Tutto è iniziato circa quattro mesi fa. Quando MR è rimasta per molti, troppi, tre giorni senza adsl. Vittima di violente crisi di astinenza - perché la dipendenza da internet è peggio di qualsiasi vassallaggio, è più pervicace dell'assuefazione all'alcool, è più accanita della sottomissione al sesso sfrenato e bollente, è più tenace del vincolo con le droghe -, telefonò decine di volte al gestore telefonico. In preda allo smarrimento di se stessa - poiché subire il giogo della rete è più forte dei legami sentimentali, dei videogiochi, e dei pettegolezzi, è più potente della nutella, dello shopping, del parrucchiere, e dell'amore per i gatti -, costrinse, con protervia, i vari operatori, con i quali in quei giorni si intratteneva al telefono per la maggior parte del suo tempo, a sollecitare la riparazione della linea. Ostinata come un inesorabile martello - perché l'assoggettamento al web è invincibile, irrefrenabile, affascinante, inarrestabile, e convulso -, pretese spiegazioni "qui e subito" da alcuni dei tecnici con i quali socializzava senza sosta in quei giorni. Le scuole di pensiero della telecomunicazione in questione decretarono le più svariate e fantasiose possibilità: il modem non supportava i venti mega offerti in omaggio a MR per promozione, non supportava la navigazione durante il giorno ma solo nelle ore più cupe della notte, non supportava il cattivo tempo, non supportava se stesso; dopo una Caporetto di ventitré disconnessioni in una mattinata in cui MR entrò ed uscì dal raccapricciante tunnel dell'astinenza da internet come un folle flusso di corrente alternata, fissando scettica le spie del modem che se un momento prima erano immobili come colpite da paralisi, l'attimo seguente erano tutte lampeggiamenti multicolori e scintillii, questo morì. Il defunto modem-chincaglia, fu sostituito da un aggeggino, regalo prezioso di G, della configurazione del quale il gestore telefonico si appropriò indebitamente e fantomaticamente. L'ammollamento di 30 punto zero zero euro sull'ultima bolletta telefonica, per assistenza tecnica (e fantomatica) hardware/software è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, la scintilla che ha fatto scoppiare l'incendio, insomma, il casus belli.
Dopo aver urlato per l'ennesima volta dentro la cornetta contro l'ennesimo operatore, MR ha chiuso con chi per troppo tempo non aveva voluto ascoltarla, con le diverse scuole di pensiero, con gli operatori ciarlieri, con chi le consigliava di navigare durante la notte, congedandosi con un sonoro e turbolento addio, ed ha chiamato un altro gestore telefonico. Richiesta della nuova adsl, firma del contratto, e attivazione hanno assorbito una decina di giorni. Dieci giorni in cui MR affranta e persa si è aggrappata alla navigazione a vista con il suo cellulare chiama, ricevi, messaggia e fuggi; dieci giorni in cui rapace ma incapace è stata tentata di chiedere sfacciatamente ad O la rumena la password del proprio router in cambio di qualche ora di intimità con la leonessa Gea; dieci giorni di disintossicazione forzata e decisamente fallita. Da questa mattina MR ha di nuovo l'adsl; da questa mattina MR è di nuovo una tossica a pieno regime.
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lunedì 18 marzo 2013
giovedì 31 gennaio 2013
iPAD
MR da qualche mese possiede un iPad.
Lo comprò perché ne sentì il richiamo, perché la mela sbocconcellata di Macintosh ruggiva imponente nelle pieghe della sua vulnerabilità, perché i tempi per essere risucchiata dal gorgo della sudditanza internettiana, per un numero esagerato di ore, erano maturi. Un iPad ha infinite potenzialità, è leggero, maneggevole, ricco zeppo di risorse. Quel 9,7 pollici, ti segue ovunque, finanche alla toilette. Una piatta e discreta tavoletta contenente tesori "divini", che quando fu consegnata nelle mani di MR, questa si sentì un po' come Mosè quando ricevette le Tavole della Legge. E, incredibile ma vero, è avvenuto anche che MR avrebbe potuto sentirsi ancora Mosè, se non fosse stato che, quando, picchiando contro lo spigolo della porta, si adirò facendo cadere la tavoletta - che giustappunto non molla mai - dalle sue mani, questa non si spezzò ai suoi piedi; per fortuna! C'è da dire, però, che MR nei confronti della tavoletta - nonostante sia sempre con lei - è riuscita a instaurare un modello di rapporto indipendentista e separatista, sfruttando, per inettitudine, e anche per il timore di ripiegarsi totalmente sull'universo virtuale con il rischio di distruggere il concetto di comunità, aggregazione, socialità reali, faccende domestiche, e dismissione della coscienza (tipo uscire, lavare, pulire e soprattutto dormire), solo tre o quattro delle infinitesimali opportunità a sua disposizione.
Fino a quando:
"Be', però, almeno qualche app in più potresti installarla!" suggerisce C.
"Mi piacerebbe, ma ho paura della dipendenza. Ad esempio mi interesserebbe qualche app sulla fotografia, ma poi se ne subissi il giogo? Certo, la salvezza in mano ce l'ho! Al varco mi attendono sempre la mia incapacità e la conseguente pigrizia nel risolverla. Ecco, a questo proposito, ad esempio, non riesco a ripristinare la casella di posta elettronica, morta da qualche mese." confessa MR senza vergogna.
"Questa più che una salvezza è una cosa molto grave! Fammi vedere... Ti installo quest'altra, poi la configuri. Ed eccoti qualche app interessante. Libri e spartiti, fidati!" replica C con convinzione.
Il giorno dopo.
MR invia una mail a C.
Oggetto: Incremento di dipendenza con rischio elevato di crisi di astinenza.
Caro C,
è successo proprio quello che temevo e che inconsciamente stavo cercando con tutta me stessa di rigettare. Intanto, la casella mail che mi hai installato l'ho configurata e va perfettamente. Avendo cambiato la password, ho provato a riapplicare lo stesso procedimento all'altra casella, quella che mi nascondeva tenace le lettere da amanti, spasimanti e via dicendo, come una madre incattivita ed invidiosa o un padre che non approva un amore; per capirci, quella che non riuscivamo a riconfigurare è di nuovo attiva. Ora è tornato tutto più semplice, anzi, doppiamente semplice... appena accendo l'iPad, è tutto uno scampanellii e fischi, di qua e di là, mica come prima che dovevo andare a cercare la posta nei recessi dei recessi di Google! Oddio, è anche vero che, proprio perché, entrata in una sorta di impigrimento da lettura della posta, a causa di una ricerca che richiedeva troppo tempo, ora mi ritrovo a dover smistare una mappazza bestiale di roba, tipo quattrocento mail. Ma ogni cosa ha i pro e i contro. Comunque, tutto questo pippone per ringraziarti mille, anche per avermi dato qualche dritta su come spendere il mio tempo che avrei potuto impiegare in altre attività (ad esempio stanotte ho photoshoppato come una ossessa, sono andata alla ricerca di libri e spartiti dimenticati dal mondo e da custodire nel mio iBooks, anziché dormire... cosa che farò, con ogni probabilità, anche di giorno - intendo photoshoppare come una ossessa, e andare alla ricerca di libri e spartiti dimenticati dal mondo e da custodire nel mio iBooks, anziché dormire), ma nella vita tutto serve.
A dopo.
Cordialità.
MR
No, così, era che MR voleva scrivere un ultimo post per questo mese di gennaio.
Lo comprò perché ne sentì il richiamo, perché la mela sbocconcellata di Macintosh ruggiva imponente nelle pieghe della sua vulnerabilità, perché i tempi per essere risucchiata dal gorgo della sudditanza internettiana, per un numero esagerato di ore, erano maturi. Un iPad ha infinite potenzialità, è leggero, maneggevole, ricco zeppo di risorse. Quel 9,7 pollici, ti segue ovunque, finanche alla toilette. Una piatta e discreta tavoletta contenente tesori "divini", che quando fu consegnata nelle mani di MR, questa si sentì un po' come Mosè quando ricevette le Tavole della Legge. E, incredibile ma vero, è avvenuto anche che MR avrebbe potuto sentirsi ancora Mosè, se non fosse stato che, quando, picchiando contro lo spigolo della porta, si adirò facendo cadere la tavoletta - che giustappunto non molla mai - dalle sue mani, questa non si spezzò ai suoi piedi; per fortuna! C'è da dire, però, che MR nei confronti della tavoletta - nonostante sia sempre con lei - è riuscita a instaurare un modello di rapporto indipendentista e separatista, sfruttando, per inettitudine, e anche per il timore di ripiegarsi totalmente sull'universo virtuale con il rischio di distruggere il concetto di comunità, aggregazione, socialità reali, faccende domestiche, e dismissione della coscienza (tipo uscire, lavare, pulire e soprattutto dormire), solo tre o quattro delle infinitesimali opportunità a sua disposizione.
Fino a quando:
"Be', però, almeno qualche app in più potresti installarla!" suggerisce C.
"Mi piacerebbe, ma ho paura della dipendenza. Ad esempio mi interesserebbe qualche app sulla fotografia, ma poi se ne subissi il giogo? Certo, la salvezza in mano ce l'ho! Al varco mi attendono sempre la mia incapacità e la conseguente pigrizia nel risolverla. Ecco, a questo proposito, ad esempio, non riesco a ripristinare la casella di posta elettronica, morta da qualche mese." confessa MR senza vergogna.
"Questa più che una salvezza è una cosa molto grave! Fammi vedere... Ti installo quest'altra, poi la configuri. Ed eccoti qualche app interessante. Libri e spartiti, fidati!" replica C con convinzione.
Il giorno dopo.
MR invia una mail a C.
Oggetto: Incremento di dipendenza con rischio elevato di crisi di astinenza.
Caro C,
è successo proprio quello che temevo e che inconsciamente stavo cercando con tutta me stessa di rigettare. Intanto, la casella mail che mi hai installato l'ho configurata e va perfettamente. Avendo cambiato la password, ho provato a riapplicare lo stesso procedimento all'altra casella, quella che mi nascondeva tenace le lettere da amanti, spasimanti e via dicendo, come una madre incattivita ed invidiosa o un padre che non approva un amore; per capirci, quella che non riuscivamo a riconfigurare è di nuovo attiva. Ora è tornato tutto più semplice, anzi, doppiamente semplice... appena accendo l'iPad, è tutto uno scampanellii e fischi, di qua e di là, mica come prima che dovevo andare a cercare la posta nei recessi dei recessi di Google! Oddio, è anche vero che, proprio perché, entrata in una sorta di impigrimento da lettura della posta, a causa di una ricerca che richiedeva troppo tempo, ora mi ritrovo a dover smistare una mappazza bestiale di roba, tipo quattrocento mail. Ma ogni cosa ha i pro e i contro. Comunque, tutto questo pippone per ringraziarti mille, anche per avermi dato qualche dritta su come spendere il mio tempo che avrei potuto impiegare in altre attività (ad esempio stanotte ho photoshoppato come una ossessa, sono andata alla ricerca di libri e spartiti dimenticati dal mondo e da custodire nel mio iBooks, anziché dormire... cosa che farò, con ogni probabilità, anche di giorno - intendo photoshoppare come una ossessa, e andare alla ricerca di libri e spartiti dimenticati dal mondo e da custodire nel mio iBooks, anziché dormire), ma nella vita tutto serve.
A dopo.
Cordialità.
MR
No, così, era che MR voleva scrivere un ultimo post per questo mese di gennaio.
sabato 10 novembre 2012
UFFA, QUESTA ADSL!
"Benveuto nel servizio clienti di Tele... Le ricordiamo che la telefonata è gratuita, che il servizio è attivo tutti i giorni dalle 7 alle 22.30, che può visitare il sito Tele... punto it. Se ha chiamato per informazioni commerciali digiti 1, se ha chiamato per assistenza tecnica digiti 2."
2
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato. Nell'attesa le ricordiamo che può aprire una segnalazione on line sul sito
www.assistenzatecnicaonlineditele...punto it." ripete come un mantra, all'infinito, l'anfitrionica voce sintetizzata della padrona di casa Tele...
L'adsl sta facendo diventare matta MR che è costretta a navigare durante l'alleggerimento delle linee nelle ore più cupe della notte, come le ha consigliato uno dei tanti tecnici di Tele... con i quali in questi giorni si intrattiene al telefono per la maggior parte del suo tempo; che entra ed esce dal raccapricciante tunnel dell'astinenza da internet come un folle flusso di corrente alternata; che fissa con sguardo scettico e sfiduciato le spie del modem le quali se un momento prima erano immobili come colpite da paralisi, l'attimo seguente sono tutte lampeggiamenti multicolori, scintillii, e fischi.
Tutto è iniziato un paio di settimane fa, quando a MR è stata offerta una promozione di venti mega sull'adsl.
"Certo, sono i soliti trabocchetti per polli!" ha commentato beffardo e severo G al racconto di MR.
"Grazie, sei sempre il solito tesoro..." ha ribattuto rassegnata e arcigna MR.
"Non ho detto oche, ma polli!"
"Guarda che polli è peggio di oche... infatti voi maschi!"
"No, noi siamo maiali di cui, è noto, non si butta niente!"
"Già, neanche il tanfo!"
I venti mega, secondo G e secondo un altro dei tanti tecnici con i quali MR ultimamente socializza senza sosta, pare non siano supportati dal suo modem-chincaglia.
"Benveuto nel servizio clienti di Tele... Le ricordiamo che la telefonata è gratuita, che il servizio è attivo tutti i giorni dalle 7 alle 22.30, che può visitare il sito Tele... punto it. Se ha chiamato per informazioni commerciali digiti 1..."
"Maledetta tu sia! 2, voglio digitare il 2!"
"... se ha chiamato per assistenza tecnica digiti 2."
2
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato..."
"Quali cazzo sarebbero i tempi che mi avete indicato? NON MI AVETE INDICATO NESSUN TEMPO, HAI CAPITO? NESS..."
" Nell'attesa le ricordiamo che può aprire una segnalazione on line sul sito
www.assistenzatecnicaonlineditele...punto it..."
"Come minchia faccio ad aprire una segnalazione on line se non posso navigare, eh, scema? Sto parlando con te!"
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato."
I primi tecnici liberi che hanno interagito con MR turbata-imbestialita-rincretinita hanno decretato, nell'ordine, che c'era un problema sulla linea telefonica per colpa del cattivo tempo, che - come sopracitato - per MR e tutto ciò che informaticamente la riguarda, venti mega sono troppi, che al novantanove virgola nove per cento era colpa del filtro, che è comprensibile che una Caporetto come quella di ieri mattina, con ventitrè disconnessioni, abbia fatto girare le balle a MR e che questa lo abbia ampiamente dimostrato a Tele... voce sintetizzata compresa.
2
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato. Nell'attesa le ricordiamo che può aprire una segnalazione on line sul sito
www.assistenzatecnicaonlineditele...punto it." ripete come un mantra, all'infinito, l'anfitrionica voce sintetizzata della padrona di casa Tele...
L'adsl sta facendo diventare matta MR che è costretta a navigare durante l'alleggerimento delle linee nelle ore più cupe della notte, come le ha consigliato uno dei tanti tecnici di Tele... con i quali in questi giorni si intrattiene al telefono per la maggior parte del suo tempo; che entra ed esce dal raccapricciante tunnel dell'astinenza da internet come un folle flusso di corrente alternata; che fissa con sguardo scettico e sfiduciato le spie del modem le quali se un momento prima erano immobili come colpite da paralisi, l'attimo seguente sono tutte lampeggiamenti multicolori, scintillii, e fischi.
Tutto è iniziato un paio di settimane fa, quando a MR è stata offerta una promozione di venti mega sull'adsl.
"Certo, sono i soliti trabocchetti per polli!" ha commentato beffardo e severo G al racconto di MR.
"Grazie, sei sempre il solito tesoro..." ha ribattuto rassegnata e arcigna MR.
"Non ho detto oche, ma polli!"
"Guarda che polli è peggio di oche... infatti voi maschi!"
"No, noi siamo maiali di cui, è noto, non si butta niente!"
"Già, neanche il tanfo!"
I venti mega, secondo G e secondo un altro dei tanti tecnici con i quali MR ultimamente socializza senza sosta, pare non siano supportati dal suo modem-chincaglia.
"Benveuto nel servizio clienti di Tele... Le ricordiamo che la telefonata è gratuita, che il servizio è attivo tutti i giorni dalle 7 alle 22.30, che può visitare il sito Tele... punto it. Se ha chiamato per informazioni commerciali digiti 1..."
"Maledetta tu sia! 2, voglio digitare il 2!"
"... se ha chiamato per assistenza tecnica digiti 2."
2
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato..."
"Quali cazzo sarebbero i tempi che mi avete indicato? NON MI AVETE INDICATO NESSUN TEMPO, HAI CAPITO? NESS..."
" Nell'attesa le ricordiamo che può aprire una segnalazione on line sul sito
www.assistenzatecnicaonlineditele...punto it..."
"Come minchia faccio ad aprire una segnalazione on line se non posso navigare, eh, scema? Sto parlando con te!"
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato."
I primi tecnici liberi che hanno interagito con MR turbata-imbestialita-rincretinita hanno decretato, nell'ordine, che c'era un problema sulla linea telefonica per colpa del cattivo tempo, che - come sopracitato - per MR e tutto ciò che informaticamente la riguarda, venti mega sono troppi, che al novantanove virgola nove per cento era colpa del filtro, che è comprensibile che una Caporetto come quella di ieri mattina, con ventitrè disconnessioni, abbia fatto girare le balle a MR e che questa lo abbia ampiamente dimostrato a Tele... voce sintetizzata compresa.
venerdì 15 giugno 2012
PTEAMGM
"Forse dovresti acquistare uno di quei telefonini dove poter memorizzare i nomi associati ai numeri (è una delle ultimissime novità), in modo che, se ti arriva un messaggio o una chiamata da persone conosciute - senza che tu debba ricordare il numero a memoria - , le possa identificare. Comodo, no?"
Il consiglio ironico di Stefanio, lasciato sotto forma di commento al post di MR, sulla telefonia mobile, ha il suo allarmante perché. Tutto è nato da una telefonata di lui e dal rifiuto ingombrante di lei. Non nel senso che lei gli ha chiuso il telefono in faccia. MR aveva un vecchio televisore che una sera è scoppiato, lasciando un'inquietante nuvola e un incessante puzzo di fumo nella sua camera da letto. Non potendo più essere riparato, MR ha chiamato la Fiorentina Ambiente - rifiuti ingombranti - perché lo venisse a ritirare. Ha concordato una data in cui doveva essere esposto sotto casa a bordo strada; lo ha temporaneamente collocato all'ingresso, per metà dentro e per metà fuori sotto una sedia, dove lo ha lasciato, dimenticandosene completamente, oltre la data concordata; ne ha fissata un'altra; ha postato un memorandum su Facebook che suonava come un mantra (televisore sotto casa, televisore sotto casa, televisore sotto casa, televisore sotto casa... ) che Stefanio ha letto. "Ti chiamo per ricordartelo!" ha risposto gentile alla formula mistico-meditativa lanciata da MR sul social network-agenda.
Pappa rappaaa, pappa raaa, pappa rappaaaa, pappa ra, pa, pa.
"Pronto?"
"Ciao, sono io!"
"Ehm, mi perdoni, io chi?"
"Stefanio. Televisore sotto casa."
"Aaaaahh! Oddio mio, scusami, è vero. Ma come hai avuto il mio numero di telefono?"
"Me lo hai dato tu, non ricordi?"
"Hhm... sssì, solo che deve essersi cancellato dalla memoria della sim. Sai, a volte succede."
Dopo un quarto d'ora di conversazione.
"Allora scendo a portare il televisore, grazie mille per avermelo ricordato!"
"Di niente. Rimemorizza il mio numero di telefono (sempre che tu l'abbia mai fatto), ok?"
"Ok, grazie mille, Stefanio."
Qualche giorno dopo (molto probabilmente è così) per verificare se MR ha memorizzato il numero di telefono Stefanio le ha inviato un sms.
"Ciao, sei libera venerdì sera?"
"Boh! Per?"
"Cena con amici simpatici. Imperdibile. E' gradita la tua presenza. Vieni?"
Un atroce sospetto ha assalito MR. Il messaggio non proveniva dalla persona che pensava, anche se il numero sembrava il suo; cominciava con lo stesso prefisso.
"Mamma mia che arrosti faccio con questo telefono. Scusami, mille volte. Pensavo fossi un'altra persona, che figura. Perdona il mio tono secco, non volevo essere scortese. Grazie dell'invito, mi fa molto piacere. Ti faccio sapere quanto prima!"
"Prego. memorizza il mio numero, però!"
MR tecnologicamente è un'inetta, ha un telefonino anteguerra e sgangherato, una misera manciata di numeri sulla sim, che crede alloggi nella sua testa. Tutte queste cose insieme la fanno spesso sfigurare.
Per questo, seppur reticente, ha provato a memorizzare il numero di telefono di Stefanio.
I passaggi che ha eseguito sono stati i seguenti: 347... , SALVA, NOME SCHEDA: Pteamgm.
La vecchia conquista del T9 da parte di MR non ha avuto frontiere ed è straripata ingloriosamente nell'associzione di un numero di telefono ad un nome, dando l'ennesimo senso alla sua reticenza.
martedì 12 giugno 2012
TELEFONIA MOBILE
C'è un momento in cui l'indecisione di MR rischia di assumere contorni drammatici.
Si tratta del momento che le impone di sostituire il vecchio telefonino con uno, se non nuovo, quantomeno funzionante.
Momento sempre in ritardo sulla tabella di marcia.
Momento che con regolare cadenza si ripresenta come un mostro.
Un momento-mostro che toglie, un pezzetto per volta, la giusta distanza tra lei e il mondo tecno-telefonico che solo i suoi telefonini anteguerra sono riusciti e riescono a mettere.
Distanza che MR si ostina a non voler colmare. Perché un telefono serve solo per chiamare e ricevere chiamate, al massimo per messaggiare.
L'unica volta che MR ha comprato un telefonino è stata la prima. Si trattava di un Motorola modello cabina telefonica, che la accompagnò per molti anni. Morta la cabina telefonica, ne ha posseduti solo altri quattro, tutti almeno di seconda mano, regalati da amici, parenti e rivenditori che se ne volevano ad ogni costo sbarazzare. Il primo dei quattro era un piccolo aggeggio giallo girasole, che MR non riusciva a tenere in mano tanto era piccolo. Glielo mollò il commesso di un negozio di telefoni, dopo un'attenta e dettagliata illustrazione di tutta la merce in vendita, impietosito dall'incapacità di MR di comprendere l'universo della comunicazione mobile:
"Questo va benissimo per te. Effettua e riceve chiamate, e se proprio vuoi spingerti oltre, ha anche l'opzione sms. Prendilo pure, te lo regalo."
Il secondo lo sottrasse con l'inganno ad un ex fidanzato, che lo aveva abbandonato sul comò.
A MR piaceva tantissimo quel telefono grigio, ignorato e schifato nella sua grigia semplicità, lasciato su quel comò come un pezzo d'antiquariato.
"Che bello, lo posso provare? Oh! Ha la suoneria di "Braccio di ferro"! Mi piaceva tanto Popeye. Il prossimo telefonino che comprerò sarà proprio come questo. Anzi, vado a comprarlo subito, visto che il mio girasole non funziona quasi più. Mi accompagni? Mi aiuti a trovarne uno identico a questo? Insomma, sai che io non me ne inten... "
"Ma no, prendi pure questo, io non lo uso più!"
Il terzo glielo regalò Victoire, sua madre, dopo che Popeye aveva perduto fino all'ultimo pezzo costringendola ad un debosciato e coatto isolamento dal resto del mondo.
Si trovavano in vacanza a Villapiana (CS), e Victoire, esasperata dalla indolenza di MR corse da Peppino, rivenditore autorizzato sotto casa e le comprò l'ultimo dei telefoni, così come indicatole da questa.
"Non spendere più di 30.00-35.00 euro. Sono più che sufficienti. Non spendere di più, hai capito?!"
Il quarto è stato un regalo dell'amica Manuela. Un telefono con sportellino, per MR di ultimissima generazione, con un menù ricchissimo, per Manuela ormai tramontato da anni.
Bianco, con la suoneria di Indiana Jones in formato schiacciato-velocizzato con testo di due parole - pappa rappa - che suscita l'ilarità generale ogni volta che squilla, è l'attuale telefonino di MR, ormai al capolinea.
Per questo, insieme al fatto che nessuno, che lei sappia, in questi giorni si sta liberando di vecchi telefonini, ieri ha raccolto tutte le sue energie positive, tutto il suo coraggio e tutta la sua buona volontà e si è recata presso un centro di telefonia mobile, per affrontare il difficile momento.
"Buongiorno! Mi dica, in cosa posso esserle utile?"
"Ahm, vorrei acquistare un telefono... sì, insomma, devo accorciare le distanze."
"Prego?"
"No, niente, il vuoto, tra me e tutti questi aggeggi qui dentro c'è il vuoto... io non me ne intendo... "
"Capisco. Come lo vuole?"
"Heh! Non saprei, mi aiuti!"
"Allora... qui abbiamo dei rivoluzionari iPhone; 16, 32, o 64 GB. Schermi top level. Per esempio questo melafonino 4 pollici?"
"Ehm, no, non credo. Una cosa meno sofisticata?"
"Dunque... tra gli Smartphone abbiamo anche questa interessante serie. C'è il SUPERIOR, seicento minuti, seicento sms, internet incluso 1GB; altrimenti, c'è anche lo Smart TOP, milleduecento minuti, milleduecento sms, internet incluso sempre 1GB; o ancora lo Smart ELITE dove si arriva anche a duemila min..."
" Duemila sms, internet incluso 1GB. NO, vorrei qualcosa di meno sontuoso. Non importano i minuti di traffico e neanche il numero di sms. Io invio al massimo tre sms al giorno, quanto ai minuti me la sbroglio da me."
"Mh, ho capito lei è una restrittiva. Lei è in austerity. Allora questo Black Berry modello Curve... guardi che bell'oggettino, touch screen, beats audio."
"Senta, una cosina semplice semplice?"
"Bene, ora è chiaro, lei ha una visione strabica e miope della tecnologia telefonica..."
"Ah, vedo che vendete anche dei bei modelli di occhiali!"
MR è uscita dal negozio senza acquisti perché ci deve pensare, perché è un'eterna indecisa, e perché il telefono che vuole è tipo antico e tristone, che chiami e ricevi telefonate e sms e basta, che continui a farla vivere nella sua restrizione e nella sua austerity, nel suo strabismo e nella sua miopia, che abbia una suoneria pazza e unica che suscita ilarità ogni volta che squilla.
Si tratta del momento che le impone di sostituire il vecchio telefonino con uno, se non nuovo, quantomeno funzionante.
Momento sempre in ritardo sulla tabella di marcia.
Momento che con regolare cadenza si ripresenta come un mostro.
Un momento-mostro che toglie, un pezzetto per volta, la giusta distanza tra lei e il mondo tecno-telefonico che solo i suoi telefonini anteguerra sono riusciti e riescono a mettere.
Distanza che MR si ostina a non voler colmare. Perché un telefono serve solo per chiamare e ricevere chiamate, al massimo per messaggiare.
L'unica volta che MR ha comprato un telefonino è stata la prima. Si trattava di un Motorola modello cabina telefonica, che la accompagnò per molti anni. Morta la cabina telefonica, ne ha posseduti solo altri quattro, tutti almeno di seconda mano, regalati da amici, parenti e rivenditori che se ne volevano ad ogni costo sbarazzare. Il primo dei quattro era un piccolo aggeggio giallo girasole, che MR non riusciva a tenere in mano tanto era piccolo. Glielo mollò il commesso di un negozio di telefoni, dopo un'attenta e dettagliata illustrazione di tutta la merce in vendita, impietosito dall'incapacità di MR di comprendere l'universo della comunicazione mobile:
"Questo va benissimo per te. Effettua e riceve chiamate, e se proprio vuoi spingerti oltre, ha anche l'opzione sms. Prendilo pure, te lo regalo."
Il secondo lo sottrasse con l'inganno ad un ex fidanzato, che lo aveva abbandonato sul comò.
A MR piaceva tantissimo quel telefono grigio, ignorato e schifato nella sua grigia semplicità, lasciato su quel comò come un pezzo d'antiquariato.
"Che bello, lo posso provare? Oh! Ha la suoneria di "Braccio di ferro"! Mi piaceva tanto Popeye. Il prossimo telefonino che comprerò sarà proprio come questo. Anzi, vado a comprarlo subito, visto che il mio girasole non funziona quasi più. Mi accompagni? Mi aiuti a trovarne uno identico a questo? Insomma, sai che io non me ne inten... "
"Ma no, prendi pure questo, io non lo uso più!"
Il terzo glielo regalò Victoire, sua madre, dopo che Popeye aveva perduto fino all'ultimo pezzo costringendola ad un debosciato e coatto isolamento dal resto del mondo.
Si trovavano in vacanza a Villapiana (CS), e Victoire, esasperata dalla indolenza di MR corse da Peppino, rivenditore autorizzato sotto casa e le comprò l'ultimo dei telefoni, così come indicatole da questa.
"Non spendere più di 30.00-35.00 euro. Sono più che sufficienti. Non spendere di più, hai capito?!"
Il quarto è stato un regalo dell'amica Manuela. Un telefono con sportellino, per MR di ultimissima generazione, con un menù ricchissimo, per Manuela ormai tramontato da anni.
Bianco, con la suoneria di Indiana Jones in formato schiacciato-velocizzato con testo di due parole - pappa rappa - che suscita l'ilarità generale ogni volta che squilla, è l'attuale telefonino di MR, ormai al capolinea.
Per questo, insieme al fatto che nessuno, che lei sappia, in questi giorni si sta liberando di vecchi telefonini, ieri ha raccolto tutte le sue energie positive, tutto il suo coraggio e tutta la sua buona volontà e si è recata presso un centro di telefonia mobile, per affrontare il difficile momento.
"Buongiorno! Mi dica, in cosa posso esserle utile?"
"Ahm, vorrei acquistare un telefono... sì, insomma, devo accorciare le distanze."
"Prego?"
"No, niente, il vuoto, tra me e tutti questi aggeggi qui dentro c'è il vuoto... io non me ne intendo... "
"Capisco. Come lo vuole?"
"Heh! Non saprei, mi aiuti!"
"Allora... qui abbiamo dei rivoluzionari iPhone; 16, 32, o 64 GB. Schermi top level. Per esempio questo melafonino 4 pollici?"
"Ehm, no, non credo. Una cosa meno sofisticata?"
"Dunque... tra gli Smartphone abbiamo anche questa interessante serie. C'è il SUPERIOR, seicento minuti, seicento sms, internet incluso 1GB; altrimenti, c'è anche lo Smart TOP, milleduecento minuti, milleduecento sms, internet incluso sempre 1GB; o ancora lo Smart ELITE dove si arriva anche a duemila min..."
" Duemila sms, internet incluso 1GB. NO, vorrei qualcosa di meno sontuoso. Non importano i minuti di traffico e neanche il numero di sms. Io invio al massimo tre sms al giorno, quanto ai minuti me la sbroglio da me."
"Mh, ho capito lei è una restrittiva. Lei è in austerity. Allora questo Black Berry modello Curve... guardi che bell'oggettino, touch screen, beats audio."
"Senta, una cosina semplice semplice?"
"Bene, ora è chiaro, lei ha una visione strabica e miope della tecnologia telefonica..."
"Ah, vedo che vendete anche dei bei modelli di occhiali!"
MR è uscita dal negozio senza acquisti perché ci deve pensare, perché è un'eterna indecisa, e perché il telefono che vuole è tipo antico e tristone, che chiami e ricevi telefonate e sms e basta, che continui a farla vivere nella sua restrizione e nella sua austerity, nel suo strabismo e nella sua miopia, che abbia una suoneria pazza e unica che suscita ilarità ogni volta che squilla.
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