giovedì 31 maggio 2012

NIRVANA?

La via per il Nirvana è irta di ostacoli. D'altro canto MR non sente l'impellenza di un'elevazione verso una condizione/non-condizione che la ponga ad un passo dalla perfezione spirituale. Non aspira al raggiungimento di una gioia ineffabile e soprannaturale. A MR una vita libera da odio, livore, e avversione non interessa. Per MR una vita priva di cupidigia e incontaminata non sarebbe seducente. Con MR la mancanza di sogni e illusioni fa a cazzotti.
Come avrebbe potuto non desiderare che la segretaria Costanza, che si è lanciata, ululando, al suo inseguimento lungo la scalinata del super centro di benessere, bellezza e salute, non rovinasse in un ruzzolone su quelle scale, due giorni fa all'ultima visita di controllo con il Professor Fondi?  "MR, chi l'ha autorizzata ad entrare dal Professor Fondi scavalcando le altre clienti?" 
Come avrebbe potuto non maledire le clienti scavalcate che facendo pressione al Professor Fondi, bussando ripetutamente alla porta dello suo studio, lo hanno fatto confondere e agitare mentre drenava l'ultimo residuo di cisti dal naso di MR? "Professore, apra, c'ero prima io!" 
"No, io avevo l'appuntamento prima di tutte, mi faccia entrare!"
"Sto andando a reclamare dalla segretaria Costanza, apra subito, ha capito?"
Come avrebbe potuto non provare profondo malanimo verso il Professor Fondi che agitato e confuso dalle clienti scavalcate ha dato a MR una crema disarrossante, e calmante per anziani e bambini da applicare più volte al giorno dopo l'uso del pannolino? "Ecco, con questa crema è a posto, MR, potrà dire addio per sempre alle sue cisti sul naso!"

Analogamente, bassissimi sono stati i sentimenti di cui si è resa preda ieri quando un buco nero sembrava aver inghiottito il pulsante del citofono. "Cos'ha? Si sente bene?" ha chiesto un coinquilino preoccupato dall'espressione attonita di MR paralizzata davanti al portone d'ingresso. "Sct figl'puttana, t pozza piglià n'accdent all man, a te a mammta, a sordta, i a tutt gli sctrunz dlla famiglia tia!" ha bestemmiato lei tetra, all'indirizzo di un intero lignaggio, infilando un dito nel buco nero. "Glielo hanno sgarrupato, che vandali!" ha cercato di consolarla lui. "Deve essere stato uno dei miei corteggiatori over settanta!" ha spiegato lei cercando con l'aiuto di lui, insieme agitati, di estrarre il dito che non veniva fuori dal buco nero.

E' solo qualche esempio di come MR vede la vita e reagisce alle sorprese e ai trabocchetti di questa. Poi vengono nell'ordine, i sensi di colpa, le frustrazioni, i gorghi di depressione, i vortici di avvilimento, le ansie da prestazione, e l'insonnia. Ma tutto fa vita.
La via per il Nirvana è irta di ostacoli, è lunga da percorrere, e non è contemplata sulle mappe stradali di MR.                                                  

mercoledì 30 maggio 2012

LE TRAGEDIE NON VENGONO MAI DA SOLE

Le tragedie non vengono mai da sole. Dopo aver speso per l'ennesima volta qualche milionata di euro per la parata del 2 giugno, un'altra violenta scossa di terremoto in Emila Romagna. Dopo lo Stato e la politica, morte e disperazione. Un Presidente della Repubblica manicheo, seppur con ambizioni di sobrietà, che rivendica la forza e la serenità della nostra Repubblica, con la parata inneggia a sfide e vittorie, rivaluta l'irrivalutabile, esige l'inesigibile. C'è una comunità appartenente a questa Repubblica che ha bisogni ben più urgenti di una parata militare; ha impellenze indifferibili. Ci sono innumerevoli comunità appartenenti a questa Repubblica che non sono disposte ad accettare supinamente uno spreco inutile di soldi. C'è un paese ed è questa Repubblica che accoglierebbe di buon grado un cambiamento epocale - l'abolizione della ormai poco sentita e insensata parata militare - che sarebbe potuto verificarsi in periodi se non belli quantomeno non troppo esagitati, e cioè in occasione delle passate edizioni. Quella di quest'anno potrebbe essere la giusta circostanza, la assennata opportunità, la consapevole necessità da parte dello Stato di affrontare e mettere in atto il cambiamento. In questo periodo brutto e fortemente esagitato.

lunedì 28 maggio 2012

ALLERGIA: SPRAY NASALI ITALIANI, COLLIRI GIAPPONESI

Da due giorni, a causa dei pollini che impazzano, MR è entrata a pieno titolo nella stagione delle allergie.  I celebri tigli fiorentini guardano i viali, e con i loro fiori profumano lo smog; pollini di tiglio e smog insieme formano una miscela perversa e assassina. Quando a questa si aggiunge ogni singola spora di ogni specie di graminacea, l'equilibrio della secrezione nasale e della lacrimazione degli allergopatici viene seriamente compromesso. MR nella scelta delle cure per affrontare l'intasante universo degli allergeni, ha gusti ben precisi ed esigenze specifiche. Benché la rinite da fieno, che in questo periodo la investe, sia pesantissima le sue preferenze per sedarla risultano piuttosto insignificanti. Un banale cortisonico spray, acquistato nella farmacia sotto casa, riesce ad alleggerire la schiacciante sensazione di soffocamento, e questo è sufficiente. Si è dovuta invece allontanare un po', per trovare rimedi validi per la lacrimazione e l'arrossamento degli occhi, che si rivelassero fruttuosi anche esteticamente, per lo spirito e per l'umore. Li trovò in Giappone, l'anno scorso durante la tournée. Sono i colliri giapponesi, per cui MR va pazza. I colliri giapponesi sono fighissimi, colorati, e racchiusi in vezzose scatoline con suggestive illustrazioni grafiche. Si passa dalle sfumature azzurro oceano - con miliardi di goccioline tra le quali spicca The Drop in una cornice fragorosa di ideogrammi in tinta - al rosso macchia di sangue rappresentato da una pozza di liquido rosso con tanto di propagazione di onde e con la R di Red stampata sopra. Abbondano anche custodie verde fango, viola quaresima, e giallo zabaione, nuance che corrispondono alle colorazioni del prodotto stesso. Il design del contenitore si contraddistingue per le sue linee aggressive e sghembe. Tra gli altri, degno di nota è il kit completo di collirio e occhiali con due imbuti al posto delle lenti che permettono alle gocce di centrare in pieno l'occhio evitando inutili sprechi. I colliri giapponesi si trovano esposti nei variopinti scaffali delle farmacie, simpatici e pazzi mini market, dove si possono trovare anche soia, tè verde, alghe, e qualche confezione terapeutica di pesce essiccato. MR, lo scorso anno, investì in una fornitura pluriennale di collirio giapponese, che le basterà fino alla prossima tournée. Prima di ripartire per l'Italia MR si è riempì gli occhi di colliri vari. Per civetteria perché sbiancano la sclera dell'occhio evidenziando l'iride, e facendo tanto gran topa. Per affrontare il viaggio con gli occhi meno spiritati possibile e con uno sguardo fresco. Prima dell'imbarco, MR cambiò gli yen avanzati dall'investimento in colliri giapponesi in un cambia valute all'aeroporto di Osaka. Due omini gaudenti e incuriositi dal rincoglionimento da stanchezza, e da stress di MR - anche se questa pensava fossero incuriositi dalle sclere sbiancate e dallo sguardo fresco - si divertirono ad interagire con lei, l'uno al di qua e l'altro al di là dello sportello. L'omino al di qua, irretito dagli occhi liquidi, baluginanti, e persi nella malia del vuoto di MR, le suggerì cosa scrivere sul modulo che  non riusciva a decifrare, zompettando a destra e a sinistra e ridacchiando felice. L'omino al di là che guardava MR cercando stabilità nei suoi occhi stanchi e rifulgenti, calati e ultra glam, charmant e misteriosamente viscosi, le restituì, decidendo civilmente di non approfittare del rimbecillimento di questa, fino all'ultimo centesimo di euro.

sabato 26 maggio 2012

SEGRETARIA, DOTTORESSE, PROFESSORE

PREMESSA
Nel super centro di benessere, bellezza e salute, dove a MR hanno asportato le cisti che aveva sul naso, c'è una gerarchia all'apice della quale domina incontrastata la segretaria Costanza, seguita dai diversi dottori e dottoresse, che a loro volta precedono le hostess e le infermiere sexy; alla base c'è il Professor Fondi che è pur sempre il direttore sanitario del centro.

INTRODUZIONE
L'organizzazione del super centro di benessere, bellezza e salute spesso e volentieri latita. E' come il sole che si nasconde dietro le nuvole, è come le uova spinte in fondo al frigo, è come il sangue occulto nelle feci, è come un'eclissi di luna. Tuttavia, proprio come un latitante che viene stanato, come il sole che torna a splendere, come le uova che riemergono - scadute - dal fondo del frigo, come il sangue che viene rilevato nelle feci, come la luna che esce dall'ombra, anche l'organizzazione del super centro di benessere, bellezza e salute a volte riaffiora dalle sabbie mobili.

Ieri MR è andata all'ennesima visita di controllo dal Professor Fondi. Come sempre ad attenderla c'era la segretaria Costanza.
La segretaria Costanza è l'organizzatrice, la coordinatrice, la programmatrice, la moderatrice di tutto il centro. E' bella e altera, ha il broncio di una modella, gli occhi a mandorla penetranti, e il sussiego di un mastino napoletano.
"Buongiorno, signora, mi dica!"
"Buongiorno, sono MR, ho una visita di controllo con il Professor Fondi."
"No, oggi il Professore non c'è. C'è la Dottoressa Rosati. La prego di accomodarsi in fondo al corridoio."
Dopo qualche minuto, la presunta Dottoressa Rosati sbuca da uno studio.
"Buongiorno, lei è?"
"Sono MR."
"Ah, sì, è qui per le creme!"
"Ehm, no. Veramente sono qui per una visita di controllo."
"Ma a me non risulta nessuna MR nell'elenco."
"Sono stata convocata ieri dalla segretaria Costanza per le 13.45 di oggi!"
"E' stata imbucata?"
"CONVOCATA!"
Dopo qualche minuto, la vera Dottoressa Rosati spunta dallo stesso studio.
"Buongiorno, io sono Emma, venga con me, MR!"
Emma, la vera Dottoressa Rosati, è bionda, ha gli occhi azzurri, è dolce e gentile, ha i modi e la bellezza di una principessa, e il passo elegante.
MR, seguendola, prova a camminare come lei, ma senza successo.
Emma visita MR.
"Vediamo. Aspetti, scusi se scanso questa ciocca di capelli, per altro bellissimi. Bello questo taglio, più lungo da un lato. Chi glielo ha fatto?"
"Più lungo da un lato??? Me lo ha fatto Mohammed il marocchino!!!"
Emma suggerisce a MR di continuare la cura e di usare creme idratanti e a protezione 50, e la accompagna dal Professor Fondi che, come un latitante, come il sole, come le uova, come il sangue, come la luna, come l'organizzazione del centro, appare. Un improvviso e inaspettato rendez vous tra la Segretaria Costanza, la presunta Dottoressa Rosati, Emma - la vera Dottoressa Rosati -  il Professor Fondi e MR in fondo al corridoio, crea un po' di confusione.
"Lei è qui per un controllo corpo?" chiede spaesata la presunta Dottoressa Rosati.
"No, sono qui per un controllo viso", risponde nervosa MR.
"Per un controllo ci  vuole mezzora, professor Fondi, ha altre due clienti!" ordina acida la segretaria Costanza.
"Ma no, bastano due minuti, venga, MR!" ribatte fiducioso il Professor Fondi.
"Sì, è una cosa rapida!" conferma Emma, facendo scricchiolare la sicurezza proterva della segretaria Costanza.
"Bene, come volete!" si arrende questa con la vendetta nello sguardo.
"Bene, bene, MR, va molto meglio. La voglio rivedere martedì prossimo per un piccolo drenaggio in questo punto. Sarà una questione di cinque minuti."
"Prendo un appuntamento, allora?"
"No, per carità, altrimenti glielo daranno per il prossimo novembre. Si faccia vedere qui fuori, mi bussi, veda un po' lei."
Dopo la visita di controllo, MR imbocca l'uscita ma viene bloccata dalla segretaria Costanza.
"Allora, MR, è tutto a posto?" indaga truce.
"Sì, devo tornare martedì per un drenaggio, e il professor Fondi ha detto che per CINQUE minuti apparterrà solo a me."
"Sì, ma mi chiami lunedì sera, così le do conferma!"
"Ma non può avvertirmi lei, come fa sempre?"
"No, chiami lei!" ringhia la segretaria Costanza facendo roteare fra le dita un bigliettino da visita con il numero di telefono del centro che ha cerchiato in rosso, prima di porgerlo a MR.


giovedì 24 maggio 2012

NOMINA SUNT CONSEQUENTIA RERUM, NOMEN OMEN

"I post che scrivi sono divertenti, autoironici, e a volte taglienti."
"Oooh, uuuh, graz.."
"Sì, ma cerca di non chiamare sempre le persone per iniziali."
"Perché, non va bene? Lo faccio per una questione di privacy, e poi dà una certa caratterizzazione al tutto."
"Sì, sembra di leggere un codice fiscale. Scusa, ma usa dei nomi di fantasia, no? D'altra parte..."
"D'altra parte cosa?"
"Nomina sunt consequentia rerum. Nomen omen."
"Dici? Tipo Scania in luogo di L con i suoi tratti somatici uguali a quelli della facciata di un tir, o Il Liceale, o Il Mafioso, o Marcello Mastroianni de' no' antri, o Fata in luogo di MR perché dicono che parlo come la Lollobrigida?"
"Più o meno, ma ho detto nomi di fantasia, non sopprannomi o nomignoli! I nomi palesano e riferiscono le qualità, le caratteristiche, le specificità di cose o di persone. Ogni nome ha un destino intriseco, tramandabile ma i nomi e i loro destini sono anche mutevoli e in continuo rinnovamento. Meglio però usare nomi propri di persona piuttosto che soprannomi."
"Ah, ho capito!"
"Eh! E comunque, neanche la terza persona che usi è proprio il massimo. Se pensi che la usano Berlusconi e il Papa.


G e non è il solo - con lui anche R - ritiene che non usare le iniziali dei nomi, ma, sempre per necessità di privacy, nomi di fantasia riconducibili a fatti, cose, o personaggi e persone, dia alla lettura dei post più scorrevolezza, e un'identità ai nominati.
Propensa ad accogliere il suggerimento, MR, che continuerà comunque a chiamarsi MR, da oggi in avanti userà nomi propri di persona per esteso cominciando da Antonio (Di Pietro) in luogo di G e in luogo di R ci deve pensare.
La terza persona per ora resta invariata.

mercoledì 23 maggio 2012

STAI MATURANDO, OVVERO, OPINIONE DI EX

F è alto, ha gli occhi verdi, un carattere burbero, e un grande cuore. F lavora nel campo dell'edilizia, ama la filosofia, l'estetica, la critica letteraria, la pittura e la vita di campagna.
F fu presentato a MR dall'amica comune S. Prima di incontrarsi si conoscevano solo di vista e si detestavano. Lui, seduto per terra fuori dal bar del quartiere, vedeva passare lei in motorino avvinghiata al suo fidanzato, con gli short, gambe e capelli al vento. "E' una poco di buono" osservava bacchettone.
Lei, mandata dalla mamma a prendere frutta e verdura nel negozio in cui lui in estate lavorava, lo vedeva sfacchinare con i capelli lunghi, ispidi e ingestibili. "E' antipatico e ha dei tronchi orribili in testa" considerava velenosa.
L'amica comune S organizzò l'incontro tra F e MR, con lo scopo di accoppiarli, a loro insaputa.
"No, mio Dio, non lei!" biascicò trucido lui.
"Merda, proprio lui!" farfugliò impietrita lei.
Superato il primo momento, pesante come una lega di piombo e cadmio, F e MR cominciarono a piacersi. Decisero così di rivedersi e di percorrere insieme lo stesso cammino. Camminarono dentro il Metropolitan Museum, il Prado e il Louvre, dove lui trascinò di peso lei, che dopo averlo considerato pazzo perché capace di sostare davanti ad un quadro anche venti minuti, decideva di aspettarlo fuori. Camminarono tenendosi per mano per le capitali del mondo, dove lui le spiegava architetture di chiese, moschee, palazzi, piazze, archi, torri, piramidi, templi, e le illustrava le cucine locali. Lei preferiva all'arte e all'architettura le delucidazioni sulle gastronomie etniche, lui le diceva "Non capisci niente!" 
Viaggiarono molto, lui era per lei il suo mentore, lei era per lui la sua bussola.
Lei un giorno gli chiese di sposarla, lui accettò. Buttarono giù i muri della vecchia casa di campagna a picconate, come Demi Moore e Patrick Swayze.
In quella casa abitarono. Lei suonava il pianoforte e cantava per lui costringendolo a estenuanti guide all'ascolto, fino a quando sfinito cadeva riverso in mezzo a montagne di spartiti musicali.  Lui si chiudeva in bagno a studiare il pensiero di Heidegger, fino a quando lei con la vescica che stava per esploderle non cominciava a battere i pugni sulla porta:
"Hai finito? Non ce la faccio più!"
"Scusa, ma Heidegger è fenomenale. Riuscire a entrare nel suo pensiero è una sfida, e posso farlo solo nella pace del bagno."
F, dopo averla studiata a lungo, reputò che MR fosse strutturalmente forte e fisicamente indistruttibile. Per questo le diceva sempre che non sarebbe invecchiata mai, che avrebbe vissuto fino a cent'anni. Per questo la portò nei campi a coltivare ortaggi, a mietere l'erba, a potare, piantare e innestare gli alberi
"Che bel viso acqua e sapone hai", le diceva da fine esteta lui mentre lei vangava.
"Non potare così brutalmente i miei alberi!" gli ordinava ormai abile e competente lei mentre lui smanettava furiosamente con le cesoie e pensava "Che moglie pallosa che ho!"
Dopo qualche tempo, sarà stato per le cesoie, sarà stato perché è sempre la vita a decidere, F e MR si divisero. Pur tuttavia non si sono lasciati trafiggere dai rancori. Lui per lei è sempre F, lei per lui è un mostro, sono rimasti in buoni rapporti, e ogni tanto si sentono.
"Ciao F, come stai?"
"Ehi, mostro! Bene, tu? Sempre in forma? E chi ti ammazza. Tu camperai cent'anni e non li dimostrerai. Novità?"
"Sì, ho tagliato i capelli!"
"Cooosa?! I tuoi lunghi capelli? Quei capelli?"
"Sì, ti mando una foto, così mi dirai cosa ne pensi. Te la spedisco via mail, mi raccomando rispondimi presto!"
Caro mostro,
non che tu non stia bene con i capelli corti, ma noto dei cambiamenti. Insomma, stai "maturando". Hai un po' l'aria della "signora" borghese, dell'insegnante pensierosa con problemi, un po' rompiballe. Si comincia a vedere che sei entrata nel quarantennio. Forse i capelli lunghi lasciavano qualche legame con la gioventù, con la spensieratezza...
Un abbraccio, F.

domenica 20 maggio 2012

UNA DUE GIORNI DA (NON) DIMENTICARE

Melissa ha 16 anni, frequenta l'istituto professionale per la moda e il turismo. Sabato mattina alle 7.45 scende dall'autobus, proprio di fronte all'ingresso della scuola che frequenta. Lì, insieme a Veronica salta in aria. Tre bombole di gas metano collegate tra loro dentro un cassonetto dei rifiuti esplodono grazie a un timer o telecomandate a poca distanza. Spezzano la vita di Melissa, frantumano il torace di Veronica, ustionano gravemente altre quattro ragazze. Succede a Brindisi che prima inorridisce, per qualche manciata di ore si accascia scorata, poi protesta risollevando il capo. L'Italia è disorientata, i genitori degli adolescenti  sono confusi e spaventati, gli inquirenti cercano tracce e indizi. Sacra Corona Unita, terroristi che azzardano una strategia della tensione post moderna, un Breivik versione pugliese, un fondamentalista islamico di Al-Qaida, l'ultimo tipo di pazzo lucido vestito elegantemente e con quel tanto che basta di competenza per congegnare un ordigno esplosivo eccentrico e mediocre, manierato e modesto. "Dunque?" chiedono gli italiani genitori, gli italiani figli, gli italiani sui social network, gli italiani sintonizzati sui media. Le procure di Brindisi e di Lecce continuano la loro battuta di caccia su direzioni divergenti, mentre l'Italia massiccia, risoluta, e notturna viene rischiarata dalle fiaccole. L'imponderabile sorprende i sensi appannati, mentre l'Italia, un po' più a nord, turbata, distesa nei letti, e albeggiante viene allarmata da una forte scossa sismica. Crolli e morti. Imbarazzo e impaccio. L'Italia osserva attonita, guarda dolente, inciampa nel minimizzare, scivola squallidamente su battute meschine e disperate. "E adesso?" si chiede fragile e atterrita.