Visualizzazione post con etichetta Gaffe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gaffe. Mostra tutti i post

domenica 7 aprile 2013

SCRITTURA RANDOM

Da un po' di tempo a questa parte MR non è qui.
No, non qui sul blob da dove manca - fortunati voi - solo da qualche giorno; non è qui e neanche solo da un po' di tempo. 
MR, sembra sia dove dovrebbe essere ma in realtà non è così. 
Ricoperta da un velo, non sempre invisibile, di sfinimento mentale ed umorale - causa significativo, ragguardevole, incalcolabile, pregevole periodo di merda - ora cade in sonni ecatombali, ora decide di farsi inghiottire dai viaggi immaginari della lettura, ora si immerge nella visione di film prevalentemente di genere horror-thriller-giallo-noir-paranormale-pazzia, ora affoga le preoccupazioni in rendez-vous con amici e leccornie di ogni ordine e grado, ora scrive.
Illusioni leggere e spensierate a fare da contorno alla amara quotidianità.
Oggi per contorno ha scelto di tornare a voi qui, sul blob.
Malgrado il sonno incoercibile, malgrado la corsa al parco che incombe, malgrado non sappia proprio cosa scrivere.
Scrivere, anche non sapendo bene cosa, però, è salvifico, liberatorio ed efficace.
Elimina, anche solo temporaneamente, anche per un illusorio attimo, da stress, ansie e manie di persecuzione. Nei prossimi post, MR raccoglierà le idee e ritrovata l'ispirazione, non mancherà di trattare dei benefici del sonno assassino, dell'animo avventuriero che la spedisce selvaggiamente da un capo all'altro del mondo via lettura, delle anomalie con le quali folleggia davanti ad uno schermo, della giacobina che è in sé e che non riesce a trattenere davanti alle tavole imbandite.
Oggi, invece, scriverà random.
Tempo fa, MR lesse di un certo Paul Wilson, guru australiano del relax, secondo il quale, nel giro di soli tredici minuti (il tempo necessario per preparare e bere una tazza di tè) si può trovare la serenità. Senza doversi necessariamente astrarre, alienare, o appartare che dir si voglia, dalla vita quotidiana, attraverso un semplice metodo di meditazione, è possibile il raggiungimento di uno stato di benessere fisico e mentale. Rapidamente, efficacemente, neanche in eremitaggio, tutti i giorni, in ogni dove, in qualsiasi momento. Il Sig. Wilson tratta il tutto in un libro intitolato LA QUIETE. Non adatto ad un pubblico dall'anima caparbia - al quale appartiene MR - e con leggere tare relative alla riflessione profonda finalizzata alla ricerca della verità e della calma - che la riguardano molto da vicino - MR decretò che non fosse roba per lei. Lesse tutto ciò nella sala d'attesa di uno studio foniatrico, dove si recò per una visita di controllo, dopo una mattinata senza aver profferito verbo, dopo una navigazione su internet a colpi di immagini e foto di corde vocali di dubbia natura, con noduli, polipi, granulomi, paralisi, edemi, tanto per rassicurare il suo sistema nervoso. Immaginò la dottoressa che doveva visitarla mostruosa, insensibile, scorbutica, nevrotica, stronza.
(No, non ce la faccio ad affrontarla, sarebbe un'impresa al di sopra dell mie possibilità, non me la sento, mi dirà cose bruttissime sulle mie corde vocali, non posso permettermelo, non ora, non oggi. Ho anche parcheggiato male, mi faranno la multa, me ne vado.)
"Sig. MR , buonasera, prego si accomodi!" esordì la foniatra con fare gentile, e sguardo al di sopra degli occhiali.
"(Oddiooo!!!) Buonasera, grazie!"
"Oh! Cantante lirica! Soprano?"
"No, mezzosoprano!" rispose MR traboccante d'orgoglio e d'ansia.
"Ah, no, perché la vedevo tutta dritta e magrina, mi dica tutto!"
"E' un'eterna sfida, ma ci difendiamo anche noi mezzosoprani. Ho la tracheite, catarro, tosse, comincio a soffrire di ansia depressiva, e il dentista mi ha consigliato di mettere il bite per sei mesi perché digrigno i denti. Mi sono ingozzata di aerosol al cortisone, ma non sono guarita, che cosa ho?"
"Capisco." sussurrò placida con lo sguardo al di sopra degli occhiali.
"(Allora se capisce mi dica qualcosa di buono almeno lei!) Che cosa ho?"
"Calma! Il cortisone per aerosol non ci piace, ed inoltre fa venire la candida."
"In bocca?"
"Esatto, in bocca! Soffre di qualche forma allergica?"
"Sì, orticaria da stress, da nichel, da forfora del gatto, da uomini. E poi di rinite allergica e vasomotoria!"
"Capisco! Venga MR sediamoci qui e tranquillizziamoci."
"Qui!? Vicino agli strumenti rivelatori?"
"Apriamo la bocca, tiriamo fuori la lingua, diciamo eeeee!"
"Eeeeeeeeeeeeeeeee!"
"Siamo ancora congestionate, le do una curetta per sfiammare, ed uno spray per la rinite. Tra una settimana saremo guarite!"
"E le mie corde? Come stanno le mie corde?"
"Bene, benone! Sono lunghe e sottili, si adducono e si tendono bene, non vi è alcun tipo di anomalia."
"Allora non ho polipi, noduli, paralisi!" esultò, MR, fiera di aver trovato provvidenzialmente nella foniatra  un'alleata.
"Ma no, cosa dice?"
"Allora siamo salve, stiamo bene, dottoressa?"
"Buona serata! E per due tre giorni non cantiamoci su!" fece affabile con lo sguardo al di sopra degli occhiali.
In un'epoca declinante come quella che stiamo vivendo, tenere alta la guardia dello stress dà sapore alla vita, altro che ricerca della quiete!

Due inverni fa.
"Pronto, parlo con MR? Sono il tecnico dei riscaldamenti del condominio. L'ufficio mi ha riferito che ha chiamato... i suoi termosifoni hanno qualche problema?
"Ah! Buongiorno! Sì! Devono essersi formate delle bolle d'aria all'interno, da due giorni non si scaldano più uniformemente, si sente il gorgoglio dell'acqua, e non essendoci la valvola di sfiato credo occorra l'intervento di una mano esperta. Viene ora? Qui si gela!"
"No, ora no! Ho altre chiamate. Lei ha qualcosa con cui scaldarsi momentaneamente? Non so, una stufa elettrica, un caldobagno, una borsa d'acqua calda, un plaid!?"
"Sì, ho i condizionatori d'aria con la pompa di calore, e il forno elettrico."
"Benone! Credo potrò venire domani. Preferisce mattina o pomeriggio?"
"Nel pomeriggio parto per la trasferta a Piombino. C'è il concerto al Metropolitan, in programma due messe, una di Schubert e l'altra di Puccini, la partenza è fissata per le 16.30... roba da perdere l'autocontrollo!"
"Come?"
"Mattina, preferisco la mattina! A che ora viene?"
"Vengo alle otto."

Sempre due inverni fa.
MR è una creatura sommamente estiva; MR ha un'istintiva e naturale avversione per la brutta stagione ed il suo avanzare; MR per questo si stressa; MR se si stressa commette gaffe di ogni genere; MR in inverno è un'eccellente gaffeur; MR in un giorno di quell'inverno sfornò una gaffe di pregio;
MR chiese, incautamente e pubblicamente, ad una truccatrice del teatro se fosse incinta.
MR si è sentì un'idiota integrale quando la truccatrice del teatro rispose di no.
MR  cercò di convincere se stessa che fu tutta colpa dello stress.

L'anno scorso, in pizzeria con gli amici dopo le vacanze estive.
"Come è andata la caccia quest'estate?"
"Bene, ho conosciuto un gommista."
"Mh, ed era romantico?"
"Sì, pensa che mi ha regalato due copertoni a tasselli larghi e resistenti alle forature."
"Vado al bagno, scusatemi!"
"Minchia! E' andata via la luce!"
"Come hai fatto in bagno senza luce?"
"Ho ricevuto un sms proprio nel bel mezzo del buio, e, illuminandosi, il display ha centrato insieme ad altro il water!"
"Mammamia, questi cellulari, anche se non avessi ricevuto l'sms sarebbe stato illuminante. Neanche un compromesso!"
"Un compromesso è tale o non lo è, che ne pensi MR?"
"Sì, certo, si discute, si concede, si concorda. Capillarmente. Leggerei alcune obbligatorietà come estenuanti; poi c'è un senso, il senso... quello nobile della faccenda."
"MR, parla come t'ha fatto mammeta!"
"E' che sto allenando la mia dialettica. Scrivo, e allora... "
"Scriviii? E che scrivi?"
"Ehm... , no, niente... "

In una delle innumerevoli chat con V:
"Caio! Alloar, cosa manig oiggi?"
"MR, ma che sei chattslessica? Confessa, chi ti scrive i testi del blog?" 

martedì 22 gennaio 2013

C COME CINEMA E COME CIOCCOLATA (BOLLENTE)

"Allora, domani si va tutti al cinema!" ordina MR organizzatrice, dopo aver deciso quale film andare a vedere.
L'indomani arrivano a MR una valanga di deroghe, ed una sola conferma.
Prima di andare avanti, una piccola premessa.
Tesi: MR è dotata di una mente vivace, ampiamente e creativamente interpretativa.
Antitesi: la mente di MR rimane spesso intrappolata in interpretazioni a compartimenti stagni.
Sintesi: MR ha tutto un personale modo di interpretare cose, fatti e pensieri. (No, è che poi la serata è finita a tarallucci, vino e filosofia! Ma andiamo per ordine.)

"Io non vengo perché piove, non ho voglia di bagnarmi e prendere umidità! Oggi voglio rimanere a casa. Oggi è una giornata da trascorrere in casa." frigna G pigro.
(Non vieni perché l'ultimo film che avevo scelto(imposto) non ti è piaciuto... ) interpreta MR mordace.

"Io non vengo perché piove, e non ho voglia di bagnarmi e prendere umidità! Oggi voglio rimanere a casa. Oggi è una giornata da trascorrere in casa." sostiene M sonnacchiosa.
(Non vieni perché l'ultimo film che avevo scelto(imposto), il cinepanettone per il quale tutti ridevano ti ha fatto addormentare... ) interpreta MR maligna.

"Oggi resto a casa!" dichiara S lapidaria.
(Rimani a casa perché l'ultima volta ho sbagliato cinema e sono arrivata in ritardo, in quanto ho dovuto riattraversare tutta la città per raggiungervi, e sono entrata in sala a film iniziato disturbando il pubblico!) interpreta MR acrimoniosa.

"Ci vediamo davanti al cinema. Il film da te scelto pare sia bello. L'ora dello spettacolo va benissimo. Viene anche F. Chi arriva per primo compra biglietti e pop corn. Se desideri altro, ubbidisco!" esclama A elettrizzato.
(Venite perché ogni occasione è buona per provarci!) areinterpreta MR montata (no, non nel senso laico e terreno del termine; ma esaltata, superba, megalomane).

Tutti e tre arrivano, per sbaglio (di MR), più o meno due ore prima dell'inizio dello spettacolo, roba che ormai i fratelli Lumière, da qualche parte lassù, quando MR si avvicina ad un cinema, si sparano le migliori sghignazzate, gomitate, e pacche sulle spalle di tutti i tempi. I tre si rendono conto di essere in largo anticipo solo dopo aver fatto i biglietti; quando MR si vedeva già risucchiata nel vortice dell'avvincente trama del film, e della calda e comoda poltrona; quando immaginava già di essere ringraziata per aver fatto finalmente la scelta giusta in barba al pigro G, alla sonnacchiosa M, e alla lapidaria S; quando si prefigurava già in un seguente forum di discussione e riflessione con il letterato A e il filosofo F che, messa da parte per un istante la purezza di cuore e la rettitudine di spirito, avrebbero picchiato, percosso e abbandonato lì MR, se non fosse stato che sul programma esposto in biglietteria campeggiava lo stesso errore di orario.
A quel punto, aspettare avrebbe significato protrarsi oltre tempi comodi e decenti.
Pertanto, MR, propone il rimborso dei biglietti; A tenta disperatamente di stravolgere la programmazione pretendendo di far proiettare il film, in via del tutto eccezionale e straordinariamente, due ore prima; F rivedrebbe per l'ennesima volta l'ultimo di Tarantino in proiezione di lì a qualche minuto.
Vince MR.
La serata finisce in un localino bellino bellino, stile inglese, no, più stile francese, in centro, davanti a due tè e a un infinità di fiocchi di meringa affogati in una cioccolata bollente (i tarallucci, vino e filosofia di cui sopra; la cioccolata bollente per MR).
No, ora, MR non vorrebbe dire, ma, fermo restando che, qui dentro tutto viene mosso da spinte che partono dal reale e approdano al virtuale in una forma su basi veritiere ma, per forza di cose, spesso rivisitata, passando per filtri ironici e autoironici  che coinvolgono anche terzi, senza voler offendere nessuno (almeno è quello che MR spera) - ora ingigantendo, ora ridimensionando, qua infuocando, là smorzando - un'infinità di fiocchi di meringa affogati in una cioccolata bollente, visto che in loco, filosoficamente parlando, non si è riusciti a stabilirlo con precisione, quante minchia di reali calorie contiene? Punta ancora dalla maniacale urgenza di scrivere, solleticata da un insano voler esserci con questo blob... ehm, blog, costi quel che costi, MR lo chiede a voi. Anche se ha l'atroce sospetto che presto Rodrigo, lo scultore della palestra, scioglierà l'oscuro enigma.

domenica 20 gennaio 2013

PROCLAMI (MA CHI T'O FA FA'?)

Ora di pranzo, alla mensa. MR è in compagnia di G che la mette al corrente di notizie che turbano il suo già precario equilibrio emotivo e per la diffusione delle quali questo posto non è deputato. Insomma, mentre MR, un po' così  (laddove un po' così sta per catastrofe interiore, dibattito politico-fisiologico interno, percentuale di vitalità e narcisismo pari a quella di uno sfigato ad un passo dal suicidio), fagocita voracemente polenta pasticciata, bistecca di maiale, ceci e patate - uguale uguale ad un pitbull con la sindrome da disturbo da alimentazione incontrollata, ché tanto a lei la fame non gliela toglie niente e nessuno -, G cerca di ravvisare un senso nelle conseguenti mille farneticanti affermazioni da lei sparate. Non solo: lui, cercando di ravvisare un senso nelle mille farneticanti affermazioni da lei sparate, ha pure qualche risposta. Ma non solo, e non solo: se lui risponde non può certo mangiare, e, mentre lei è alla frutta (sta sbucciando la mela) ed è riuscita ad arrivarci ciarliera, lui è rimasto al primo.
"G, e dai! Quanto ci impieghi!  Mangi come una lumaca... io ho già finito!"
"La tua affermazione è controvertibile, contestabile, nonché attaccabile!" 
"Quale delle tremilaseicentocinquantasette che ho fatto?"
"Mentre tu, succeda quel che succeda, anche ciarlando, riesci a mangiare con l'imbuto, io, parlando, per colpa tua, non riesco proprio a farlo!" 
(A mangiare, non riesce a mangiare ciarlan... ehm, parlando, voleva intendere G, non certo a ciarl... a parlare). (Cosa cazzo c'era in quella polenta pasticciata?)
MR si ritiene fortunata ad avere G come amico; specialmente quando questo ha per lei risposte forti, solide, e rasserenanti.
Che poi, spesso risponde anche con domande ("Ma chi t'o fa fa'?") altrettanto forti, solide e rasserenanti.


Sempre ora di pranzo, sempre alla mensa. MR sente una presenza alle sue spalle. Mentre armeggia con vassoio, tovaglioli e posate, si volta, vede il collega GP, si avvicina a lui.                                                
"Ehi, GP, ciao! Ma pensa, ti ho visto, come dici tu, con gli occhi dello snowbordista! Ce li ho anch'io gli occhi occipitali, del resto sono una nuotatrice. Tu ed io abbiamo altri due occhi dietro alla testa!" afferma MR ridacchiando. Anzi, afferma MR fino a te (di testa), ridacchiando, indietreggiando, rovinando addosso ad un altro collega; la esse, la ti e la a (sempre di testa) incastrate nel lobo occipitale proprio dove risiedono gli altri due occhi.
(Ma chi t'o fa fa'?)


Prova di regia di Don Giovanni.
"Oggi proviamo la danza!" fa la coreografa.
"Ma tutti?" fa MR.
"Più o meno." rifa la coreografa.
(Che palle!) pensa MR.
(Non temere, MR, abbi fede. Ad ognuno il suo!) pensa la coreografa.    
Questa comincia ad illustrare la danza: minuetto con passo base, passada e vuelta, contradanza. Poi c'è il girogirotondo intorno al tavolo.
A MR tocca il girogirotondo intorno al tavolo.
Poco dopo.
"Occorrono altre persone per la danza, c'è qualcuno disposto a ballare? C'è qualche volontario?" propone la coreografa.
Tuttintorno cala improvvisamente un silenzio di tomba.
MR inspira ed espira; nel suo animo si apre un bivio: buttarsi con struggente malinconia nel rassicurante, avvolgente, e confortante girogirotondo, come non succedeva da secoli, o lasciare che il sacro fuoco della ballerina arda in lei, lanciandosi nei passionali e sensuali passi, con audacia e sfacciataggine, incurante delle figure di merda già in agguato dietro il backstage?
"... Io! Mi offro volontaria!" emerge dal silenzio MR, schiarendosi la voce, alzando la mano, sentendo per qualche attimo  arrestarsi il battito cardiaco e tentando di bandire la iena crocuta crocuta che di solito la aspetta carogna al varco.
Le prove stanno andando bene. Sono tre giorni che MR non fa che contare fino a sei (anche durante le prove musicali in sala davanti ad un quattro quarti, un due metà, o un cinque ottavi). Fa coppia con R, con il quale continua a provare passade lungo i corridoi, vuelte al bar, contradanze al badge. Il gruppo per la danza entra al lavoro sempre un'ora prima rispetto agli altri.
(Ma chi t'o fa fa'?)

domenica 13 gennaio 2013

EH... ... PAZIENZA!

Questo blog è nato anche per esorcizzare e placare le inquietudini di MR, che lo infesta quasi quotidianamente con le proprie farneticazioni, e per fare accorgere a chi non se ne fosse accorto (compresa se stessa) - ammesso che importi a qualcuno, ma essa si illude che sia così, sennò non esorcizza una beata cippa - di episodi significativi (?) e non (!) della sua vita.
Essendo creatura sommamente discreta, timida e riservata lì fuori - a volte fino a rasentare la paralisi - è sfrenata, aperta, e confidenziale qui dentro. Slanci, aperture, e confidenze non solo deliranti e spesso resi in stato confusionale, tanto che per decriptarli manco la Stele di Rosetta, ma che tolgono tempo prezioso ad altre attività e incombenze; tipo oggi: MR dovrebbe andare a comprare un aspirapolvere di seconda mano, e dovrebbe andare a correre, ma sta qui a tartassare il blog perché ha la forte urgenza (si dice sfogo) di rendere partecipe chi, bontà sua, passerà per di qua e l'aiuterà nel superamento di ciò che sta per propinare. Il fatto è questo.
MR lo sospettava, ma non ne era certissima. Ieri ha avuto la conferma definitiva che quanto a sensualità, carica erotica, carnalità, charm, e enchantment non ha esattamente l'allure di Constance Chatterley, di Carmen, o di Rossella O'Hara. Ieri sta per ieri pomeriggio, non per stanotte. Lo scenario era quello di una prova di regia in teatro, non un letto cigolante. L'opera era Don Giovanni, non Suor Angelica.
Il regista, dopo una premessa tutta incentrata sul concetto di desiderio, infuoca gli animi suggerendo alle donne di far svolazzare le gonne a balze di forgia spagnola (che però non c'erano ancora, al loro posto jeans, tute da ginnastica, leggins vari), e lanciare dardi infuocati e provocanti agli uomini, durante la festa di nozze di Masetto e Zerlina.
"Tigri, dovete essere delle tigri assetate di sesso! Mangiatrici di uomini! Tu!" esclama il fomentatore di eros dirigendosi verso MR.
"Sì!?" scatta MR come una molla, ancora intenta nel suo inutile tentativo di sculettare dentro un paio di jeans pensandoli come una gonna, e, lacerata dal fallimento di questo, affranta, innervosita, preoccupata e imbarazzata (ché quando comincia ad andare storto fin dall'inizio, MR si trasforma in una tremenda vittima con manie di autopersecutoria flagellazione).
"Sei preoccupata?!"  la squarcia nel profondo della sua autostima lui.
"Io?, No, no!" millanta sulla via del rimbecillimento lei.
Nessuno si è accorto di niente,
La musica ricomincia.
Il sudore fa (in tutti i sensi, compresi i cinque canonici, esclusi quelli erotici) la sua sporca parte.
"Provocanti, coraggio, sventolate le gonne, puntate gli uomini, desiderio, desiderio! Sei imbarazzata, vero?" insiste il demolitore dell'ultima briciola di peccato carnale scovata nei recessi dei recessi (Amen!) di una eventuale libido di MR.
"Eh!? No, no!" si difende lei senza originalità, lanciando uno sguardo torvo a quello che ormai la tiene d'occhio ad ogni goffo e castigato movimento.
Comincia una serrata indagine.
"Come ti chiami?"
"Di dove sei? Sei di Bolzano? Ahah!"
"Quale attore che ti fa sesso vedresti in Don Giovanni?"
Seguono risposte, probabilmente, deludenti.
"Mi chiamo MR!"
"No, non sono di Bolzano, ahah, emmmhhh, sono ciociara!"
"Mi fa sesso Al Pacino!"
Le risposte sono fuor d'ogni dubbio deludenti.
"Ah... ... ... ! Ok!"
"Tutte le donne sdraiate sul prato con il proprio compagno al passaggio di Don Giovanni si alzino e facciano come per seguirlo... Tu, no, MR... troppo casta e fedele!" (Eufemismi per indicare una spiccata carenza di seducente femminilità, punto!)
I sospetti divengono certezze, e MR li riversa come un martello su M, suo compagno nell'opera che scioglie anche l'ultimo interrogativo:
"Secondo te che avrà voluto dire con 'Ah... ... ! Ok!' ?"
"Credo 'Eh... ... ! Pazienza!"

Ora però, MR, va a comprare l'aspirapolvere di seconda mano ché deve pulire casa. A correre, no, perché piove. 

sabato 24 novembre 2012

TRASGRESSIONE

MR non sa trasgredire; quindi, non trasgredisce quasi mai. Non lo fa per principio, per precauzione, per l'impettita e inflessibile educazione ricevuta, per pusillanimità, per senso di colpa. Non essendo, dunque, un talento, quando le capita di trasgredire - perché principi, precauzioni, educazione, pusillanimità, e senso di colpa, succede che nella vita scricchiolino, cedendo - l'insuccesso (associato ad una buona dose di sfiga) è pressoché assicurato.
Venerdì sera, al rientro a casa da una lunga giornata di lavoro.
MR è in scooter, stanca, insofferente al traffico.
Quando MR è in scooter, stanca e insofferente al traffico, c'è un divieto di accesso che accorcia le distanze, la fa arrivare prima a casa, demolisce in un istante integrità e rettitudine, e sgretola del tutto la sua più o meno irremovibile incorruttibilità. Diventando bersaglio facile per una trasgressione, tutto sommato, da poco, MR, con audacia, baldanza, e attenzione, infila il divieto di accesso. Ieri sera, MR ha incontrato l'insuccesso. Era alla guida di una macchina catorcio, l'ha stretta - quasi investendola - addosso alla fila di auto parcheggiate bloccandola, ha aperto il finestrino, MR gli ha urlato contro un'invettiva che le è morta sulle labbra quando ha visto che l'insuccesso indossava una divisa della polizia. E' sceso dal catorcio, non della polizia ma privato, ha guardato negli occhi di MR intimidendola, ricoprendola di reprimende, gridandole che se non fosse passato lui in quell'istante lei avrebbe fatto come cazzo voleva, e non rassegnandosi a questo inaccettabile fatto. Lui fuori dalla grazia di Dio, lei paralizzata dall'ansia; lui furente e incapace di sopportare la negligenza di lei, lei annichilita dalla esasperazione di lui. MR cerca un approdo, un faro che illumini la sua mente, un salvagente nell'imminente naufragio. Riesce a farfugliare appena un "Ma, sa, veramente, stavo... ero... scusi... non aammmhgghnnnhgh".
L'insuccesso, spossato e sfiancato, rientra nel catorcio, con uno scatto d'orgoglio e la promessa dell'invio del verbale a casa. 
MR inquieta, spaventata, con il senso di colpa alle stelle, si rimette sulla strada, ancora per un piccolo tratto in senso vietato, tremando come un coniglio, e piangendo come una fontana.

PS Ecco come sono addestrati i poliziotti: a terrorizzare, a sottoporre a soprusi psicologici, quando non si arriva direttamente ai manganelli. Peccato non aver avuto prontezza di spirito. 

giovedì 18 ottobre 2012

QUANDO SI RIMANE CHIUSI FUORI

MR è timida, pensa di essere permalosa, ha il vago sospetto di soffrire di inadeguatezza, ritiene probabile di essere vittima di una leggera forma di paranoia e perdita di identità, si illude spesso che tutto questo non sia vero.
Il pomeriggio di un anno fa, di ritorno dalla visita veterinaria (il paziente era Tremor), pensava al suo status socio-condominiale. Pensava che, da quando il suo ex vicino M il maori era uscito di scena, si sentiva una donna più leggera, disinvolta, e completamente inserita nella scala condominiale. Pensava felice alla positiva opinione che i coinquilini avevano di lei, e si compiaceva di essere riuscita a dare al vicinato un'impressione di persona equilibrata. Ci pensava in ascensore; ci pensava entrando in casa mentre poggiava la borsa comprensiva di chiavi e telefonino sul tavolo; ci pensava mentre andava a recuperare Tremor al quale aveva preferito far fare sette piani a zampe; ci pensava mentre la porta si chiudeva alle sue spalle lasciandola insieme al gatto fuori di casa.
MR entra in panico, ha le palpitazioni, i sudori freddi, le si paralizzano gli arti inferiori, le vanno in  ipercinesia sconnessa e scomposta gli arti superiori. Deve chiedere aiuto a qualcuno, non ha il telefono, M il maori non c'è più. Desolata riacquista l'uso delle gambe, sale e scende le scale  battendo i pugni sulle porte degli appartamenti più prossimi al suo - complice l'ipercinesia sconnessa e scomposta degli arti superiori. Nessuno dei suoi corteggiatori over settanta è in casa, e quelli under settanta non esistono. Le aprono S e la sua compagna O la rumena:
- Aiutatemi, ho combinato un guaio! Io e Tremor siamo rimasti chiusi fuori di casa!
urla MR sbracciando come un vigile.
- Prego!?
chiede S mentre O la rumena ridacchia bonaria e biascica qualcosa nella sua lingua.
- La porta si è chiusa, non sono stata io, chiamiamo i pompieri, anzi no, fatemi uscire dalla vostra finestra, attraverso l'inferriata posso arrivare al mio balcone...
delira MR, violando il domicilio dei due, facendosi largo fra loro e dirigendosi verso la finestra.
- Ferma, MR, cosa fa!? Si spiaccicherà al suolo!
grida S cercando di trattenere MR che è già a cavalcioni sul davanzale.
- Mi lasci, sono solo tre metri da percorrere, l'inferriata è resistente e non soffro di vertigini, mi sono già arrampicata durante una crociera sul muro di scalata, e poi, mal che vada, i salti nel vuoto sono una mia specialità!
continua MR ormai convinta di essere spiderwoman, ed incitata da O che continua a ridacchiare e a dare consigli in lingua rumena su come arrampicarsi sull'inferriata.
- Da, face piano, i fiorellini... ha crescuto, mette piede aicì!
- Torni dentro, la prego, ho chiamato i pompieri, sono arrabbiati con lei per quello che sta facendo... stanno arrivando!
incalza S sconsolato.
Nel frattempo rientra V, uno dei corteggiatori over settantanta di MR (per qualche tempo non proverà più per lei quell'amore escludente del resto del mondo per il quale si è annullato); rientra G, un estimatore dell'eleganza e delle buone maniere di MR (in seguito rivedrà al ribasso la sua stima per lei); rientra la famiglia P entusiasta sostenitrice dei gorgheggi di MR (in seguito non andrà più in visibilio durante il rito quotidiano dei vocalizzi), completa di cane, estimatore nonché potenziale estintore di Tremor. Tutti molto preoccupati per il gran baccano si approssimano all'uscio di S che intanto è riuscito a far desistere MR dal tentativo di suicidio. La quale convintasi che la soluzione migliore sia proprio quella di far intervenire i pompieri, comunque non contenta, dà dimostrazione ai coinquilini della sua abilità motoria e della sua capacità di tenersi in equilibrio scavalcando la ringhiera delle scale e arrampicandosi esternamente a questa a sette piani d'altezza:
- Ecco, vedete? Avrei potuto farcela anche da sola...
esclama MR impermalosita, e ormai priva di ogni senso logico e analitico.
- Da, da!
annuisce ridacchiando O la rumena.
MR recupera un'apparenza di normalità solo all'arrivo dei pompieri che accoglie in strada.
- E' lei MR?
chiede un facente parte del più bel quartetto di salvatori della patria e di MR che questa abbia mai visto, affascinanti e dalle sembianze degli dei nella loro divisa verde con fosforescenze.
- Sì, sono io. Prego, per di qua!
esclama MR, consolandosi di essere soccorsa dal Gotha dei vigli del fuoco. The golden four dell'Olimpo antincendio ed emergenze tirano fuori MR dal pantano del caos emotivo strisciando un foglio di plastica tipo radiografia tra la porta e lo stipite.
MR dalla mattina successiva sta ancora cercando di dimostrare ai suoi vicini che certi atteggiamenti disturbati che la riguardano sono solo transitori e dovuti a disorientamenti e perdite di identità temporanei.

venerdì 15 giugno 2012

PTEAMGM

"Forse dovresti acquistare uno di quei telefonini dove poter memorizzare i nomi associati ai numeri (è una delle ultimissime novità), in modo che, se ti arriva un messaggio o una chiamata da persone conosciute - senza che tu debba ricordare il numero a memoria - , le possa identificare. Comodo, no?" 
Il consiglio ironico di Stefanio, lasciato sotto forma di commento al post di MR, sulla telefonia mobile, ha il suo allarmante perché. Tutto è nato da una telefonata di lui e dal rifiuto ingombrante di lei. Non nel senso che lei gli ha chiuso il telefono in faccia. MR aveva un vecchio televisore che una sera è scoppiato, lasciando un'inquietante nuvola  e un incessante puzzo di fumo nella sua camera da letto. Non potendo più essere riparato, MR ha chiamato la Fiorentina Ambiente - rifiuti ingombranti - perché lo venisse a ritirare. Ha concordato una data in cui doveva essere esposto sotto casa a bordo strada; lo ha temporaneamente collocato all'ingresso, per metà dentro e per metà fuori sotto una sedia, dove lo ha lasciato, dimenticandosene completamente, oltre la data concordata; ne ha fissata un'altra; ha postato un memorandum su Facebook che suonava come un mantra (televisore sotto casa, televisore sotto casa, televisore sotto casa, televisore sotto casa... ) che Stefanio ha letto. "Ti chiamo per ricordartelo!"  ha risposto gentile alla formula mistico-meditativa lanciata da MR sul social network-agenda.
Pappa rappaaa, pappa raaa, pappa rappaaaa, pappa ra, pa, pa.
"Pronto?"
"Ciao, sono io!"
"Ehm, mi perdoni, io chi?"
"Stefanio. Televisore sotto casa."
"Aaaaahh! Oddio mio, scusami, è vero. Ma come hai avuto il mio numero di telefono?"
"Me lo hai dato tu, non ricordi?"
"Hhm... sssì, solo che deve essersi cancellato dalla memoria della sim. Sai, a volte succede."
Dopo un quarto d'ora di conversazione.
"Allora scendo a portare il televisore, grazie mille per avermelo ricordato!" 
"Di niente. Rimemorizza il mio numero di telefono (sempre che tu l'abbia mai fatto), ok?"
"Ok, grazie mille, Stefanio." 
Qualche giorno dopo (molto probabilmente è così) per verificare se MR ha memorizzato il numero di telefono Stefanio le ha inviato un sms.
"Ciao, sei libera venerdì sera?"
"Boh! Per?"
"Cena con amici simpatici. Imperdibile. E' gradita la tua presenza. Vieni?"
Un atroce sospetto ha assalito MR. Il messaggio non proveniva dalla persona che pensava, anche se il numero sembrava il suo; cominciava con lo stesso prefisso.
"Mamma mia che arrosti faccio con questo telefono. Scusami, mille volte. Pensavo fossi un'altra persona, che figura. Perdona il mio tono secco, non volevo essere scortese. Grazie dell'invito, mi fa molto piacere. Ti faccio sapere quanto prima!"
"Prego. memorizza il mio numero, però!"
MR tecnologicamente è un'inetta, ha un telefonino anteguerra e sgangherato, una misera manciata di numeri sulla sim, che crede alloggi nella sua testa. Tutte queste cose insieme la fanno spesso sfigurare.
Per questo, seppur reticente,  ha provato a memorizzare il numero di telefono di Stefanio. 
I passaggi che ha eseguito sono stati i seguenti: 347... , SALVA, NOME SCHEDA: Pteamgm.
La vecchia conquista del T9 da parte di MR non ha avuto frontiere ed è straripata ingloriosamente nell'associzione di un numero di telefono ad un nome, dando l'ennesimo senso alla sua reticenza.

domenica 10 giugno 2012

GLI EFFETTI DELLA CAPRIOLA

E' una storica, eterna, e inguaribile timida. Possiede, tuttavia, le anime nascoste della disinvolta, della splendida, e della spigliata. Qualche volta queste vengono fuori prepotentemente, poiché, chissà grazie a quale misterioso motivo, crede di essere degagé dentro. Nondimeno, spesso, è preferibile che restino silenziose, giacché impietosi agguati di gaffes potrebbero lasciare il segno.
MR è iscritta ad un centro fitness dove, oltre alla palestra, frequenta corsi di nuoto.
La scorsa lezione era sulla capriola, virata, o capovolta che dir si voglia.
L'istruttore suggerisce a MR di non provarla subito a bordo vasca ma al centro della piscina, onde evitare mazzate con le gambe sul cemento.
MR, dapprima un po' goffa e imbarazzata, passa subito a volteggiare, effettuando rotazioni di bacino, avvitamenti con la testa tra le braccia, fluttuazioni circolari, mulinando disinvolta e libera a centro vasca dietro le indicazioni e sotto lo sguardo attento dell'istruttore.
"Brava, MR, non pensavo capissi così in fretta come si fa la capriola. La prossima volta si passa a bordo vasca!" esclama soddisfatto.
Piena di sé e di acqua nell'apparato respiratorio, MR decide di premiarsi concedendosi un po' di relax nella sauna e nel bagno turco che sono nell'ala opposta del centro alla quale si accede passando per la reception.
Le sue anime nascoste cominciano a farsi strada verso l'esterno. Escono rumorose, intraprendenti, irrefrenabili.
MR, felice e impaziente, sciolta e sicura, spedita e tronfia, non indossa neanche l'accappatoio, e corre leggera e svelta verso il termario, dove si vede già distesa, ad occhi chiusi, a fantasticare sul suo successo del giorno. Con la sua capriola in mano e l'accappatoio sotto il braccio, infila la chiave nel blocchetto del tornello che non vuole scorrere. MR insiste, gira la chiave, la estrae e la infila nuovamente con ostinazione. Non vede l'avviso stampato ad un palmo dagli occhi, proprio accanto al tornello. Lei vede solo il suo turbinare felice, è assorta in quell'arrotolarsi e srotolarsi disinvolto, è tutt'uno con quelle capriole che le danno sicurezza, slancio vitale, e padronanza di sé  Ha il mento in fuori, il naso rivolto verso l'alto, lo sguardo volitivo e risoluto che non si posa sull'avviso se non quando viene distolta dalla receptionist in un via vai di clienti, accompagnatori, bambini, istruttori, e segretarie:
"Ehi, senti! Ascolta, ce l'ho con te! Non puoi entrare. Tu, in costume da bagno... oggi il termario è chiuso per manutenzione. E' scritto lì, non lo vedi?"