Circa una trentina di anni fa, MR e la sua migliore amica L si fidanzarono rispettivamente con S e il suo migliore amico M.
M era bellissimo, aveva capelli corvini, occhi scuri allungati, animo ribelle. Amava studiare a fondo la leggiadria, lo spirito, e la dolcezza femminili, aveva una moto di grossa cilindrata sulla quale a volte scarrozzava MR, era versatile, estroso e di tanto in tanto combina-guai. Lavorava nel negozio di alta moda dei suoi genitori che spesso dissentivano mentre lui inseguiva inconsapevole le imperfezioni della sua vita di ventenne; che censuravano gli incanti, le malie e lo charme per pericolosi tornanti, apparentemente fecondi, che il suo animo vivace subiva; che dicevano troppo spesso "No!" ad una natura profondamente mite ma estremamente ardita. Quando MR suonava, dietro sua richiesta, Ballade pour Adeline al pianoforte, M andava in deliquio e diceva "Ancora, suonala ancora!"
Dopo la rottura dei loro rispettivi fidanzamenti, M e MR andarono oltre, prendendo strade diverse, e perdendosi di vista.
Si sono ritrovati su FB.
"MR, che piacere!"
"Mio Dio, quanto tempo è passato!"
Nell'entusiasmo del ritrovarsi MR ha scoperto che M ha una buon lavoro, due figli, e si occupa di extraterrestri.
"Interessante il tema degli extraterrestri!"
"Sì, ho molte cose da raccontarti in merito. Sono stato in America a trovare un mio amico che ha catturato un alieno ed ha il suo dispositivo che lo teletrasporta facendolo incontrare con esseri fatti di luce che dicono di essere i nostri creatori. E' una cosa di importanza mondiale. J R è il suo nome, studiati il suo caso!"
MR è sempre stata attratta dall'argomento extraterrestri, e pur mantenendo un cauto scetticismo su eventuali approdi di questi sulla terra, è dotata di una curiosità in merito frequentemente solleticata. Tuttavia conserva un prudente distacco da inconsuete teorie, da eccentriche ipotesi, e da estrose provenienze riguardo a se stessa, i suoi simili, e i suoi dissimili.
lunedì 19 novembre 2012
sabato 17 novembre 2012
GIAPPONE-ITALIA E UN ANNIVERSARIO
MR ha diversi amici giapponesi. Oltre a C, moglie del collega V nonché abile domatrice delle ormai lontane lunghe chiome ribelli di MR, c'è la collega G, un'istituzione a Firenze e zone limitrofe; c'è N, ufficialmente raffinata violista con anime nascoste dell'organista, della pianista, dell cornista, dell'arpista, della tamburrellista; c'è A, eccellente preparatore di sushi e tempura ed impareggiabile e gaudente bestemmiatore, e altre care conoscenze. Tutti molto educati e rispettosi, spesso ricordano a MR che in Giappone ci si comporta in maniera diversa rispetto ad altri paesi ed all'Italia in particolar modo. Profondendo utili e opportuni suggerimenti, quando questa si è recata nel paese del sol levante da lei tanto amato, hanno tentato di sollevarla da qualche imprudenza:
"MR, in Giappone è disdicevole soffiarsi il naso nei luoghi pubblici o in presenza di altre persone, e comunque in fazzolettini sporchi o troppo usati (quindi, quando ci tornerai, cerca di non strombazzare con la tua proboscite dentro carta igienica sbrindellata o tovaglioli della colazione come fai in Italia)."
"MR, in Giappone è sconveniente toccarsi, abbracciarsi e baciarsi per salutarsi (quindi, quando incontrerai i nostri amici e parenti non ti lanciare in effusioni e profusioni d'affetto fuori luogo e contesto; limitati a ricambiare gli inchini.)"
"MR, in Giappone è indecoroso mangiare per strada (quindi, quando verrai assalita dai tuoi soliti attacchi di fame aspetta di rientrare, prima di divorare spuntini, spiedini di frutta, tempura, udon e soba da asporto)."
Inutile aggiungere che pur impegnandosi MR non sempre è riuscita a trattenersi dallo sfigurare.
C e il collega V si sono conosciuti la prima volta che MR, un po' intimidita, approdò in quella ospitale terra per una trasferta di lavoro con il teatro.
Mentre a Tokyo faceva i conti con cultura, stile di vita, frenesie nipponiche del tutto incomprensibili, e con una carovana di italiani sconosciuti nella quale, senza sapere come, si era ritrovata, C e V subivano il fascino della reciproca diversità. Mentre MR di notte - vittima di un prolungato jet lag - anziché dormire vegliava, scrutandoli incredula, i wc intelligenti con tavoletta riscaldata e con bidet incorporato, C e V andavano incontro al proprio destino sotto i ciliegi in fiore; mentre MR, all'alba implorava familiari e amici di venirsela a prendere per riportarla a casa, piangendo e strepitando senza ritegno dentro le cornette dei telefoni della hall dell'hotel, davanti a donnine delle pulizie che le si inchinavano con riverenza, C e V sperimentavano deliri romantici sulla via dell'amore unico e definitivo.
Se MR si è riavuta dallo choc traumatico della tournée a Tokyo dopo cinque anni, tornandoci e passando da impacciata e aspra a euforica, sognante, e innamorata di questa città, V prese da subito come paese di riferimento il Giappone per il coronamento di un sogno d'amore.
Qualche giorno fa è ricorso l'anniversario di matrimonio di C e V, che si sono sposati in Italia circondati dall'affetto di amici e parenti italiani e giapponesi. La sposa in kimono, raggiante e sguardo liquido; lo sposo in abito occidentale, severo e compiaciuto. Il "sì" di entrambi davanti ad una celebrante consigliera comunale che domandando "I testimoni hanno udito il sì degli sposi?" rivolse uno sguardo incitante alla nippo-testimone che non conosceva una parola di italiano. Le presentazioni tra gli ospiti:
- lei è M, che significa "il futuro che arriva"
- lei è A, che significa "la bellezza che sboccia"
- lui è K, che significa "immerso nel mare"
- lei è G, che significa "bella che canta"
Il pranzo luculliano, che significava "sicuramente MR si strafogherà".
MR adora il Giappone e nutre grande simpatia per i giapponesi. Sarà che in genere l'insolito la cattura, sarà che anche nelle loro manifestazioni più "folli" trova efficaci perché, sarà che quelle che per gli occidentali sono le loro stravaganze e bizzarrie incontrano la sua inclinazione caratteriale, sarà che i giapponesi sono sempre gentili e disponibili, sarà per una misteriosa legge naturale che vige nel suo mondo un po' così.
"MR, in Giappone è disdicevole soffiarsi il naso nei luoghi pubblici o in presenza di altre persone, e comunque in fazzolettini sporchi o troppo usati (quindi, quando ci tornerai, cerca di non strombazzare con la tua proboscite dentro carta igienica sbrindellata o tovaglioli della colazione come fai in Italia)."
"MR, in Giappone è sconveniente toccarsi, abbracciarsi e baciarsi per salutarsi (quindi, quando incontrerai i nostri amici e parenti non ti lanciare in effusioni e profusioni d'affetto fuori luogo e contesto; limitati a ricambiare gli inchini.)"
"MR, in Giappone è indecoroso mangiare per strada (quindi, quando verrai assalita dai tuoi soliti attacchi di fame aspetta di rientrare, prima di divorare spuntini, spiedini di frutta, tempura, udon e soba da asporto)."
Inutile aggiungere che pur impegnandosi MR non sempre è riuscita a trattenersi dallo sfigurare.
C e il collega V si sono conosciuti la prima volta che MR, un po' intimidita, approdò in quella ospitale terra per una trasferta di lavoro con il teatro.
Mentre a Tokyo faceva i conti con cultura, stile di vita, frenesie nipponiche del tutto incomprensibili, e con una carovana di italiani sconosciuti nella quale, senza sapere come, si era ritrovata, C e V subivano il fascino della reciproca diversità. Mentre MR di notte - vittima di un prolungato jet lag - anziché dormire vegliava, scrutandoli incredula, i wc intelligenti con tavoletta riscaldata e con bidet incorporato, C e V andavano incontro al proprio destino sotto i ciliegi in fiore; mentre MR, all'alba implorava familiari e amici di venirsela a prendere per riportarla a casa, piangendo e strepitando senza ritegno dentro le cornette dei telefoni della hall dell'hotel, davanti a donnine delle pulizie che le si inchinavano con riverenza, C e V sperimentavano deliri romantici sulla via dell'amore unico e definitivo.
Se MR si è riavuta dallo choc traumatico della tournée a Tokyo dopo cinque anni, tornandoci e passando da impacciata e aspra a euforica, sognante, e innamorata di questa città, V prese da subito come paese di riferimento il Giappone per il coronamento di un sogno d'amore.
Qualche giorno fa è ricorso l'anniversario di matrimonio di C e V, che si sono sposati in Italia circondati dall'affetto di amici e parenti italiani e giapponesi. La sposa in kimono, raggiante e sguardo liquido; lo sposo in abito occidentale, severo e compiaciuto. Il "sì" di entrambi davanti ad una celebrante consigliera comunale che domandando "I testimoni hanno udito il sì degli sposi?" rivolse uno sguardo incitante alla nippo-testimone che non conosceva una parola di italiano. Le presentazioni tra gli ospiti:
- lei è M, che significa "il futuro che arriva"
- lei è A, che significa "la bellezza che sboccia"
- lui è K, che significa "immerso nel mare"
- lei è G, che significa "bella che canta"
Il pranzo luculliano, che significava "sicuramente MR si strafogherà".
MR adora il Giappone e nutre grande simpatia per i giapponesi. Sarà che in genere l'insolito la cattura, sarà che anche nelle loro manifestazioni più "folli" trova efficaci perché, sarà che quelle che per gli occidentali sono le loro stravaganze e bizzarrie incontrano la sua inclinazione caratteriale, sarà che i giapponesi sono sempre gentili e disponibili, sarà per una misteriosa legge naturale che vige nel suo mondo un po' così.
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giovedì 15 novembre 2012
ATTENDO, ATTENDO
La vita è la storia delle attese di ognuno. Poco importa cosa si attende, quasi niente si presenta mai in perfetto orario; c'è sempre uno sfalsamento (quando c'è; altrimenti si è atteso invano) per cui le cose succedono o prima del previsto o dopo. E quando il dopo è troppo vicino al mai, si cerca disperatamente di allacciarsi le cinture di sicurezza, di fare in modo che la pioggia torrenziale non si trasformi in un nubifragio... insomma - scegliete voi la metafora che preferite - di credere che ogni cosa accada al momento giusto, e perché arrivi bisogna ancora aspettare. Altrimenti, oltre a non esserci gusto, non ci sarebbe nemmeno storia. Ed il tempo, nell'effettuare la sua scansione, riempie le attese di incanti e disincanti, di parole e di silenzi. Di ignoto, e di sospiri. E di "aspetta!; un momento!; pazienta!; calma!"
Gli habitat dell'uomo sono sale d'attesa con annesso un decalogo del perfetto attendista, che è consigliabile rispettare al fine di evitare derive distruttive. L'ordine delle norme è sparso e ognuno può stilare e cucirsi addosso una graduatoria secondo i propri criteri. MR, in genere, si attiene all'ordine e alle regole seguenti:
1) Perché l'attesa non diventi ossessiva cerca di spostare la concentrazione su altro; ad esempio organizza un viaggio, anche solo fantastico-mentale, dove puoi decidere tu se qualche volta fermarti ad aspettare, e dove hai il vantaggio di spostarti oltre che nello spazio anche nel tempo. Se senti di essere ancora nervosa, pensa che la vita nel mondo parallelo in cui ti sei catapultata è meravigliosa; abbonda con i "lieto fine".
2) L'abitacolo di un autotreno - posto guida - non fa per te, quindi smettila di imprecare e dire parolacce contro quel bastardo che ti ha dato della zoccola perché lo avevi insultato visto che ti impediva il passaggio con la sua macchina parcheggiata, per altro, in divieto di sosta, e che hai dovuto attendere (troppo) perché venisse a spostarla. Esprimi la rabbia rifiutandoti di arrabbiarti.
3) Si sbrocca più facilmente quando si attende qualcosa di bello. Ricordati che Violetta ne La traviata del buon Peppino, attende, attende, né a lei giungon mai, e poi quando arrivano, Alfredo e Giorgio Germont, muore; certo, era tisica, ma si era anche agitata troppo. Quindi, le altalene ormonali lasciale dondolare lievi e tranquille.
4) L'ansia da attesa - bella o brutta che sia - può destabilizzare l'equilibrio che regola i rapporti con i tuoi parenti e amici. Pensa che sono il tuo approdo, e non scontrarti con loro. Dopotutto, appena li chiami indossano il costume da Speedy Gonzales e corrono da te, anche se non hanno proprio l'appeal di un narcotico che ti inghiottisce nell'abisso della fuga - sonno profondo o nutella che sia -. Considera che il tremore che ti invade è un'esperienza che stai provando dal vivo, e non è solo roba da film.
5) Quando le attese si consumano nelle sale degli ambulatori, per esempio prima degli esami del sangue, non fare come la vecchina che ieri, per un'ora e mezza, si è trasformata in un'angosciante stalker ai danni della segretaria della sala d'attesa, aggredendola e molestandola impaziente. Il sangue ribolle e i risultati delle analisi si potrebbero alterare.
6) L'attesa prima di un colloquio, di un esame o più personalmente di un'audizione può compromettere seriamente la salute psichica e fisica; si passa dalle sudate a freddo alla nausea, dalle gambe molli ai cazzotti nello stomaco, dalla voglia di mammà alle scissioni del proprio io. Dunque, l'occasione di familiarizzare con le diverse creature, una più mostruosa dell'altra, che albergano dentro di te.
7) Nell'attesa degli esiti si potrebbe tendere a mostrare una faticosa calma apparente; optare per qualche capriccio mentalmente eccitante, del tipo abbandonarsi a pensieri lascivi e peccaminosi, potrebbe rendere l'attesa meno pesante.
Piccola nota in calce:
se gli esiti sono negativi, quando sbatti la testa nel muro attenta a non rompertela, potrai goderti meglio l'alternativo ingozzamento di cioccolatini senza dolore al capo. Se, invece, gli esiti sono positivi non pretendere il miracolo del sonno con troppa adrenalina in circolo; piuttosto organizzati per passare la nottata, magari preparando una parmigiana di melanzane per una settimana e fare le grandi pulizie di primavera (non importa che sia novembre).
8) Se stai attendendo da tempo il principe azzurro - o l'anima gemella - e pensi di averlo trovato, solo che è sempre impegnato con moglie e figli, o alla ricerca di tante, troppe, regine da affastellare nel castello, e ciò comporta lunghe ed estenuanti attese, considera che forse sei affetta da daltonismo e che il tuo principe è quell'altro, quello verde. L'attesa - in merito a questo punto -, comunque, si può evitare, specialmente se sai ballare e viaggiare da sola, se pensi che le code per il bagno non fanno per te, e che stare in fila in quelli pubblici sia più che sufficiente, insomma, se ti basti.
9) Se da tre settimane hai su un modem non idoneo, venti mega in luogo dei tuoi sette di sempre, con tutto ciò che infruttuosamente ne consegue...
Piccola note in calce:
punto 9 non pervenuto.
10) - Buongiorno, sono Alessia; come posso aiutarla?
- Buongiorno, volevo chiederle un'informazione in merito...
- Attenda in linea, per favore...
-Wow! Che bella musica!!!
Gli habitat dell'uomo sono sale d'attesa con annesso un decalogo del perfetto attendista, che è consigliabile rispettare al fine di evitare derive distruttive. L'ordine delle norme è sparso e ognuno può stilare e cucirsi addosso una graduatoria secondo i propri criteri. MR, in genere, si attiene all'ordine e alle regole seguenti:
1) Perché l'attesa non diventi ossessiva cerca di spostare la concentrazione su altro; ad esempio organizza un viaggio, anche solo fantastico-mentale, dove puoi decidere tu se qualche volta fermarti ad aspettare, e dove hai il vantaggio di spostarti oltre che nello spazio anche nel tempo. Se senti di essere ancora nervosa, pensa che la vita nel mondo parallelo in cui ti sei catapultata è meravigliosa; abbonda con i "lieto fine".
2) L'abitacolo di un autotreno - posto guida - non fa per te, quindi smettila di imprecare e dire parolacce contro quel bastardo che ti ha dato della zoccola perché lo avevi insultato visto che ti impediva il passaggio con la sua macchina parcheggiata, per altro, in divieto di sosta, e che hai dovuto attendere (troppo) perché venisse a spostarla. Esprimi la rabbia rifiutandoti di arrabbiarti.
3) Si sbrocca più facilmente quando si attende qualcosa di bello. Ricordati che Violetta ne La traviata del buon Peppino, attende, attende, né a lei giungon mai, e poi quando arrivano, Alfredo e Giorgio Germont, muore; certo, era tisica, ma si era anche agitata troppo. Quindi, le altalene ormonali lasciale dondolare lievi e tranquille.
4) L'ansia da attesa - bella o brutta che sia - può destabilizzare l'equilibrio che regola i rapporti con i tuoi parenti e amici. Pensa che sono il tuo approdo, e non scontrarti con loro. Dopotutto, appena li chiami indossano il costume da Speedy Gonzales e corrono da te, anche se non hanno proprio l'appeal di un narcotico che ti inghiottisce nell'abisso della fuga - sonno profondo o nutella che sia -. Considera che il tremore che ti invade è un'esperienza che stai provando dal vivo, e non è solo roba da film.
5) Quando le attese si consumano nelle sale degli ambulatori, per esempio prima degli esami del sangue, non fare come la vecchina che ieri, per un'ora e mezza, si è trasformata in un'angosciante stalker ai danni della segretaria della sala d'attesa, aggredendola e molestandola impaziente. Il sangue ribolle e i risultati delle analisi si potrebbero alterare.
6) L'attesa prima di un colloquio, di un esame o più personalmente di un'audizione può compromettere seriamente la salute psichica e fisica; si passa dalle sudate a freddo alla nausea, dalle gambe molli ai cazzotti nello stomaco, dalla voglia di mammà alle scissioni del proprio io. Dunque, l'occasione di familiarizzare con le diverse creature, una più mostruosa dell'altra, che albergano dentro di te.
7) Nell'attesa degli esiti si potrebbe tendere a mostrare una faticosa calma apparente; optare per qualche capriccio mentalmente eccitante, del tipo abbandonarsi a pensieri lascivi e peccaminosi, potrebbe rendere l'attesa meno pesante.
Piccola nota in calce:
se gli esiti sono negativi, quando sbatti la testa nel muro attenta a non rompertela, potrai goderti meglio l'alternativo ingozzamento di cioccolatini senza dolore al capo. Se, invece, gli esiti sono positivi non pretendere il miracolo del sonno con troppa adrenalina in circolo; piuttosto organizzati per passare la nottata, magari preparando una parmigiana di melanzane per una settimana e fare le grandi pulizie di primavera (non importa che sia novembre).
8) Se stai attendendo da tempo il principe azzurro - o l'anima gemella - e pensi di averlo trovato, solo che è sempre impegnato con moglie e figli, o alla ricerca di tante, troppe, regine da affastellare nel castello, e ciò comporta lunghe ed estenuanti attese, considera che forse sei affetta da daltonismo e che il tuo principe è quell'altro, quello verde. L'attesa - in merito a questo punto -, comunque, si può evitare, specialmente se sai ballare e viaggiare da sola, se pensi che le code per il bagno non fanno per te, e che stare in fila in quelli pubblici sia più che sufficiente, insomma, se ti basti.
9) Se da tre settimane hai su un modem non idoneo, venti mega in luogo dei tuoi sette di sempre, con tutto ciò che infruttuosamente ne consegue...
Piccola note in calce:
punto 9 non pervenuto.
10) - Buongiorno, sono Alessia; come posso aiutarla?
- Buongiorno, volevo chiederle un'informazione in merito...
- Attenda in linea, per favore...
-Wow! Che bella musica!!!
sabato 10 novembre 2012
UFFA, QUESTA ADSL!
"Benveuto nel servizio clienti di Tele... Le ricordiamo che la telefonata è gratuita, che il servizio è attivo tutti i giorni dalle 7 alle 22.30, che può visitare il sito Tele... punto it. Se ha chiamato per informazioni commerciali digiti 1, se ha chiamato per assistenza tecnica digiti 2."
2
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato. Nell'attesa le ricordiamo che può aprire una segnalazione on line sul sito
www.assistenzatecnicaonlineditele...punto it." ripete come un mantra, all'infinito, l'anfitrionica voce sintetizzata della padrona di casa Tele...
L'adsl sta facendo diventare matta MR che è costretta a navigare durante l'alleggerimento delle linee nelle ore più cupe della notte, come le ha consigliato uno dei tanti tecnici di Tele... con i quali in questi giorni si intrattiene al telefono per la maggior parte del suo tempo; che entra ed esce dal raccapricciante tunnel dell'astinenza da internet come un folle flusso di corrente alternata; che fissa con sguardo scettico e sfiduciato le spie del modem le quali se un momento prima erano immobili come colpite da paralisi, l'attimo seguente sono tutte lampeggiamenti multicolori, scintillii, e fischi.
Tutto è iniziato un paio di settimane fa, quando a MR è stata offerta una promozione di venti mega sull'adsl.
"Certo, sono i soliti trabocchetti per polli!" ha commentato beffardo e severo G al racconto di MR.
"Grazie, sei sempre il solito tesoro..." ha ribattuto rassegnata e arcigna MR.
"Non ho detto oche, ma polli!"
"Guarda che polli è peggio di oche... infatti voi maschi!"
"No, noi siamo maiali di cui, è noto, non si butta niente!"
"Già, neanche il tanfo!"
I venti mega, secondo G e secondo un altro dei tanti tecnici con i quali MR ultimamente socializza senza sosta, pare non siano supportati dal suo modem-chincaglia.
"Benveuto nel servizio clienti di Tele... Le ricordiamo che la telefonata è gratuita, che il servizio è attivo tutti i giorni dalle 7 alle 22.30, che può visitare il sito Tele... punto it. Se ha chiamato per informazioni commerciali digiti 1..."
"Maledetta tu sia! 2, voglio digitare il 2!"
"... se ha chiamato per assistenza tecnica digiti 2."
2
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato..."
"Quali cazzo sarebbero i tempi che mi avete indicato? NON MI AVETE INDICATO NESSUN TEMPO, HAI CAPITO? NESS..."
" Nell'attesa le ricordiamo che può aprire una segnalazione on line sul sito
www.assistenzatecnicaonlineditele...punto it..."
"Come minchia faccio ad aprire una segnalazione on line se non posso navigare, eh, scema? Sto parlando con te!"
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato."
I primi tecnici liberi che hanno interagito con MR turbata-imbestialita-rincretinita hanno decretato, nell'ordine, che c'era un problema sulla linea telefonica per colpa del cattivo tempo, che - come sopracitato - per MR e tutto ciò che informaticamente la riguarda, venti mega sono troppi, che al novantanove virgola nove per cento era colpa del filtro, che è comprensibile che una Caporetto come quella di ieri mattina, con ventitrè disconnessioni, abbia fatto girare le balle a MR e che questa lo abbia ampiamente dimostrato a Tele... voce sintetizzata compresa.
2
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato. Nell'attesa le ricordiamo che può aprire una segnalazione on line sul sito
www.assistenzatecnicaonlineditele...punto it." ripete come un mantra, all'infinito, l'anfitrionica voce sintetizzata della padrona di casa Tele...
L'adsl sta facendo diventare matta MR che è costretta a navigare durante l'alleggerimento delle linee nelle ore più cupe della notte, come le ha consigliato uno dei tanti tecnici di Tele... con i quali in questi giorni si intrattiene al telefono per la maggior parte del suo tempo; che entra ed esce dal raccapricciante tunnel dell'astinenza da internet come un folle flusso di corrente alternata; che fissa con sguardo scettico e sfiduciato le spie del modem le quali se un momento prima erano immobili come colpite da paralisi, l'attimo seguente sono tutte lampeggiamenti multicolori, scintillii, e fischi.
Tutto è iniziato un paio di settimane fa, quando a MR è stata offerta una promozione di venti mega sull'adsl.
"Certo, sono i soliti trabocchetti per polli!" ha commentato beffardo e severo G al racconto di MR.
"Grazie, sei sempre il solito tesoro..." ha ribattuto rassegnata e arcigna MR.
"Non ho detto oche, ma polli!"
"Guarda che polli è peggio di oche... infatti voi maschi!"
"No, noi siamo maiali di cui, è noto, non si butta niente!"
"Già, neanche il tanfo!"
I venti mega, secondo G e secondo un altro dei tanti tecnici con i quali MR ultimamente socializza senza sosta, pare non siano supportati dal suo modem-chincaglia.
"Benveuto nel servizio clienti di Tele... Le ricordiamo che la telefonata è gratuita, che il servizio è attivo tutti i giorni dalle 7 alle 22.30, che può visitare il sito Tele... punto it. Se ha chiamato per informazioni commerciali digiti 1..."
"Maledetta tu sia! 2, voglio digitare il 2!"
"... se ha chiamato per assistenza tecnica digiti 2."
2
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato..."
"Quali cazzo sarebbero i tempi che mi avete indicato? NON MI AVETE INDICATO NESSUN TEMPO, HAI CAPITO? NESS..."
" Nell'attesa le ricordiamo che può aprire una segnalazione on line sul sito
www.assistenzatecnicaonlineditele...punto it..."
"Come minchia faccio ad aprire una segnalazione on line se non posso navigare, eh, scema? Sto parlando con te!"
"La preghiamo di attendere, il primo tecnico libero le risponderà nei tempi che le abbiamo indicato."
I primi tecnici liberi che hanno interagito con MR turbata-imbestialita-rincretinita hanno decretato, nell'ordine, che c'era un problema sulla linea telefonica per colpa del cattivo tempo, che - come sopracitato - per MR e tutto ciò che informaticamente la riguarda, venti mega sono troppi, che al novantanove virgola nove per cento era colpa del filtro, che è comprensibile che una Caporetto come quella di ieri mattina, con ventitrè disconnessioni, abbia fatto girare le balle a MR e che questa lo abbia ampiamente dimostrato a Tele... voce sintetizzata compresa.
giovedì 8 novembre 2012
E' SEMPRE COLPA DI
Se per un figlio ribelle la colpa è sempre del padre, e per una figlia dalla difficoltosa adolescenza sempre della madre, vita natural durante, se per un detrattore di Berlusconi la colpa è sempre di Berlusconi, se per la soap opera Beautiful la colpa è sempre di Brooke, se per la adsl sulla linea telefonica di MR la colpa è sempre del modem, se per il calcio la colpa è sempre della Juventus, quando si vive con uno o più gatti la colpa è sempre imputabile a loro.
"Dove diavolo sono le cuffiette del mio Ipod?!"
"Chi ha sfilacciato l'orlo del tappeto persiano?"
"Chi ha rovesciato la terra fuori dai vasi lungo le scale del condominio?"
"Dov'è il mio orologio da polso?"
"Dove è finito il mio solitario?"
"Chi ha impiastrato di farina la tastiera del mio pc?"
"Dove è sparito il mio avanzo di pollo arrosto di ieri sera?"
"Che fine hanno fatto gli ultimi due tampax che erano rimasti nella scatola?"
"Dove sono i tappi dei sanitari?"
"Chi ha scoreggiato?"
"Chi ha scoreggiato?"
"Dov'è finita la mia micrococcinella portafortuna?"
MR si pone quesiti esistenziali di questa portata quasi tutti i giorni, guardando dritto nelle palle degli occhi le sue due bestie, ed intimando loro che con queste cose non si scherza.
I loro sguardi, panzanamente interrogativi, fraudolentemente smarriti, immoralmente e falsamente innocenti, non lasciano trasparire tracce di responsabilità, e non fanno emergere indizi sulla propria colpevolezza.
A MR non resta che fare mente locale. Dalla propria mente locale, questa volta, MR ha arguito che:
le cuffiette dell'Ipod erano nelle tasche del giubbino da footing; che il piccolo nodo sfatto lungo l'orlo del tappeto persiano si sta aprendo, sfilacciandosi, a furia di spazzolarlo; che la terra fuori dai vasi l'ha fatta cadere O la rumena mentre faceva giardinaggio sulle scale: "Plantelor jacinto... cum se dice, fiorellino cresc... lalele, tulipane. Apoi pulire terra, da, eo... io... me..." per tornare a pulire dopo quattro ore; che l'orologio da polso lo regalò a mamma V perché, pur volendoci riprovare, MR non lo sopporta; che il solitario era sprofondato nel cassetto dei sogni insieme al sogno di un'estate eterna, ai bugiardini ingialliti, alle piastrine di zanzare usate, ai fazzolettini sbrindellati, ai mollettoni senza denti con i capelli attaccati, e alle tre arachidi secche; che sulla tastiera del pc c'è un dito di polvere; che l'avanzo di pollo che la sera prima aveva condiviso con Gea, la quale aveva molto gradito, era in fondo al frigo occultato da un gigantesco cavolfiore; che gli ultimi due tampax non erano sotto la lavatrice insieme alle palline magiche, e ai campanellini del coniglietto di cioccolato della Lindt - nascondiglio interdetto a MR, che, causa la sua parsimonia ed economia nello spostare il pesante elettrodomestico, raramente è sottoposto a verifiche - ma nella borsa; che i tappi dei sanitari erano ad asciugare, dopo averli scrostati con l'anticalcare, sui termosifoni; che se la lettiera non si pulisce ad ogni pestilenziale defecazione, quando si rientra in casa non c'è deodorante per l'ambiente al bouquet di rose inglesi e ortensie che tenga; che la micrococcinella portafortuna era sotto la base del paralume perché da lì agisce indisturbata.
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martedì 6 novembre 2012
DIPENDENZA
Per quattro giorni MR è rimasta senza adsl.
Per quattro giorni MR è stata vittima di violente crisi di astinenza.
Per quattro giorni MR ha sottoposto se stessa ad assilli inusitati.
Perché la dipendenza da internet è peggio di qualsiasi vassallaggio, è più pervicace dell'assuefazione all'alcool, è più accanita della sottomissione al sesso sfrenato e bollente, è più tenace del vincolo con le droghe. E' invincibile, irrefrenabile, affascinante, inarrestabile, e convulsa. E' più forte dei legami affettivi, dei videogiochi, della nutella, dello shopping, del parrucchiere, dell'amore per i gatti, dei pettegolezzi.
In preda allo smarrimento di se stessa, in quattro giorni MR ha telefonato decine di volte al gestore telefonico costringendo, con protervia, i vari operatori a sollecitare la riparazione della linea, anche nei giorni del ponte dei Santi; si è recata compulsivamente al supermercato dove, tra le altre cose, ha acquistato senza riuscire a dominarsi ogni articolo in sconto ad un euro, tre volte, in tre volte diverse: tre bagno doccia, ultra idratante-carezza delicata da mille ml, tre pacchi di biscotti per la colazione da settecentocinquanta g, tre barattoli di miele, tre pacchi di tonno, tre flaconi di detersivo liquido proteggi tessuti con balsamo per lavatrice, tre deodoranti per la casa al bouquet di rose inglesi e ortensie; ha riscoperto il sacro e retrogrado fuoco della massaia che è sempre in sé preparandosi infinite minestre di zucca e zuppe di farro e cavolo nero, bonificando ogni angolo della casa con aspirapolvere, ramazza e cencio, facendo lavatrici di lenzuola, bucato vario, e cuccia e giochi di Tremor e Gea. E' andata ad allenarsi al parco sotto la pioggia contravvenendo alla decisione presa il giorno prima che l'avrebbe dovuta far incontrare con alcuni colleghi nel caso non fosse piovuto:
"Vai a correre domani?"
"Nooo, se piove, col cavolo che ci vado!"
"E se non piove ci vai?"
"Sì!"
"Ma non si può andare lo stesso anche se piove?!"
"No!"
"Ok, allora ci vediamo domani alle 11, se non piove!"
"No!"
"Ok, allora ci vediamo domani alle 11, se non piove!"
Dopo la corsa, inzuppata fino agli occhi, ha goduto di una doccia ustionante che le ha messo in evidenza un feroce mal di schiena; si è allarmata, si è sdraiata, si è addormentata; ha ricevuto una bolletta dell'acqua sgangherata, si è imbestialita; il giorno di ponte, in cui gli uffici erano chiusi, si è alzata prestissimo per andare a reclamare presso l'impresa stessa, si è avvilita; ci è tornata ieri, c'era D, venticinque anni, bionda, flemmatica, con una spiegazione identica per ogni protestatore, MR l'avrebbe percossa e picchiata.
Stamattina come per incanto è tornata la connessione. MR è di nuovo una tossica a pieno regime.
venerdì 2 novembre 2012
UN RICORDO
Bastava che percorresse per pochi metri la strada che divideva la sua casa dalla collina, e MR raggiungeva il punto più ampio dell'argine perfettamente centrato da un susino all'ombra del quale si sdraiava, da piccola, durante la bella stagione. Capitolava, sotto quella chioma folta e verdissima, e leggeva la vita attraverso l'ordito imbalsamato dei rami e le movenze sinuose e isteriche delle foglie. Profili, linee, cuori, sfere, sagomature azzurro cielo tra il verde a iosa, fornivano a MR l'illusione di poter interpretare l'andamento delle situazioni. E la portava via con se quell'illusione, stretta al petto, fino a sera. Durante la notte si tramutava in speranza, e MR vedeva il susino avvolto dall'oscurità, vedeva le stelle incastonate nelle sue foglie a dare speranze a chi forse, più grande di lei, poteva sdraiarvicisi sotto al buio. MR non arrivò in tempo; quando avrebbe potuto guardare le trine nere e brillanti, quando avrebbe potuto sdraiarvicisi sotto al buio, per poter fare la contabilità dell'anima, per ricomporre un più maturo mosaico dei pensieri, il susino non c'era più. MR qualche volta ci pensa; con un'improvvisa quanto disincantata nostalgia e con la necessaria prudenza per non scendere sotto certe delicate soglie.
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