. Ci scappa qualcosa anche sull'antropologia. Si parte dai bambini in fasce per arrivare all'aspetto socio-culturale-artistico-espressivo-psico-evolutivo dell'adulto, passando per gli animali; i gatti, per la precisione.
"Ragiona! Non sarai mica una di quelle che crede che i gatti parlino o si facciano capire?!" chiede allarmato A alla razionalbipolare MR.
"Eh!? Io?, Ehm, no, no! Cioè, veramente, sì, be', oddio... farsi capire, si fanno capire... (parlano, parlano eccome! Saranno di poche parole, diciamo il giusto indispensabile, facciamo lo stretto necessario, accordiamo un minimo sindacale. PARLANO!)
Forte della sua convinzione, MR va ad illustrare l'eloquio dei suoi due felidi, Tremor e Gea.
TREMOR.
Di poche parole, ehm, miagolii (per le apparizioni di S.Caterina da Siena, vergine e dottore della chiesa, e per la trascrizione fonetica del verso, no, cioè del verbo del gatto MR si sta attrezzando, ma meglio andarci piano!), Tremor, con voce da castrato, dunque facile all'estensione verso i suoni acuti, distingue tre diverse tipologie di espressione parlata: quella stentorea e roboante, con emissioni inizialmente brevi e irregolari, via via sempre più ritmiche e coordinate, in fine martellanti da far montare le furie dall'Erebo ai nervi di MR, a quel punto, ormai, sulla strada del gattibalismo; la bestia sembra dire, anzi, DICE: "Adesso, strafottuta umana, se non mi fai fare ciò che voglio, tipo uscire, entrare, riuscire e rientrare, ti sfracello il sistema nervoso!"; quella in sordina da vittima di soprusi e vessazioni, con propagazione, o - per rendere meglio l'idea - con esalazione di infrasuoni ad intermittenza, che ricordano tanto Cita, e dei quali dà saggio dal veterinario, facendo sentire MR l'essere più riprovevole del creato: "No, il termometro, il laccio emostatico e la puntura no! Se non mi porti via da qui, malvagia, crudele, impietosa, atroce, disumana umana, ti sfracello l'anima e il cuore!"; quella strozzata da frustrato respinto, con emanazione di suoni spezzati - come se lo si stesse spremendo - e schiacciati, da Paolino Paperino, quando vuole entrare dentro il letto e dormire abbracciato con MR che il più delle volte cede: "Fammi entrare nel letto, ti abbraccio un po', dai, ci abbracciamo, ti faccio un pane sulla pancia e dei grattini sulla schiena ché lèvati!"
Tremor si esprime con disinvolta loquela anche durante il sonno, dove la pronuncia della R è continuata e pressoché univoca. Come spesso succede, di quello che si dice durante il sonno non si capisce una beneamata mazza.
GEA.
Gea è un tipico esempio di gatto dalla lingua sciolta. La sua voce è aspra e contraltile, ma sa anche accarezzare con timbro morbido, luminoso e nitido. Gea parla quando cammina, quando salta felice, quando, dormendo, si gira e si rigira nel comodo giaciglio, quando MR esce, e quando rientra. Nello specifico: quando cammina annoiata con passo da leonessa buttandosi ogni cosa alle spalle, senza voltarsi, con suoni a mezza voce. Tradotto: "Mi avete rotto le palle! Quanto siete monotoni! Quello dorme e basta, quell'altra ha sempre qualcosa da fare... affanculo!"; quando salta felice, arricchendo gli avvitamenti corporei, seguiti da appoggio orizzontale a quattro zampe su divano, sedie, mobili o pareti, con urlo strappato (famoso elemento di tecnica clownora) in sequenza. Tradotto: "Ora vi faccio il pagliaccio, il giullare di corte, l'acrobata e il menestrello!"; quando dormendo, si gira e si rigira nel comodo giaciglio, a mo' di donna accoccolata tra le braccia del suo amante, con falsetto gemente, frignante e piagnucolante di piacere, in uno scambio unidirezionale di amorosi sensi (sognando di sicuro O la rumena). Tradotto: "Mmmhh, sì, ahhmm, uuhhmmm, sì, oohhhmmm!"; quando MR esce, e quando rientra, sedendosi e sdraiandosi indifferente con purrrole sussurrate a fior di labbra. Tradotto: "Vai, va', che ora viene il bello!" 
"Sei già tornata?! Ora però non cominciare a rompere che ho sfondato quel pannello, aperto quei cassetti, schiodato quello specchio, ché qua io sono sempre da sola, quello dorme, e devo ammazzare il tempo in qualche modo!"  
Al mattino, appena si alza, onde evitare sgradevoli e inopportune ripercussioni, tipo stronzi evacuati a turno fuori dalla lettiera, sul pavimento in bella vista,  MR riempie le ciotole delle bestie. Stamattina distratta e mezza addormentata, ha fatto colazione prima dei felini, che l'hanno guardata lanciando chiari segnali di disapprovazione. Smaterializzatisi  per qualche minuto, sono tornati ed hanno ripreso posto, sul tavolo, uno a destra e l'altro a sinistra dell'inconsapevole umana che non li ha degnati di attenzione né di croccantini.
Sono rimasti in silenziosa attesa che hanno ingannato facendosi il bidet davanti e di dietro.
Questo è uno di quei rari casi in cui non parlano.

giovedì 20 dicembre 2012

SENZA SPERANZA

Gea sa esattamente a che ora rincasa O la rumena.
Qualche minuto prima che O la rumena rincasi, Gea abbandona la soave grazia, la magnetica eleganza, e l'altezzosa maestosità - specificità feline - per rotolarsi mugugnante, chiocciante, e pazzamente graffiante, ai piedi della porta.
Una volta raggiunto l'obiettivo, quello di uscire sulle scale ad attendere e accogliere O la rumena fuori dall'ascensore, Gea scorrazza da un pianerottolo all'altro e riversa la terra fuori dai vasi che incontra sul proprio cammino. 
Gea trascorre il suo tempo libero in casa di O la rumena.

Quando O la rumena rincasa, uscita dall'ascensore si guarda intorno, fremente, in cerca di Gea.
Le prime frasi che O la rumena pronuncia, in rumeno-ciociaro, sono " Amooooreeeeee! Dove seee? Vene, amoooreeeee!"
O la rumena indirizza tali patetiche e cerimoniose smancerie, anziché al marito S, alla bestia Gea.
I tentativi di MR di frapporsi con prontezza fra due svenevoli e primordiali esseri, in costante e febbrile fregola, falliscono regolarmente.
O la rumena parla il romeno-ciociaro pur vivendo in Italia, pur avendo sposato S il toscano - che tradisce regolarmente e sfacciatamente con Gea, nella stessa casa dove questa trascorre il suo tempo libero, il tetto coniugale.
S e O la rumena, nonostante tutto hanno un ricco e nutrito dialogo, anche se lei sovrasta lui con voce stentorea, interrompendolo di continuo.

Ieri mattina, al suo rientro, O la rumena trova Gea puntualmente ad accoglierla.
"Amoooreeeeee! Veneeeeeee, amooreeeee! Ce ai facut? Te a aruncat terraaaa, fiorellini fara terra!" esclama euforica O la rumena.
"Cosa ha combinato? Ecco di nuovo la terra dappertutto! Prendo una scopa e pulisco subito!" si frappone prontamente MR.
"Nooooo, MR, lasatil sa fie, am pulir! Famme fa' eo, me, io!" si propone con forza O.              
"Niente da fare! Vado a prendere la scopa!" si impone con acido vigore MR.
"Uuuuuhhhhh, cand è ditt, è espus, 'vado prendere scopa!' è fatta paura, diventato ca un copil, bambino paurito!" denuncia in difesa della colpevole bestia, O, accovacciandosi, flettendo le braccia e arricciando le dita, in una riuscita imitazione di un felino ingrifato.
"Stamattina i lavori delle tubature fognarie sono stati interrotti! Mancavano due coinquilini, e gli operai non hanno potuto procedere! Ma non ci si comporta così, siamo stati avver... " prova ad  intervenire S, cercando di spostare l'attenzione di O è di MR su se stesso.
"Oooooohhh, rau, brutto cosa! Aici nun ce scta nisciun!" lo interrompe in romeno-ciociaro, sovrastandolo con spavaldo vociare O.

giovedì 13 dicembre 2012

ALTO TRADIMENTO

Da qualche giorno, quando O la rumena rincasa esce dall'ascensore gridando:
"Amooooreeeee, dove seee? Viene, amooooreeee! Pisica, vieneee, viene la mine..."
MR la prima volta ha sorriso presa dalla tenerezza, lasciando uscire la belva Gea che reclamugugnava davanti alla porta; la seconda volta ha aggrottato la fronte, sorridendo a mezza bocca, reclinando il capo di lato e osservando i salti di gioia della terribile rossa; la terza volta, un po' turbata, si è incupita vedendola correre saltellante nelle braccia di O; la quarta volta è stata travolta dal subdolo e spietato morso della gelosia, lasciando che si dimenasse chiocciando, mugugnando, e perfino miagolando; dietro la porta blindatissima, chiusa a quattro mandate, O la rumena che continuava con la sua svenevole nenia. Ieri MR, gelida e circospetta, covando nell'ombra il suo astioso rancore, fa uscire Gea prima del rientro di O, ma fa male i suoi calcoli. O è in casa e coincidenza vuole che esca per adornare la porta con addobbi natalizi proprio mentre Gea è sulle scale.
"Amoooooreeeeeee, piscica, viene... Guarda Babbo Natale... Viene aici, beeeelaaa! Viene da mamma!"
Nella testa bacchettona e nell'animo censore di MR si apre tutto uno scenario di incubi minacciosi: (Sgualdrina di una gatta, si fa accarezzare da O la rumena, struscia tra le sue gambe, si fa perfino baciare... una, due, tre, cento, mille volte... Io per ricevere e dare una, massimo due coccole devo rincorrerla per ore... preferisce O a me...è disgustoso!) contabilizza MR, malevola e ferita nel profondo. Rientrando seccata in casa incrocia il ruffiano Tremor che, rapito anch'esso dalla lagna ammaliatrice di O, si unisce a questa e all'amore derubato di MR, alla luce dei suoi occhi defraudata dalla sua nuova fiamma,  tutti e tre insieme, felici ad addobbare la porta. Porta che, di lì a poco, si chiuderanno alle spalle, ad insaputa di O e di MR. "Tremoooorrr, Geaaaaa, tornate in casa! Ma dove siete!? Tremoooorrr, Geeeeaaaaaa..."  MR, preoccupata, sale e scende le scale, infila l'ascensore fermandosi ad ogni piano, arriva al piano terra, risale sette piani a piedi... Di Tremor e Gea nessuna traccia. (Sono scappati, sono usciti... ed ora come faccio? Oddio, qualcuno mi aiuti!) pensa MR in preda all'angoscia ed allo sfinimento. Angosciata, sfinita, con il cuore spezzato, in pigiama - il sotto diverso dal sopra - con un maglione avvolto intorno al collo, e con i capelli da pazza, chiede ai coinquilini, agli impiegati degli uffici del primo piano: "Avete per caso visto due gatti? Si chiamano Tremor e Gea! Non mi dite che sono usciti, vi prego, non me lo dite, siate clementi, mentite pure!  Sono scappati?! Tremoooooor, Geeeaaaaaa, dove siete!?"  In preda allo sconforto e all'obnubilamento MR  pensa di bussare alla porta addobbata di O.
"OOOOO, sono qui Tremor e Gea? I gatti, i MIEI gatti, sono entrati in casa tua? Forse non te ne sei accorta, guarda sotto il letto!"
"Da, da, guardare, ma care pisica, quale? Ca nero o i giallo!?"
"Tremor, e Gea, si chiamano Tre... "
"I giallo sci i nero?"
"Da, da, sì , maledizione, tutti e due il giallo e il nero!"
"Uuuuuhhhhh, oooooohhhhh, vino si vezzi, vino vedere, uuuuuhhhhh... Ahahahahahahahahah, sunt in cuti, cum se dice, scatoli de Babbo Natale. Eo, prende, me, io ioca primul. Giocare cu Babbo Natale. Au fost decorarea ausii!"  Il romeno di O diventa sempre più fitto, stretto, incomprensibile anche a una ciociara, che parla il ciociaro che è identico al romeno, e  che di romeni se ne intende, come MR.
Recuperati, redarguiti, e tacciati di tradimento, i due felidi hanno scrutato MR, con aria colpevolmente stravagante, per tutto il giorno. Con i loro sguardi furbi, soddisfatti, e smargiassi, sembravano quasi accusare MR di leggerezza e superficialità. Sembravano suggerirle di non prendere più sotto gamba le avvisaglie di eventuali loro distrazioni che aveva trascurato: le foto scattate da O, dalla finestra di casa sua verso il balcone di MR, mostratele qualche giorno fa, ritraenti Gea in pose lascive e dissolute; O e Gea che scavavano insieme, forsennate e gioiose, nei vasi, per interrare i bulbi di tulipani e giacinti, e che spargevano terra ovunque sulla quale Gea si rotolava  impudica e libidinosa; Tremor sempre pronto ad approfittare delle avanscoperte di Gea e dei varchi da lei aperti. Effettivamente, tutti segnali incontrovertibili di un potenziale e alto tradimento.

sabato 1 dicembre 2012

R COME...

Il destino di MR si è intrecciato per ben tre volte con quello di creature di etnia romena. La prima volta è successo tantissimi anni fa. Lui era arrivato in Italia dopo la fucilazione di Ceausescu, e aveva trovato  lavoro in una pompa di benzina. Era alto, biondissimo, zigomi pieni e rotondi, occhi di cinquanta sfumature di verde-azzurro, e possedeva una 128 arancione con due fasce nere sul cofano. MR in quel periodo, contro una naturale e tenace tendenza a rimanere a secco, aveva sempre il serbatoio della macchina pieno, per la gioia, l'equilibrio, e la serenità d'animo di papà E, che spessissimo doveva andare a recuperarla, incazzato nero - tanica di benzina alla mano. "Vedo che hai imparato la lezione!"  dichiarò tronfio, e con  l'inequivocabile sorriso stampato in faccia di chi l'ha spuntata con una sordida ed intollerabile mossa estorsiva: "Mi farai morire di crepacuore, se continuerai così... fai benzina, maledizione! Quando la spia segna rosso significa che sei a riserva, lo capisci?! Oddio oddio, il mio povero cuore!"  allorquando, MR,  ripulita fino all'ultima goccia di benzina per l'ennesima volta, rientrò a piedi a notte fonda, fatto che coincise con l'arrivo del benzinaio romeno. In buona sostanza, l'incontro destinico tra i due si può riassumere come l'avvento dell'era del pieno, in cui il serbatoio si svuotava al massimo di due dita. "Cum te chiam?" chiedeva lui sorprendendo MR per la velocità con cui aveva imparato il dialetto ciociaro, che poi scoprì essere identico alla lingua rumena. "Mi chiamo MR..." rispondeva lei pensando di non aver mai visto in vita sua occhi così belli. Dopo qualche tempo e molti pieni, il benzinaio cambiò mestiere e MR non lo vide più.
La seconda volta che MR è stata travolta da un romeno è successo sul posto di lavoro. Lui, moro, zigomi alti, occhi nerissimi, violinista ribelle e controcorrente, anticonformista e difficile all'occidentalizzazione, corteggiò MR con sorda ostinazione. "Mi chiamo M, ciao. Hai un'abbronzatura perfettissima!" esclamò con grande consapevolezza di sé la prima volta che la vide. "Grazie!" rispose lei pensando di non aver mai visto in vita sua occhi così belli. M e MR si fidanzarono, confrontarono le loro diverse culture, e adottarono Tremor che diventò il compagno di giochi di lui. M suonava per Tremor Bach, Mozart, Beethoven, e Paganini, gli insegnò il salto ad ostacoli, usando come ostacolo l'arco del violino, e si rincorrevano per tutta la casa fino a notte fonda. M e MR spesso studiavano insieme. Lei cantava con slancio e passione, lui ascoltava con severa attenzione. Dagli slanci passionali di lei derivavano aspre critiche di lui. MR si incazzava insultandolo in dialetto ciociaro, M rispondeva in lingua rumena: "Lassem 'n pace", era l'intima celebrazione del, reciprocamente comprensibile, congedo. E, congeda una volta, congeda due, i congedi raggiunsero il traguardo dell'addio.
La terza volta, MR si è relazionata, e si sta ancora relazionando, con O la rumena, vicina di pianerottolo. O è sposata con S, toscano rampante, è bionda, ha gli occhietti furbi, urla e ridacchia sempre. O è pazza d'amore per Gea, e quando la incontra sulle scale - perché MR non può non cedere alle richieste pressanti della bestia che, con mugugni da pennuto, e con l'efficacia dei suoi minacciosi propositi, tipo "fammi uscire o procurati il prontuario 'Come affrontare le ripercussioni di una gatlina incazzata' " - tuba spudoratamente con lei. Ieri sera il ménage è stato a tre, poiché, quando O è rincasata MR era sulle scale, vittima dei vili soprusi a cui la gatlina, che scorrazzava da un pianerottolo all'altro chiocciando con arroganza, la stava sottoponendo. "Beeeeela, cum è crescut... Vien aicì, pisica... Che bello codino... Mea matusa, zia ce l'ha gatino rosso, egual egual... Beeela, cosa dici, amooore... Eo ce fatto foto, da, petreaza, terasa, cum se dice, terrazza... aspetta, prendo fotografiii!" O, eccitatissima, è
tornata fuori con un album di foto scattate dalla sua finestra, verso il balcone di MR, in cui la bestia rossa si produceva in pose di basso profilo morale e di consumata arte erotica. "Vedea, guarda questa, cu fiorellini, da, beeeela. Aici, descede, aprire gambe. Amooooore, beeeeeela... Sci, codino, beeelo, musino! Ce ai facut capelli, sembri un pazza, MR!"  Stamattina alle cinque, Gea, con qualche ora di ritardo sulla tabella di marcia notturna - che generalmente la vuole allegra e mugugnante all'una circa - ha dato inizio alle danze con salti e piroette a destra e a manca, come consuetudine detta, con il preciso intento di trovare complicità nei prematuri e imposti risvegli di MR. "Fammi dormire, Gea, non rompere ché tra due ore mi devo alzare per uscire presto!"  ha bofonchiato sonnolente MR. Girandosi dall'altro lato si è riaddormentata pensando a O e agli altri due rumeni della sua vita, ai capelli da pazza da lavare, alle commissioni che prima di entrare al lavoro avrebbe dovuto fare: Nasonex in farmacia, bollette alla posta, Obesity per le bestie. Dopo aver buttato a terra dal comò vasetti di creme, smalto, e cosmetici vari, Gea si è arresa e si è riappollaiata. Quattro ore dopo, MR si è svegliata improvvisamente guardando l'ora improbabile con orrore. Niente shampoo, niente Nasonex, niente bollette, e niente Obesity. Se O la rumena l'avesse saputo, avrebbe ridacchiato a crepapelle. E forse anche gli altri due.




mercoledì 28 novembre 2012

CRONACA PRELAVORATIVA CON ANNESSI E CONNESSI

Martedì pomeriggio, su Firenze scoppia una bomba d'acqua. Continua a piovere torrenzialmente fino a sera. MR deve uscire per recarsi al lavoro, non prima di essersi sbronzata con un pacco di cornetti mignon al cioccolato. "Sono la mia cena!"  millanta spudoratamente a se stessa, pensando che, questione di istanti e, la ricotta che ha adocchiato in frigo entrerà, spalmata, su una fetta di pane nelle sue voraci fauci.
MR guarda l'ora. È tardi.
Decide di vestirsi. Abito da concerto, calzettoni norvegesi sopra i collant, stivali (le scarpine tacco dodici scamosciate con bordini in vernice nere da bambolona deficiente le porterà con sé in una busta e le calzerà in teatro per non farle bagnare). Cerca disperatamente i calzettoni norvegesi, li trova ammucchiati in mezzo al letto, li prende, vede una zanzara, la insegue fino ad una parete della cucina, l'ammazza premendole contro i calzettoni norvegesi che, dopo la soppressione del molesto insetto, poggia vicino al portapane. Si vestirà dopo aver mangiato. Mentre affetta il pane, Gea punta la ricotta, la lecca. MR urla belluinamente, quella ricotta è sua, solo sua; come per Mimì la cuffietta, come per Demi Moore il vaso d'argilla, come per Marguerite Gautier le camelie. MR, sotto lo sguardo torvo della belva che esige condivisione, cede e le mette un po' della sua ricotta sul coperchio della confezione. Il coperchio cade dal tavolo, cade, fottutamente e per colpa di una stupidissima legge di Murphy, al contrario, spiaccicando, rovinosamente, la ricotta sul pavimento. MR, preda di una incauta fretta, vittima di un famelico sconforto, soprassiede guardando Gea che lecca il pavimento e addentando la fetta di pane e ricotta. Si imbratta il muso, si pulisce, sul tovagliolo c'è sangue. Sulla ricotta pure. È l'implacabile herpes. MR non si lascia impressionare, è sangue del suo sangue, mangia pane e ricotta con scaglie di herpes. Riprende a vestirsi, sul giubbotto infila il tunicone impermeabile da scooter, che manco gli Etruschi, gli Osci, i Romani, Cesare, i consoli, i generali, Padre Pio, i Ku Klus  Klan, e che dopo sei anni di scooteraggio feroce, sotto acqua, vento, e neve, si è decisa a comprare. Esce di casa buttando un occhio all'ombrello, "Lo prendo, non lo prendo, ma no, ho il tunicone, il casco, sono imbottita e chiusa come un salame". MR,   implasticata, sottovuoto, guarda, sfidandolo, il cielo gonfio di pioggia "Piovi, ora! Manda giù il diluvio, ché qui Noè si è attrezzata adeguatamente!"  Per qualche chilometro neanche una goccia d'acqua, strade semiasciutte, degli allagamenti e delle esondazioni paventate dai media locali neppure un rigagnolo. Noè in scooter risulta quasi fuori contesto. Dopo una insignificante tregua, solo qualche centinaio di metri prima del parcheggio, l'esiziale inondazione divina decide nuovamente, con l'ostinazione di un mulo, di punire la civiltà, l'inciviltà, gli scooteristi rampanti, la Firenze che rientra a casa e quella che esce a cena, l'elettorato che ha votato alle primarie e quello che non crede più nel PD,  il pubblico della Turandot e MR che, abbandonato il piglio sicuro di Noè, procede all'allagaggio verso il teatro in una inefficace quanto grottesca versione Yuri Gagarin, dentro un sacco di plastica stretto in vita, e con il casco ancora in testa, e, sempre in testa, la visione netta dell'ombrello che da casa fa il gesto dell'ombrello. All'orizzonte l'ingresso che dà su un ampio spiazzo che quasi quasi non ha nulla da invidiare a Places des Quinconces, sul quale si staglia quella parte di pubblico di Turandot graziata dall'inondazione divina. MR, vessata, fradicia, sulla Places, sotto centinaia di occhi - per usare un'espressione elegante - curiosi, asciutti e al riparo, e - per usare un'espressione meno elegante - stronzi fottuti, anziché camminare zoppica, con il vestito da concerto appiccicato alle gambe come una cozza patella al suo scoglio. Per facilitarsi la passeggiata, tenta il sollevamento di un lembo, emerge lo stivale sinistro con il calzettone norvegese che fuoriesce diserotizzante. Nella sua mente prendono forma propositi suicidari. MR, fa il suo fradicio ingresso, si dirige verso i camerini, esce dalla tunica, dal casco, dagli stivali, dai calzettoni norvegesi, calza le scarpine tacco dodici, scamosciate con bordino in vernice nere da bambolona deficiente, sotto il vestito da torcere, lo torce e inizia a lavorare.

giovedì 8 novembre 2012

E' SEMPRE COLPA DI

Se per un figlio ribelle la colpa è sempre del padre, e per una figlia dalla difficoltosa adolescenza sempre della madre, vita natural durante, se per un detrattore di Berlusconi la colpa è sempre di Berlusconi, se per la soap opera Beautiful la colpa è sempre di Brooke, se per la adsl sulla linea telefonica di MR la colpa è sempre del modem, se per il calcio la colpa è sempre della Juventus, quando si vive con uno o più gatti la colpa è sempre imputabile a loro.
"Dove diavolo sono le cuffiette del mio Ipod?!"
"Chi ha sfilacciato l'orlo del tappeto persiano?"
"Chi ha rovesciato la terra fuori dai vasi lungo le scale del condominio?"
"Dov'è il mio orologio da polso?"
"Dove è finito il mio solitario?"
"Chi ha impiastrato di farina la tastiera del mio pc?"
"Dove è sparito il mio avanzo di pollo arrosto di ieri sera?"
"Che fine hanno fatto gli ultimi due tampax che erano rimasti nella scatola?"
"Dove sono i tappi dei sanitari?"
"Chi ha scoreggiato?"
"Dov'è finita la mia micrococcinella portafortuna?"

MR si pone quesiti esistenziali di questa portata quasi tutti i giorni, guardando dritto nelle palle degli occhi le sue due bestie, ed intimando loro che con queste cose non si scherza.
I loro sguardi, panzanamente interrogativi, fraudolentemente smarriti, immoralmente e falsamente innocenti, non lasciano trasparire tracce di responsabilità, e non fanno emergere indizi sulla propria colpevolezza.
A MR non resta che fare mente locale. Dalla propria mente locale, questa volta, MR ha arguito che:
le cuffiette dell'Ipod erano nelle tasche del giubbino da footing; che il piccolo nodo sfatto lungo l'orlo del tappeto persiano si sta aprendo, sfilacciandosi, a furia di spazzolarlo; che la terra fuori dai vasi l'ha fatta cadere O la rumena mentre faceva giardinaggio sulle scale: "Plantelor jacinto... cum se dice, fiorellino cresc... lalele, tulipane. Apoi pulire terra, da, eo... io... me..." per tornare a pulire dopo quattro ore; che l'orologio da polso lo regalò a mamma V perché, pur volendoci riprovare,  MR non lo sopporta; che il solitario era sprofondato nel cassetto dei sogni insieme al sogno di un'estate eterna, ai bugiardini ingialliti, alle piastrine di zanzare usate, ai fazzolettini sbrindellati, ai mollettoni senza denti con i capelli attaccati, e alle tre arachidi secche; che sulla tastiera del pc c'è un dito di polvere; che l'avanzo di pollo che la sera prima aveva condiviso con Gea, la quale aveva molto gradito, era in fondo al frigo occultato da un gigantesco cavolfiore; che gli ultimi due tampax non erano sotto la lavatrice insieme alle palline magiche, e ai campanellini del coniglietto di cioccolato della Lindt - nascondiglio interdetto a MR, che, causa la sua parsimonia ed economia nello spostare il pesante elettrodomestico, raramente è sottoposto a verifiche - ma nella borsa; che i tappi dei sanitari erano ad asciugare, dopo averli scrostati con l'anticalcare, sui termosifoni; che se la lettiera non si pulisce ad ogni pestilenziale defecazione, quando si rientra in casa non c'è deodorante per l'ambiente al bouquet di rose inglesi e ortensie che tenga; che la micrococcinella portafortuna era sotto la base del paralume perché da lì agisce indisturbata.

venerdì 12 ottobre 2012

RIPOSO FORZOSO

Da quattro giorni MR è a riposo forzoso, detto anche CIG.
A parte l'afflizione morale alla quale questa sigla induce e trascina, il riposo forzoso si sta caratterizzando per:

- stranezze e fissazioni che ciclicamente ritornano; come i mostri dell'ossessione, e delle possessioni. Un tempo erano il ricamo, l'uncinetto e le maglie lavorate ai ferri; hanno perseguitato MR per reiterati cicli, per poi abbandonarla (definitivamente?), e restituirle la serenità del superamento della dipendenza da filo. Seguirono lo studio e l'ascolto dissennati e feroci di musica e canto lirico. I cicli erano continuativi, e ritardarono l'abbandono che non è mai stato definitivo. Ancora oggi si ripropomgono a fasi alterne. Hanno però lasciato, anche se con una leggera proroga, quello spazio e quella libertà, tanto agognate da una sopraffatta MR, di sentirsi libera e giovane, praticamente adolescente, così trascurate a tempo debito. Questo spiega la sua attuale "freschezza" interiore. Ultimamente si è riaffacciato l'abuso di lettura. Il più regolare e sano dei cicli (ehm), è stato rinvigorito dalla messa in svendita di libri presso una famosa libreria di Firenze. MR ha comprato una dozzina di libri, negli ultimi tre giorni ne ha iniziati cinque e ne ha terminati due; la cosa si sta trasformando in irregolare e insana.

- osservazione divertita delle esasperate espansività di Tremor e Gea che contemplano:
attività ludico-ricreativa nelle lettiere al silicio (dalle sembianze di sale grosso da cucina con scaglie di sali da bagno azzurro oceano), ultima novità della casa;
riposo (non forzoso) tra i dodici libri comprati da MR, sulla tastiera del pc, sullo sterno di MR;
tenace e libero cazzeggio sulle rampe delle scale del condominio, sulla balaustra e sui davanzali delle finestre al settimo piano:
simulazione (poiché entrambi sterilizzati) di rapporti sessuali.

Se si aggiungono allenamenti in piscina e in palestra, qualche imprevisto a tarda ora, e un po' di svago impegnativo, il consuntivo registra un riposo forzoso con allegri sbilanci e entusiasti disavanzi che MR teme rimarranno senza recupero.

domenica 9 settembre 2012

UNA DOMENICA BESTIALE

Domenica mattina, cielo terso, sole deciso.
Le bestie di casa sembrano apprezzare, e ravvivate dalla lotta mattutina, prendono l'una la direzione del balcone, l'altro quella del tavolo.
L'una conversa per qualche minuto con la dirimpettaia O la rumena:
"Pisica, micia, micia, come se fatto grande... pis, pis, pisica!" squittisce O piena di gioia come sempre alla vista di Gea.
"..."
"Oooohhh, ce spui!? Cosa dici?! Beeella, vieni, vieni aici!"  la incita desiderosa di acchiapparla.
"..."
"Nooo, nu esce, gattino! Pisica, cadea, cadere! Oooohhh, vieni aici!" esclama allarmata e combattuta tra il senso di responsabilità e la irrefrenabile voglia di agguantarla.

L'altro, sul tavolo, con l'agilità di un ippopotamo, si butta di peso ora su una copia de Il Sole 24ore, ora sul bucato appena raccolto, ora sul pc, rotolandosi a destra e a sinistra come si farebbe con una braciola.

MR è ancorata fortemente alle ultime ore di questa estate esuberantemente anticiclonica. Come se potesse trattenerla, si assicura di non perderne neanche un pezzetto. Ne fa buon uso contro i veleni della vita. Si cambierà tre volte anche oggi,  per godere ancora un po' di tutto l'abbigliamento succinto e leggero.

Gea probabilmente ha detto ad O "Io vado!" , ed è rientrata saltellante pronta a percorrere dieci chilometri in quarantacinque metri quadri nelle prossime calde ore.

Tremor è attaccato come un'appendice al braccio di MR, sonnolentemente sopraffatto dal ticchettio della tastiera del pc, con l'aria convinta di chi ha deciso che gli appartieni, che sei una sua irrevocabile scelta, insomma, una pizza. 

MR si è già cambiata una volta, e ha davanti a sé una domenica bestiale. 

giovedì 6 settembre 2012

MONELLI

Quando MR dorme, sui comodini della stanza da letto ci sono solo i paralumi.
Tutto quello che dovrebbe esserci è, precauzionalmente, dentro il letto e sotto i guanciali.
Trattasi di: telefoni, fisso e mobile, ipad, ricaricabatterie, libri, posta, mollettoni per capelli, occhiali, custodia degli occhiali, telecomandi di condizionatore e tv, penne e block notes, e tutto quanto carpisce l'attenzione di due felini che stanno mandando una casa, e gli oggetti in essa contenuti, in preoccupante declino. Essendo una camera da letto, parlando di letto, tra le altre cose sarebbero potuti - non si sa mai - capitarci gadget erotici tipo biancheria intima commestibile, o manette di pelouche che MR pensò bene di non acquistare, in quel folle negozietto di oggettistica generale e anche erotico-scabrosa nel suo ultimo viaggio in Giappone. Il miscuglio sarebbe stato praticamente inquietante, nonché emotivamente devastante. Intanto, gli aggiornamenti riguardanti le due bestie di casa rilevano una passione incoercibile di Gea per la musica barocca, e per la Callas; relativamente a Tremor non ci sono aggiornamenti importanti da segnalare: continua a mangiare, a dormire, e a smaltire nella lotta libera con Gea e risalendo sei piani di scale a zampe, dopo essere stato spedito, con la forza, al piano terra in ascensore. 

venerdì 31 agosto 2012

PICCOLI E GRANDI A-MICI

"Pronto!?"
"Ciao, sono G!"
"Ah, ciao G, come va? Dimmi!"
"No, niente, così. Ti chiamavo per salutarti. Che fai?"

"Stamattina? Con Poppea che ha svuotato parte delle sue poppe nelle mie fioriere intasandomele, per la gioia di Gea, ho la casa infangata, non possiedo più neanche una scopa asciutta per spazzare, ci sono impronte di piedi di gatto ovunque, perfino sulle pareti di casa... questa gatta è una pazza, è completamente folle, è fuori di testa!"
"Be', del resto, eeehh, mhcosa voi, qualis padrona... "
"Tu vedessi cosa non combina! Ora? Ora, ad esempio si è sdraiata sulla terra bagnata, dopo aver piroettato da un vaso all'altro sporgendosi dal balcone e tenendosi aggrappata con una sola zampa penzoloni nel vuoto. Avevo appena finito di passare il cencio che ha cominciato a saltare sul pavimento come una capra spargendo terriccio dappertutto. Ma io che pulisco a fare??? Si è anche vendicata quando l'ho tirata per la coda. Si è avvinghiata alla mia gamba e me l'ha graffiata e infangata."
"E' come la padrona!!! Cosa critichi!"
"Sì, però come è bella la mia roscia! Guardala, ha la fulva sensualità di Rita Hayworth, l'impetuosa eleganza rame di Julia Roberts, la grazia oro carnicino di Nicole Kidman. Ha zampe snelle, forti, e muscolose da danzatrice, la mia piccola Fracci! E poi che carattere! Non si arrende mai. E' il combustibile mascherato da tormento di Tremor. Ha un amore dissennato per gli anticicloni subtropicali che la infervorano tutta. Parla, come una gallina, ma parla. Ha attenzioni per tutti, curiosità per tutto. E' intelligente, e amabile!"
"Eh, praticamente tutto il contrario di te!"
"Ma non hai appena detto che siamo uguali?"
"Mah, mica per tutto?!"
G è uno dei migliori amici di MR, ha una montagna di capelli che vanno da tutte le parti, un naso importante, una bocca che a volte è meglio non provocare, una testa di pari importanza del naso e forse anche qualche cosina in più, è di una simpatia demistificatoria e di un'ironia tagliente e graffiante, ha una personalità tutta grinze e profondità, ha una grande generosità silente, ha un amore e una competenza smisurate per la musica colta. Tra G e MR c'è grande affetto, una fiduciosa amicizia, un fraterno amor che move il sole e l'altre stelle.
Anche se non ha riconosciuto che dietro una grande gatta c'è sempre una grande padrona.